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EMERGENZA CORONAVIRUS, CONTROLLI POLIZIA

CORONAVIRUS. Aggiornamenti ora per ora (16 marzo)

Ore 19

Borgosesia dona 10.000 euro all’Asl

Il Comune di Borgosesia (Vercelli) ha deliberato oggi una donazione di 10.000 euro alla Fondazione Valsesia per il progetto “Fermiamo covid-19”. La onlus valsesiana aveva lanciato pochi giorni fa una raccolta fondi a favore degli ospedali di Borgosesia e Vercelli, con l’obiettivo di aiutare l’azienda sanitaria locale nell’acquisto di materiale a sostegno dei medici e infermieri impegnati nella lotta contro il coronavirus. “Siamo vicini al nostro ospedale per essere vicini alla nostra gente – commenta il sindaco Paolo Tiramani -; facciamo la nostra parte per far sì che il nostro SS. Pietro e Paolo possa dotarsi della strumentazione che Fondazione Valsesia, su indicazione dell’Asl Vercelli, ha deciso di acquistare attraverso una raccolta fondi. Servono 4 respiratori, un apparecchio radiografico portatile, strumenti e dispositivi basici destinati alla comunità”.

Trasporti Torino -50% corse, su treni 1 in cabina

Taglio del 50% delle corse dei mezzi pubblici di Torino. Dal 18 marzo, mercoledì, Gtt (Gruppo Torinese Trasporti) adotterà il modello di servizio estivo festivo. Saranno in circolazione 400 mezzi di superficie, tram e bus, la metropolitana nelle ore di punta transiterà non più ogni 3 minuti, la frequenza passerà a poco più di 4 minuti. Resterà invariata, tuttavia – precisa l’azienda – la copertura oraria (prima corsa alle 5, termine del servizio alle 24) e territoriale. Per le linee ferroviarie gestite da Gtt, che attualmente viaggiano al 50% del servizio normale, è stata ripristinata la velocità massima di 50 kmh all’ora, al fine di evitare che in cabina ci siano contemporaneamente il macchinista e il capotreno. Anche il servizio su gomma extraurbano è stato rimodulato in conseguenza del calo dei passeggeri e viene gestito con gli orari di un periodo non scolastico. Garantite, però, le corse per gli stabilimenti industriali che sono in attività. Tra gli altri provvedimenti adottati da Gtt, la decisione che ogni servizio inizi e finisca in deposito, in modo da consentire la sanificazione del posto guida a ogni cambio turno. Ai dipendenti in arrivo al deposito, inoltre, infermieri esterni misureranno la temperatura corporea.

Moderati, no marce indietro su extra Lea

Il capogruppo dei Moderati a Palazzo Lascaris, Silvio Magliano, sottolinea la richiesta di “una marcia indietro sugli extra Lea” nel Bilancio di previsione della Regione, come si preannuncia in base a un’intesa raggiunta fra maggioranza e opposizione alla luce dell’emergenza Coronavirus. Chiede inoltre “un impegno reale a favore delle famiglie, delle materne e dei nidi”. “Sottrarre a Torino 5 milioni, e una cifra doppia nel 2021 e nel 2022 – afferma Magliano – sarebbe ben lungi dal fare la differenza per il resto del territorio ma sarebbe un salasso difficilmente colmabile per il capoluogo. Le buone prassi vanno replicate sul territorio, non certo smantellate”. “Nidi e materne – aggiunge – permettono di conciliare lavoro e famiglia. Chiuderli sarebbe drammatico, sia per la perdita dei posti di lavoro sia per l’impoverimento dell’offerta educativa”. “Altre questioni – aggiunge – porremo in fase di assestamento, a partire dagli sgravi Irap al mondo del non profit, che sta garantendo un contributo formidabile e generoso in questi giorni di crisi. La politica non lo dimentichi a emergenza terminata”.

Archeologi, manca sicurezza nei cantieri

L’Associazione Nazionale Archeologi ha inviato oggi al ministro Franceschini, di concerto con la Federazione delle Consulte Universitarie di Archeologia, una richiesta di intervento per garantire la sicurezza degli archeologi nei cantieri, esprimendo “viva preoccupazione per le condizioni di lavoro sui cantieri italiani tutt’ora aperti e in piena attività, affinché sia possibile prevedere la sospensione dei lavori in caso di disapplicazione delle misure di sicurezza. In questi giorni di emergenza sanitaria nazionale purtroppo le condizioni di lavoro tanto degli archeologi, quanto del personale, sono spesso incompatibili con l’osservanza delle misure di sicurezza previste ed approvate dai competenti organi del governo”.

Altri 10 morti in Piemonte, vittime sono 121

Ancora dieci decessi di persone positive al Coronavirus nelle ultime ore in Piemonte. Dall’inizio dell’emergenza le vittime salgono così a 121. Lo rende noto l’Unità di Crisi regionale. Salgono invece a 1.624 i positivi. Le persone ospedalizzate sono 1.323, di cui 193 ricoverate in terapia intensiva. In isolamento domiciliare, perché positive al test e sintomatiche, ma le cui condizioni non richiedono il ricovero, ci sono 180 persone. I tamponi finora eseguiti sono 5.758, di cui 3.808 risultati negativi e 317 in fase di analisi.

La provincia di Alessandria, con 53 vittime, è la più colpita dall’emergenza coronavirus in Piemonte. Seguono Torino (21), Novara (12), Vercelli (10), Biella (9), Asti (5), Cuneo (5), e Verbano-Cusio-Ossola (5). Per quanto riguarda invece i contagi, 304 sono in provincia di Alessandria, 90 in provincia di Asti, 78 in provincia si Biella, 100 in provincia di Cuneo, 117 in provincia di Novara, 595 in provincia di Torino, 102 in provincia di Vercelli, 59 nel Verbano-Cusio.Ossola. I residenti fuori regione che sono in carico alle strutture sanitarie piemontesi sono 36. In isolamento domiciliare, perché positive al test e sintomatiche, ma le cui condizioni non richiedono il ricovero, ci sono 180 persone.

Cia, con Regioni pronti a sanificare le città

Governo, Regioni e Comuni possono contare sugli agricoltori di Cia, pronti a partecipare in tutta Italia, con i propri mezzi, alle operazioni di sanificazione delle strade e delle città. Lo afferma in una nota il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, informando che alcune Regioni hanno chiesto collaborazione ai nostri associati, pronti con i trattori per poter aiutare la pubblica amministrazione nelle operazioni di bonifica necessarie al contenimento del coronavirus, senza spreco di risorse pubbliche. “La generosità degli uomini e delle donne della terra sta emergendo in maniera ancora più significativa in questo momento difficile – sottolinea Scanavino – è in atto una bellissima maratona di solidarietà che vede gli agricoltori impegnati in tanti piccoli e grandi gesti di questa strana quotidianità, dalle consegne a domicilio dei prodotti freschi di stagione, fino alle operazioni di sanificazione degli ambienti pubblici”.

Anche l’Associazione carabinieri in prima linea

Consegna di pasti caldi, farmaci e spesa, trasporto di dispositivi di protezione ad Asl e ospedali, messa a disposizione di ambulanze e dei relativi equipaggi, assistenza nei confronti delle fasce deboli. Queste alcune delle attività che quotidianamente e ormai da giorni i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri stanno svolgendo in tutte le Regioni italiane per l’emergenza coronavirus. Sono tutti volontari tra i quali moltissimi Carabinieri non più in servizio che, dopo aver servito per una vita il Paese in uniforme, hanno vestito la divisa dell’Associazione e continuato a prestar fede al loro giuramento a favore della collettività. Si tratta di più di cento uomini e donne che da nord a sud si affiancano agli altri volontari ed alle Forze di polizia nel fornire servizi a tutta la cittadinanza. A Pozzuoli, così, ve ne sono una decina con il compito di fornire informazioni ai viaggiatori al porto, altrettanti nelle maggiori città italiane hanno attuato la chiusura di parchi e ville controllando il rispetto dei provvedimenti. A Pistoia sono impegnati nella consegna di depliant alla popolazione. A Gubbio, invece, si trovano presso l’ospedale cittadino per assistenza al triage. In Lombardia, invece, sono state messe a disposizione 4 ambulanze per gli Ospedali Civili di Brescia, mentre altri uomini sono in sala operativa Areu (118), mentre 4 uomini sono all’aeroporto di Malpensa e 7 nuclei sono stati attivati nei comuni di Milano, Monza, Varese, Brescia e Bergamo.

