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EMERGENZA CORONAVIRUS

CORONAVIRUS. Aggiornamenti ora per ora

Ore 18

Iss, età più giovani poco colpite

“Le età più giovani sono le meno colpite o pochissimo colpite dalle infezioni: lo vediamo dalla realtà cinese estrapolabile anche in quella italiana”. Lo ha detto professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

Iss, bene capacità individuare contatti stretti

“Il tema dei campioni parte da alcune raccomandazioni che indicano l’opportunità di usare questi test laddove ci siano persone positive con dei sintomi. Nella fase iniziale immagino che nelle aree colpite ci sia stato un ricorso al test. Dobbiamo ricordare un dato molto positivo: la capacità del nostro Ssn di individuare i contatti stretti in una ramificazione diffusa del focolaio iniziale. I contratti stretti è bene rimangano quarantenati, il periodo di incubazione è 14 giorni, bisogna evitare che si sviluppi l’infezione e che si trasmetta. I contatti asintomatici possono stare a domicilio”. Lo ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità.

Borrelli, 35 mila mascherine in arrivo

“Il Dipartimento ha reso disponibile e stanno arrivando oltre 35 mila mascherine in Emilia Romagna Piemonte, Lombardia e Veneto. Stiamo procedendo con acquisti importanti, stiamo gestendo l’operazione dal punto di vista amministrativo. Ringrazio l’Eni e la Farmac Zabban di Casalecchio di Reno che hanno messo a disposizione mascherine. Li ringrazio per la loro generosità è una donazione importante”. Lo ha detto il capo della protezione civile Angelo Borrelli facendo il punto sull’emergenza. (ANSA).
VR-LAL/ S04 QBXI

Borrelli, nessuna criticità in zona rossa

“Tutto è nella norma, non c’è nessuna criticità nella zona rossa. Ringrazio la popolazione che ordinatamente sta rispettando le indicazioni delle autorità in quelle zone, ringrazio le strutture e i volontari, assistono chi ha bisogno, facendo anche la spesa, gestiscono il montaggio delle tende all’esterno degli ospedali per le attività del pretriage”. Lo ha detto il capo della protezione civile Angelo Borrelli facendo il punto sull’emergenza.

Nessun contagio da concerto band nel Biellese

Sono state completate le indagini epidemiologiche, da parte del Servizio di Igiene Pubblica dell’ASL di Biella, relative al concerto di sabato scorso in un locale di Valdengo dove uno dei musicisti del gruppo che si è esibito, proveniente dalla Liguria, è risultato poi positivo al Coronavirus. Da quanto emerso dagli approfondimenti, sia sul piano delle dinamiche della serata (durante la quale la band non è mai scesa dal palco) e sia sul fronte strutturale (caratteristiche del palco e degli spazi) i partecipanti all’evento non rientrano nella classificazione di contatto stretto.

Borrelli, altri 3 guariti in Lombardia

Sono guarite altre tre persone in Lombardia affette dal Coronavirus: nella regione sono ora in totale 40. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, facendo il punto sull’emergenza.

Borrelli; altri 3 morti,650 i contagiati

Sono saliti a 650 i positivi al Coronavirus in Italia. Si registrano poi altri tre decessi in Lombardia, tutti di ultraottantenni. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, facendo il punto sull’emergenza.

Anche mamme infette possono allattare

Il nuovo coronavirus SarsCov2 non rappresenta un rischio particolare per le donne in gravidanza, che devono osservare le normali precauzioni: al momento, non è dimostrata la trasmissione del virus dalla madre al feto e le neo-mamme che dovessero risultare infette possono comunque allattare il proprio bambino. Sono alcune delle ‘pillole’ su come comportarsi a fronte dell’attuale emergenza coronavirus elaborate dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Sono raccomandate le comuni azioni di prevenzione primaria che prevedono l’igiene frequente e accurata delle mani e l’attenzione a evitare il contatto con soggetti malati o sospetti, secondo le raccomandazioni del Ministero della Salute. Inoltre, “allo stato attuale delle conoscenze – afferma l’Iss – per le donne affette da SarsCov2 non c’è indicazione al taglio cesareo”. Per quanto riguarda poi la gestione ospedaliera dei casi sospetti o certi, se necessario si può ricorrere all’isolamento di madre e/o neonato. Una scelta, quest’ultima, sottolinea l’Istituto, che “deve essere attentamente ponderata dal team ospedaliero insieme alla madre, valutando i rischi e i benefici”. Non è comunque noto se avvenga la trasmissione verticale, cioè dalla madre al feto, del SarsCov2: dai primi casi descritti, il virus non è stato rilevato nel liquido amniotico o nel sangue neonatale prelevato da cordone ombelicale e nessun neonato nato da madre affetta è risultato essere positivo al virus. Quanto all’allattamento, nel caso in cui la madre stia facendo gli accertamenti diagnostici o sia affetta da Covid-19, l’allattamento può essere avviato o mantenuto, direttamente al seno o con latte materno spremuto. Va detto infatti che il nuovo coronavirus non è stato rilevato finora nel latte materno raccolto dopo la prima poppata delle donne affette ed in almeno un caso sono stati invece rilevati anticorpi anti-SarsCov2. Per ridurre il rischio di trasmissione al bambino, si raccomanda sempre l’adozione delle procedure preventive come l’igiene delle mani e l’uso della mascherina durante la poppata. Le potenziali problematiche sono tuttavia “più gravi nelle donne con alterazioni di gravidanza, ipertese, obese e con capacità respiratoria alterata”, sottolinea il ginecologo Claudio Giorlandino, direttore generale dell’Italian College of Fetal Maternal Medicine. Le condizioni predisponenti, sono quindi importanti e anche l’età di gestazione gioca un ruolo delicato: “la capacità respiratoria si riduce con il crescere delle dimensioni dell’utero e il volume d’aria respirata. Dunque – avverte – l’età di gestazione più avanzata è quella in cui l’infezione potrebbe giocare un ruolo peggiore”. Le precauzioni, afferma, “sono le stesse per tutti: evitare i luoghi pubblici e soggetti con possibile contaminazione. E’ importante però che le problematiche della gravidanza siano tenute sempre in considerazione”. Quindi, le donne in gravidanza “in questa fase delicata – conclude – devono cercare di condurre una vita più riservata ed evitare possibili infezioni aggiuntive, non aumentare di peso, eseguire esercizi respiratori. Terapie e vaccini, va ricordato, non esistono”.

Gallina, non si può bloccare economia

“Ora dopo ora, stiamo ricevendo allarmate segnalazioni da parte di aziende che vedono precipitare le loro attività. Si parla di eventi annullati, commesse perse, personale che non viene più ricevuto dai clienti internazionali. Il nostro settore dell’accoglienza ha visto una caduta dell’80% delle prenotazioni alberghiere. Notizie altrettanto disastrose ci pervengono dal settore culturale e da quello dei servizi. Rischiamo di ritrovarci in ginocchio”. Lo afferma il presidente dell’Unione Industriale di Torino, Dario Gallina, che chiede alla Regione “di tenere conto – sempre nel massimo rispetto della salvaguardia della salute pubblica – della necessità di tutelare le attività economiche, che non possono essere bloccate”. “Proprio ora che stiamo procedendo verso una normalizzazione – osserva Gallina – dobbiamo consentire che imprese e lavoratori possano ricominciare a operare, a beneficio del nostro territorio e del Paese. E a tal proposito, abbiamo bisogno di istruzioni molto specifiche per i datori di lavoro, per garantire la sicurezza dei lavoratori. Non possiamo permetterci di bloccare l’Italia o di comprometterne ulteriormente l’immagine internazionale, i danni sarebbero incalcolabili”.

Isolato al Sacco il ceppo italiano

I ricercatori dell’Ospedale Sacco di Milano hanno isolato il ceppo italiano del coronavirus. Lo annuncia all’ANSA il professor Massimo Galli, direttore dell’Istituto di scienze biomediche, che ha illustrato i risultati del lavoro di ricerca che procede ininterrottamente da domenica scorsa, coordinato dalla professoressa Claudia Balotta. Fanno parte della squadra le ricercatrici Alessia Loi, Annalisa Bergna e Arianna Gabrieli, precarie, insieme al collega polacco Maciej Tarkowski e al professor Gianguglielmo Zehender.

“Abbiamo isolato il virus di 4 pazienti di Codogno”, spiega il professor Galli aggiungendo che “siamo riusciti a isolare virus autoctoni, molto simili tra loro ma con le differenze legate allo sviluppo in ogni singolo paziente”. Si tratta di una scoperta che consentirà ai ricercatori di “seguire le sequenze molecolari e tracciare ogni singolo virus per capire cos’è successo, come ha fatto a circolare e in quanto tempo”. Il passo successivo sarà quello di studiare lo sviluppo di anticorpi e quindi di vaccini e di cure da parte dei laboratori farmaceutici.

Parchi divertimento chiedono stato di crisi

I parchi divertimento in Italia sono “in prima linea nella tutela della salute pubblica, ma uniti nella richiesta dello stato di crisi alle istituzioni. La chiusura forzata mette a rischio 15.000 posti di lavoro stagionali”. Lo afferma l’associazione Parchi Permanenti Italiani (Ppi), che raggruppa più di 230 parchi divertimento di carattere tematico, acquatico e faunistico. “Abbiamo a cuore la salute dei nostri ospiti, bambini, ragazzi e adulti – dichiara Giuseppe Ira, presidente dell’associazione e del parco a tema Leolandia – e per questo siamo perfettamente consci dell’emergenza e della necessità di adottare tutti i provvedimenti necessari a contenerla. È tuttavia indubbio che la sospensione delle attività in corso per i parchi già aperti, la proroga delle aperture per i parchi ancora chiusi e l’annullamento di tutte le gite scolastiche stiano già avendo delle conseguenze gravi su tutto il comparto, specialmente in un periodo decisivo come quello primaverile che, con la Pasqua, rappresenta un terzo del fatturato dell’intera stagione”.

Il comparto nel 2019 ha generato ricavi pari a 420 milioni di euro (stimato) per un totale di 20 milioni di visitatori provenienti dall’Italia e 1,5 milioni di arrivi dall’estero, riferisce l’associazione. Considerando ristorazione, trasporti, merchandising e hotel, il volume d’affari complessivo dell’indotto nel 2019 supera la barriera di 1 miliardo. Sul fronte del lavoro il settore conta 25.000 occupati diretti, di cui 10.000 fissi e 15.000 stagionali, a cui si sommano 60.000 posizioni legate all’indotto. “Il nostro scopo – conclude il presidente dell’associazione Ppi – è ottenere garanzie specifiche a tutela del business dei nostri associati e dell’intero settore: agevolazioni fiscali, cassa integrazione straordinaria, moratoria per pagamenti fiscali e bancari e misure volte ad agevolare i pagamenti dell’Iva”.

Cooperative, Piemonte deve ripartire

In Piemonte sono circa 2.500 i lavoratori attualmente sospesi nei servizi gestiti da cooperative sociali quali orientamento al lavoro, centri giovanili, servizi per l’infanzia e da cooperative culturali, sportive, di turismo e di ristorazione. Lo sottolinea Alleanza delle Cooperative Italiane del Piemonte che, in una lettera al presidente della Regione, “rinnova la propria disponibilità a collaborare per dare risposte concrete alle imprese”. “E’ evidente – spiega Alleanza delle Cooperative – che i costi della sospensione dei lavoratori non possano e non debbano in alcun modo ricadere né sui soci lavoratori né sulle cooperative. Resta indiscutibile l’importanza della tutela della salute, ma le misure adottate, senza una reale comprensione delle difficoltà economiche che stanno causando alle imprese, rischino di compromettere pesantemente la sopravvivenza di numerose realtà cooperative”.

Tradotto in 6 lingue il decalogo Fimp

La lotta al coronavirus non conosce le frontiere linguistiche: il decalogo della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) sull’emergenza legata al Covid-19 per una corretta gestione dell’epidemia è disponibile in inglese, tedesco, francese, spagnolo, cinese e arabo. “Famiglie informate, non allarmate. Con questo obiettivo abbiamo voluto mettere in campo un’operazione che garantisca la comprensione delle raccomandazioni, tuteli la salute di ogni bambino che vive nel nostro Paese e contenga il contagio del virus”, spiega il presidente della Fimp, Paolo Biasci. “Le famiglie stanno rispondendo alle nostre raccomandazioni con grande compostezza e senso di responsabilità – prosegue – ma tutti hanno il diritto di poter comprendere pienamente il senso delle regole che abbiamo indicato. Il rapporto di fiducia, costruito nel tempo con i genitori, ci consente di lavorare efficacemente sulla prevenzione, perché anche sul nuovo Coronavirus non si alimenti la paura, spesso frutto dell’ignoranza o della falsa informazione. Un lavoro che frutta, se è vero che gli accessi ai pronto soccorso sono calati del 30% rispetto a pochi giorni fa”. Il decalogo, tradotto in 6 lingue, è stato inviato ai 35.000 pediatri europei di cure primarie che appartengono all’Ecpcp (European Confederation of Primary Care Paediatricians). “Abbiamo deciso di condividere con la Confederazione anche la scheda di triage che utilizziamo per la gestione dei casi sospetti”, aggiunge Biasci. I poster nelle sei lingue sono disponibili su tutti i canali social della Fimp.

