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Sertoli Stefano, sindaco di Ivrea

CORONAVIRUS. Focolaio a Rivarolo e dintorni. Possibile che a Ivrea non si decida alcunchè

Quando sullo scorso numero del giornale parlavamo della necessità di un COM (Centro Operativo misto) di Ivrea, eporediese, alto e basso canavese, o per assurdo dell’intera ASL To4 con i suoi cinque ospedali (Lanzo, Ivrea, Cuorgnè, Ciriè e Chivasso), non era tanto per dare fiato ai polmoni e inchiostro alla penna. Dai numeri (beninteso non ufficiali) che i giornali (gli unici in questo momento a dare un servizio informativo vero ai cittadini) stanno raccogliendo, quel che emerge a chiare lettere è, per esempio, la presenza di un focolaio nella zona di Rivarolo e Favria.

Domanda? La vogliamo prendere una decisione che sia una? La risposta, che in buona sintesi ha dato nei giorni scorsi il sindaco di Ivrea Stefano Sertoli alle sue Opposizione è “che non spetta a lui” ma al Prefetto di Torino. A nostro avviso il significato di una risposta del genere (guai a chi ci dice che vogliamo fare polemica a tutti i costi) è di uno che alza le spalle, di uno che non ha alcuna intenzione di assumere quel ruolo di comune capofila che in molti desidererebbero che lui assumesse e che preferisca limitarsi alla lettura di quattro righe davanti ad un telefonino per la gioia (quattro gatti) dei fans.

Torniamo come un martello pneumatico a fargli le stesse domande. Glielo ha chiesto al Prefetto se può fare un COM? Si è interessato ai numeri dell’Asl, nel suo duplice ruolo di sindaco e di presidente dell’Assemblea dei sindaci dell’Asl To4?

Rivarolo non è affar suo? Concentriamoci su quest’ultimo “enigma”. Certo che Rivarolo è affar suo non foss’altro che i contagiati gravi finiscono all’Ospedale di Ivrea dove ci finiscono anche i malati gravi della sua città. Lo capirà prima o poi che è tutto collegato e non ci sono frontiere del contagio. Lo vogliamo capire che stiamo vivendo una situazione di guerra.

Se non altro una cosa è certa. Alla fine di questo “dramma” tutti noi, giornalisti, lettori, cittadini, anziani e giovani, sapremo riconoscere gli amministratori pubblici che meritavano di esserlo e quelli che non si capisce che cosa ci stiano a fare seduti sugli scranni più importanti dei nostri comuni.

Post Scriptum. Tra le ultime iniziative dell’Amministrazione comunale (oltre alle comparsate del sindaco su YouTube,  non più lunghe di un minuto e mezzo, e i cartelloni pubblicitari regalati da un’Agenzia pubblicitaria) ricorderemo due delibere di indirizzo sui mancati incassi, l’istituzione del numero di conto corrente da aggiungersi alle decine di numeri di conti correnti spuntati qua e là (e loro sono arrivati buoni ultimi). Infine – e questa fa cascare le braccia – la volontà (speriamo non si trasformi in una decisione) di sospendere ogni attività del consiglio comunale. Ecco su quest’ultima lasciateci dire l’ultima.

In questa situazione, i consigli comunali  contribuiscono grandemente alla tenuta della nostra società. A Chiaverano si è tenuto in videoconferenza per approvare tra le altre cose la dichiarazione sull’emergenza climatica. Un modo per dire ai cittadini: “ci siamo”. Applausi a Maurizio Fiorentini

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