Cimo, contro esclusione medici da quarantena

La Federazione dei medici Cimo-Fesmed ha inviato al presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato e al presidente Commissione Affari Sociali proposte di emendamento alla norma che dal 9 marzo (DL n.14/2020) esclude dalla quarantena i sanitari esposti a pazienti Covid-19 con obbligo di continuità di lavoro anche se potenzialmente infetti e sospensione solo per casi sintomatici e positivi. “Che i medici abbiano tanti, troppi doveri in più in questo momento, è evidente per tutti, ma che debbano avere meno diritti degli altri cittadini, è scandaloso”, scrive in una nota il presidente della Federazione Guido Quici, sottolineando “la situazione drammatica sul fronte della carenza di dispositivi di protezione individuale e i rischi che si accumulano per gli operatori sanitari con i ritardi nel processare i tamponi”. Cimo-Fesmed chiede dunque di abrogare l’art.7 del Decreto-Legge n.14 del 9 marzo 2020 e propone al Parlamento “di elidere la previsione che dichiara non applicabile la misura della quarantena con sorveglianza attiva agli operatori sanitari e di ricorrere alle disposizioni dettate dal medico competente, il contributo del quale è fondamentale per consentire l’adozione delle misure che ritiene più adeguate alla singola situazione, rendendole così vincolanti per il datore di lavoro”. Altra richiesta riguarda la modifica dell’art.2236 del Codice Civile, finalizzata ad “esentare da responsabilità, tranne i casi di dolo e colpa grave, tutte le prestazioni rese dagli esercenti le professioni sanitarie in questa fase emergenziale regolata da legislazione eccezionale legata all’epidemia in corso”.

Sequestrati 60mila pezzi mascherine e gel

Mascherine, guanti, disinfettanti e prodotti per l’igiene: dal 22 febbraio ad oggi la Guardi di Finanza ha sequestrato 60mila pezzi fuori norma o venduti a prezzi esorbitanti, con un ricarico sul prezzo che in alcuni casi è arrivato fino al 6000%. Di questi 60mila prodotti, 55mila sono stati sequestrati in negozi e magazzini, mentre 5mila sono stati intercettati alle dogane. I provvedimenti hanno interessato tutta Italia e, in particolare, Lombardia, Piemonte, Campania e Puglia.

Ore 18

Aie, garantiamo nostro impegno per Salone Libro

“Il rinvio del Salone del libro di Torino è l’ulteriore conferma del difficilissimo momento che sta vivendo il mondo del libro ma, più in generale, l’Italia tutta. Per questo siamo vicini al Salone e alla Città di Torino”. Lo dice all’ANSA il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi. “In questo momento complicato siamo più che mai a fianco del Salone, manifestazione in cui crediamo fortemente e a cui garantiamo fin da ora tutto il nostro impegno perché si possa svolgere la prossima edizione, quando questa si terrà, al massimo del suo valore. Sarà l’edizione del riscatto, della ripartenza” sottolinea Levi. “Perché questo accada – continua – è indispensabile lavorare tutti assieme affinché si creino le condizioni necessarie al successo: la presenza del pubblico generico e di quello delle scuole, cui deve essere garantita sicurezza e la necessaria serenità per partecipare in massa, e l’impegno di tutti gli editori, alle prese con un calendario di impegni molto fitto e già oggi stravolto dai rinvii e cancellazioni che si sono succedute”. Il presidente ricorda, a questo proposito, “che nell’ultima parte dell’anno sono concentrati molti dei festival letterari, la Buchmesse di Francoforte in autunno e quindi, a dicembre, la nostra Più libri più liberi a Roma, fondamentale appuntamento annuale della piccola e media editoria. Ancor più importante oggi in una situazione nella quale sono proprio i piccoli e medi editori i più esposti ai contraccolpi della crisi”.

Aifa dà ok a sperimentazione Tolicizumab

“L’Aifa ha approvato il protocollo della sperimentazione scientifica del Tolicizumab, Napoli e Modena saranno i capofila. Partiremo con priorità immediata in 10-15 giorni su 250 pazienti in Italia”. Lo annuncia all’ANSA Vincenzo Montesarchio, infettivologo dell’ospedale Cotugno di Napoli che sta lavorando insieme a Paolo Ascierto, direttore dell’unità di immunologia clinica del Pascale, sull’effetto positivo del farmaco sulla polmonite indotta dal Coronavirus.

Case gratis per medici fino al 10 aprile

Le società di affitto si mettono a disposizione dei medici offrendo appartamenti a Milano e non solo. #StateACasaNostra o #iocimettolacasa sono gli hashtag lanciato dai big player italiani degli affitti brevi per l’iniziativa di solidarietà. Altido, CleanBnB, Halldis, Italianway, Sweetguest e Wonderful Italy mettono infatti a disposizione di medici e infermieri direttamente coinvolti nell’attività ospedaliera di cura del Coronavirus gli appartamenti che gestiscono a Milano, Padova, Venezia, Bologna, Torino, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Siracusa, Catania e Bari, oltre ad altre città principali su tutto il territorio italiano. “Il costo della locazione degli immobili sarà totalmente assorbito dalle società promotrici, che chiederanno agli ospiti solo il contributo per la pulizia e la sanificazione finale” fino al 10 aprile, si legge in una nota. The Best Rent lancia un’iniziativa simile in collaborazione con Alter-Area Domus, impresa che si occuperà gratuitamente della pulizia degli appartamenti.

Appendino, iniziativa Reale Group è importante

La sindaca di Torino Chiara Appendino ringrazia su Twitter @RealeGroup per “l’importantissima iniziativa in favore del sistema sanitario con un’attenzione particolare a #Torino: l’aiuto di ciascuno – sottolinea la prima cittadina – può fare la differenza”.

Anche compagna Rugani positiva, “ma sto bene”

Anche la compagna di Daniele Rugani, la giornalista e conduttrice tv Michela Persico, 29 anni, è risultata positiva al test del Coronavirus. Lo annuncia lei stessa in un video pubblicato su Instagram: “Ho appena ricevuto l’esito del tampone è ed positivo. Non ho alcun sintomo e sto benissimo, sono fortunata – precisa – ci tenevo a ringraziarvi per il vostro affetto e rassicurarvi sulla mia salute, come di quella di Daniele. Ma ci tengo a raccomandare davvero tutti a rispettare quelle piccole norme che sono state indicate per sconfiggere il virus, restare a casa, perché, come è capitato a me, si può essere positivi senza saperlo e in questo modo restare a contatto con persone che per hanno difeso immunitarie indebolite”.

Ali Confcommercio,rinvio Salone Libro necessario

“L’annunciato spostamento del Salone del Libro è l’ulteriore tassello di una realtà che purtroppo ha portato necessariamente a cancellare o spostare gli eventi culturali da quelli grandi sino alle attività organizzate nelle librerie, nei circoli culturali e nelle biblioteche senza che ci sia al momento un preciso momento di ripresa”. Cosi Paolo Ambrosini, presidente Ali Confcommercio, sulla decisione di rimandare il Salone del Libro. “Oramai – continua – il paese ha perso in queste settimane decine, centinaia di occasioni di confronto sulle idee, le opere il pensiero. E’ una sofferenza per tutti noi che di questo mondo ne siamo parte ma siamo altresì consapevoli che è una scelta necessaria perché a rischio c’è il bene superiore della salute pubblica. Aspettiamo – conclude Ambrosini – con fiducia che nelle prossime settimane ci vengano indicate le nuove date per una manifestazione il Salone del Libro che da sempre è l’appuntamento principale per il mondo dell’editoria italiana e al quale già come associazione stavamo lavorando per portare nuovi contenuti a vantaggio della comunità professionale e dei lettori.”