Juve, stop allenamenti U23 con 1/a squadra

Nessun giocatore dell’Under 23 della Juventus si potrà allenare, per qualche giorno, con la prima squadra. E’ la misura precauzionale decisa dalla società dopo il caso di positività, al primo test, di un calciatore della Pianese, avversaria dei bianconeri domenica scorsa nel campionato di serie C. La decisione è maturata oggi dopo la notizia giunta dalla Toscana. In ogni caso, sono pochissimi, spesso nessuno, e non tutti i giorni, i giocatori della rosa U23 aggregati alla squadra di Sarri e usano spogliatoi e docce a parte. Ieri, ad esempio, nessuno ha partecipato alla trasferta di Champions a Lione.

Ore 17

Bocca, slittamento o moratoria costi fiscali

“Oggi c’è un problema di cassa per gli alberghi perché i costi non possono essere più sostenuti da incassi inesistenti. Per un albergo aperto ci sono i costi del personale, i costi fiscali (contributi etc), ovviamente finanziamenti e mutui delle banche. Tutto questo a fronte di un’assenza, non una riduzione ma un’assenza totale, di ricavi”. Lo dice all’ANSA il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. “Chiediamo al Governo – spiega – di fare un intervento sui costi fiscali e contributivi per uno slittamento e, su chi avuto uno calo di più del 25%, anche per una moratoria. Chiediamo la cassa integrazione in deroga applicata agli alberghi sulla falsariga di quello che è successo per il terremoto del Centro Italia. E poi un intervento del Governo sul mondo bancario perché venga incontro alle imprese che non sono nelle condizioni di rispettare le rate. Anche perché se le aziende falliscono, non prendono più nulla le banche”. “Immaginiamo uno straniero – conclude – che arriva a Fiumicino, trova gli addetti in tuta arancione e mascherina che gli puntano il termometro contro: fugge di sicuro. Per non parlare dei supermercati: a Torino dove c’è stato un solo caso, ci sono i supermercati con gli scaffali vuoti. Questa è l’immagine che stiamo dando all’estero. Ancora oggi gli americani ci chiedono se possono a venire a Venezia perché hanno paura ci sia ancora l’acqua alta e loro hanno i bambini piccoli che sono troppo bassi e non nuotano bene. E figuriamoci le immagini delle mascherine e dei contagi di oggi”.

Bocca, non è bassa stagione per turismo

“Questa è la prima volta che un evento, il coronavirus, colpisce tutte le forme di turismo, mentre le Torri gemelle aveva fermato il turismo dall’America, qui i primi che non si muovo sono gli italiani, sono le aziende italiane che hanno cancellato tutto. Non c’è più il corporate, non c’è il business, non c’è il leisure… E non mi vengano a dire che è un periodo di bassa stagione. A febbraio tra congressi, fiere e Carnevali per molte zone è altissima stagione. Questo è il periodo delle manifestazioni fieristiche che sono state tutte cancellate (dal salone del mobile all’occhialeria)”. Lo dice all’ANSA il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. “Immaginiamo uno straniero – continua – che arriva a Fiumicino, trova gli addetti in tuta arancione e mascherina che gli puntano il termometro contro: fugge di sicuro. Per non parlare dei supermercati: a Torino dove c’è stato un solo caso, ci sono i supermercati con gli scaffali vuoti. Questa è l’immagine che stiamo dando all’estero. Ancora oggi gli americani ci chiedono se possono a venire a Venezia perché hanno paura ci sia ancora l’acqua alta e loro hanno i bambini piccoli che sono troppo bassi e non nuotano bene. E figuriamoci le immagini delle mascherine e dei contagi di oggi”.

Caso Pianese; Ghirelli “salute al primo posto”

“La salute al primo posto. Il protocollo sanitario è seguito rispettando l’iter previsto tra Autorità sanitarie e club. Quando ci verrà comunicato lo stato della situazione, ci adegueremo a quanto verrà prescritto dalle Autorità competenti. Sulla base di ciò verrà allineata la parte sportiva”: così, in una nota, la Lega Pro sul caso del calciatore della Pianese, squadra toscana che milita nel campionato di seri C (girone C) risultato positivo al coronavirus.

Odg, giornali ridistribuiti in ‘zona rossa’

E’ ripresa questa mattina la distribuzione dei giornali nella ‘zona rossa’ del Lodigiano – dopo 4 giorni di black out nella distribuzione alle edicole locali per il coronavirus – grazie a un accordo tra il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Alessandro Galimberti e il prefetto di Lodi, Marcello Cardona. Lo rende noto, in un comunicato, l’Odg. “Voglio ringraziare i giornalisti che stanno operando in un contesto difficile. La loro preziosa opera di qualificata informazione può aiutare il sistema ad arrivare al più presto alla fine di questo complesso periodo”, ha commentato il prefetto di Lodi. “Era nostro dovere fare tutto il possibile per cercare di garantire il diritto costituzionale dei cittadini a essere informati, proprio in un momento così delicato nella zona colpita dall’emergenza coronavirus. Ci siamo fatti carico di un problema che ci è stato segnalato dal direttore del quotidiano Il Giorno, Sandro Neri e siamo intervenuti per garantire il servizio a tutti i giornali”, ha spiegato Galimberti. Su 23 edicole e rivendite di giornali presenti sul territorio, 17 (domani saranno 18) hanno risposto positivamente all’appello e hanno accettato di aprire al pubblico. Gli 11 Comuni interessati sono: Bertonico, Casalpusterlengo, Zorlesco, Castiglione d’Adda, Codogno, Maleo, Retegno di Fombio, San Fiorano, San Martino, Somaglia, Castelgerundo.

Vco, turismo congressuale ha perso 1,5 milioni

Pur in assenza di casi positivi nel suo territorio, le conseguenze dell’emergenza Coronavirus nel Verbano-Cusio-Ossola. ‘Il turismo congressuale – spiega Maria Vincenzi, presidente di federalberghi VCO – ha già subito perdite per circa 1,5 milioni di euro e le cancellazioni ad oggi si attestano intorno al 45-50%, raggiungendo anche l’80% in alcune località o strutture. Stesso problema si segnala nella ristorazione legata agli eventi negli hotel”.

Museo del Cinema, sosteniamo appello Vanelli

“Accogliamo l’appello di Alberto Vanelli e ci auguriamo che venga sostenuto dal governo e dalla Regione, così come anticipato dal presidente Alberto Cirio. Speriamo fortemente che la nostra città, una volta fatte tutte le opportune verifiche, possa da domenica 1 marzo prevedere la riapertura di tutti i luoghi pubblici a partire dai musei e dai cinema”. Con queste parole Enzo Ghigo e Domenico De Gaetano, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino, rispondono all’appello di Alberto Vanelli, presidente della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus.

Annullata la Winter Rescue Race 2020

La Winter Rescue Race 2020, il raduno di soccorso alpino invernale in programma il 6 e 7 marzo ad Artesina (Cuneo), è stato annullato in seguito all’emergenza coronavirus. “La salvaguardia della salute pubblica, di quella dei concorrenti, degli spettatori e dei volontari sono all’origine di questa decisione sofferta – si legge in una nota del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese – Al di là delle ordinanze regionali e ministeriali, lo stesso senso civico che ci spinge a soccorrere tutti coloro che ne hanno bisogno ci ha portato a una profonda riflessione e all’annullamento dell’evento per l’anno 2020. Vi diamo appuntamento alla Winter Rescue Race 2021 a cui lavoreremo con ancora più passione e dedizione”.

Torino calcio, niente conferenza stampa vigilia

Le misure previste dall’ordinanza per contenere il Coronavirus fanno saltare anche la conferenza stampa del Torino calcio, domani, alla vigilia della partita di Napoli. “In osservanza dell’Ordinanza della Regione Piemonte, il Torino Football Club – si legge in una nota – comunica che domani, venerdì 28 febbraio, non si terrà la conferenza stampa di presentazione della partita Napoli-Torino.

Stress e ansia, 7 regole anti-panico

Fragili di fronte a una minaccia invisibile, più ansiosi e depressi, spesso costretti a veder saltare piani da tempo organizzati. Il coronavirus non è solo un’emergenza sanitaria ma anche un’epidemia di insicurezza che dilaga e si amplifica a seguito della diffusione incontrollata di notizie non vere. A cercare di capire l’aspetto emotivo dell’epidemia di Covid-19 sono gli esperti della Società italiana di Psichiatria (Sip), che hanno messo a punto le regole ‘anti-panico’. A partire dall’appello di non stravolgere le proprie abitudini quotidiane. La paura di un’epidemia è antica quanto l’uomo, spiega Enrico Zanalda, presidente della Sip, “e in questo caso è amplificata dalla diffusione virale e velocissima di notizie parziali, quando non addirittura false, che può causare un crollo di fiducia nei rapporti tra le persone e nelle Istituzioni”. A pesare, inoltre, precisa all’ANSA, è il fatto che “il virus sta modificando le nostre abitudini e i nostri impegni, provocando l’annullamento di grandi eventi o congressi, ma anche la posticipazione o cancellazione di centinaia di migliaia di eventi minori però importanti nella vita quotidiana delle persone, da una festa per i 18 anni a un battesimo, dai matrimoni a una cena per la pensione. Tutto ciò genera ulteriore incertezza emotiva”. A questo si aggiunge il fatto che “la circolazione di notizie a volte contraddittorie unite alle forti, ma necessarie, misure assunte”, spiega Massimo Di Giannantonio, presidente eletto della Sip e ordinario di psichiatria all’Università di Chieti-Pescara, “creano un mix ansiogeno che ha modificato la percezione di salute e benessere individuale” e rischia “di generare anche ipocondria e ansia da untori”. Mentre in Cina, India e Corea, si registrano i primi isolati casi di suicidi collegati al coronavirus, ecco le regole per affrontare le paure causate dal virus di Wuhan e dalla conseguente infodemia: 1) Attenersi alle comunicazioni ufficiali delle autorità; 2) Riconoscere che le cose ‘spaventose’ non sono necessariamente le più rischiose; 3) Mantenere la calma, non stravolgere le proprie abitudini ed evitare di prendere decisioni se si è in un momento di panico; 4) Affidarsi solo alle testate giornalistiche autorevoli; 5) Non fare tesoro di ciò che si intercetta online e sui social media, se non accuratamente verificato; 6) Rivolgersi al proprio medico e non chiedere opinioni su gruppi social; 7) Se compaiono ansia o depressione rivolgersi a specialisti.

Alassio, turisti Asti in attesa di destinazione

Confermata, dopo una teleconferenza tra protezione civile nazionale, Regione Liguria e Piemonte, la partenza dagli hotel ‘Bel sit’ e ‘Al Mare’ del gruppo di vacanzieri di Asti, 32 persone. Ma al momento il tempo del trasferimento non è certo. Il programma prevedeva la partenza per oggi, ma potrebbe non essere così. Regione Piemonte non ha ancora indicato la struttura dove mettere in quarantena il gruppo. “A scopo precauzionale, prima di effettuare il viaggio, tutti i 32 ospiti piemontesi saranno sottoposti a tampone e tutti coloro che saranno ritenuti idonei verranno spostati dalle strutture, tramite il 118, e trasferiti in Piemonte, non appena la Regione individuerà, in tempi brevi, il luogo più idoneo per ospitarli, tenute presente le necessità di isolamento, sicurezza e salute degli stessi soggetti”, fa sapere Regione Liguria. La necessità di spostarli deriva dal fatto che Regione Liguria ha sottolineato alla protezione civile “la inidoneità delle strutture alberghiere di Alassio ad ospitare il numero di persone alloggiate, sia dal punto di vista igienico sia sanitario”. Il gruppo lombardo di Castiglione d’Adda, proveniente dalle aree definite “rosse”, per il momento, resta presso la struttura, in attesa di valutazioni: dovrebbe andare in isolamento in una struttura dell’esercito in Liguria.

De Masi, coronavirus prezioso esperimento sociologia

L’epidemia del coronavirus che sta mettendo sotto assedio la vita di tante persone è una vicenda inedita in questi anni connessi e digitali e pone non solo interrogativi medico-scientifici. “E’ anche un grande e prezioso esperimento sociologico. Ci fa capire che viviamo in un grande vicinato unico in cui le cose risuonano in modo rapido. Il modello per il futuro ha come pilastri la globalizzazione e la tecnologia”: è questo il parere di Domenico De Masi, professore emerito di sociologia del lavoro all’Università La Sapienza di Roma, a ‘Coronavirus – il punto’ dell’ANSA. “Sotto la pressione di fatti imprevisti e di forte rilevanza – aggiunge il sociologo – scopriamo una serie di cose che avremmo potuto capire per conto nostro e con l’agio del tempo a disposizione. Penso alla dimensione globale – osserva – proprio mentre si parlava da più parte di una crisi della globalizzazione, la globalizzazione è esplosa in tutta la sua forza. Stiamo capendo che una cosa che avviene in una remota regione della Cina risuona da noi e rimbalza altrove. Ma penso anche all’importanza di lavorare da casa quando il lavoro lo consente – sottolinea De Masi – Si risparmia tempo e denaro, si può programmare la giornata e la vita e c’è meno inquinamento in città. In altri paesi il 10-15% dei lavoratori fa smart working, in Italia solo 500mila lavoratori su 23 milioni, una percentuale irrisoria dovuta ad una serie di motivi di carattere culturale”. “Oggi le tecnologie ci consentono di interagire e le vedo in maniera ottimistica per le relazioni sociali, anche tra i ragazzi, non favoriscono l’isolamento. E nel caso del coronavirus sono fondamentali – riflette De Masi – Mentre si sta in quarantena con il corpo imbrigliato in quattro mura, la mente può spaziare dovunque interagendo. Abbiamo la fortuna, nella sfortuna, che questa situazione è capitata quando c’è Internet”. Un’esperienza ansiogena e globale come quella che stiamo vivendo può modificare la nostra società? “Quello che sta avvenendo in questi giorni è un prezioso esperimento sociologico. E’ un passaggio ulteriore in una società post-industriale che rispetto a quelle precedenti non ha un modello teorico e vive un disorientamento totale – spiega il sociologo – Di certo stiamo capendo che il modello per il futuro ha come pilastri la tecnologia e la globalizzazione e abbiamo il beneficio di capire che siamo in un grande vicinato unico in cui le cose risuonano in modo rapido. E’ stato anche interessante vedere come gli italiani, che prima sono stati drastici con i cinesi, ora si lamentano perché all’estero fanno cose analoghe con noi. Così come è stato interessante notare un eccesso di allarmismo anche in una città razionale come Milano che si è presentata come un modello assoluto di convivenza, non ci si sarebbe aspettato un infantilismo di questo genere. Questo – conclude De Masi – è anche dovuto al fatto che non si è creata una regia centrale che obbligasse le regioni a fare le regioni. In un momento di urgenza, il comando centrale spetta allo Stato che prende decisioni per tutti, senza che tutti parlino, anche di fatti medici di cui non sanno nulla”.

