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A SINISTRA l frontespizio del trattato di Agostino Bucci, medico torinese (1585). A DESTRA Il medico francese Guy de Chauliac, testimone della peste nera di metà Trecento

Coronavirus, l’epidemia dalle stelle

«Così va spesso il mondo», commenterebbe forse Alessandro Manzoni. Nei mesi scorsi, mentre dilagava l’epidemia di Coronavirus, gli astrologi si diffondevano a dichiarare che tutto era stato previsto con largo anticipo. Sarà! Peccato che nessuno si fosse accorto delle iettatorie profezie. Il motivo è che le strombazzate vaticinazioni risalenti alla fine dell’anno scorso sono di una tale indeterminatezza da apparire arlecchinesche. Perché le espressioni «possibili criticità tra passato e futuro», «rimodulazione del settore alimentare ed economico» e «scoperte rivoluzionarie» alluderebbero a una pandemia in arrivo?

Tanto priva di fondamenti scientifici quanto vetusta è l’opinione secondo cui i movimenti degli astri possano causare morbi infettivi. Per limitarsi all’ambito piemontese si può citare il medico Agostino Bucci, nato a Torino nel 1531, che scrisse diverse opere sulle epidemie, fra cui un trattato dal titolo «Modo di conoscere et distinguere gli influssi pestilenti», edito, con dedica al duca Carlo Emanuele I di Savoia, nel 1585. Egli mette particolarmente in guardia contro le congiunzioni di Giove, Saturno e Marte sotto il segno dei Pesci, dell’Ariete, dello Scorpione e di «qualche segno humano, concorrenti gli aspetti di alcune stelle fisse rappresentanti figura di animali velenosi», poiché provocano «grande mortalità». E ciò, afferma, «per osservationi antiche di astrologi, confermate da molte esperienze». Quindi Bucci cita il medico francese Guidone da Cauliaco (Guy de Chauliac) il quale non mancò di osservare che la grande epidemia diffusasi un po’ in tutt’Europa attorno alla metà del quattordicesimo secolo (la peste nera di cui riferisce Giovanni Boccaccio nel suo «Decamerone») fu preceduta, il 24 marzo 1345, da una grande congiunzione di Saturno, Giove e Marte «nel quartodecimo grado di Aquario».

Già all’epoca, i concetti esposti da Agostino Bucci non erano assolutamente nuovi e traevano forza dal fatto che la congiunzione dei tre pianeti è un fenomeno assai raro: di conseguenza, si riteneva che essa anticipasse eventi straordinari, come le epidemie. Alla congiunzione del 1345 l’ebreo Levi ben Gershon, conosciuto col nome latinizzato di Gersonide, dedicò addirittura un intero trattato, evidenziando soprattutto il ruolo di Saturno e Giove, responsabili di eventi «spaventevoli, grandi e forti», attesi quell’anno e destinati a durare «per molto tempo». Gersonide non visse così a lungo da verificare direttamente l’attendibilità dei propri pronostici, però molti altri autori approfondirono la sua teoria dopo la diffusione della peste nera in Europa.

A lungo, rifacendosi al «Tetrabiblos», l’opera astrologica di Tolomeo (secondo secolo dopo Cristo), Marte e Saturno furono reputati pianeti dagli effetti funesti. Se si congiungevano con Giove che ne agevola l’azione tramite influssi caldi e umidi, c’era poco da stare tranquilli, come si premurò di osservare il torinese Bucci. Questi, inoltre, non poté evitare di richiamarsi all’autorità del toscano Marsilio Ficino che fu pure astrologo e scrisse un «Consiglio contro la pestilenza» (1481). Il famoso umanista e filosofo del quindicesimo secolo ricorda che Marte, focoso e collerico a causa del colore rosso, è associato all’Ariete, un segno primaverile che regge anche il velenoso Scorpione. Secondo il ragionamento astrologico, la congiunzione dei nefasti Marte e Saturno, favorita da Giove, potrebbe determinare crudeli guerre che, notoriamente, precedono le epidemie.

Ce n’è abbastanza per entrare in confusione. «La neghino un poco, se possono, quella fatale congiunzione di Saturno con Giove», esclama don Ferrante, l’eccentrico erudito del romanzo di Manzoni, quando la peste si è ormai manifestata a Milano. Le neghino, un poco, se possono, le previsioni astrologiche che lasciavano intuire, sul finire del 2019, una terribile epidemia… Per dirla col mago Otelma, che le stelle siano con noi!

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