Borrelli, grande contributo da strutture private

“Ci stiamo regolando anche con le strutture private, che stanno dando un grande contributo ed hanno aumentato i posti messi a disposizione del servizio pubblico”. Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, in conferenza stampa.

Gariglio (Pd), norme apposite per immunodepressi

“Gli immunodepressi devono essere tutelati con norme apposite. Qualora non possano lavorare da casa ma rientrino in quelle categorie di addetti a contatto con il pubblico, devono essere considerati in malattia”. Così il parlamentare piemontese Pd Davide Gariglio.

Confartigianato, tante richieste chiarimenti

“Posso continuare a lavorare o devo chiudere?”. “Posso consegnare le merci o devo fermarmi?”. “Posso proseguire la mia attività senza ricevere i clienti”? “Sono un decoratore: come devo comportarmi?” inoltre: “Quali sono le restrizioni per la mobilità?”. Sono queste alcune delle centinaia richieste di aiuto, informazioni, consigli e anche sostegno psicologico, che gli uffici di Confartigianato Torino, stanno ricevendo dopo l’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio. Gli uffici e i consulenti dell’associazione sono costantemente raggiunti da telefonate da parte di imprenditori che chiedono delucidazioni sull’applicazione delle prescrizioni e aiuto sui comportamenti da adottare per la sicurezza negli ambienti di lavoro e per salvaguardare il personale. “È un modo per stare vicini alle imprese anche in questo momento in cui i nostri uffici sono chiusi al pubblico – continua Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino – e per far sapere che stiamo lavorando per loro e per non lasciarli soli nei dubbi e nelle incertezze di questa situazione molto difficile. Un servizio di risposte ai loro dubbi e alle loro problematiche, affinché possano continuare a lavorare rispettando le indicazioni del Decreto”.

Bocca, pronti a fare nostra parte in emergenza

“Non ci sarà nessuna necessità di requisire gli alberghi. Eravamo già pronti a questa eventualità e saremo i primi a fare la nostra parte per supportare l’emergenza sanitaria del Paese, mettendoci a disposizione per tutto ciò che rientri nelle nostre possibilità”. Con queste parole il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commenta le disposizioni contenute nel decreto legge che prevede, tra i numerosi punti, la possibilità di requisire strutture alberghiere per ospitare persone in quarantena. Bocca ricorda che “gli albergatori italiani sono sempre stati vicini alla popolazione e al fianco della protezione civile nelle situazioni di emergenza, ospitando decine di migliaia di persone ogni qualvolta si sono verificati eventi gravi quali terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche e tante altre calamità”. “Se si renderà necessario, e così sembra – conclude Bocca – ci metteremo al lavoro, insieme alle autorità, per individuare soluzioni che consentano di soddisfare le esigenze sanitarie senza turbare il normale svolgimento dell’attività d’impresa”. Intanto, già in varie località del Paese le Federalberghi territoriali stanno collaborando con le Regioni e le prefetture, per una cernita che riguardi le soluzioni più idonee. Tra queste Torino e la Toscana e, via via, si stanno unendo allo sforzo comune le altre realtà della Federazione che operano in Italia.

Confesercenti, elenco per consegne a domicilio

Un elenco delle attività commerciali che fanno consegna a domicilio: è quello che – da domani e per tutta la durata dell’emergenza Coronavirus – Confesercenti raccoglie (aggiornandolo costantemente) e pubblica sul proprio sito https://www.confesercenti-to.it/. Nell’elenco si trovano negozi e banchi del settore alimentare, nonché pubblici esercizi che offrono questo servizio alla clientela. Di ciascuno viene indicato nome, indirizzo e soprattutto il mezzo attraverso il quale il cliente può fare l’ordine: numero di telefono ed eventualmente mail, wathsapp, pagina o profilo Facebook o qualsiasi altra modalità indicata dal commerciante stesso. “Crediamo – dice il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri – che sia doveroso da parte della nostra associazione facilitare il più possibile l’incontro ‘virtuale’ fra commercianti e la loro clientela e rafforzare anche in questo frangente il rapporto fra i consumatori e gli esercizi di vicinato. I consumatori possono avere la spesa a casa propria rivolgendosi al proprio commerciante di fiducia e nello stesso tempo riducendo al minimo gli spostamenti e i contati personali, nello spirito del decreto del governo”. (

Ruzzola (Fi), misure per l’emergenza già varate

“Apprendiamo che il PD propone le proprie ricette per il Bilancio regionale 2020 alla luce delle nuove condizioni determinate dal Coronavirus ponendosi in contrapposizione con la Giunta. Tutte le proposte sono ben accette, ma si potrebbe loro rispondere quello che ha detto proprio oggi il vice segretario nazionale Orlando: ‘Le polemiche, in questo momento, servono a poco e fanno perdere del tempo. Dobbiamo essere concentrati a risolvere i problemi, non a descriverli o a dare la colpa agli altri'”. Così, in una nota, il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte Paolo Ruzzola. “E’ un dato di fatto che il Pd in questo momento di grande difficoltà per tutti non si è accorto che la Giunta non è restata con le mani in mano e ha già messo in campo delle misure – osserva l’esponente azzurra -. Ha disposto immediati pagamenti per 200 milioni di euro nei confronti dei fornitori della Regione onde erogare della liquidità in modo particolare ai Comuni, alle Cooperative e alle Associazioni. Ha lanciato una moratoria delle rate per 110 milioni di euro nei confronti delle imprese fruitrici di prestiti da parte della regione Piemonte. 54 milioni sono stati destinati al Fondo di Garanzia con lo scopo di favorire l’accesso al credito delle micro-piccole-medie imprese, oltre ad una misura che potrà coprire fino all’80% degli interessi passivi per le imprese che dovessero ottenere un finanziamento di durata fino a 36 mesi. 90 milioni sono stati destinati sul Fondo Unico: partito il 18 febbraio 2020 il finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto per progetti di investimento e sviluppo. Quindi l’emergenza coronavirus è stata già oggetto di azioni concrete, senza perdersi in grandi proclami”.

Ricerca,9 italiani su 10 promuovono la stretta

Molto informati (tant’è che non cascano nelle fake news) e molto preoccupati per le conseguenze dell’emergenza Coronavirus anche sul piano economico. Nove italiani su 10 condividono la stretta con misure draconiane avviata dal decreto del Presidente del Consiglio e la maggioranza ritiene che per contrastare il danno economico e consentire la ripresa servirà il supporto dell’Unione Europea. A fotografare l’impatto sul Paese del trauma rappresentato dal Coronavirus è un’indagine condotta dall’istituto di ricerca Gpf Inspiring Research su un campione di 800 persone tra il 9 e l’11 marzo scorsi. Per informarsi sul COVID-19 gli italiani prediligono Tv, giornali e web e si fidano soprattutto, oltre che del piccolo schermo, dei siti istituzionali. Mentre i social media, per quanto utilizzati, non vengono ritenuti particolarmente affidabili. Si dicono preoccupati più di 9 italiani su 10 e lo sono ‘molto’ più di 7 su 10. I livelli più alti di ansia sono tra le donne e i più anziani e al Sud, dove si teme, probabilmente per la tenuta delle strutture sanitarie, in Lazio e Liguria. A sorpresa l’allarme è meno forte in Lombardia, plausibilmente in quanto il coronavirus è una presenza continuativa e data per assunta. E se tre quarti degli italiani teme tantissimo soprattutto le conseguenze economiche sul Paese, anche in questo caso il Nord è più ottimista del Centro e del Sud. Per quanto riguarda invece i giudizi su chi sta gestendo l’emergenza, l’unica severa bocciatura è quella per i politici in generale. Anche il governo viene bocciato, ma di misura più stretta. Sono invece promossi tutti gli altri attori principali di questo periodo: i medici, gli esperti, gli Ospedali, la Protezione Civile e anche le Regioni. Su quello che andrebbe fatto ora, in termini di intervento per la salute pubblica, riscuotono consensi le misure di quarantena, che andrebbero particolarmente inasprite per le regioni a rischio e per chi arriva dall’estero, anche se le misure più importanti richieste sono relative alle strutture ospedaliere (aumentare i posti letto per terapia intensiva), ritenuta in assoluto la soluzione più efficace. Visto come indispensabile anche aumentare i controlli in generale e incrementare la disponibilità di tamponi. Per contrastare il danno economico e consentire la ripresa, vi è in primis una forte domanda di supporto da parte dell’Unione Europea. Prioritari anche incentivi economici e abbassamento tasse.