Studenti approvano lo stop alle gite, sondaggio

Tra i settori maggiormente colpiti dall’emergenza coronavirus c’è quello delle gite scolastiche. I decreti emanati d’urgenza negli ultimi giorni hanno infatti vietato i viaggi d’istruzione per il momento fino al 15 marzo. Skuola.net ha provato a capire come l’hanno presa gli studenti intervistando 5mila alunni di scuole medie e superiori. Ebbene, così come sulla chiusura degli istituti, circa 6 ragazzi su 10 sembrano essere d’accordo con la scelta del Governo. A prescindere dalla vicinanza o meno ai focolai di contagio, il 56% degli studenti approva la sospensione. Lasciar girare liberamente migliaia di ragazzi per l’Italia e l’Europa, specie in questi giorni, per loro avrebbe solo aumentato la diffusione del virus. Il 26%, al contrario, pensa che non sarebbe cambiato granché e per questo contesta la decisione. E poi ci sono quelli (18%) che si mostrano indifferenti alla questione. Ma c’è un motivo: per quest’anno la loro gita era già stata cancellata; in quasi la metà dei casi (48%) proprio per colpa del coronavirus. Innegabile, però, che sullo sfondo serpeggi un certo malcontento. In particolare tra quegli studenti – il 56% del campione – che avevano in programma il viaggio proprio nelle prossime due-tre settimane. Il 41%, infatti, sarebbe partito volentieri nonostante l’emergenza; il 36% sta ancora metabolizzando la cosa; solo il 23% ha tirato un sospiro di sollievo visto che, per paura, probabilmente non sarebbe partito con la classe. Perché un conto è essere d’accordo con le misure di prevenzione, un altro è accettare di buon grado lo stop ai viaggi. Più della metà dei ragazzi (55%) vorrebbe, sempre se le condizioni lo permetteranno, che prima della fine dell’anno scolastico la gita si riesca comunque a fare. Il 20%, invece, propende per l’annullamento definitivo, immaginando che il pericolo contagio non passerà così in fretta. Il 25%, infine, è ancora frastornato e non sa cosa augurarsi.

Ore 16

Pronto in Italia il progetto di un vaccino

Un progetto italiano per un vaccino contro il coronavirus Sars-Cov2 è quasi pronto per iniziare l’iter della sperimentazione prima negli animali e poi nell’uomo, ma i tempi rischiano di essere lunghi a causa della burocrazia. Lo ha detto all’ANSA Luigi Aurisicchio, amministratore delegato dell’azienda di biotecnologie Takis e coordinatore del consorzio Europeo EUImmunCoV. “Abbiamo realizzato il progetto molecolare del vaccino e saremmo pronti a testarlo negli animali per metà marzo, ma la normativa italiana sulla sperimentazione animale è più restrittiva rispetto a quella di altri Paesi europei”, ha rilevato Aurisicchio. Se la procedura partisse in tempi rapidi “sarebbe possibile avere i primi risultati sugli animali dopo circa un mese, dopodiché in collaborazione con l’Istituto Spallanzani potremmo passare ai test cellulari per verificare se il vaccino è in grado di neutralizzare il coronavirus”.

Il timore è che i tempi possano allungarsi a causa dell’interpretazione restrittiva del regolamento europeo in materia di sperimentazione animale, ha detto ancora Aurisicchio. “Negli Stati Uniti – ha rilevato – sono stati abbreviati tutti i processi regolatori, tanto che l’azienda Moderna ha recentemente annunciato la sperimentazione del suo vaccino anti-coronavirus nell’uomo già in aprile”. A livello europeo, ha aggiunto, “l’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha istituito un canale preferenziale per chi sta sviluppando vaccini contro il coronavirus, ma comunque demanda le decisioni sulle autorizzazioni a condurre studi clinici alle agenzie regolatorie dei singoli Paesi”. Un’altra grande differenza fra Europa e Stati Uniti è nei finanziamenti: “gli Usa hanno stanziato 2,5 miliardi di dollari per l’emergenza, un miliardo dei quali per vaccini e terapeutici; in Europa lo stanziamento finora è di soli 10 milioni”. Per quanto riguarda le strutture, il ministero per lo Sviluppo Economico ha dato il via libera al co-finanziamento di un laboratorio GMP (Good Manufacturing Practices) per la produzione di questa tipologia di vaccini innovativi, “ma da mesi siamo in attesa del decreto per poter cominciare i lavori necessari”.

Novarese positivo a 1/o test lavora in Lombardia

I tre possibili nuovi casi positivi al Coronavirus in Piemonte sono di Borgo Ticino (Novara): i genitori hanno 44 anni, il bambino 6: da ieri sera sono ricoverati in isolamento nel reparto Malattie infettive dell’Aou di Novara, ma sono in buone condizioni. Il risultato del secondo test è atteso domani o al più tardi sabato. L’uomo lavora in una ditta della Lombardia, in un paese appena al di là Ticino e del confine piemontese: nella stessa azienda lavorava una persona che è risultata affetta da Coronavirus. Ieri sera la famiglia di Borgo Ticino ha deciso di chiamare il 118 poichè da qualche giorno accusavano raffreddore e tosse. I sanitari hanno deciso di trasportarli all’ospedale di Novara dove sono stati ricoverati in isolamento. Ora l’Asl, con la sua struttura specifica, opererà per risalire agli spostamenti compiuti dalla famiglia negli ultimi giorni e verificare se altre persone del paese non siano rimaste contagiate.

Ginecologo, più delicate le gravidanze in età avanzata

Le gravidanze con alterazioni o in età avanzata possono presentare dei problemi rispetto ad un eventuale contagio da nuovo coronavirus SarsCov2. A sottolinearlo è il ginecologo Claudio Giorlandino, direttore generale dell’Italian College of Fetal Maternal Medicine, che consiglia dunque a questa categoria di donne di cercare di evitare infezioni aggiuntive. “L’esperienza che possiamo applicare al coronavirus è la stessa che è stata riferita alla Sars e alla Mers. Entrambe queste infezioni – spiega – hanno dimostrato una frequenza abbastanza controllata nei soggetti sani in gravidanza mentre le problematiche sono più gravi nelle donne con alterazioni di gravidanza, ipertese, obese e con capacità respiratoria alterata. Le condizioni predisponenti sono quindi importanti e anche l’età gestazione gioca un ruolo delicato: la capacità respiratoria si riduce con il crescere delle dimensioni dell’utero e il volume d’aria respirata”. Dunque, avverte, “l’età gestazione più avanzata è quella in cui l’infezione potrebbe giocare un ruolo peggiore”. Attualmente, osserva il ginecologo, “la letteratura non porta dati certi sull’outcome in gravidanza rispetto all’outcome al di fuori della gravidanza. Si riconosce che la possibilità di infettarsi è elevata anche se la mortalità è molto bassa. Ma la gravidanza come tutte le condizioni particolari rappresenta un fattore di rischio intrinseco del soggetto, come coloro che hanno minore capacità respiratoria o problematiche legate a una maggiore sensibilità alle infezioni polmonari”. Quali sono allora le precauzioni da adottare per evitare il rischio di contagio? Le precauzioni, afferma, “sono le stesse per tutti: evitare i luoghi pubblici e soggetti con possibile contaminazione. E’ importante però che le problematiche della gravidanza siano tenute sempre in considerazione. Quindi, le donne in gravidanza in questa fase delicata di pandemia devono cercare di condurre una vita più riservata ed evitare possibili infezioni aggiuntive, non aumentare di peso, eseguire esercizi respiratori. Terapie e vaccini non esistono”.

Ravetti (Pd), 1 mln non basta, serve di più

Per il capogruppo del Pd in Regione Piemonte, Domenico Ravetti, il milione annunciato dalla Giunta Cirio per fronteggiare gli effetti del Coronavirus sull’economia “è insufficiente”. “I provvedimenti adottati per il contentimento del Coronavirus – rimarca Ravetti – stanno producendo effetti drammatici sul sistema produttivo, con impatti profondi di cui si comprenderà la gravità solo tra molti mesi. Non possiamo pensare di affrontare una situazione straordinaria con mezzi ordinari”. “Il Pd piemontese – aggiunge – sarà in prima fila a chiedere al Governo di non lasciare solo il Piemonte. Ma ci sono anche risorse straordinarie, rese disponibili nella scorsa legislatura dalla mancata capitalizzazione di Finpiemonte, che possono dare una risposta importante”. “La Giunta Chiamparino – spiega – aveva fatto un piano per l’uso di quelle risorse. La Giunta Cirio ha presentato un maxiemendamento al Bilancio che lo modifica. Il Pd crede che queste proposte vadano riviste urgentemente alla luce degli ultimi avvenimenti, attraverso il confronto con i rappresentanti delle attività produttive, commerciali, turistiche e culturali, garantendo a questi settori adeguata priorità”. “La discussione che stiamo affrontando sul bilancio regionale – aggiunge – non può svolgersi come se nulla fosse. Il milione annunciato oggi dall’assessore Andrea Tronzano, prelevato dal fondo di riserva, è un pannicello caldo a fronte della crisi che stiamo vivendo”.

Appello Vanelli, riapriamo luoghi cultura

“Riapriamo Torino e il Piemonte, riapriamo i luoghi della cultura e non solo.” Lo afferma Alberto Vanelli, oggi presidente della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus. “Faccio appello al ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, alla sindaca della Città di Torino Chiara Appendino – spiega Vanelli che dal 2001 ha ricoperto importanti incarichi nella cultura piemontese – perché i teatri, i musei e gli altri luoghi della cultura siano riaperti la prossima settimana. Desidero inoltre invitare il nostro pubblico, e in particolare il mondo della scuola, affinché si ritorni rapidamente alla normalità. La paura deve essere sconfitta, la partecipazione alle esperienze culturali darà nuovamente vita alle nostre città. Infine esorto anche gli altri responsabili dei luoghi di cultura ad aderire al mio appello”.

M5s, pronte misure per aiuti aziende zone rosse

“L’emergenza coronavirus rischia di incidere pesantemente anche sul nostro tessuto produttivo. È per questo che stiamo lavorando per tutelare le nostre imprese: a seguito dell’incontro avuto dal ministro Patuanelli con le categorie produttive è stato definito un primo pacchetto di norme a favore delle imprese delle cosiddette zone rosse”. Lo annunciano i portavoce del MoVimento 5 Stelle in commissione Attività produttive alla Camera. Tra queste, viene spiegato in una nota, c’è il “potenziamento del Fondo di garanzia per le PMI, che arriva a 750 milioni di euro, con accesso facilitato al fondo per le imprese delle zone colpite. Verranno poi sospesi i pagamenti dei premi assicurativi e delle bollette di gas, luce e acqua. Sospesi anche i diritti di segreteria e il diritto annuale dovuti alla Camera di Commercio, i pagamenti nei confronti di Invitalia, le rate dei mutui bancari e il versamento corrisposto ai fondi mutualistici del 3% degli utili di esercizio”. “Verranno poi prorogati – proseguono i pentastellati – l’entrata in vigore delle procedure di allerta per tutte le PMI e tutti i bandi per gli incentivi per imprese previsti dal Mise. Un primo importante intervento a favore del nostro settore produttivo, al quale seguiranno altre misure nei prossimi giorni. Lo Stato continuerà a far sentire la propria presenza, per evitare che le nostre aziende possano subire danni, diretti o indiretti, a causa delle misure restrittive previste per contenere l’epidemia”, concludono.

Federalberghi, a Torino turismo in ginocchio

“La psicosi coronavirus ha inflitto un duro colpo al settore turistico-ricettivo di Torino e della provincia. La percentuale di cancellazione delle prenotazioni si attesta tra il 50 e il 60% – con punte vicine al 90% in alcune strutture – e le disdette si susseguono ormai giorno dopo giorno, con proiezioni anche sul lungo periodo”. Lo afferma Federalberghi Torino che stima, per le imprese della città, un calo del fatturato da 1,5 milioni a 2 milioni di euro (-30% rispetto al febbraio 2019) soltanto nella prima settimana dell’emergenza. Torino e la provincia hanno visto andare in fumo circa 25-30.000 presenze turistiche in pochissimi giorni. Una tendenza preoccupante che minaccia di produrre strascichi nel lungo periodo, arrivando a coinvolgere anche le prenotazioni per Pasqua e per i ponti primaverili.

