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CORONAVIRUS. Nelle 3 regioni più colpite, ospedali solo per Covid-19

Gli ospedali delle tre regioni più colpite dall’epidemia, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, sono praticamente diventati strutture per il solo Covid-19. Le urgenze oncologiche vengono trattate in reparti di ospedali diversi ed è l’intera equipe medica che seguiva in origine il paziente a spostarsi. Intanto il sindacato dei medici ospedalieri Anaao lancia l’allarme per il Veneto: “Nonostante i Dpcm che tengono la gente in casa, nella nostra regione l’attività ambulatoriale per visite differibili prosegue normalmente con conseguente sovraffollamento nelle sale d’attesa”.   “Non penso che esista in Lombardia un ospedale che non abbia ricoverati per il Covid-19, basta guardare i numeri per capirlo. E solo nei grandi ospedali, quelli da mille posti letto per intenderci, riescono ancora a tenere aperti dei reparti per patologie diverse”, afferma Stefano Magnone, segretario regionale del maggior sindacato dei medici ospedalieri italiani Anaao Assomed. “In Emilia Romagna si stanno usando tutte le strutture possibili per il Covid-19, vengono riaperti ospedali che erano stati chiusi in passato, qui si è smesso di fare ricoveri ordinari, per le urgenze che non si possono rimandare i pazienti vengono mandati anche nel privato convenzionato. Ma il dramma nel dramma è che non ci sono dotazioni di protezione individuale a sufficienza per gli operatori sanitari, eccetto nei pronto soccorso e le terapie intensive”, dice Ester Pasetti, segretario regionale di Anaao Emilia Romagna. Intanto in Veneto il grido d’allarme del sindacato dei medici: “Nonostante i Dpcm che tengono la gente in casa per il pericolo di contagio, nella nostra regione l’attività ambulatoriale per visite e prestazioni differibili prosegue normalmente con conseguente sovraffollamento nelle sale d’attesa”, dice Adriano Benezzato, segretario regionale d Anaao. “Qui da noi sta arrivando un’onda di tsunami, i casi di Covid raddoppiano da un giorno all’altro, per questo abbiamo scritto all’assessore regionale di emanare immediatamente disposizioni per limitare il più possibile il rischio”. E nel pomeriggio, in seguito alle richieste dell’Anaao, la Regione ha deciso di chiudere gli ambulatori per le prestazioni non urgenti.

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