Borrelli,2.749 i guariti, 414 più di ieri

Sono 2.749 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 414 in più di ieri. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli durante la conferenza stampa alla Protezione Civile. Ieri il dato giornaliero sui guariti era di 369.

1.851 i malati in terapia intensiva

Sono 1.851 i malati ricoverati in terapia intensiva, 179 in più rispetto a ieri. Di questi 823 sono in Lombardia. Il dato è stato fornito in conferenza stampa. Dei 27.980 malati complessivi, 11.025 sono poi ricoverati con sintomi e 10.197 sono quelli in isolamento domiciliare.

Superate 2mila vittime, 349 in un giorno

Superate le 2mila vittime del coronavirus in Italia, che sono complessivamente 2.158 le vittime, con un incremento rispetto a domenica di 349. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l’aumento quotidiano era invece di 368.

23.073 malati in Italia, 2.470 più di ieri

Sono complessivamente 23.073 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a domenica di 2.470, ieri l’aumento era stato di 2.853. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 27.980. Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile.

Ore 17

Cirio, grazie a Lavazza per enorme sostegno

“Un grazie di cuore a Lavazza per questo gesto di profonda generosità, che rappresenta per noi e per tutti i piemontesi un grande abbraccio e un sostegno enorme in uno dei momenti più difficili che la nostra comunità abbia mai affrontato”. Il presidente, Alberto Cirio, e l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, esprimono così il grazie della Regione Piemonte a Lavazza per i 10 milioni di euro donati oggi al territorio, 6 dei quali versati sul conto della Regione Piemonte istituito per le donazioni a sostegno dell’emergenza sanitaria coronavirus.

Turismo Torino viaggia con ricordi e fantasia

In tempi di Coronavirus, Turismo Torino offre viaggi virtuali. L’iniziativa ‘#noicisiamo’ è partita il 16 marzo sul canale Instagram di Turismo Torino e Provincia e sulla sua pagina Facebook. L’idea è quella di coinvolgere chi segue i due canali social stimolandone ricordi e la fantasia. Obiettivo, “continuare a raccontare le bellezze del capoluogo subalpino e della sua provincia passando la parola a chi ci vive o a chi se n’è innamorato”. Ecco i temi: lunedì ‘Cosa vedo o sogno di vedere dalla mia finestra’, martedì ‘Una provincia golosa’, mercoledì sarà dedicato a un quiz su qualche curiosità, giovedì agli sport all’aperto da raccontare con scatti fotografici, venerdì a mostre e musei, sabato alla piazza preferita, domenica alla gita fuoriporta. “Vogliamo raccontare il territorio insieme a chi ci segue, nell’attesa di viaggiare di nuovo – sottolinea Daniela Broglio, direttore di Turismo Torino e Provincia -. Un invito a intraprendere il viaggio con i ricordi e la fantasia per avere tanti appunti e poi farlo di persona”.

Cirio, Salone Libro ripartirà con maggior forza

“Una decisione tanto giusta quanto sofferta”. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, con l’assessore alla Cultura Vittoria Poggio, commenta così il rinvio del Salone del Libro di Torino. “Si è doverosamente privilegiata la sicurezza e la salute del pubblico, degli espositori e di tutto il personale che vi lavora con straordinaria passione durante ogni edizione – spiegano -. Ma è solo un rinvio, perché siamo determinati a ripartire con maggiore forza ed entusiasmo, non appena sarà terminata questa emergenza sanitaria, con un Salone nuovo e un maggior apporto di tutta la nostra stupenda nazione, all’insegna di un vero e proprio Rinascimento culturale, umano, sociale ed economico”. “Voglio ancora esprimere con forza e sincero sentimento – conclude infine l’assessore alla Cultura – la mia vicinanza a tutti coloro che stanno soffrendo in varia misura gli effetti di questa pandemia, e parimenti un profondo ringraziamento a tutti coloro che sono in prima linea e a vario titolo ad aiutare i concittadini e a gestire l’emergenza”.

Alessandria, nuovo prefetto a lavoro su emergenza

Si è insediato oggi ad Alessandria il nuovo prefetto Iginio Olita. In collegamento da remoto ha incontrato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Giacomo Centini e Guglielmo Pacileo, della direzione generale Azienda Sanitaria Locale, per fare subito il punto sulla situazione di emergenza coronavirus. Confronto anche con le forze dell’ordine. Domani in programma una riunione – sempre in ‘remoto’ – con presidente della Provincia, sindaci dei 7 Comuni capi-zona, commissario dell’Azienda Sanitaria Locale, presidente del Comitato della Croce Rossa di Alessandria e responsabile del Coordinamento Territoriale del Volontariato di Protezione Civile.

Sindaco Alba, con ospedale Verduno nuove forze

Con l’apertura di parte del nuovo ospedale di Verduno quale secondo Covid Hospital del Piemonte, la Regione mette “in campo nuove forze per far fronte all’emergenza”. Così il sindaco di Alba, Carlo Bo. “E’ una scelta – dice Bo – corretta e vincente, coraggiosa ma ponderata. Il nuovo ospedale diventerà nei prossimi mesi un polo di eccellenza, riferimento per l’intero Piemonte. E’ stato giusto accelerare per gestire l’emergenza, che presto mi auguro porterà gli abitanti di Alba, Bra, Langhe e Roero a poter fruire della struttura per come è stata pensata”. “Faremo come sempre – aggiunge – la nostra parte, fieri di poter aiutare il Piemonte intero, con la consapevolezza che si tratta di una possibilità in più anche per i cittadini del territorio. Ho ricevuto precise garanzie sul fatto che il personale medico, infermieristico e sanitario non verrà sottratto ai presidi ospedalieri del San Lazzaro e del Santo Spirito: nessuna razionalizzazione delle risorse umane dunque, ma nuove forze in campo per combattere questa battaglia”. “Sono felice – aggiunge – che a vigilare sul Covid Hospital sia stato chiamato Giovanni Monchiero, uomo del territorio che ben conosce il mondo della sanità. Lo aspetta un compito difficile ma sono convinto che possa fare un ottimo lavoro”.

Da Pirlo e Immobile, via alla Quarantena League

Si chiama ‘Quarantena League’ ed è il primo torneo di calcio ‘virtuale’ organizzato da Le Iene, dove nessuno, sia per giocarlo che per vederlo, dovrà uscire di casa: la prima regola, infatti, è osservare le misure del Governo per evitare altri contagi da coronavirus. L’iniziativa è dei protagonisti dell’omonimo programma trasmesso su Italia 1 e scatterà giovedì alle 12. Vi parteciperanno molti protagonisti della Serie A, giocando dal divano di casa a Fifa 2020, in diretta sul sito iene.it, ma anche sui canali Instagram e Facebook de Le Iene. Alla consolle, fra gli altri, ci saranno i campioni di oggi e di ieri: da Mario Balotelli a Marco Materazzi, quindi Fabio e Paolo Cannavaro (dalla Cina), Ciro Immobile, Andrea Pirlo, Ciro Ferrara, Massimo Oddo, Sandro Tonali, Bernardo Corradi, Luca Pellegrini, Enock Balotelli (fratello di Mario), Lyanco, Cristian Zaccardo, Davide Zappacosta, Armando Izzo, Andrea Petagna, Alessio Cerci, Enrico Brignola, Sebastiano Esposito, Adjapong, Javier Pastore. Le partite saranno commentate da Pierluigi Pardo e dalla Gialappa’s Band. Il torneo, un modo come un altro per trascorrere allegramente e nel modo più spensierato possibile l’obbligo di permanenza a casa, si concluderanno lunedì 23 marzo. Prima di ‘scendere in campo’ verranno sorteggiati gli accoppiamenti per le prime partite, in collegamento con casa Marcuzzi e casa Savino.