L’Associazione ringrazia il Comune di Torino e la Regione Piemonte “per l’attenzione dimostrata”, ma chiede “di mettere in campo misure urgenti di sostegno alle imprese alberghiere che vanno dallo stanziamento di fondi per la compensazione delle perdite economiche alla sospensione dell’applicazione della tassa di soggiorno e del pagamento delle imposte locali come Imu, Tari e Cosap”. “Il quadro di questi giorni – spiega Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino – è drammatico ed in continuo peggioramento. Soltanto nella prima settimana di emergenza abbiamo visto svanire 25-30.000 presenze turistiche con un calo di fatturato compreso tra 1,5 e 2 milioni di euro solo a Torino, una tendenza purtroppo destinata a protrarsi anche per il mese di marzo per il quale registriamo già una percentuale di cancellazioni compresa tra il 50-60%, con punte che in alcune strutture si avvicinano al 90%. Le misure urgenti di contenimento varate dalla Regione erano certamente inevitabili ma il nostro settore sta pagando e continuerà a pagare per molto tempo gli effetti di una psicosi per certi versi ingiustificata. Il comparto turistico-ricettivo del torinese rischia di riprendersi solo fra molti mesi e di vedere andare in fumo anche le prenotazioni per Pasqua e per i ponti di primavera. Ringraziamo gli enti locali per la sensibilità dimostrata in questi giorni ma chiediamo alla Regione, che proprio ieri ha stanziato 77 milioni per il turismo piemontese, di dirottare almeno una parte di questi fondi come forma di compensazione, destinandoli direttamente alle imprese e al Comune di sospendere momentaneamente la tassa di soggiorno e le imposte locali. In gioco ci sono gli investimenti degli imprenditori e i redditi dei dipendenti oltre a un danno economico e di immagine di cui capiremo le proporzioni soltanto fra qualche tempo”. 

Vespignani, epidemia si sta globalizzando

L’epidemia da coronavirus si sta globalizzando: “c’è uno scenario nuovo in quanto non è più un fenomeno locale”, al punto che “quello che è successo in Italia sta facendo capolino ovunque”. Lo ha detto all’ANSA il fisico esperto di sistemi complessi Alessandro Vespignani, direttore del Network Science Institute della Northeastern University di Boston. “Non c’è un caso Italia – ha aggiunto – perché l’Italia è uno dei primo Paesi in cui il fenomeno è stato osservato, ma è altamente probabile che diventi fenomeno globale”.

“Ci sono dei passaggi tecnici per arrivare alla dichiarazione della pandemia, vale a dire che devono esserci contemporaneamente più Paesi nei quali la trasmissione è sostenuta”, ha detto ancora Vespignani. La pandemia è quindi “evento globale nel quale avvengono molte epidemie”. Attualmente l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato uno stato di emergenza globale, ma secondo Vespignani la differenza fra questa condizione e la pandemia “è soprattutto psicologica ed emotiva”. In ogni caso è “importante preparasi e cercare di contenere i casi il più possibile, rallentando la diffusione”.

Furia (Pd), più risorse per settori colpiti

Il segretario del Pd del Piemonte, Paolo Furia, chiede “più risorse per i settori colpiti dagli effetti del Coronavirus”, auspicando che “prevalga la buona politica”. “In vista delle comunicazioni del presidente Alberto Cirio in relazione alle misure sul Coronavirus per la prossima settimana – dice Furia – esprimo la piena disponibilità del Pd del Piemonte a cooperare, come già fatto in questi giorni difficili”. “Ci attendono – rimarca – altri giorni difficili. Contenuta l’epidemia, ora bisogna essere vicini all’economia, con misure straordinarie a sostegno dei comparti più penalizzati”. “Salutiamo con favore – aggiunge – la disponibilità del presidente Cirio a ridimensionare per la prossima settimana i provvedimenti di emergenza. Una settimana di fermo quasi totale richiede comunque interventi che possono trovare spazio a partire dal bilancio regionale e dalla revisione delle annunciate misure del Piano Competitività. Si tratta di risorse ereditate dalla Giunta Chiamparino e che possono aggiungersi, con strumenti da decidere insieme con le parti sociali, alle risorse che verranno stanziate dal Governo”. “Invitiamo – dice ancora – a mantenere la collaborazione tra Enti Locali, Regione e Governo: ci vorrà l’intelligenza di tutti per affrontare i prossimi giorni, senza scaricabarili inutili né gesti di propaganda fini a se stessi”.

Tuttoscuola, oltre 5mln studenti a casa,è il 60%

Con la chiusura delle scuole anche di Marche, Palermo e in Campania, il numero di alunni costretti a casa a causa dell’emergenza Coronavirus supera ormai ampiamente i 5 milioni, il 60% della popolazione scolastica. Il dato arriva da Tuttoscuola.

Sib, stagione balneare a grande rischio

“L’emergenza sanitaria preoccupa anche i 30.000 imprenditori balneari italiani – afferma Antonio Capacchione, presidente del Sib Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe Confcommercio – la stagione estiva è in serio pericolo specialmente in quelle regioni che sono meta tradizionale dei turisti stranieri”. “Più che contributi economici – continua Capacchione – chiediamo al Governo, in questo momento, l’applicazione della legge nazionale n. 145/2018 che ha disposto il rinvio di quindici anni della scadenza delle concessioni demaniali marittime vigenti, troppi i Comuni che, ancora oggi, sono colpevolmente inadempienti”. “Si tratta di un provvedimento, a costo zero, fondamentale per l’intero turismo del nostro Paese – conclude Capacchione – che già oggi si trova ad affrontare momenti drammatici a causa di questa emergenza sanitaria. Sono previsti milioni di presenze in meno e una perdita economica pari a miliardi di euro. Dobbiamo puntare sull’offerta dei servizi di spiaggia, fiore all’occhiello e tradizione del nostro turismo, per rilanciare l’intero settore ed incentivare gli investimenti. Solo in questo modo potremmo arginare quell’incertezza che attanaglia tutti gli operatori preoccupati, soprattutto, dalla competizione nel mercato internazionale delle vacanze”.

Piemonte, a Novara 3 casi positivi al primo test

Tre nuovi probabili casi di Coronavirus sono stati scoperti a Novara: pazienti sono risultati positivi al primo test e sono in attesa della conferma da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Lo comunica la Regione Piemonte, sottolineando che “una famiglia del novarese, composta dai due genitori e da un figlio minorenne, è da ieri sera precauzionalmente ricoverata all’ospedale di Novara, in attesa che l’Istituto superiore di Sanità convalidi o meno l’esito delle prime analisi, che hanno dato risultato positivo al test sul Coronavirus Covid19, collocando i pazienti nella definizione di caso probabile”. Nessuno dei tre novaresi al momento presenta sintomi. Il padre ha però dichiarato di aver avuto contatti con persone residenti nella zona rossa della Lombardia”.

Piemonte, da Regione 1 mln euro e moratoria mutui

Una moratoria sui mutui delle aziende e uno stanziamento di un milione di euro: è quanto mette in campo la Regione Piemonte per fronteggiare le difficoltà economiche causate dal coronavirus. Gli interventi sono stati annunciati dall’assessore al Bilancio della Giunta Cirio, Andrea Tronzano, oggi in I Commissione. Per la moratoria la Regione ha aperto il confronto con Abi e le associazioni imprenditoriali. “Ma senza lo Stato – ha rimarcato Tronzano – le Regioni possono fare poco. Per questo è aperta la discussione con il Governo, insieme alle altre Regioni, per un piano di sostegno che equipari le zone gialle come il Piemonte a quelle rosse”.

Festival italiani chiedono senso responsabilità

“L’emergenza che il nostro Paese sta attraversando va affrontata con senso di responsabilità e di collaborazione da parte di tutti i cittadini ma in particolare da parte di istituzioni, politica e organi di stampa, ognuno per il prezioso ruolo che ricopre”, lo dichiara il Presidente dell’associazione di Italiafestival, Francesco Maria Perrotta. Come già anticipato da Federvivo e Agis, Italiafestival evidenzia che il blocco degli spettacoli nel nord Italia sta già comportando gravissime difficoltà a uno dei settori trainanti dell’intero sistema Paese. “Visto che la maggior parte dei festival si svolgerà tra qualche mese la loro organizzazione è in itinere e i contratti già stipulati sono difficilmente revocabili. Nella prossima stagione estiva, mai come quest’anno, i festival possono contribuire ad attirare quel turismo culturale da sempre protagonista dell’economia della conoscenza che insiste direttamente sui territori, ma a condizione che questo settore venga sostenuto davvero. Ci aspettiamo dal Ministro Franceschini – continua Perrotta – senso di responsabilità, che certamente non mancherà, durante il tavolo di crisi sullo spettacolo dal vivo convocato per venerdì 28 febbraio al Mibact con le principali associazioni di categoria del turismo, del mondo del cinema e dello spettacolo, per valutare i danni e affrontare le criticità che il settore sta vivendo a causa dell’emergenza Coronavirus”. Italiafestival chiede che le somme straordinarie necessarie a compensare i vari soggetti per i danni di queste settimane “non vadano a gravare sulle risorse del Fus ma che siano risorse aggiuntive”. Perrotta invita inoltre i mass media “ad abbassare i toni e scrivere quanto di positivo l’Italia sta facendo per arginare lo stato di crisi sanitaria in corso evitando il propagarsi di delirio collettivo, infatti tocca soprattutto agli organi di stampa salvare dal contagio la nostra vita sociale. Noi faremo la nostra parte – conclude il presidente di Italiafestival – anche sul piano europeo, dove incontreremo insieme alla European Festivals Association la nuova Commissaria Europea alla cultura Mariya Gabriel già nei prossimi giorni e chiederemo anche a tutto il settore (artisti, produttori, orchestre, compagnie, pubblico) una decisa presa di coscienza per scongiurare la mancata realizzazione dei prossimi festival”.

Ore 15

Franceschini, subito misure per turismo

“Il settore più impattato direttamente dalla crisi del coronavirus è il turismo. Stiamo pensando a misure immediate e poi insieme costruiremo un rilancio dell’immagine dell’Italia che sono sicuro che sarà rapido”. Lo ha detto il ministro Dario Franceschini al termine della visita al Mann per il bilaterale Italia-Francia. “Domani mattina avremo un tavolo con le organizzazioni del turismo, poi incontreremo quelle dello spettacolo e del cinema. E’ chiaro che il turismo è il settore più colpito”.

Boccia, Regioni ‘no cluster’ firmano ordinanza

“Tutte le Regioni ‘no cluster’ hanno firmato l’ordinanza tipo messa a punto dal governo, in raccordo con la Conferenza delle Regioni, l’Istituto superiore di sanità e la Protezione civile, per coordinare le azioni nei territori fuori dall’area del contagio. Tra la serata di ieri e questa mattina sono state emanate le ordinanze di: Lazio, Puglia, Abruzzo, Molise, Sicilia, Campania, Toscana, Sardegna, Calabria, Basilicata, Umbria e della Provincia autonoma di Bolzano. Dalla Valle d’Aosta e dalla Provincia autonoma di Trento si attendono gli adempimenti. L’auspicio è che, a partire dal 2 marzo, anche le altre Regioni del nord senza aree cluster possano aderire all’ordinanza condivisa che garantisce sicurezza, contenimento del contagio e l’immediata ripartenza per ogni attività”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.

Stop Viminale trasferimento migranti da Paesi Ue

Il Viminale – a quanto si apprende – in seguito all’emergenza Coronavirus, ha disposto la sospensione del trasferimento in Italia di richiedenti asilo da altri Paesi europei. Si tratta dei cosiddetti ‘dublinanti’, migranti che sono stati rintracciati in altri Stati, ma che risulta abbiano avuto l’Italia come Paese di primo approdo. In base al Regolamento di Dublino, deve essere proprio l’Italia ad esaminare la richiesta di asilo e quindi c’è un flusso di queste persone che vengono rimandate indietro da vari Stati. La Svizzera, ad esempio, aveva voli prenotati per il trasferimento in Italia di dieci migranti. Ma è arrivato lo stop del ministero dell’Interno. Analoghe disposizioni sono state prese da altri Paesi, come ad esempio la Germania. Lo stop resterà in vigore per alcuni giorni, finchè non si chiariranno i contorni dell’emergenza.

Appello Marnati, usare di più servizi on line

L’assessore regionale ai servizi digitali Matteo Marnati invita i piemontesi ad utilizzare i servizi informatici per l’adempimento degli oneri tributari, fiscali e di altro genere, che si possono effettuare direttamente da casa. L’appello riguarda, ad esempio, il bollo auto, i referti di laboratorio o i documenti prodotti dalla pubblica amministrazione, dal campo edilizio a quello delle certificazioni. “Il servizio informatico regionale – spiega Marnati – è pronto per affrontare qualsiasi emergenza anche a fronte dell’aumento delle richieste, i servizi online infatti sono sempre attivi e permettono a coloro che non possono uscire di casa di svolgere attività pubbliche. Anche in queste ore – ricorda l’assessore – continua ad essere attivo il numero verde generale non per questione sanitarie 800.333.444 che è stato potenziato in questi giorni di emergenza con 16 operatori in più: il numero totale passa a 39.

Le Pen, sbagliato far venire italiani a Lione

“Non si capisce perché i bimbi che tornano dall’Italia debbano fare una sorta di auto-quarantena e al tempo stesso si lascino tremila italiani venire ad un match di calcio a Lione. Queste incoerenze si moltiplicano…”: lo ha detto la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, parlando ai giornalisti al termine di un incontro con il premier Edouard Philippe sulla crisi del coronavirus e criticando la politica messa in atto dalla Francia per lottare contro l’epidemia. Il riferimento, in particolare, è ai tifosi giunti dall’Italia per assistere ieri sera al match di Champions League Lione-Juve. “Esistono incoerenze” e queste “incoerenze si moltiplicano”, ha deplorato.

