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Mario Corsato

Corsato contro la beffa dei “seimila campanili”

Mario Corsato ha un diavolo per capello da qualche giorno a questa parte. L’anno nuovo, per il primo cittadino cavagnolese, non è iniziato nel migliore dei modi. A “guastarglielo”, l’aver appreso che il progetto di sistemazione degli ex capannoni militari di via XXIV Maggio non è stato ammesso al finanziamento del bando “6000 campanili” indetto dal Governo. L’idea, su cui aveva lavorato la Giunta cavagnolese, non è che non sia piaciuta: solo che non è stata presentata in tempo per essere inserita nei 115 Comuni ammessi a finanziamento. Un ritardo di giorni, settimane, mesi? Macché. Semplicemente, di pochi secondi, se è vero com’è vero che il criterio di scelta dei progetti da finanziare si basava semplicemente sul “clic” pigiato prima sul sito internet del Ministero. Roba da “Lascia o raddoppia”, “TeleMike” o la “Ruota della fortuna”. Mica da un Paese serio… Per questo, Corsato – già ‘scottato’ dal patto di stabilità che sta bloccando i due milioni di euro ottenuti dal magnate dell’Eternit Stephan Schimdheiny e che il Comune non può ancora utilizzare – ha preso carta e penna e ha scritto una lettera lunga così al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, al Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, al Presidente del Senato Pietro Grasso, al presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, al presidente dell’Anci Piero Fassino, al presidente della Regione Roberto Cota e al presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta. Una lettera in cui Corsato chiede, se non di rivedere i criteri di assegnazione di contributi del bando “6000 campanili”, almeno di sbloccare una volta per tutte quei due milioni di euro che servirebbero, tra le altre cose, alla bonifica dall’amianto di edifici pubblici e privati cavagnolesi. E che avrebbe, evidentemente, una valenza sociale, oltre che ambientale, per una comunità, quella cavagnolese, che ha già patito decine di morti per malattie correlate all’amianto dell’ex Saca, consociata dell’Eternit…