M5s, bene fondi per extra Lea Bilancio Regione

“Siamo disponibili a collaborare per approvare in tempi brevi e comunque entro la seduta della prossima settimana il Bilancio di previsione della Regione Piemonte. I piemontesi in questo momento hanno bisogno di coesione e non di scontro politico”. Lo affermano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. “I temi fondamentali – dicono i pentastellati – rimangono quelli relativi al sostegno ai settori economici in difficoltà per l’emergenza Coronavirus e il ripristino dei 5 milioni per anziani e non autosufficienti di Torino tagliati dalla Giunta, a quale ora ha fatto proprie le nostre richieste per non penalizzarli”. “Per senso di responsabilità abbiamo scelto di non rallentare i lavori del Consiglio regionale – aggiungono – porteremo le nostre istanze in fase di assestamento, quando si spera che l’emergenza Coronavirus sarà superata e si dovranno mettere in campo misure di più ampio respiro per rilanciare i settori economici, anche alla luce degli strumenti che il Governo sta mettendo in campo”.

Esercenti Porta Palazzo, aperti e consegniamo

“Siamo aperti, lavoriamo in sicurezza e facciamo consegne a domicilio”: lo sottolineano i 74 commercianti del mercato coperto sotto la tettoia dell’orologio a Porta Palazzo, impegnati a” offrire un servizio accurato e nel rispetto dei decreti del Governo”. “Continuiamo con le normali aperture – spiegano i commercianti – ottemperando a tutte le norme di sicurezza, con potenziamento del nostro servizio di vigilanza interno per fare rispettare le distanze di almeno un metro tra i clienti e con tre passaggi al giorno di disinfestazione del padiglione da parte di una ditta specializzata. Tutti i titolari e loro commessi fanno uso di guanti e mascherina. E la maggior parte fa consegne a domicilio. I consumatori possono dunque avere la spesa a casa propria riducendo al minimo gli spostamenti, nello spirito del decreto del Governo”.

Speranza, misure dl eccezionali

“Ad una fase eccezionale si risponde con misure eccezionali”. Lo scrive su Fb il Ministro della Salute Speranza, dopo l’ok a dl ‘Cura Italia’. “Approvato il dl – afferma – che prevede 25 mld di euro per sanità, protezione civile, famiglie e imprese. Ci sono risorse e strumenti per sostenere il lavoro di medici, infermieri e personale sanitario ma anche per le tante persone che stanno pagando il costo dell’emergenza. A contare di più restano i comportamenti individuali. Solo col contributo di ciascuno si può vincere questa sfida”.

Ore 16

Appendino, Lavazza sempre attenta a comunità

“#Lavazza è da sempre molto attenta alla nostra comunità: la generosissima donazione di oggi rappresenta una conferma di cui ringrazio, a nome mio e della Città, e uno sprone per chiunque possa donare a fare la sua parte”. Lo scrive su Twitter la sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Huawei dona tecnologia e forniture sanitarie

Huawei Italia fornirà dispositivi di protezione e soluzioni tecnologiche per far fronte all’emergenza causata dalle infezioni da Covid-19. Lo riporta una nota dell’azienda, precisando che ha istituito un’unità interna di crisi per “collaborare al meglio con le istituzioni nazionali e locali e avviare azioni di sostegno concertate con gli operatori di telecomunicazioni e i propri partner”. “Siamo vicini all’Italia, il Paese in cui Huawei è presente da oltre 16 anni. Crediamo sia nostro dovere offrire tecnologia, competenze e forniture mediche in un momento così critico. La collaborazione e la solidarietà senza confini sono fondamentali per sostenere le istituzioni e gli operatori sanitari che stanno lavorando duramente sul campo per migliorare le condizioni dei cittadini italiani colpiti dall’emergenza”, dice Thomas Miao, Ceo di Huawei Italia. La società ha già donato 1.000 tute protettive destinate ad alcuni ospedali di Milano e 200.000 mascherine tipo FFP2 CE sono in arrivo dalla Cina. Gran parte del piano di aiuti si basa sulla tecnologia. Tra le soluzioni offerte, la piattaforma cloud Welink per “facilitare lo scambio di informazioni e buone pratiche tra i team sanitari italiani e cinesi”. Inoltre, saranno fornite apparecchiature per reti Wi-Fi 6 a 10 strutture ospedaliere provvisorie al fine di consentire le comunicazioni con gli altri enti sanitari. Huawei “sta lavorando con alcuni dei suoi partner per creare una piattaforma di videoconferenza in grado di garantire una connessione in tempo reale tra gli ospedali nelle aree rosse e l’unità di crisi nella regione di appartenenza o l’ente governativo designato”. Huawei, infine, partecipa all’iniziativa “Solidarietà Digitale” promossa dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica Paola Pisano: donerà 500 tra tablet e smartphone che verranno destinati ad alcuni ospedali italiani per consentire le comunicazioni tra i pazienti e i propri familiari.

Asl Novara, pre-triage anche a Borgomanero

Anche l’Asl Novara ha organizzato un pre-triage per chi entra all’ospedale di Borgomanero e nei vari poliambulatori territoriali; l’obiettivo è quello di ridurre le possibilità di contagio da coronavirus. Ogni pre-triage è presidiato da due infermieri dotati di mascherine chirurgiche, guanti monouso, disinfettante gel per mani, termometro, schede di pre-triage e informative. Anche gli utenti accompagnati da ambulanze o altri servizi di volontariato saranno autorizzati ad entrare all’interno dell’ospedale di Borgomanero, previa effettuazione del pre-triage.

Torino, Longo dura lotta, coraggio a chi combatte

ll tricolore che sventola e un messaggio di speranza: così Moreno Longo, allenatore del Torino, sul proprio profilo Instagram. “È lunedì ed è iniziata un altra settimana di dura lotta contro il covid 19, il mio pensiero e il mio incoraggiamento vanno a tutte quelle persone che purtroppo hanno perso i loro cari o che stanno lottando contro il virus, a chi per svariati motivi non ha la possibilità di fermarsi e poter stare a casa in isolamento, una vera e propria fortuna in questo momento!! Un doveroso grazie a medici, infermieri e volontari!”, scrive il tecnico granata.

Furia (Pd), bene decreto, Regioni possono integrare

“La manovra del Governo denominata ‘decreto marzo’ viene incontro alle esigenze più significative e urgenti dell’economia italiana”: lo sottolinea il segretario del Pd del Piemonte Paolo Furia, che invita alla concordia fra livelli istituzionali sottolineando che le misure possono essere integrate dalle Regioni. “La cassa integrazione – spiega – è estesa a tutte le tipologie di lavoratori dipendenti, anche per aziende con un dipendente solo e c’è divieto di licenziamenti per giustificato motivo per due mesi. Le misure prevedono anche: bonus babysitter da 600 euro, allargamento dei congedi parentali a 12 giorni, sospensione dei mutui, anche prima casa per chi è in difficoltà, anche per partite Iva, e anche senza presentazione dell’Isee, indennità una tantum per gli autonomi da 600 euro, assunzione di 20 mila persone nel sistema sanitario e procedure agevolate per l’acquisto di macchinari, adempimenti tributari rinviati, estensione del fondo di garanzia per le Pmi, attivazione della Cassa Depositi e Prestiti a supporto delle imprese, garanzia statale per moratoria bancaria alle imprese, sostegno alla produzione di mascherine”. “Crediamo che queste misure – rimarca – possano trovare opportune integrazioni nei bilanci regionali. Rinnoviamo dunque il nostro appello a annullare le polemiche tra i livelli istituzionali e metterci al lavoro ognuno per la propria parte”.

