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Olimpia Mary Maglione, spegne le sue 100 candeline

COSSANO. Olimpia Mary Maglione ha spento le sue 100 candeline

Il 7 aprile scorso tutta Cossano si è ritrovata per festeggiare un compleanno davvero speciale: i cent’anni di Olimpia Mary Maglione.

Alla piccola festa organizzata presso il centro socioculturale hanno preso parte la famiglia e l’Amministrazione Comunale; per l’occasione, il Vicesindaco Aurelia Siletto ha consegnato ad Olimpia una medaglia in ricordo del momento e il Sindaco Alberto Avetta l’ha omaggiata con un mazzo di fiori, definendola una donna molto attiva, gentile con tutti e con un gran bel sorriso. Ha ricordato che i compaesani hanno sempre avuto il piacere di scambiare qualche parola con lei, un piacere che ora è venuto meno solo perché Olimpia preferisce restare nella sua bella casa a godersi la sua magnifica famiglia. 

Sono originaria della Pennsylvania”, ha raccontato Olimpia, “e sono nata il 7 aprile 1919, da Natal e Maria Gianotto. Prima di andare in America, mio ​​padre si recò a lavorare in Francia, ma negli Stati Uniti c’era più lavoro e guadagno: così decise, con suo fratello Steve, di andare lì. Si stabilirono ad Avella e costruirono molte case in Highland Avenue. Quando la società del carbone aprì una miniera a Cedar Grove, papà e zio Steve decisero di trasferirsi lì. Quando ebbero guadagnato abbastanza, tornarono a Cossano. Papà sposò Maria Gianotto. Lo zio Steve sposò Antonia Brunero. Nel 1913 ripartirono per gli Stati Uniti”. Tra i ricordi più belli della sua infanzia, definita da lei stessa come ‘felice’, ci sono quelli relativi alla scuola; “La mia insegnante era la signora Allen. Era molto brava; sono stata sempre promossa e con la mia amica Wilda Peterson studiavamo insieme per essere le prime della classe”.

Un giorno andai da zia Antonia”, ha continuato, “aveva appena ricevuto una lettera da sua sorella in Italia: mi mostrò una foto e mi disse ‘guarda che bel nipote che ho’. Io guardai quella foto e risposi: ‘è molto carino’ ma mai avrei pensato che quel ragazzo sarebbe diventato il mio caro marito”. 

Nel 1929, quando i minatori scesero in sciopero e tutte le miniere furono chiuse e, cosa più terribile, i miei genitori persero tutti i loro soldi nella Lincoln National Bank di Avella, si decise di tornare in Italia. Abbiamo salutato tutti i nostri parenti e amici con le lacrime agli occhi, ma ansiosi di vedere Cossano. Una volta arrivati mia sorella preferì andare a lavorare a Torino. Io, invece, rimasi a casa per aiutare i miei genitori. Il tempo passò e nel 1940 arrivò la terribile guerra. All’epoca, Benito ed io eravamo fidanzati ma lui dovette partire per il fronte. Quando tornò a casa, due anni dopo, decidemmo di sposarci a Cossano.  Era il 14 febbraio 1942, il giorno di San Valentino. Ci godemmo una grande cena con le nostre famiglie ed una breve luna di miele. Poi nacquero Maria, Gigi e Rosella. La nostra preziosa famiglia! Non eravamo ricchi, certo, ma eravamo molto felici”, ha concluso. “Benito e io lavorammo molto duramente.

I bambini crescevano, così mio ​​marito decise di costruire la nostra casa in Valera. Adesso sono circondata dalle mie preziose nipoti Roby, Monica e Laura. E da tre bisnipoti veramente adorabili: Giulia, Marco e Lulù.  Ringrazio Dio con tutto il cuore, per questa mia meravigliosa famiglia”.

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Blogger: Martina Gueli

Martina Gueli
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