La lettera di protesta di Mario Corsato

Nei giorni scorsi è stato pubblicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’elenco dei 115 Comuni ammessi a finanziamento a seguito del bando 6000 campanili. Da una prima verifica emerge che le province più “tecnologiche” risultano essere quelle di Cuneo con dieci progetti ammessi, quella di Pesaro Urbino con nove progetti, quelle di Asti e Vercelli con sette progetti ammessi, tra le meno “tecnologiche”, in rapporto al numero dei Comuni che compongono la Provincia, risulta essere la Provincia di Torino con solo tre progetti ammessi. Queste prime considerazioni valgono naturalmente soltanto per la statistica, ben più profonde sono invece le considerazioni di carattere politico-economico. Molti dei progetti presentati riguardano asfaltature delle strade oppure interventi di messa in sicurezza del territorio dal punto di vista idrogeologico e sono tutti ampiamente superiori ai 500.000 euro e pertanto troviamo un Comune con 48 abitanti che godrà di un finanziamento di 910.000 euro e un Comune di 57 abitanti che riceverà 929.000 euro. Probabilmente questi due Comuni e gli altri ammessi asfalteranno tutte le loro strade magari con i bordi dorati, sistemeranno il loro territorio con fondi dello Stato mantenendo la propria pressione fiscale al minimo per anni. Quindi questi sono certamente dei grandi amministratori. Quelli esclusi, spesso confinanti con quelli ammessi, saranno costretti ad applicare la massima tassazione possibile e non riusciranno comunque a realizzare nessun progetto degno di tale nome per mancanza di risorse, saranno doppiamente beffati se non potranno utilizzare i loro avanzi di amministrazione creati con scelte amministrative oculate e ora vincolati dal Patto di Stabilità. Questi naturalmente saranno tacciati come degli Amministratori incapaci e tutto questo sarà stato determinato da come un server ha recepito un “click” su un tasto probabilmente eseguito alla stessa ora. Davvero geniale la trovata. I Comuni partecipanti al bando risultano essere 3.600 e sicuramente tutti hanno “cliccato” il pulsante alle ore 9 del giorno previsto, previo una preparazione preventiva che ha impegnato risorse economiche e umane notevoli per realtà piccole e solo il tre per cento circa sono stati ammessi. Per gli altri tutte risorse sprecate. Queste beffe durano ormai da anni, si sono verificate in occasione dei Pisl (Piani Integrati di Sviluppo Locale) progetti redatti, pagati con risorse pubbliche e mai finanziati, e ancora con i progetti sugli accordi di programma legati alle avversità atmosferiche, ancora progettazione finanziata e zero risorse per realizzarli. In passato, fino al 1992, lo Stato concedeva ai Comuni sotto i tre mila abitanti, cento mila di vecchie lire per opere diverse, non sostenibili dai bilanci degli stessi Comuni, e metteva tutte le amministrazioni nelle stesse condizioni di partenza, lasciando poi ai singoli enti le scelte conseguenziali. Questo era un metodo, ce ne possono essere altri su come finanziare progetti già cantierabili, oppure usarli per attuare vere unioni tra Comuni, o altri ancora. Ma credo che affidarsi ad un “click” per determinare la fortuna o la sfortuna di una comunità sia palesemente in contrasto con ogni regola di buon senso ed equità sociale. Segnalo inoltre che in data 30 agosto 2013 il prof. ing. Giovanni Bocca nominato come commissario straordinario dal Ministro dell’Ambiente On. Andrea Orlandi per la gestione dei fondi dell’accordo di programma Mattm-Regione Piemonte del 2010 ha rassegnato le sue dimissioni a seguito dei ritardi nella erogazione dei fondi per realizzare le decine di progetti già cantierabili di messa in sicurezza del territorio piemontese. Mi chiedo e vi chiedo se ci sono risorse disponibili, perché non finanziare progetti già pronti con la progettazione già pagata? Altra riflessione importante che emerge esaminando la graduatoria, questa naturalmente riferita alle conoscenze personali: ci sono Comuni ammessi che sono ben rappresentati in ANCI e permettetemi di citare, a tal proposito, testualmente una frase di un noto esponente politico, Giulio Andreotti: “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Se il nuovo metodo, che sarà applicato, per erogare contributi anche consistenti non riguarda più il merito dei progetti presentati ma, il tutto verrà affidato al “click day”, penso sia l’inizio di un cambiamento epocale nella pubblica amministrazione. In futuro, anche le nomine nei Consigli di amministrazione nei vari enti a partecipazione pubblica, oggi di competenza dei Sindaci, dei Presidenti delle province e dei Governatori delle Regioni, verranno fatte con il “click day”, verificati solo i requisiti di base? E lo stesso sistema del “click day” sarà esteso anche ai concorsi per l’assunzione del personale nella pubblica amministrazione, bypassando prove scritte e orali e la nomina di commissioni costose che fino ad ora avevano il compito esaminare nel merito i concorrenti? Se sarà così, perché non usare lo stesso metodo per scegliere chi governa? Mi preme inoltre ricordare al Ministro On. Maurizio Lupi che in questi ultimi due anni i territori svantaggiati hanno subito drammatici tagli ai trasporti pubblici locali, soppressione di linee ferroviarie e tagli ai servizi su gomma non compatibili e sopportabili dai cittadini. Ritengo che il Presidente del Consiglio On. Enrico Letta debba intervenire in prima persona per porre rimedio a questa situazione di paradossale ingiustizia. Credo che il Presidente dell’ANCI Nazionale On. Piero Fassino, che ha partecipato, mediante una convenzione, alla gestione del bando debba intervenire presso il Governo per tutelare gli interessi di tutti i Comuni associati. Si richiede al Presidente della Regione Piemonte On. Roberto Cota, al Presidente della Provincia di Torino Dott. Antonio Saitta unitamente all’ANCI di farsi promotori richiedendo, con forza, al Governo che i Comuni sotto i cinque mila abitanti possano finanziare, con fondi propri, in deroga al patto di stabilità, in tutto o in parte i progetti presentati a valere sul bando “6000 campanili”. I sindaci che leggono per conoscenza la presente, se la condividono in tutto o in parte, possono far sentire la loro voce trasmettendo le proprie considerazioni agli Enti in indirizzo e se ritenuto dandomene riscontro.

Mario Corsato, Sindaco di Cavagnolo

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