Lagioia, Salone Libro segnerà ritorno normalità

“Il mio auspicio è che il Salone del Libro possa essere la manifestazione che segna il ritorno festoso alla normalità”. Lo ha detto il direttore Nicola Lagioia commentando la decisione di rinviare a data da destinarsi l’evento a causa del coronavirus. “Non sappiamo ancora quale possa essere la nuova data. Lo decideremo, non appena si tornerà alla vita normale, tutti insieme, con gli editori, con i quali siamo sempre stati in stretto contatto in videoconferenza e con le istituzioni”, spiega Lagioia. “Molti editori stanno rinviando il lancio dei nuovi libri. Quindi il programma resterà in parte lo stesso, in parte cambierà. Il Salone è abituato a lavorare nelle difficoltà. Quello che conta è che tutti gli editori ritengano fondamentale che si debba fare per permettere al mondo del libro e della lettura di tornare sulla scena”.

Pella (Fi), Comuni attendono decreto aprile

“Con il decreto di oggi ai Comuni sono riconosciute alcune rilevanti funzioni per la gestione dell’emergenza, ma attendiamo il decreto di aprile per capire se davvero gli enti locali potranno avere garanzia di sostegno, alla luce della pesante contrazione delle entrate, in particolare sul fronte del turismo”. Così il parlamentare azzurro Roberto Pella, in materia di Coronavirus. “Molti dei punti accolti – rimarca Pella – erano stati proposti dall’Anci e sostenuti fortemente da Forza Italia, per il cui lavoro ringrazio la capogruppo Gelmini e i colleghi Brunetta e Mulé. Le misure prevedono risorse per il lavoro straordinario del personale di polizia locale, per la sanificazione degli ambienti e per l’acquisto di dispositivi di protezione. Ancora, il rinvio delle principali scadenze finanziarie a cominciare da bilancio di previsione, delibere Tari e rendiconto 2019, e delle scadenze relative a comunicazioni sui rifiuti, e la possibilità di usare l’avanzo di amministrazione per sostenere spese correnti connesse all’emergenza. Sono inoltre sospese le rate dei mutui della Cassa Depositi e Prestiti. Risorse anche per sanificare le scuole e dotare tutti di mascherine, e adeguata liquidità per gli enti titolari di Piani e Patti per lo sviluppo finanziati dai Fondi per la coesione”. “Sono per il momento assicurate le condizioni minime – osserva – per permettere ai sindaci di sostenere la situazione temporaneamente. Vigilerò perché il prossimo provvedimento non vanifichi le attese”.

Caleffi dona 1 milione a due ospedali

Il gruppo Caleffi, con le proprie aziende Caleffi Hydronic Solutions, Cristina Rubinetterie, Pressco e RDZ, scende in campo contro il COVID-19 e dona 1 milione di euro suddivisi fra l’Ospedale SS. Trinità di Borgomanero e l’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. “Confidiamo che questa nostra iniziativa sensibilizzi gli imprenditori del nostro Paese per sostenere il nostro sistema sanitario in questo momento di grande emergenza in cui siamo tutti coinvolti”, afferma, in una nota, il presidente, Marco Caleffi.

Consiglio regionale in videoconferenza

In piena emergenza Coronavirus, il Consiglio regionale del Piemonte terrà la prossima seduta in videoconferenza. L’appuntamento è per il 24 marzo, con le modalità tecniche discusse oggi nella Conferenza dei capigruppo, su proposta dell’Udp. Nei prossimi giorni è prevista una simulazione per mettere a punto le procedure tecniche “a garanzia di uno svolgimento che assicuri il confronto democratico previsto dal Regolamento interno”. All’ordine del giorno sarà l’esame dei provvedimenti finanziari: Bilancio di previsione 2020/22, Legge di stabilità, e Documento di economia e finanza regionale. L’obiettivo concordato dal governatore Alberto Cirio e dall’assessore al Bilancio Andrea Tronzano con i capigruppo è quello di favorire la speditezza dei lavori per arrivare all’approvazione rapida del pacchetto finanziario. E’ stato deciso di limitare le modifiche del Bilancio a due proposte condivise: la prima per evitare il taglio agli Extralea, la seconda nell’ambito degli interventi per fronteggiare l’emergenza sanitaria, del valore di 15 milioni, per aiutare le famiglie con figli piccoli. Gli emendamenti sono rinviati all’assestamento: si potranno presentare solo atti d’indirizzo.

Federalberghi Torino, strutture a disposizione

“Le imprese alberghiere di Torino e della provincia sono pronte a fare la propria parte per trasformare le strutture in luoghi di quarantena temporanea, qualora la Protezione Civile, Asl e l’Unità di Crisi per il Covid-19 lo richiedessero”. Lo afferma Federalberghi Torino che “si è attivata da subito per individuare soluzioni che consentano di soddisfare le esigenze sanitarie nel rispetto delle imprese del settore”. Le strutture ricettive torinesi, duramente colpite nelle settimane scorse dall’emergenza sanitaria e costretti in parte a chiudere per contenere i costi, potrebbero quindi trasformarsi in zone di isolamento per i soggetti positivi al Coronavirus asintomatici qualora le istituzioni lo ritenessero necessario per contenere ulteriormente la diffusione del contagio e affrontare il picco atteso nei prossimi giorni. “Non occorre parlare di requisizione come ventilato nelle scorse settimane, è un messaggio sbagliato, perché sin da subito abbiamo offerto alla Prefettura e alla Protezione Civile tutta la nostra collaborazione – spiega Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino – venerdì scorso l’Asl ha inviato a tutte le strutture ricettive della Città una lettera per sondare questa opportunità e ci siamo attivati subito per dare una mano e garantire la nostra disponibilità. A servizio delle aziende associate e a tutela dei dipendenti stiamo definendo proprio in queste ore un protocollo d’intesa con l’Asl che preveda adeguata sanificazione delle strutture ricettive, opportune linee guida e procedure operative nonché l’individuazione dei servizi a carico dell’impresa, dell’Asl e della Protezione Civile”.

Ore 15

Azzurra Rosucci, temuto non rientrare in Italia

“Abbiamo temuto di non riuscire a tornare in Italia; mentre eravamo in aereo è stata dichiarata la pandemia”. Martina Rosucci, centrocampista della Juventus e della Nazionale, racconta, a Jtv, i timori per l’aggravarsi dell’emergenza Coronavirus con le azzurre costrette a un precipitoso rientro dal Portogallo dove stavano giocando l’Algarve Cup. “Siamo partite che in Italia era già scoppiato tutto, – racconta – noi praticamente siamo scappate in Portogallo. Siamo state lontane, le nostre famiglie ci raccontavano che in Italia la situazione stava degenerando. La nostra Federazione ha deciso di rinunciare alla fine, abbiamo avuto dei problemi a ritornare in Italia”. Il charter che ha riportato le azzurre in Italia, cinque giorni fa, inizialmente, infatti, era stato bloccato.

Bozza, stop licenziamenti per due mesi

Non sarà possibile fare licenziamenti collettivi né procedere a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo per due mesi a partire dall’entrata in vigore del decreto del Governo sull’emergenza coronavirus approvato oggi. Lo si legge nella bozza del decreto .”A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto – si legge – l’avvio delle procedure per i licenziamenti collettivi è precluso per 60 giorni e nel medesimo periodo sono sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020. Sino alla scadenza di questo termine “il datore di lavoro indipendentemente dal numero dei dipendenti, non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo” (ragioni inerenti all’attività produttiva, e all’organizzazione del lavoro, ndr). “I licenziamenti, ha detto Catalfo nella conferenza stampa ” saranno fermati dal 23 febbraio”.

