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CUNEO. Scopre un ladro in casa, donna accoltellata da conoscente

Sapeva che la sua vittima, una donna di 54 anni, viveva da sola in una villetta a Cuneo e l’ha rapinata nel cuore della notte, dopo avere sfondato il vetro del bagno. Ma è stato sorpreso dalla padrona di casa, che in passato l’aveva aiutato con piccole somme in denaro, e l’ha colpita con un coltello alla gola ferendola gravemente. Poi è fuggito, ma è stato rintracciato qualche ora dopo in un albergo della città è arrestato. In manette, bloccato dagli agenti della Squadra Mobile mentre stava per fuggire, un giovane di 25 anni, di origini filippine. L’aggressione in via Luzzatti, in una zona residenziale di Cuneo. Quando il ladro è entrato nella sua casa, la donna è stata svegliata dai rumori, è scesa al piano di sotto. Il giovane era armato e per fuggire le ha tirato tre coltellate, al buio: un fendente ha raggiunto la gola della donna. La Squadra Mobile e gli agenti delle Volanti l’hanno cercato nei quartieri di Cuneo alta fin dalla notte e oggi, a mezzogiorno, l’hanno arrestato. Il giovane ha alcuni precedenti per furto, ed è residente a Cuneo. I poliziotti lo hanno fermato in via Coppino a Cuneo, nell’hotel dove aveva trascorso la notte dopo un litigio con la famiglia, davanti all’ospedale. Era pronto a partire e lasciare la città. Nello zaino aveva ancora il coltello usato per ferire la donna. Ora è in carcere al ‘Cerialdo’, accusato di tentato omicidio aggravato e rapina. La donna ferita alla gola è ancora ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Santa Croce e Carle, ma non è in pericolo di vita: è stata lei a chiamare dal telefono fisso il 112 e chiedere aiuto con le ultime forze, dopo che l’uomo l’aveva ferita alla gola. I medici del Santa Croce l’hanno operata d’urgenza nella notte: la ferita era vicina alla giugulare e la 54enne ha rischiato di morire. Il giovane filippino è stato interrogato nella Questura di dal pm della Procura di Cuneo Alberto Braghin: ha confessato il delitto. Dalle indagini è stato accertato che il giovane e la donna erano stati presentati l’uno l’altro da una conoscenza comune. Il giovane aveva da poco perso il lavoro da operaio in un’azienda di biciclette. Il dirigente della Squadra Mobile di Cuneo Pietro Nen spiega: “La svolta nelle indagini è arrivata fin dalla prime ore: abbiamo acquisito informazioni sulla vittima scoprendo che conosceva la famiglia del ragazzo. Poi la ricerca dell’aggressore ha dato buon esito e siamo intervenuti prima che lasciasse la città”.

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