Ippolito, valutiamo nuova piattaforma vaccinale

“Prima che si possa arrivare alla disponibilità di un vaccino contro il nuovo coronavirus su larga scala saranno necessari molti mesi, forse più di un anno, ma lo sviluppo di piattaforme vaccinali rappresenta però il miglior sistema di preparazione di un paese: l’Istituto Spallanzani è inserito in un programma per lo sviluppo di un vaccino e in questi giorni stiamo valutando la possibilità di una nuova piattaforma vaccinale”. Lo ha affermato il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito, alla conferenza nella sede della stampa estera. “L’Organizzazione mondiale della sanità – ha detto – ha pubblicato una lista di potenziali vaccini; quindi, stiamo lavorando su quella lista per lo sviluppo di un vaccino insieme ad altri partners internazionali”.

De Masi, è un prezioso esperimento di sociologia

“Quello che sta avvenendo in questi giorni con l’epidemia del coronavirus è anche un grande e prezioso esperimento sociologico. Ci fa capire che viviamo in un grande vicinato unico in cui le cose risuonano in modo rapido. Il modello per il futuro ha come pilastro la globalizzazione e la tecnologia”. E’ questo il parere di Domenico de Masi, professore emerito di sociologia del lavoro all’Università La Sapienza di Roma a ‘Coronavirus – il punto’ dell’ANSA. “Sotto la pressione di fatti imprevisti e di forte rilevanza – aggiunge De Masi – scopriamo una serie di cose che avremmo potuto capire per conto nostro. Penso non solo alla dimensione globale ma all’importanza di lavorare da casa quando il lavoro lo consente. In altri paesi lo fa il 10-15% dei lavoratori da noi 500mila su 23 milioni di lavoratori, una percentuale irrisoria, per una serie di motivi di carattere culturale. Oggi le tecnologie ci consentono di interagire e le vedo in maniera ottimistica per le relazioni sociali. Nel caso del coronavirus sono fondamentali – conclude De Masi – mentre si sta in quarantena con il corpo imbrigliato in quattro mura, la mente può spaziare dovunque interagendo. Abbiamo la fortuna, nella sfortuna, che questa situazione è capitata quando c’è internet”.

Ippolito, nessuna necessità corsa a mascherine

“Al momento attuale non c’è necessità di fare la corsa alle mascherine”. Lo ha sottolineato il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito, in conferenza stampa nella sede della stampa estera. Riferendosi quindi al governatore della Lombardia Attilio Fontana che, in autoisolamento dopo che una collaboratrice era risultata positiva al nuovo coronavirus, è apparso con una mascherine, Ippolito ha sottolineato che “un soggetto risultato negativo al test per il coronavirus non ha bisogno della mascherina. Il governatore ha però voluto dare un segnale ulteriore e ciò – ha rilevato – fa parte della comunicazione”. Ippolito ha quindi ricordato come “essere positivi non significa essere contagiosi, ma questi soggetti vanno tenuti fuori dal circuito perchè il periodo di contagiosità è diverso da quello dell’incubazione. La possibilità massima di trasmissibilità si ha – ha concluso – quando un soggetto è sintomatico”. Circa il 90% dei casi comunque, ha ricordato, presenta sintomi lievi: “Dobbiamo mantenere la calma perchè il Paese – ha concluso – ha la capacità per rispondere”.

Asl Asti, probabili casi secondari

“La situazione è sotto controllo e sotto monitoraggio, ma in evoluzione nei prossimi giorni”. Lo dice il commissario dell’Asl di Asti, Giovanni Messori Ioli. “Alcuni degli astigiani tornati da Alassio hanno probabilmente generato dei casi secondari e stiamo verificando queste ipotesi” aggiunge. Secondo Messori Ioli per ora l’unico tampone positivo, ma non ancora confermato dall’Istituto superiore di sanità è quello della signora ricoverata in Malattie infettive, “che sta bene ma ha i sintomi tipici della malattia”. “Le prossime due settimane sono quelle cruciali – afferma – se entro 15 giorni non abbiamo picchi ne usciamo, altrimenti avremo casi da gestire”. Nell’ultima settimana l’Asl di Asti ha svolto meno di 10 tamponi .

Ore 14

Fadoi, medici non meritano accuse gratuite

“I medici in questo momento non meritano accuse gratuite o inchieste giudiziarie, come è accaduto a Codogno, ma hanno bisogno di risposte certe e azioni concrete per poter essere messi nelle migliori condizioni possibili per contrastare il nuovo Coronavirus”. Lo ha detto il presidente della Federazione degli internisti ospedalieri (Fadoi) Dario Manfellotto Entrando nel merito delle linee guida per affrontare il Covid-19, la Federazione chiede di “abbreviare le tempistiche per la diagnosi anche allargando la possibilità di effettuare l’analisi dei tamponi in più strutture e linee guida precise e condivise a livello nazionale. Fornire i dispositivi e i materiali di protezioni che stanno cominciando a scarseggiare o addirittura mancano, soprattutto nelle zone critiche”. “Attualmente – sottolinea Manfellotto – i centri che effettuano i test in Italia sono pochi (in media uno per Regione) e non riescono in tempi rapidi a fornire i risultati. Questo sta enormemente allungando i tempi di attesa, rallentando i processi di diagnosi e obbligando all’isolamento cautelativo dei casi sospetti. Ecco perché appare necessario allargare a molte altre strutture la possibilità di effettuare i test e abbreviare i tempi delle risposte”. Non solo, per la Fadoi pur non essendo in dubbio l’indipendenza delle sanità regionali, in un momento come questo è “indispensabile che vi sia un atteggiamento condiviso in tutte le regioni italiane”. Infatti “la situazione complessa che si è creata con una miriade di circolari, decreti, ordinanze e scontri a livello politico, non sta aiutando i professionisti che sono in prima linea. Ecco perché – conclude Manfellotto – servono da parte delle Autorità indicazioni precise e condivise”.

Bocca, Milano, Roma e Venezia vuote come Kabul

“Vediamo Milano e le nostre città più importanti vuote come Kabul, sentiamo il Kuwait che manda un volo per riprendersi i suoi cittadini, tra un po’ ci chiuderà la frontiere anche l’Iraq dove scoppiano 50 bombe al giorno… Questo dà la misura dell’immagine che stiamo dando all’estero. L’unica soluzione è che queste città importanti, che hanno una rilevanza internazionale, tornino alla normalità…”. Si sfoga amaramente parlando con l’ANSA il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca che definisce la situazione del truismo italiano come “ben più che drammatica”. “Stamattina i tg di tutto il mondo – aggiunge – hanno aperto con il governatore Fontana con la mascherina. Qui non hanno capito le ripercussioni che avrà tutto questo sull’economia italiana. Quando il settore sarà distrutto completamente, si renderanno conto dell’importanza che ha sul pil… A Milano abbiamo cali di più dell’80%, ci sono alberghi da 150-200 camere con 6 stanze occupate o anche meno. Stessa cosa a Firenze, ancora peggio a Venezia. E cali a picco anche a Roma, completamente fuori dalla zona rossa. E soprattutto non entra nemmeno una prenotazione, né per il futuro prossimo ma neanche per maggio. I sistemi sono inchiodati del tutto. E quel che è peggio è che non riguarda solo le regioni colpite dall’ordinanza ma si sta allargando a macchi d’olio a tutta l’Italia”.

Cirio, più vicina normalità ma prima sicurezza

“Vogliamo tornare alla normalità e crediamo che ci siano le condizioni per iniziare a farlo, ma prima di tutto viene la sicurezza delle persone”. Così il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, dopo un incontro in Prefettura sul caso degli anziani astigiani risultati positivi al primo test durante un soggiorno sulla Riviera Ligure. “Alle 17 avremo i primi riscontri degli ulteriori test, abbiamo quasi triplicato l’attività dei tamponi. Vogliamo tornare alla normalità”.

Juve U23, nessun problema dopo match con Pianese

Nessun giocatore della Juventus under 23 ha accusato sintomi che possano far temere un contagio da coronavirus dopo la partita di domenica scorsa, ad Alessandria, contro la Pianese, la squadra della provincia di Siena di cui un giocatore 22enne è risultato positivo al primo test. Il sospetto positivo, peraltro, non è sceso in campo. Il club bianconero sta tuttavia monitorando la situazione.

Studenti Medicina volontari numero verde Regione

A partire da oggi fino all’11 marzo, con possibilità di proroga, 78 studenti della Scuola di Medicina dell’Università di Torino, coordinati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte sul Coronavirus, garantiranno volontariamente la copertura 24 ore su 24 di due postazioni telefoniche del numero verde sanitario 800 19 20 20 per dare informazioni ai cittadini sulle misure da adottare per fronteggiare in maniera corretta la situazione. L’iniziativa coinvolge neolaureati e studenti del V e VI anno dei due corsi di laurea di medicina e chirurgia iscritti a Torino e Orbassano. Gli studenti che risponderanno al telefono eseguiranno un pre-triage, una sorta di prima valutazione, e, sulla base di una serie di domande e risposte, indicheranno al paziente cosa fare o dove recarsi per ottenere la risposta assistenziale più appropriata. Il servizio infatti, è stato organizzato per alleggerire i numeri dedicati all’emergenza dal grande flusso di chiamate che sta intasando i centralini del 112 e 118. “L’Università di Torino sta seguendo con grande impegno l’evoluzione dei fatti relativi alla diffusione del Coronavirus in diretto contatto con le autorità”, commenta il rettore dell’Università di Torino, Stefano Geuna. “Questa lodevole iniziativa, che denota un alto senso civico dei nostri studenti e l’acquisizione di una sensibilità medica che tutto il corpo docente ha loro trasmesso, permette di contribuire attivamente alla risposta eccezionale a garanzia della salute pubblica e offrire un primo contributo alle istituzioni impegnate in un servizio straordinario”.

Salvini, medici vanno premiati, non indagati

“I medici che stanno lavorando 24 ore su 24, senza ferie, rischiando la salute vanno premiati. E’ vergognoso che invece ci sia chi sta indagando su di loro: meritano medaglie, non processi”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini in diretta Fb.

Gagli negativo, golfisti in campo in Oman

Allarme rientrato. E’ durata qualche ora la quarantena dei golfisti italiani in Oman: Lorenzo Gagli è infatti risultato negativo al test del coronavirus e al toscano, in stanza a Muscat con Edoardo Molinari, per questo motivo è stato permesso di giocare l’Oman Open, torneo dell’European Tour. Azzurri regolarmente in campo dopo la retromarcia del massimo circuito continentale del golf che, per un eccesso di prudenza aveva inizialmente deciso di escludere i due players italiani dal field isolandoli in una stanza d’albergo. Prima lo stop, poi il via libera arrivato dopo il risultato dell’esito dell’esame comunicato al board dell’European Tour dal ministero della Salute dell’Oman. “E’ una situazione difficile a livello globale – ha spiegato Keith Pelley, CEO dell’European Tour – e tutte le decisioni sono e verranno prese sempre tutelando la salvaguardia generale”. “Sto bene, spero che questo incubo finisca presto” aveva scritto su Twitter Dodo Molinari in mattinata, rassicurando tutti sulle sue ottime condizioni di salute: poco dopo il via libera al torinese in campo con il compagno fiorentino. Incubo finalmente alle spalle. Anche la FIG, attraverso il consigliere federale Marco Durante, ha confermato che i due stavano bene e avrebbero potuto giocare il torneo: “Nessuna infezione virale, solo allarmismo inutile. Forza Azzurri”. Eppure la vicenda aveva avuto, alla luce dell’allarme mondiale sull’epidemia, forti ripercussioni in tutto il mondo. Il quotidiano sportivo spagnolo Marca aveva parlato anche di “ricovero ospedaliero” e dei sintomi, quelli di Gagli, “simili a quelli provocati dal coronavirus”. In Oman si è scatenato il panico da contagio: un equivoco nato da una richiesta di vaccino contro la febbre gialla disposto dall’European Tour per i giocatori iscritti al Kenya Open (12-15 marzo) a cui Gagli non s’è potuto sottoporre per via di una leggera influenza contratta dieci giorni prima. Dopo essersi allenato regolarmente a Muscat e dopo essere stato trasportato a bordo di auto e pulmini con decine di altri colleghi, l’Eurotour, che aveva sottoposto il 34enne fiorentino ad una visita al suo arrivo in Oman, ha deciso d’isolarlo in una stanza d’albergo. Stessa sorte è toccata a ‘Dodo’ Molinari. Prima la paura, poi la rabbia, dunque il lieto fine. Azzurri in campo in Oman, ma il danno resta.

Appello dei Papaboys, ‘riaprite subito le chiese’

“Riaprite subito le Chiese!!!”. E’ l’appello dei Papaboys, dopo le decisioni prese in alcune diocesi italiane per l’emergenza Coronavirus. “Andate a suonare il campanello a preti e vescovi e svegliateli dal sonno profondo della fede! – afferma l’associazione in una nota – E’ una vergogna senza fine chiudere le Chiese, adesso basta!”. “Ma dove siamo finiti? Supermercati aperti, pub aperti, discoteche e locali aperti e chiese chiuse? – prosegue l’appello – Il sogno che il diavolo propone attraverso il grande inganno del Coronavirus, ha fregato molti Vescovi italiani! Le Chiese devono stare aperte! Senza Eucarestia come può vivere una comunità?”. “Le immagini dei Vescovi che celebrano da soli sono irreali, è l’ora di riaprire le Chiese – aggiungono i Papaboys -: andate a suonare ai campanelli delle canoniche e delle curie e svegliate, per cortesia, preti e vescovi anestetizzati dalla paura!”.

