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CORONAVIRUS. Spesa porta a porta contro le resse e le file

Arriva il porta a porta della spesa dal contadino. Dal latte ai formaggi, dalle zucchine alle mele, dalla carne al pesce, passando per i piatti della tradizione, tutti consegnati direttamente a domicilio. Coltivatori, allevatori e pescatori si sono mobilitati in questo grande momento di emergenza, per non far mancare i prodotti freschi di stagione nelle case degli italiani.

Una ‘direttissima’ dal campo alla tavola che di fatto crea un nuovo circuito di ‘spesa intelligente, proprio per evitare lunghe e pericolose file davanti a negozi e supermercati e garantirsi cibi di qualità a chilometri zero. Un modo per rispondere all’impennata del 97% delle consegne di cibo online registrato nell’ultima settimana.

Parte in questo week end il servizio della Coldiretti con gli agricoltori di mercati, agriturismi e fattorie di Campagna Amica pronti alle consegne a domicilio in tutta Italia dei prodotti dei territori. A Roma dal mercato al Circo Massimo è possibile avere con una telefonata il “Pacco salva dispensa” in due versioni, una da 30 euro con passata pomodoro, uova, latte fresco, pollo, pane, frutta e verdura, farina, legumi, pasta, formaggio primo sale e carne di bovino; l’altra da 15 euro con frutta e verdura di stagione e in omaggio un mazzetto di odori.

Vengono a casa anche i contadini del mercato di Porta Romana a Milano, con pacchi da 30 e da 40 euro, mentre a Napoli sono stati creati dei punti di raccolta dove i cittadini potranno ritirare il pacco ordinato al telefono. Mobilitazione anche per gli agricoltori di Cia-Agricoltori italiani che, oltre alle consegne a domicilio di prodotti locali attraverso un portale a cui aderisce una rete di oltre 200 aziende agricole, hanno messo in pista gli Agrichef per portare a casa piatti e menu della tradizione ‘belli e pronti’.

Per evitare truffe, sopratutto a danni degli anziani, ci sarà una parola d’ordine da concordare al momento dell’ordine da ripetere alla consegna. Servizio a domicilio anche per il pesce che viene catturato su ordinazione, come fa sapere FedagriPesca-Confcooperative. La pesca, infatti, è in grande sofferenza per il crollo dei consumi per la chiusura dei ristoranti, oltre al fatto che è un prodotto deperibile.

Per tagliare sprechi, ad esempio, la cooperativa Labronica di Livorno ha spostato l’asta dal mercato al web, esce in mare a giorni alterni in modo da contenere i costi del carburante. L’obiettivo è “andare mirato al cliente” per ridurre al minimo il rischio di avere prodotto invenduto.

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