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CUORGNE. La sinistra parte dall’Alto Canavese

Una serata per discutere di unità a sinistra, di prospettive elettorali e di lavoro: è quella organizzata a Cuorgnè venerdì 27 ottobre dal Comitato per la Costituzione Alto Canavese.  Alla base del confronto le proposte di “Alleanza Popolare per la Democrazia  e l’Uguaglianza”.

Una volta letto questo nome, la quasi totalità dei lettori ne saprà come prima: “Cos’è ? Mai sentito nominare!”. Non avrà torto: non sale praticamente mai agli onori della cronaca e non se ne parla sui giornali né nei programmi televisivi. Forse perché i fondatori sono nomi ignoti al grosso pubblico? O perché si teme che, se fosse conosciuto, potrebbe dare fastidio? I suoi fondatori  non godono di fama mediatica ma arrivano da esperienze qualificanti: l’avvocato  Anna Falcone è stata vicepresidente del Comitato per il No al Referendum sulla Costituzione; Tomaso Montanari, oltre che insigne storico dell’arte, è presidente dell’associazione “Libertà e Giustizia”.

Come ha spiegato Bruno Boggio, uno dei coordinatori del Circolo Alto Canavese “quella che vogliamo è una sinistra nuova, alternativa alle politiche devastanti portate avanti in questi ultimi vent’anni ed uguali nella sostanza  a quelle della destra. Mi si permetta di esprimere la nostra assoluta contrarietà alla nuova legge elettorale, approvata ieri dal Senato con il ricorso al voto di Fiducia. E’ molto probabile che anche questa, come le due precedenti, venga dichiarata incostituzionale: ancora una volta il Principio di Governabilità è stato fatto prevalere su quello sacro della Rappresentatività”. 

Ospite d’onore della serata Stefano Alberione, del Comitato Direttivo Provinciale di “Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza”, che ha detto chiaramente: “Non sono venuto ad instillare ottimismo.  La Destra avanza in tutta Europa con uno sfondamento che è innanzitutto culturale: sta prevalendo nella società la convinzione che il Nemico non è quello che sta in alto ma quello più prossimo  a te, con  il quale ti contendi le briciole ed è fondamentale capire come si sia giunti a questo  e come occorra reagire. Arriviamo da anni di attacchi al salario, diretto ed indiretto: si è pagati di meno per lavorare di più, si va in pensione più tardi, si è sempre meno tutelati nel diritto all’istruzione ed alla salute e gravi responsabilità per queste involuzioni  vanno attribuite ai governi di cui la sinistra ha fatto parte. Alla parola Sinistra (che per le masse comincia a diventare inquietante) bisogna ridare dignità: il centro-sinistra ed il PD non  sono la soluzione ma il problema”.

Un altro elemento su cui Alberiore ha invitato a riflettere è “la ribellione evidente dell’elettorato contro le Politiche Centrali  e contro chi governa:  vale per il successo del Movimento 5 Stelle,  per il referendum sulla Riforma Costituzionale ed anche  (da destra) per il referendum  sull’Autonomia tenutosi nel Veneto”.

Per introdurre il tema del Lavoro e dello Sfruttamento, una presenza piuttosto inquietante ha  accompagnato,  silenziosa ed immobile, gli interventi della serata: un manichino, inizialmente adagiato in terra, è stato rivestito con una tuta da operaio e scarponi da lavoro, quindi avvolto in fogli di alluminio, che gli coprivano il corpo, la bocca ed in parte gli occhi. “Senza tutele perché gli hanno tolto la parola – ha spiegato Marino Tarizzo, autore di questa ‘poesia visiva’ -. Per dargli un nome avevo pensato dapprima a  ‘Domopack’ (riferimento molto attuale, trattandosi di una produzione della Comital di Volpiano) poi a ‘Jobs Act’, infine mi sono rifatto  a Leopardi ed ho scelto l’inglese  ‘Working class’ (“Classe operaia”).

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Blogger: Caterina Ceresa

Caterina Ceresa
Autore e collaboratore de La Voce del Canavese nell'alto Canavese

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