Juve-Inter ore cruciali, si spera in porte aperte

Ore cruciali per l’eventuale apertura al pubblico di Juventus-Inter, il big-match dello scudetto in programma domenica 1 marzo, alle 20.45, all’Allianz Stadium di Torino. Il club bianconero è in attesa delle decisioni delle autorità e non ha fatto, finora, alcuna comunicazione ufficiale ai tifosi. La questione potrebbe essere più chiara dopo la riunione convocata alle 18 in Regione, dove il presidente Alberto Cirio incontrerà prefetti, i sindaci e presidenti delle Province. Nell’ordinanza firmata il 23 febbraio dal ministero della Salute e dal presidente della Regione, infatti, le misure urgenti per il Coronavirus scadono il 29 febbraio. E ieri sera la Regione ha fatto trapelare la possibilità della richiesta di mitigazione delle misure per la nuova ordinanza.

Primario, astigiana in discrete condizioni

“Sta bene, le sue condizioni cliniche sono discrete, stamane non aveva febbre ma solo un po’ di tosse ed è di buon umore”. Lo ha detto il primario del reparto Malattie infettive dell’ospedale di Asti, Francesco De Rosa. “Valuteremo dimissioni a domicilio nei prossimi giorni”.

Ore 13

Laus (Pd), anche per economia agire in fretta

“Bene ha fatto il governatore Cirio ad annunciare che chiederà al governo lo stato di crisi per le imprese piemontesi colpite dall’emergenza Coronavirus. Bisogna agire sul fronte economico oltre a quello sanitario e bisogna agire in fretta”. Lo afferma il senatore del Pd Mauro Laus. “Auspico – prosegue – che la sindaca del capoluogo e il presidente dell’Anci regionale siano della partita. Io ci sarò e con me sono convinto ci saranno tutti i parlamentari del territorio. Senza bandiera. Così come è stato dall’avvento delle misure straordinarie per contenere il contagio”.

Protezione civile, 42 guariti su 528 contagiati

Sono 42 le persone risultate positive al Coronavirus che sono poi guarite, secondo i dati comunicati oggi dalla Protezione civile, rispetto ai 528 contagiati complessivi. In Lombardia i guariti sono 37, 3 nel Lazio e 2 in Sicilia.

Piemonte conferma 2/o caso in attesa validazione

Il secondo caso positivo al Coronavirus in Piemonte è confermato dalla Regione, ma si tratta – viene precisato – di una paziente, ricoverata all’ospedale Cardina Massaia di Asti, sottoposta al primo test “in attesa di validazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Faceva parte del gruppo di astigiani ospiti di un hotel di Alassio dal 4 al 18 febbraio. Gli altri appartenenti alla comitiva “sono stati posti sotto sorveglianza attiva presso il loro domicilio”. Altri quattro astigiani ospiti dello stesso hotel nella settimana successiva sono risultati positivi alò primo test e sono ricoverati all’ospedale San Martino di Genova.

Confartigianato, Cirio non dimentichi artigiani

“Presidente Cirio, non si dimentichi degli artigiani e delle micro e piccole imprese: bene la richiesta al Governo dello stato di crisi, ma servono misure straordinarie di sostegno non solo per turismo e commercio bensì anche per il comparto dell’artigianato che rischia di non risollevarsi più dopo questa ennesima batosta”. Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, lancia un appello al presidente della Regione Alberto Cirio che oggi sarà a Roma. “Presto avremo un bilancio preciso delle gravi conseguenze dell’emergenza Coronavirus sulle nostre imprese – prosegue Felici – alcune nostre attività, in particolare quelle che si svolgono a stretto contatto con le persone, come quelle di estetica e acconciatura, stanno registrando un calo superiore al 50% del fatturato. Per l’autotrasporto, settore già duramente provato, è ancora peggio: qui registriamo un calo del 70%, legato al fatto che molti autotrasportatori lavorano con la Lombardia e quindi sono bloccati. Inoltre le imprese della subfornitura che hanno rapporti commerciali con la Cina non riescono più ad avere approvvigionamenti, con il conseguente calo della produzione ed il ricorso alla sospensione dall’attività lavorativa. Siamo consapevoli che la salute pubblica rappresenta la priorità ma anche le nostre imprese sono vittima del Coronavirus e necessitano di aiuto. Non abbiamo la pretesa di giudicare nel merito le misure emergenziali adottate ma non vogliamo pagarne il prezzo”.

Imprese-sindacati, far ripartire attività

Da banche, imprese e sindacati un appello congiunto a lavorare tutti, insieme, “per consentire al nostro Paese di superare questa fase in maniera rapida ed efficace”. “Dopo i primi giorni di emergenza, è ora importante valutare con equilibrio la situazione per procedere a una rapida normalizzazione, consentendo di riavviare tutte le attività ora bloccate”, scrivono Abi, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria, Legacoop, Rete Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti), Cgil, Cisl, Uil

Toscana; 2 nuovi casi in attesa validazione Iss

Due nuovi casi sospetti positivi al nuovo Coronavirus in Toscana. Lo rende noto la Regione spiegando che entrambi in attesa di validazione da parte dell’Istituto superiore di sanità. Sono un calciatore 22enne della provincia di Siena, e un 44enne che risiede a Torre del Lago (Lucca) e lavora a Vo Euganeo (Padova), uno dei paesi in Veneto chiuso in seguito all’emergenza Coronavirus.

Il 22enne è di Piancastagnaio (Siena), giocatore della Pianese, sabato scorso ha accusato i primi malesseri in albergo ad Alessandria, spiega una nota, dove si trovava in ritiro con la squadra, con cui il giorno successivo avrebbe dovuto giocare. Non ha giocato perché la mattina la febbre è salita. La squadra è rientrata a Piancastagnaio, mentre lui è rientrato autonomamente a casa. Mercoledì mattina gli è stato fatto il tampone a domicilio, che durante la notte ha dato un primo esito positivo. Dalle prime ore di stamattina è ricoverato all’ospedale delle Scotte, a Siena, in isolamento. È in buone condizioni di salute. Gli stessi malesseri sarebbero stati accusati qualche giorno prima da un secondo giocatore della squadra, che l’azienda sta rintracciando. Il 44enne che risiede a Torre del Lago lavora a Vo Euganeo, in un birrificio, ora chiuso a seguito delle misure prese dalla Regione Veneto. Vive da solo, ha passato il fine settimana con il figlio, ora in isolamento domiciliare fiduciario. L’uomo ha avuto i primi sintomi lunedì, poi con l’arrivo della febbre alta ha avvisato la Asl, che gli ha fatto il tampone a domicilio, risultato positivo. L’uomo è in isolamento domiciliare fiduciario. È in buone condizioni di salute e non ha necessità di ricovero. Per entrambi i casi sono in corso accurate indagini epidemiologiche su tutti i contatti. Salgono così a sei i casi di Coronavirus in Toscana, quattro dei quali devono ancora essere validati dall’Istituto superiore di sanità.

Contagiati in 12 regioni, 305 in Lombardia

Sono 12 le Regioni, con l’ingresso dell’Abruzzo, in cui si registrano contagiati da coronavirus. In Lombardia risultano 305 positivi al coronavirus, secondo la Protezione civile. In Veneto 98, in Emilia Romagna 97, in Liguria 11, Lazio, Sicilia e Marche 3, Toscana, Campania e Piemonte 2, Trentino Alto Adige (Bolzano) e Abruzzo 1. Di questi, ha specificato il commissario Angelo Borrelli, “474 sono in assistenza, 278 in isolamento domiciliare, 159 ricoverati con sintomi, 37 in terapia intensiva”.

Ore 12

Borrelli, 282 positivi confermati da Iss

Sono 282 i tamponi positivi inviati dalle Regioni all’Iss e tutti sono stati confermati dall’Istituto alla mezzanotte di ieri. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, nel corso del punto delle 12.

Borrelli, 37 guariti in Lombardia

“Dalla Regione Lombardia è arrivata una buona notizia: 37 persone contagiate sono guarite”. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, nel corso del punto delle 12.

Borrelli, 14 i morti

Sono 14 i morti per i Coronavirus, “ma stiamo aspettando gli esiti degli accertamenti dell’Iss per l’ufficialità” Lo ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, nel corso del punto delle 12.

Borrelli, 528 contagiati

Sono 528 i positivi al Coronavirus. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, nel corso del punto delle 12.

Ippolito, comunicheremo solo casi clinici

“In Italia si sta lavorando affinché vengano comunicati solo i casi di nuovo coronavirus clinicamente rilevanti, ovvero i casi clinici di pazienti in rianimazione o morti, come avviene negli altri Paesi del mondo”. Lo ha detto il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito, in conferenza alla stampa estera. I “positivi ai tamponi fatti per qualsiasi altro motivo andranno in una lista separata estremamente importante – ha detto – per la definizione della situazione epidemiologica”.

Biella, operatori cultura chiedono interventi

Operatori culturali e organizzatori di eventi del Biellese hanno scritto una lettera aperta al sindaco del capoluogo, Claudio Corradino, in merito alla questione Coronavirus. L’iniziativa mira a ottenere al più presto un tavolo di discussione per affrontare le conseguenze che il settore sta patendo. “E’ un comparto – si legge – già fortemente provato dalla ormai cronica mancanza di fondi e da qualunque forma di tutela lavorativa, che non potrebbe sopravvivere a un prolungato periodo di stop, seppur motivato dalla tutela della salute dei cittadini e della sicurezza in generale”.

Assoturismo, più danni dell’11 settembre

Il panico da coronavirus sta causando una crisi senza precedenti per il turismo italiano. In meno di una settimana dall’esplosione dell’allarme, alberghi, b&b e agenzie di viaggio hanno già visto andare in fumo 200 milioni di euro di prenotazioni per il mese di marzo. Bisogna urgentemente lavorare per arrivare ad una normalizzazione: se continua così, il settore – che vale il 13% circa del Pil italiano – rischia di affondare. A stimare l’impatto dell’emergenza sulle imprese del turismo è Assoturismo Confesercenti il cui presidente Vittorio Messina che sottolinea: “E’ il momento più buio, neanche l’11 settembre aveva inciso così pesantemente. Il comparto è già in zona rossa, e come tale va trattato”.

La cifra riguarda solo i valori di viaggi e sistemazioni cancellati, e non include la mancata spesa turistica dei viaggiatori, che avrà pesanti ricadute anche su guide e trasporti turistici, oltre che bar, ristoranti e attività commerciali in tutta Italia. Ad essere investite dalle disdette, infatti, non sono solo le attività ricettive delle regioni interessate dai focolai: a Roma si registrano picchi di cancellazioni del 90% delle prenotazioni, dell’80% in Sicilia. Ad incidere lo stop alle gite, alla convegnistica e agli eventi; ma pesano anche le cancellazioni che arrivano dai viaggiatori stranieri. Che incidono soprattutto nelle città d’arte, dove i turisti provenienti dall’estero costituiscono circa la metà dei flussi complessivi. “Se la situazione di panico generalizzato dovesse protrarsi, migliaia di attività, in particolare quelle di piccole dimensioni, entreranno prima in crisi di liquidità, poi chiuderanno i battenti”, commenta Vittorio Messina, Presidente nazionale di Assoturismo. “Nella storia recente, il turismo italiano non ha mai vissuto una crisi come questa: è il momento più buio, neanche l’11 settembre aveva inciso così pesantemente. Il comparto è già in zona rossa, e come tale va trattato”. “La proposta di un tax credit per le attività colpite può andare bene, ma gli importi devono essere adeguati alla gravità del momento: le mezze misure, in questo frangente così critico, non servono a niente. Anche la sospensione dei pagamenti va estesa. Dobbiamo prepararci ad offrire sostegni più incisivi, in caso la crisi dovesse continuare. Migliaia di imprese aspettano con il fiato sospeso un sostegno per non crollare. Dobbiamo assolutamente trovare soluzioni percorribili. La nostra proposta è di istituire un fondo speciale finanziato anche con risorse europee: dai nostri partner ci aspettiamo solidarietà, è indispensabile per ridimensionare l’emergenza”.

M5S, Camera approva odg su tutela Piemonte

La Camera dei deputati ha approvato un ordine del giorno presentato da Jessica Costanzo (M5s) con cui si chiede, in merito alla questione Coronavirus, di valutare l’estensione al Piemonte di misure già adottate in altre Regioni quali il differimento delle scadenze fiscali e contributive, la moratoria dei mutui, la velocizzazione dei crediti fiscali e dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, l’attivazione di ammortizzatori sociali snelli e immediati e la previsione di indennizzi per i lavoratori autonomi. “I dati – dice la parlamentare – sono molto preoccupanti: si parla di un crollo di fatturato del 90% per quel che concerne il turismo d’affari, del 70% per quel che riguarda le strutture ricettive di Torino, del 50% per i ristoranti, del 30% per i bar. Il nostro territorio, già dichiarato area di crisi complessa, necessita di misure specifiche in grado di calmierare gli effetti negativi dei provvedimenti di contrasto alla propagazione del Coronavirus”.

