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CRESCENTINO. L’estate “fredda” dei cani…

Enea, Cora, Bella, Bea ed Oscar, ma a loro se ne aggiungono anche diversi altri. Cuccioli o adulti non importa. Di razza o meticci men che meno. Quest’anno sono loro ad essere stati accumunati dallo stesso tragico destino.

Sono cani, abbandonati, buttati in mezzo ad una strada perchè là voglia di prendersi cura di loro, in questo periodo dell’anno in cui il pensiero più grande è quello di preparare le valige, è pari a zero.

Si tratta soprattutto di cuccioli che non superano i sei mesi.  Ad accoglierli, il canile Balto di Crescentino gestito dall’associazione Diamoci la Zampa.

Ed è proprio l’associazione Diamoci la Zampa, della responsabile Sara Corsini, che ci ha fornito i dati ed i numeri sull’abbandono di quest’anno.

Esordisce sostenendo che rispetto al 2015, l’indice degli abbandoni è considerevolmente aumentato.

L’anno scorso a luglio  – sostiene – avevamo il canile semi vuoto e c’erano richieste di adozione anche in estate. Quest’anno il canile è strapieno e anzi abbiamo superato la nostra capienza”. Una, la richiesta di adozione.

La maggior parte dei cani che vengono ritrovati sono vivi, anche se “qualche volta capita di trovare animali feriti perchè incidentati”.

Non mancano poi – spiega la volontaria – i casi di maltrattamento con cani denutriti e timorosi per le botte subite”.

I luoghi dell’abbandono? A Crescentino, viene prediletta la campagna aperta, anche se, dai dati forniti dal canile, non mancano i casi i cui sono gli stessi padroni a portarli in sede. “Dicono di averli trovati, anche se casualmente l’animale sembra già affezionato a loro”. Gli ultimi ritrovamenti, a Crescentino, sono avvenuti al cimitero, in un bosco in collina “con il cane che aveva la catena staccata”. “Nel caso di Cora, una cagnolina abbandonata a luglio – dice Corsini -, il ritrovamento è avvenuto al distributore Agip. Era dentro una scatola…”.

Nonostante gli enormi passi avanti fatti in merito al benessere animale e alla creazione di strutture pet – friendly rimane quindi un enorme gap culturale sul modo in cui vengono trattati gli animali.

Accanto a chi li considera come figli permane un cospicuo numero di persone che li tratta come oggetti. Dal cacciatore che li usa solo per la caccia e se non son bravi li abbandona, a chi li usa come guardia al bestiame e se li perde poco importa”. O chi, banalmente, li prende per il bambino e quando il bimbo si rompe o il cane cresce, vengono sbattuti fuori casa.

Servirebbero controlli più severi sull’identificazione – è l’appello finale -, mentre c’è ancora molta ignoranza sull’obbligo del chip. Stessa cosa vale per le sterilizzazioni, sempre più persone fanno accoppiare i cani senza pensare alle conseguenze”.  

E le conseguenze sono spesso la strada ed il canile…

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