Università Torino, spazio ascolto psicologico

L’Università di Torino, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia, offre alla Comunità Universitaria di oltre 80 mila persone fra studentesse, studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo la possibilità di fruire di colloqui di supporto psicologico a distanza a partire dal 18 marzo. L’iniziativa, attivata in questi giorni di emergenza da Coronavirus, prevede un ciclo di colloqui di a distanza, con psicologi abilitati alla psicoterapia, specialisti e specializzandi del Dipartimento di Psicologia, erogati garantendo la massima tutela della privacy e nel rispetto dei principi di deontologici della professione psicologica. Il servizio è gratuito, e costituisce un’estensione e un potenziamento dello Spazio di Ascolto, attivo da maggio 2019 e gestito dalla Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute del Dipartimento di Psicologia. “La nuova iniziativa – spiega Stefano Geuna, rettore dell’Università – è rivolta a tutti coloro che ne sentiranno il bisogno in un momento di grande emergenza che ha costretto tutti noi a compiere importanti cambiamenti nella nostra routine e a confrontarci quotidianamente con una situazione di incertezza”. “Di fronte all’emergenza sanitaria che l’intero Paese e anche la comunità dell’Università di Torino sta vivendo – sostiene Alessandro Zennaro, direttore del Dipartimento di Psicologia di Unito – i bisogni delle persone si complicano, diversificano, amplificano, fino a invadere anche il nostro modo di stare nel mondo, i nostri pensieri, la nostra mente. I riferimenti che ci erano propri fino a pochi giorni fa, ora sembrano scomparsi”.

“Staffetta” Conte-ministri in conferenza stampa

“Per il rispetto delle distanze ci alterniamo”. Lo spiega il premier Giuseppe Conte nel passare la parola al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, in una inedita conferenza stampa in videoconferenza e a ‘staffetta’ dopo il Consiglio dei ministri. Il premier e i ministri Gualtieri e Nunzia Catalfo hanno parlato nella sala dei Galeoni al primo piano di Palazzo Chigi e si sono passati la parola, alternandosi al microfono. Le domande dei videogiornalisti sono state poste dalla sala stampa al piano terra della presidenza, in videoconferenza, con un distanziamento tra i cronisti per il rispetto delle normative anti-contagio.

Università Torino, 4.000 insegnamenti online

L’Università di Torino ha trasferito l’intera offerta formativa deI secondo semestre – oltre 4.000 insegnamenti – sulla piattaforma di e-learning. Sono già attive oltre 2.500 sessioni in videoconferenza, per un totale di 70.000 partecipanti e oltre 4.200 ore di video che hanno coinvolto 3.500 docenti e ricercatori. “L’Università – sottolinea il rettore Stefano Geuna – è impegnata con tutte le sue risorse per assicurare lo svolgimento delle attività didattiche a distanza per garantire la continuità formativa a 80mila studentesse e studenti iscritti a 155 corsi di laurea, 102 master, 57 scuole di specializzazione. In appena due settimane è stato garantito l’avvio di moltissimi corsi online, gli esami a distanza per gli studenti prossimi alla sessione di laurea e la discussione delle tesi”. Sono oltre 25.000 gli accessi giornalieri, 10 volte più della settimana precedente, che hanno raggiunto gli 80.000 studenti con notifiche push sulla app di UniTo con 150.000 notifiche inviate. L’Ateneo ha attivato un unico punto di contatto per il supporto ai docenti, un sistema di service desk e una pagina web del Portale dedicata. Le scadenze amministrative, compresa quella della terza rata, sono in corso di riprogrammazione. “Questa emergenza – afferma il rettore – sta spingendo tutte le componenti universitarie a un approccio costruttivo e forte spirito di collaborazione.Il presupposto migliore per affrontare questa situazione è non perdere di vista il futuro. Questa esperienza ci sta mettendo alla prova, ma ci spinge anche a sperimentare nuovi modi di lavorare insieme, di comunicare con la comunità, di condividere conoscenza. Sono certo che questo sarà un capitale straordinario dopo che l’emergenza sarà finita”.

Rugani, bella botta ma io sono fortunato

“Sto bene, tranquillizzo tutti. Sono sempre stato abbastanza bene, non ho avuto sintomi gravi. Mi ritengo fortunato, è stata una bella botta: sono stato il primo nel nostro ambiente, spero sia servito a sensibilizzare un po’ tutti”. Così, intervistato da Jtv, Daniele Rugani, il difensore della Juventus che è stato il primo caso di positività al Coronavirus reso noto nel campionato di calcio di serie A.

Il thriller Contrattempo e le serie Elite Peaky Blinders: sono le preferenze, davanti alla tv, per Daniele Rugani da quasi una settimana in isolamento per la quarantena. La sosta forzata è anche l’occasione di rivivere le emozioni passate in bianconero: “L’emozione più grande – racconta il difensore – è stato il primo scudetto: allo Stadium con la medaglia e la coppa è stato molto emozionante, c’era tantissima gente che mi osannava”-. Da ragazzino il suo idolo era invece Del Piero: “Ho sempre comprato la sua maglia: con il mio ruolo c’entra poco, ma era tradizione tutti gli anni per una famiglia come la mia”

Torino; con limitazioni smog ai minimi, 15 mcg

Con il traffico ridotto ai minimi e gran parte delle attività chiuse per l’emergenza Coronavirus, la concentrazione di polveri sottili negli ultimi giorni si è drasticamente abbassata anche in tutto il PIemonte, pur in assenza di piogge e venti. Nello scorso weekend il valore delle Pm10 registrato d Arpa è addirittura sceso sotto i 20 microgrammi al metro cubo: venerdì e sabato alla stazione Lingotto la centralina ha misurato 15 mcg, ieri a Torino Rebaudengo il dato peggiore è stato di 21 mcg, come pure a Leini (Torino) e Novara.

Infermieri a Conte, “venga in trincea”

“Ci giungono denunce di infermieri delle regioni più colpite dal Coronavirus sulle pessime condizioni in cui sono costretti a continuare ad operare: il presidente del Consiglio Conte venga in Lombardia a vedere come stiamo lavorando in trincea e metta fine alle polemiche”. Così in una nota il sindacato degli infermieri Nursing Up. “Denunciamo con forza – si legge – l’esposizione degli operatori al virus non seguita dalla somministrazione del tampone; la scarsità dei Dpi o l’approvvigionamento di mascherine non idonee (modello che nulla ha a che vedere con le filtranti Ffp3 e Ffp2); dispositivi di protezione arrangiati con mezzi di fortuna, ad esempio con le buste della spazzatura; i turni infiniti del personale stremato e decimato dal contagio; il mancato reclutamento massivo di personale specializzato in grado di dare il cambio”. “Le ultime segnalazioni – spiega il presidente del Nursing Up, Antonio De Palma – arrivano da Lazio e Campania dove sono state distribuite mascherine senza requisiti per essere impiegate in modo professionale. Mi chiedo che cosa potrebbe accadere se anche al Centro-Sud si raggiungesse un livello di utilizzo delle strutture ospedaliere come quello della Lombardia. C’è anche chi segnala che vi sarebbero dirigenti con mascherine regolamentari e idonee. Forse la vita di un infermiere vale meno di quella di un dirigente? Per continuare a lavorare abbiamo il diritto di farlo in sicurezza”. Nursing Up sollecita la Protezione civile a rendere noti i dati dettagliati sugli infermieri infettati: viene infatti fornito “quello generalizzato di 1.674 operatori”. E contesta “la previsione nel Decreto 14 del 9 marzo, secondo cui i dipendenti soggetti alla sorveglianza sanitaria debbano continuare a lavorare anche se potenzialmente infetti: è pericolosa e va cancellata in sede di conversione” e la “fallace perseveranza di chi ha inteso prevedere incarichi a tempo determinato agli infermieri per l’emergenza. Non siamo professionisti usa e getta”.

Rinviato il Salone del Libro di Torino

E’ stato rinviato il Salone del lIbro di Torino. Non è stata indicata nessuna data.

Catalfo, c’è intervento per Alitalia

“Sì c’è un intervento su Alitalia” nel decreto ‘Cura Italia’ per rispondere all’emergenza Coronavirus. Lo ha detto il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo al termine del Cdm che ha varato il provvedimento, rispondendo a una domanda sulla ex compagnia di bandiera.

