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CRESCENTINO. La sfida di Ferrero: salvare capra e cavoli

L’incompatibilità, quantomeno sul piano formale, non c’è. Ma è chiaro che, nel momento in cui Vittorio Ferrero annuncerà la sua candidatura a sindaco per le amministrative del 2019, per evidenti motivi di opportunità rassegnerà le dimissioni da presidente del Comitato locale della Croce Rossa. Purtroppo per lui, però, la notizia della candidatura (che avrebbe dovuto rimanere riservata almeno fino a Natale) è nota da tempo, e quindi in questi mesi gli tocca stare nel limbo: non è ancora “candidato ufficiale”, ma sottotraccia – con l’aiuto del fido Luca Lifredi – intensifica gli incontri per creare consenso intorno al suo nome e alla sua lista. Dopo una serie di abboccamenti con Salvatore Sellaro (che, a quanto pare, l’ha messo sul chi va là: «mai con quelli del Pd!»), la sera di venerdì scorso il Nostro era alla Trattoria dei Galli dove s’erano radunati almeno una trentina di simpatizzanti di “Crescentino ricomincia”, la lista che alle scorse comunali appoggiava il candidato sindaco Gian Maria Mosca. Un altro, l’avvocato, che guarda con interesse al progetto di Ferrero, ma che – esattamente come Sellaro – appena sente odor di Pd rovescia il tavolo: e non solo perché il fratello è candidato al Consiglio Regionale con il Movimento 5 Stelle.

Il buon Ferrero, noto simpatizzante del Partito Democratico, si trova quindi nell’incresciosa situazione di quel tale che doveva traghettare al di là del fiume una capra, un lupo e un cesto di cavoli: tutti sulla barchetta non ci stavano, e nemmeno poteva lasciare insieme – su una riva o sull’altra – lupo e capra, o capra e cavoli. Per battere Greppi alle elezioni gli servono i voti del Pd, del gruppo Mosca e magari anche quelli di Sellaro, e non gli basterà presentare la lista “Crescentino Viva” come «un gruppo di giovani volenterosi». Siccome acca’ nisciun’è fess, Mosca e Sellaro gli chiederanno di metter nero su bianco che i “vecchi” del Pd resteranno fuori dalla lista (e che in caso di vittoria non entreranno nemmeno come assessori esterni), mentre il sedicente dirigente piddino Mauro Novo gli ha già mandato a dire che il partito non potrà sostenere una lista in cui ci sia Luca Lifredi, uno che fino a ieri (fino alla defenestrazione voluta da Speranza e Arlotta) è stato la spalla di Greppi.

Ferrero, da anni a capo di una benemerita associazione, si sta forse rendendo conto che il volontariato è una cosa, e la politica è un’altra. Auguri.

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