Ore 11

Fratelli d’Italia, approvato l’odg sul blocco dei prezzi delle mascherine

“Grazie a Fratelli d’Italia il Governo dovrà imporre il divieto di aumento dei prezzi sui prodotti igienizzanti e mascherine”: a dichiararlo è la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli, dopo l’approvazione alla Camera, ieri, dell’ordine del giorno di cui era prima firmataria. “Conte – prosegue Montaruli – deve emettere il provvedimento in pochi giorni. La speculazione su questi beni di prima necessità sta aumentando di giorno in giorno fino a sfociare a episodi di vero e proprio sciacallaggio. Per questo, oltre alla sanzione amministrativa per chi violerà il divieto, chiediamo un inasprimento della pena quando la condotta integra il reato. D’altra parte i furti negli ospedali nelle varie regioni, e le cifre ormai stellari per questi beni, hanno spinto le procure ad iniziare a indagare. Non possiamo permettere che nel frattempo i più deboli vengano messi in ginocchio, non solo dalla possibile malattia, ma dalla cattiveria di gente senza scrupoli”.

Confturismo, stop a provvedimenti restrittivi

In un’indagine condotta tra il 18 e il 20 febbraio da Confturismo con Swg su un campione di 1.000 Italiani il 20% dichiarava che avrebbe annullato o cambiato la destinazione dei viaggi previsti per timore del coronavirus, mentre il 27% avrebbe preso solo delle precauzioni in viaggio senza però effettuare alcun cambiamento. La medesima indagine ripetuta a distanza di 3 giorni, dopo la diffusione delle notizie sui casi italiani e sui primi provvedimenti restrittivi in Lombardia e Veneto, dimostra come i primi passino al 36% e i secondi al 31%, mentre crolla dal 44% al 21% la percentuale di coloro che dichiarano che non intendono modificare in alcun modo le proprie abitudini di vacanza. “Questa indagine dimostra come a comportare effetti pesantissimi per l’economia del turismo nazionale è la psicosi collettiva generata anche da una comunicazione spesso allarmistica e fuorviante, oltre che dai provvedimenti restrittivi introdotti.Ma a fare ancora più paura è il trend di evoluzione” commenta il presidente di Confturismo Confcommercio, Luca Patanè. “Per troppi giorni – prosegue il presidente di Confturismo – è mancata una comunicazione corretta sulla reale portata dell’infezione, sui rischi effettivi di contagio, sulle conseguenze, mentre chiusure o anche solo limitazioni alle attività commerciali in aree enormi del Paese hanno accresciuto il panico. Danneggiando fortemente l’immagine dell’Italia all’estero”. “Domani al tavolo convocato dal ministro Franceschini chiederemo immediati provvedimenti a difesa delle nostre imprese, che rischiano nel prossimo trimestre di vedere, per i soli viaggi in Italia,circa 22 milioni di presenze in meno con una perdita di spesa di 2,7 miliardi di euro. La nostra rete diplomatica deve farsi sentire per fare cessare il linciaggio mediatico di cui siamo vittime e bloccare provvedimenti assurdi di restrizione all’ingresso degli Italiani in altri Stati, che riteniamo francamente spropositati e inappropriati”.

Ricciardi, focolai Lombardia-Veneto legati

“L’Italia ha un focolaio e mezzo per il Coronavirus: quello originale è nella Bassa Lombardia e poi ce ne è uno più piccolo in Veneto che siamo riusciti a ricondurre al focolaio lombardo”. Lo ha detto Walter Ricciardi dell’Oms e consulente del ministro della Salute, alla Protezione civile.

Salvini,porterò proposte Lega a Quirinale

“Porterò le nostre richieste al Quirinale e anche il raccapriccio per un’inchiesta aperta sui medici e infermieri che è una vergogna”. L’ha detto il leader della Lega Matteo Salvini in una conferenza stampa alla Camera.

Salvini, governo confuso dia risposte

“Dopo l’emergenza sanitaria, non sottovalutare quella economica. Tutto dipende dalle scelte del governo a livello nazionale. L’obiettivo è tornare alla normalità ma abbiamo l’impressione che al governo ci sia un po’ di confusione, ad esempio nessuna indicazione su rottamazione ter. Quindi se c’è un governo dia segni perché la settimana prossima è troppo tardi”. Così il leader della Lega Matteo Salvini in una conferenza stampa alla Camera.

Sindaco Portacomaro, no allarmismo

“Prima cosa non fare allarmismo, ma essere concreti nelle azioni”. Lo scrive il sindaco di Portacomaro d’Asti, Alessandro Balliano sul suo profilo Facebook, rivolgendosi ai suoi concittadini del piccolo Comune di poco meno di 2 mila abitanti della provincia di Asti dove vive l’anziana che è risultata positiva al coronavirus. “Il problema c’è – scrive – ma è gestito con professionalità da tutti gli enti preposti con cui sono in contatto continuo dalla serata di ieri”. Il primo cittadino avvisa che chi fosse stato allo spettacolo che si era svolto alla casa di riposo del piccolo Comune sabato scorso oppure alla Posta del paese “dalle ore 12 alle ore 13 di martedì 25 febbraio contatti i numeri 0141484952 0141484955”. Per i degenti della struttura è attivo da ieri notte il protocollo di massima sensibilità sanitaria e isolamento ed è già intervenuto il settore igiene pubblica dell’Asl.

Assessori cultura piemontesi, Roma ci sostenga

Assessori comunali e regionali alla cultura, dal Piemonte, chiedono al Governo un sostegno al comparto, duramente colpito dall’emergenza Coronavirus. L’iniziativa è partita dall’assessora torinese Francesca Leon, che insieme a molti colleghi domanda “misure straordinarie per sostenere l’intero settore dei beni culturali, del cinema e dello spettacolo”. Domani, spiega Leon in un post su Facebook, il prefetto Claudio Palomba e la sindaca Chiara Appendino incontreranno, insieme al mondo produttivo, rappresentanti del settore culturale “per discutere insieme misure e azioni per affrontare la crisi di questi giorni e le conseguenze di medio periodo”. “Non sono – osserva – solo le conseguenze nel breve periodo a preoccuparci: il prevedibile calo dei flussi turistici e l’annullamento delle uscite scolastiche avranno conseguenze importanti per la città nei prossimi mesi”. “Abbiamo chiesto – aggiunge Leon – che si lavori per perseguire una ragionata e graduale riapertura delle sedi museali, dei luoghi di spettacolo e intrattenimento, di concerto con le Regioni e il ministro della Salute Roberto Speranza. In momenti difficili come questi la riapertura dei luoghi della cultura può essere il punto da cui ripartire come comunità.

Ore 10

Bellanova, basta comparsate tv, lavoriamo

“Se tutti pensiamo a far presenze e comparsate televisive, qui rischiamo di chiudere il Paese”: Così il ministro Iv Teresa Bellanova a Circo Massimo. “Se siamo al governo ci sono oneri e onori e se dobbiamo trovare le responsabilità, che sicuramente ci sono, e se ci sono disfunzioni, dobbiamo prendercene carico. Quando si svolgono funzioni di governo bisogna studiare, approfondire e riflettere prima di parlare. Il metodo non può essere quello della visibilità”, aggiunge il ministro delle Politiche agricole. Quando le si chiede se il governo è a rischio, però, risponde: “Non voglio discutere sulla sorte mia, o di Conte, o di Pinco Pallo: questo è teatrino. Non mi interessa neanche, bisogna riflettere se i comportamenti hanno concorso ad amplificare una situazione che altri Paesi hanno gestito diversamente. Quello che mi interessa in questo momento è capire come noi corrispondiamo a un’aspettativa del Paese”.

Bellanova rivendica il suo lavoro: “Ci sono troppe preoccupazioni in giro, troppo allarme e c’è una ricaduta fortissima, orizzontale. Io ho incontrato le organizzazioni sindacali senza fanfare perché devi incontrare le parti interessate, sentire quello che dicono e avanzare una proposta. Io ho sempre fatto così. In questo momento bisogna concentrare tutte le energie per far fronte a una situazione di cui non tutti abbiamo ancora ampiezza per le difficoltà che stanno venendo fuori”.

Oms, casi positivi solo da Iss, sennò panico

“I casi positivi al Coronavirus si possono definire solo dopo la conferma dell’Iss ed ora sono circa 190; quelli comunicati dalle Regioni devono essere considerati come casi sospetti. Le Regioni hanno l’obbligo morale di seguire le indicazioni centrali altrimenti si genera il panico collettivo. Se si fossero attenute a questo nelle comunicazioni oggi avremmo 190 casi accertati”. Lo ha detto Walter Ricciardi dell’Oms e consulente del ministro della Salute, alla Protezione civile.

“I test strumentali fatti nei laboratori regionali – ha osservato Ricciardi – hanno ancora margini di incertezza, ci possono essere falsi positivi e falsi negativi, per questo bisogna attenersi ai risultati dell’Iss. Altrimenti si sconcerta la popolazione. Anche in altri Paesi ci sono focolai, ma loro danno la conferma solo quando è certa. Il virus circola in tutto il mondo, noi siamo stati onesti e trasparenti ed abbiamo messo in moto una risposta importante. Bisogna fare fronte comune, le prossime due settimane saranno importanti”.

Anelli (Fnomceo) a Fontana,medici vanno protetti

“Questa mattina scriverò una lettera al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, chiedendogli di mettere in sicurezza i medici nel lodigiano”. È quanto afferma il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici – Fnomceo, Filippo Anelli, in una nota. “È assolutamente necessario – afferma – che la Regione fornisca ai medici e agli operatori i dispositivi individuali di protezione. Se i medici si ammalano, o comunque vengono messi in quarantena, non possono più garantire l’assistenza ai cittadini. Viene quindi messo in pericolo quel diritto alla tutela della Salute, individuale e collettiva, che dalla nostra Costituzione siamo chiamati a garantire”. Anelli ringrazia poi “tutti i medici, gli infermieri, i collaboratori di studio, che con dedizione veramente eroica stanno sostenendo la rete di assistenza in questa situazione che, per quanto riguarda le condizioni di lavoro degli operatori” non esita a definire “drammatica”. Nella ‘zona rossa’, conclude, “ci sono medici di continuità assistenziale, che, per poter continuare a fare ricette nonostante la quarantena, si sono chiusi negli ambulatori, dove vivono e dormono. Medici ospedalieri costretti a turni di trenta e più ore perché non si trovano i sostituti. E questo, mentre i dispositivi individuali di protezione mancano o scarseggiano”.

Casellati, aiuti a imprese, Ue faccia sua parte

“Purtroppo il Veneto, la Lombardia e tutto il nord vivono una situazione di grande sofferenza. E del resto sono le regioni che costituiscono il traino economico di tutta l’Italia. Allora occorre che si pensi a misure anche di carattere fiscale, che possano venire incontro alle attività economiche e produttive da parte dell’Italia e dell’Europa, perché oggi l’Europa può avere un’occasione straordinaria per dimostrare a tutti noi come sia importante appartenere alla casa comune dell’Unione europea”. L’ha detto il presidente del Senato Elisabetta Casellati in un’intervista al Tg2 rispondendo a una domanda sui danni economici dell’emergenza coronavirus per l’Italia.

Uncem, necessario ritorno alla normalità

“Uncem, con i sindaci dei Comuni montani, ringrazia quanto fatto nell’ultima settimana dalla Protezione Civile, dalle Prefetture, dai vertici della Regione, per contenere i rischi di contagio da Covid-19. Ma ora, insieme con il presidente Cirio, auspichiamo tutti il ritorno alla normalità, d’intesa con il Commissario Borrelli che sta facendo un lavoro preziosissimo di coordinamento nazionale”. Lo affermano Marco Bussone e Lido Riba, presidenti Uncem nazionale e regionale. “Siamo certi che nella riunione del pomeriggio in Regione – aggiungono – potranno essere ridotti i provvedimenti che stanno mettendo in ginocchio l’economia, nelle aree urbane come nei territori. Massima attenzione alla salute pubblica, certamente, ma anche interventi per evitare crisi economiche e contrazione delle attività e dei flussi, che stanno riguardando anche i territori montani dove, ad esempio, turismo e sport invernali sono in crisi. Servono interventi di sostegno alle imprese che siamo pronti a condividere come Uncem nei tavoli regionali e nazionali. Il buonsenso avuto finora possa tradursi in ulteriore impegno per restituire alle comunità pieno senso di libertà che si alimenta con cultura, musei e scuole aperte, flussi economici, turistici, commerciali che rendono più coeso e competitivo il Piemonte. Anche così vinciamo il coronavirus e la paura”.

Fontana, spero regressione così vado a Juve-Inter

“Spero che da oggi ci sia una regressione della diffusione così vado a vedere anche io Juventus-Inter. Monitoriamo la situazione. Sono molto tranquillo. Sull’esito positivo del tutto non ho dubbi”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ai microfoni di Rai Radio1. “Dobbiamo capire se il trend di diffusione del virus si rallenti e magari si blocchi – aggiunge -: quando avremo dei riscontri positivi in questo senso, i nostri consulenti, gli scienziati e l’istituto superiore di sanità ci daranno il via libera ad attenuare e magari addirittura a revocare tutte queste misure. Noi siamo i primi a volerle ridurre perché sono un danno all’economia e alla serenità dei nostri cittadini”.

Ricciardi, bambini protetti da vaccinazioni

“I bambini reagiscono meglio al Coronavirus perchè sono protetti dalle vaccinazioni”. Lo ha detto Walter Ricciardi dell’Oms e consulente del ministro della Salute, alla Protezione civile.

