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Coronavirus, la nuova emergenza riguarda la salute mentale

Questa prima pandemia dell’epoca dei social ha obbligato il mondo intero a prendere provvedimenti drastici, nell’interesse della salute di tutti i cittadini e anche a scapito della libertà. Di pari passo con le misure attuate per il contenimento del contagio, si è sviluppata fin dall’inizio una certa preoccupazione su quali sarebbero state le conseguenze dal lato psicologico e soprattutto in che misura.

Chi si occupa dei disturbi psicologici e comportamentali aveva già previsto che ci sarebbero state inevitabili conseguenze durante e dopo la quarantena, lanciando vari richiami alle istituzioni pubbliche affinché dedicassero più risorse alla salute mentale. Abbiamo chiesto un’intervista al team che cura HealthSpring.it su quali fossero state le loro impressioni, e ci hanno confermato che hanno visto aumentare il consumo di integratori utili a combattere l’ansia e la depressione. Oltre agli aumenti percentuali in doppia cifra della richiesta di ansiolitici e antidepressivi della medicina convenzionale, tanti consumatori hanno cominciato a fare uso di prodotti come olio CBD, valeriana, melatonina ma anche integratori vitaminici per sostenere il sistema immunitario.

La limitazione imposta alle uscite, alla libertà di avere una vita sociale senza paura del contagio, lo stravolgimento di molte abitudini della vita quotidiana in un clima di incertezza è fonte di stress. I cambiamenti che portano le modifiche sul piano cognitivo e su quello emotivo e inducono ad uno stato di ansia per molte persone, con episodi più o meno accentuati di depressione che possono sfociare in squilibri mentali anche molto più seri.

Di recente l’Irccs Gaslini di Genova ha studiato l’impatto della pandemia sulle famiglie italiane e, sotto la guida del neurologo Lino Nobili, mettendo in risalto come i più piccoli abbiano risentito dell’emergenza. Il 65% ed oltre di essi riporta problematiche comportamentali (aggressività, regressione dello sviluppo cognitivo…), disturbi del sonno o sensazione di mancanza d’aria sono alcuni dei sintomi, spesso legati al malessere dei genitori. 

È per cercare di evitare quello che molti chiamano uno “Tsunami” di squilibri mentali durante e dopo il lockdown che le autorità sanitarie avevano attivato anche servizi di supporto psicologico a distanza, come la consulenza telefonica della Asl To4. Si è tenuto conto anche delle evidenze accumulate sulla sindrome da stress post traumatico, da tempo osservata nel caso di calamità naturali e nelle persone che hanno prestato servizio in scenari di guerra: i segni rimangono per lungo tempo, rendendo difficile anche fare accettare un aiuto esperto per superare la condizione.

Le condizioni di salute mentale generale danno origine anche a problemi sulla gestione del contagio fra gli operatori i quali, come si può vedere anche dagli appelli on-line della Società Italiana di Psichiatria con il sostegno della Società Europea di Psichiatria, da tempo chiedono a gran voce delle direttive chiare e uniformi da applicare in tutto il Paese. Infatti in occasioni particolari come il trattamento sanitario obbligatorio per i momenti di crisi acuta, il personale deve entrare in contatto fisico con il paziente dovendo garantire la sicurezza  per sé e per il paziente stesso affinché non si trasmetta il Coronavirus.

 

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