Bellanova, basta comparsate tv, lavoriamo

“Se tutti pensiamo a far presenze e comparsate televisive, qui rischiamo di chiudere il Paese”: Così il ministro Iv Teresa Bellanova a Circo Massimo. “Se siamo al governo ci sono oneri e onori e se dobbiamo trovare le responsabilità, che sicuramente ci sono, e se ci sono disfunzioni, dobbiamo prendercene carico. Quando si svolgono funzioni di governo bisogna studiare, approfondire e riflettere prima di parlare. Il metodo non può essere quello della visibilità”, aggiunge il ministro delle Politiche agricole. Quando le si chiede se il governo è a rischio, però, risponde: “Non voglio discutere sulla sorte mia, o di Conte, o di Pinco Pallo: questo è teatrino. Non mi interessa neanche, bisogna riflettere se i comportamenti hanno concorso ad amplificare una situazione che altri Paesi hanno gestito diversamente. Quello che mi interessa in questo momento è capire come noi corrispondiamo a un’aspettativa del Paese”.

Confartigianato, occhio alle truffe

“Il Coronavirus può diventare un dramma nel dramma per i pensionati e anziani. Infatti non solo il virus colpisce in modo particolare gli anziani, ma questi possono diventare soggetti privilegiati da truffare perché maggiormente suggestionabili. Purtroppo, come puntualmente accade, nelle situazione di crisi, c’è chi approfitta della situazione di difficoltà per fare leva sulle paure delle fasce più deboli della popolazione”. Così, Giuseppe Falcocchio presidente dell’Anap Torino, l’associazione dei pensionati artigiani di Confartigianato, commenta i tentativi di truffa da parte di falsi infermieri o finti volontari che, già segnalati e denunciati in varie zone d’Italia, si presentano a casa degli anziani per “effettuare fantomatici test contro il coronavirus” oppure che telefonano per segnalare la necessità di eseguire a domicilio il tampone. “Sono truffe – denuncia Falcocchio – e come tale vanno gestite. I truffatori professionisti le inventano tutte e adattano la loro modalità di agire in casi come questi. Se avete dubbi contattate le forze dell’ordine”. L’Anap ricorda che “nessuna azienda sanitaria, nessuna organizzazione sanitaria e nessuna associazione di volontariato invia personale a domicilio per effettuare visite e test per il coronavirus” e invita a “non aprire la porta di casa a persone sconosciute, ad avvisare le forze l’ordine, a evitare allarmismi e psicosi”.

Asti, Pd chiede misure a sostegno per imprese

“Riceviamo molteplici segnali di preoccupazione da parte di piccoli imprenditori, in particolare commercianti, esercenti di bar, ristoranti e attività turistiche che lamentano il crollo degli incassi”. Lo riferiscono gli esponenti del circolo Pd di Asti. “Le misure per contenere il coronavirus – spiega Mario Mortara, coordinatore Circolo Pd di Asti – stanno mettendo a dura prova l’economia cittadina”. “Sappiamo che il governo sta studiando misure straordinarie a sostegno delle attività economiche delle zone colpite e ci auguriamo che anche Asti venga inserita nelle misure di sostegno, cosi come tutto il Piemonte” spiega. Secondo Mortara i provvedimenti nazionali andrebbero affiancarsi anche ad aiuti regionali e anche “nel limite delle proprie competenze, interventi comunali” e la banca locale, “che potrebbe valutare una sospensione/proroga della rate di mutuo in scadenza”.

Cna Torino, da lunedì si torni alla normalità

“Chiediamo al presidente della Regione Piemonte di rimuovere con effetto immediato l’ordinanza di emergenza sanitaria e di favorire in ogni modo un ritorno alla normalità. Non si può tenere in ostaggio oltre 4 milioni di piemontesi per un solo paziente positivo al Coronavirus”. Lo afferma il segretario della Cna Torino, Paolo Alberti. “L’indagine condotta in questi giorni dalla Cna a livello torinese e piemontese – spiega Alberti – ha ben evidenziato i pesanti cali di fatturato e vendite delle imprese artigiane, commerciali e del comparto del turismo. Un danno economico pesante che è giunto all’improvviso in presenza di un quadro economico già complesso”. Alberti sottolinea che “Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Liguria, Friuli sono le regioni sottoposte alle draconiane misure di questi giorni e rappresentano oltre il 60% del Prodotto interno lordo di questo paese. Forse, varrebbe la pena, da parte dei decisori politici, sviluppare qualche riflessione sulle conseguenze che le loro decisioni hanno avuto sull’economia italiana e quanto siano gestibili e sopportabili nel breve/medio termine”.

Ore 8

Sindaco Asti, abbiamo un caso positivo

Un caso di positività al Coronavirus sarebbe stato riscontrato ad Asti. E’ quanto afferma il sindaco, Maurizio Rasero, secondo il quale si tratta di una delle persone che nei giorni scorsi erano tornate da un soggiorno nella località ligure di Alassio. Ora si trova all’ospedale Cardinal Massaia in isolamento. “Non ci sono pericoli di contagio”, scrive il primo cittadino.

Sarebbe un’anziana di Portacomaro la persona risultata positiva al Covid19 e ricoverata da ieri sera nel reparto di Malattie infettive del Cardinal Massaia di Asti, in una delle dieci stanze a pressione negativa predisposte dalla struttura sanitatia per casi simili. Le sue condizioni sono stabili. In giornata l’Asl comunicherà un bollettino sullo stato di salute della donna. L’anziana faceva parte di una comitiva di 18 pensionati astigiani che avevano partecipato a un soggiorno marino ad Alassio, dive era in vacanza l’altra donna risultata positiva.

Speranza, ci sarà piano contro ricadute economia

Il governo “sta lavorando a un piano straordinario di rilancio per far fronte alle ricadute economiche” del coronavirus, “ma ricordiamo che l’Italia è forte”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella sua informativa al Senato sul coronavirus. “Serve unità e responsabilità – ha continuato – Descrivere l’Italia in modo sbagliato può provocare un danno grave alle nostre imprese, al turismo, al sistema Paese”.

Ricciardi, sovrastimati i casi positivi

Chi ha dato l’ indicazione di fare i tamponi anche alle persone senza sintomi, gli asintomatici, ha sbagliato. Lo spiega in interviste al Corriere della Sera e Repubblica Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’Oms, nominato lunedì dal Ministro Roberto Speranza consigliere per il coordinamento con le istituzioni sanitarie internazionali. “La strategia del Veneto non è stata corretta perché ha derogato all’evidenza scientifica. Le linee guida dell’ Organizzazione mondiale della sanità, riprese dall’ordinanza del ministro della Salute del 21 febbraio, non sono state applicate” aggiunge. Il risultato è stato “generare confusione e allarme sociale”. I test disponibili nel mondo non sono perfetti dal punto di vista della sensibilità quindi “c’è un’ampia possibilità di sovrastimare le positività”. I casi verificati “sono circa 190, confermati dall’Istituto superiore di sanità” quindi “meno dei 424 casi dichiarati che invece includono quelli in attesa di conferma. Il risultato delle positività è stato anticipato dalle Regioni, il Veneto ma anche la Liguria, prima della risposta definitiva, e il ministero della Salute per obbligo di trasparenza si è trovato nelle condizioni di comunicare all’Oms queste informazioni”. Ora però “finalmente” si è deciso che i test “vengano fatti solo a chi ha i sintomi di un’infezione respiratoria e proviene da una zona a rischio, anche italiana, o ha avuto contatti con i malati. Bisognava fare così da subito”. L’Italia, per Ricciardi “ha una debolezza: il sistema è frammentato, è in mano alle Regioni e lo Stato ha solo ruoli limitati. In tempi normali questo è anche accettabile ma in tempi di epidemia come questo può avere effetti letali, perché in certi frangenti va adottata una linea unitaria, che faccia prendere misure proporzionate. E invece spiccano casi di inadeguatezza decisionale”. Le misure efficaci sono “chiusura delle zone rosse, identificazione dei soggetti a rischio e isolamento. Devono però essere decisioni proporzionate alla situazione e non eccessive rispetto alla realtà”. Se le misure applicate nelle ordinanze ministeriali verranno applicate “dovremmo andare verso una fase di contenimento”.Per vedere, si si è riusciti, nell’Italia e nel mondo ad ottenere questo risultato “le prossime due settimane sono decisive”.

Speranza, non facile prevedere evoluzione

“L’evoluzione non si presta a facili previsioni, a questa incertezza però si contrappone la certezza che il coronavirus comporta sintomi lievi, dal paragone con le altre epidemia è evidente. Dal coronavirus si guarisce, il tasso di mortalità è legato in gran parte a situazioni pre esistenti in pazienti anziani”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella sua informativa al Senato sul coronavirus.

Dal Coronavirus, ha spiegato Speranza, “si guarisce rapidamente e spontaneamente nell’80% dei casi, nel 15% dopo regolari cure sanitarie, solo il 5% ha problemi molto gravi e il tasso di letalità è poco sopra il 2%. Perché ci preoccupiamo tanto? Perché a un basso tasso di letalità corrisponde un tasso significativo di contagio”. Il ministro ha poi spiegato che in assenza di specifici medicinali e vaccini l’isolamento è la misura più efficace.

Speranza, supereremo questa emergenza

“Con la piena fiducia nella nostra comunità scientifica e la solida collaborazione istituzionale supereremo tutti insieme questa emergenza. L’Italia è più forte del coronavirus”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella sua informativa al Senato sul coronavirus.

Speranza, non facile prevedere evoluzione

“L’evoluzione non si presta a facili previsioni, a questa incertezza però si contrappone la certezza che il coronavirus comporta sintomi lievi, dal paragone con le altre epidemia è evidente. Dal coronavirus si guarisce, il tasso di mortalità è legato in gran parte a situazioni pre esistenti in pazienti anziani”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella sua informativa al Senato sul coronavirus.

Speranza, abbassiamo le bandierine di parte

“Oggi, qua al Senato, mi sento di dire, abbassiamo le bandierine di parte, serve unità e responsabilità, questo è il mio appello a tutti”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella sua informativa al Senato sul coronavirus.

Speranza, gratitudine a medici

“Esprimo gratitudine agli uomini e alle donne che stanno fronteggiando l’emergenza a tutti i livelli, penso ai medici, agli infermieri, alla protezione civile, ai volontari, alle forze dell’ordine, agli amministratori locali a tutti i livelli, ai cittadini”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella sua informativa al Senato sul coronavirus, ricevendo l’applauso dall’Aula.

Edoardo Molinari, “Spero incubo finisca presto”

“Sto bene. Non ho alcun sintomo: né febbre, né raffreddore. Sono solo molto annoiato e seccato. Spero questo incubo finisca presto”. Questo il tweet di Edoardo Molinari, in quarantena in Oman insieme a Lorenzo Gagli. I due golfisti azzurri sono stati isolati, tra le polemiche, dagli organizzatori dell’Oman Open, torneo dell’European Tour, per una influenza contratta la settimana scorsa e poi risolta dal toscano Gagli, compagno di stanza a Muscat del torinese ‘Dodo’ Molinari.

Speranza, sfida si vince solo insieme

“Questa sfida si può vincere solo insieme, non dovremo mai dimenticarlo”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella sua informativa al Senato sul coronavirus.

Mascherine a 5.000 euro, operazione Gdf

Mascherine vendute anche a cinquemila euro approfittando dell’emergenza Coronavirus. E’ quanto ha scoperto la guardia di finanza, che da stamani, con il coordinamento della procura di Torino, ha intrapreso una vasta operazione varie località italiane. Sono in corso perquisizioni a carico di una ventina di soggetti.

C’è anche un integratore alimentare venduto a 29 euro su eBay e pubblicizzato come “Protezione Coronavirus – Rafforza difese immunitarie” tra il materiale sequestrato dalla Guardia di Finanza di Torino durante le perquisizioni scattate oggi in tutta Italia nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Torino coordinata dai magistrati Vincenzo Pacileo e Alessandro Aghemo. Venti persone sono state denunciate per frode in commercio e abusivismo commerciale. Tra loro ci sono imprenditori, privati cittadini e anche un operatore sanitari. Rischiano sino a 2 anni di carcere. “Il monitoraggio continua – spiega il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Torino, generale Guido Mario Geremia – e i profili saranno oscurati. Abbiamo sequestrato anche interi kit compresi di guanti, salviette, gel e venduti a prezzi esorbitanti. Queste persone hanno fatto leva sul panico, presentando normali prodotti per l’igiene e la protezione come prodotti per una protezione totale dal Covid19”.

Ore 7

Striscioni CasaPound a Torino e in altre città

Sono apparsi questa notte a Torino, Ivrea, Venaria, Settimo Torinese e “in oltre cento città italiane” striscioni di Casapound con la scritta “Il paziente zero è la globalizzazione”. A riferirlo, in una nota, è la stessa Casapound. “Frontiere spalancate, quarantene non effettuale, una colpevole sottovalutazione da parte del Governo del pericolo di diffusione del virus in Italia – spiega CasaPound in una nota – non costituiscono mera superficialità ma l’effetto di un’ideologia nefasta, che ha da tempo rinunciato a qualsiasi difesa della sovranità nazionale per assecondare le peggiori pulsioni globaliste. Un’ideologia che ha permesso che il 23 gennaio a epidemia già in corso si facessero atterrare a Fiumicino oltre 200 passeggeri provenienti direttamente da Wuhan, che si interrompessero i voli dalla Cina solo dopo i primi 3 contagiati in Italia, ma senza alcun controllo sulle triangolazioni, che per il rientro di 2500 cinesi in Toscana ci si limitasse ad aprire un ambulatorio senza alcun tipo di controllo obbligatorio né quarantena. Ecco perché è proprio la globalizzazione – conclude la nota – il paziente zero responsabile del contagio in Italia”.

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