Non trasmesso da mamme positive ai neonati

I neonati sembrano protetti dal coronavirus: le neomamme non lo trasmettono loro durante il parto. È quanto suggerito da uno studio svolto in Cina e pubblicato sulla rivista Frontiers in Pediatrics. Condotto da Yalan Liu dell’università Huazhong di Scienza e Tecnologia, lo studio ha coinvolto 4 nati presso l’ospedale di Wuhan Union Hospital, dove le gestanti erano ricoverate perché avevano contratto il covid-19. Si tratta del secondo studio condotto sulla trasmissione materno-neonatale di coronavirus. Nessuno dei 4 bebè ha riportato problemi di salute e tre di loro sono risultati negativi al virus (per il quarto la madre non ha dato il consenso al tampone). Due dei bambini hanno riportato però una eruzione cutanea risoltasi spontaneamente e uno dei due problemi respiratori che però non hanno richiesto interventi di terapia intensiva. Lo studio, per quanto effettuato su un numero di casi di per sé non sufficiente a dare risultati definitivi, è il linea con i risultati del precedente lavoro svolto su altri nove neonati: i dati fin qui raccolti sembrano rassicuranti sul profilo di rischio dei neonati partoriti da donne positive al coronavirus.

Rls, sospendere servizio trasporto pubblico Gtt

Interrompere il servizio di trasporto pubblico urbano e extraurbano di Gtt. Lo chiedono, con una lettera al prefetto Claudio Palomba, al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, alla sindaca Chiara Appendino e all’ad di Gtt Giovanni Foti, le Rls dell’azienda di trasporti torinese. Una richiesta avanzata “visti gli ultimi casi di contagio Covid-19 avvenuti nei vari siti aziendali”. Per il capogruppo Pd in Consiglio comunale, Stefano Lo Russo, si tratta di una “situazione davvero preoccupante e da non sottovalutare. Occorre garantire assolutamente la sicurezza dei lavoratori”, aggiunge.

Gualtieri, aiuti anche a trasporto merci

Nel decreto ‘Cura Italia per contrastare il Coronavirus “abbiamo incluso anche il trasporto merci” tra i destinatari degli aiuti economici. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al termine del Cdm che ha varato il decreto ‘Cura Italia’.

Ore 14

Marello, usare Verduno come fare nuovo ospedale

“Dedicare qualche padiglione di una struttura molto grande come quella di Verduno all’emergenza Coronavirus equivarrebbe grossomodo a costruire un nuovo ospedale, come è stato fatto in Cina”. Lo afferma il consigliere regionale Pd Maurizio Marello. “Il presidente del Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Icardi – sottolinea Marello – hanno annunciato l’apertura di una parte del nuovo ospedale di Verduno per i pazienti affetti da Coronavirus, appena ottenute le ultime certificazioni mancanti. Se sarà confermato in tempi brevi, sarà fondamentale per salvare tante vite umane. Questo è il tempo dell’emergenza, nel quale è prioritario limitare i contagi e salvare vite. Lo si fa attraverso comportamenti individuali e con la messa a disposizione di nuovi posti letto di terapia intensiva. E lo si fa anche ponendo medici e infermieri nella condizione di poter lavorare in sicurezza”. “L’ospedale di Verduno – rimarca – può essere il vero punto di svolta nella gestione dell’epidemia. E forse l’apertura in questo momento rappresenterà anche il modo per riconciliare noi cittadini del territorio di Alba-Bra-Langhe e Roero con una struttura che, considerati le peripezie e i ritardi nella costruzione, non abbiamo mai sentito nostra fino in fondo”.

È un medico il nuovo vicesindaco di Valenza

Il sindaco Gianluca Barbero ha conferito a Luca Ballerini la carica di vicesindaco. Sostituisce Costanza Zavanone che, fino a fine mandato, mantiene le deleghe a Cultura, Pari opportunità e Politiche Sociali. Ballerini resta assessore a Lavori Pubblici, Ambiente e Protezione Civile. Cardiologo, 38 anni, con il decreto di oggi assume immediatamente l’incarico, sollevando Zavanone – appartenente a una della fasce più a rischio della popolazione per l’emergenza Covid19 – dall’impegno di una presenza fisica in Comune. “Si tratta di un avvicendamento dettato dal particolare momento che stiamo vivendo – sottolinea il primo cittadino – Il problema numero uno è la salute delle persone e la delega a Ballerini, medico, che segue anche il coordinamento della PC è la scelta più ragionevole a garanzia della comunità”. “Sicuramente – rimarca il neo vicesindaco – come ho fatto fino a oggi, continuerò ad impegnarmi mettendo in campo anche le mie personali competenze di medico”.

Opi Torino, D’Ancona chieda scusa

“D’Ancona chieda scusa per la dichiarazione infelice”: così il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Torino, Massimiliano Sciretti, replica alle parole di Paolo D’Ancona dell’Istituto Superiore di Sanità sulle cause del contagio da Coronavirus degli operatori sanitari, per le quali D’Ancona dice di dover “approfondire se l’esposizione è avvenuta professionalmente oppure al di fuori dell’ambiente di lavoro”. “D’Ancona – afferma Sciretti – chieda scusa ai medici e a tutti i sanitari per le sue affermazioni. In un contesto epidemiologico di crescita esponenziale del contagio da Coronavirus, crede forse che i medici e gli operatori sanitari si infettino nei bar o nei supermercati? Si scusi con chi è sul campo e rischia la vita”. “Lavoriamo ogni giorno negli ospedali – aggiunge – per contrastare il Coronavirus, a stretto contatto con possibili rischi biologici. Continueremo a svolgere il nostro lavoro con la solita abnegazione e responsabilità, ma è necessario che la nostra categoria professionale venga rispettata”.

Chiesa invita a pregare con drappi a finestre

Il 19 marzo in occasione della festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia, l’arcidiocesi di Torino invita i fedeli a pregare ciascuno da casa propria, in osservanza delle norme per contrastare il Coronavirus. L’appuntamento – in adesione al momento di preghiera “per il Paese” promosso dalla Cei – è alle 21.00, “tutti simbolicamente riuniti in questo momento di emergenza sanitaria”, spiega l’arcidiocesi torinese. “La Chiesa italiana – rimarca – promuove infatti un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il rosario, simbolicamente uniti alla stessa ora. Alle finestre delle case si propone di esporre un piccolo drappo bianco o una candela accesa. TV2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera in diretta”.

Novo Nordisk A/S, garantiti farmaci anti-diabete

Nonostante l’emergenza dettata dalla pandemia di Covid-19 sarà garantita, in Italia come all’estero, la fornitura di farmaci prodotti da Novo Nordisk A/S. A dirlo è la stessa multinazionale farmaceutica specializzata nella cura del diabete, dell’obesità, dell’emofilia e di disturbi della crescita che precisa come “oltre a continuare a rifornire regolarmente la rete distributiva, l’azienda può contare su scorte di farmaci in grado di fronteggiare una maggiore richiesta legata all’emergenza sanitaria”. In totale, sono circa 30 milioni i pazienti nel mondo che usano ogni giorno farmaci Novo Nordisk A/S. “In considerazione della grave situazione di emergenza sanitaria che sta investendo l’Italia e dello straordinario impegno profuso da tutti gli operatori sanitari che in questo momento sono in prima linea contro un nemico ancora in parte sconosciuto, Novo Nordisk è a disposizione per offrire il proprio contributo con forme di sostegno alle strutture sanitarie alle prese con l’emergenza – spiega Drago Vuina, general manager e corporate vice president di Novo Nordisk Italia – Tutelare i pazienti, sostenere il Sistema sanitario nazionale, salvaguardare la salute dei nostri dipendenti e delle loro famiglie e assicurare al contempo la continuità delle attività lavorative sono le priorità che in Novo Nordisk stiamo attivamente perseguendo nel rispondere all’epidemia di Coronavirus, una situazione critica che rappresenta una sfida da affrontare con profondo senso di responsabilità sociale”.

Africa, 95 casi in 10 paesi nell’ultima settimana

Nella settimana tra il 4 e 10 marzo sono 95 i casi confermati in Africa, distribuiti tra Algeria (17), Burkina Faso (2), Camerun (2), Egitto (57), Marocco (2), Nigeria (1), Senegal (3), Sud Africa (7), Togo (1) e Tunisia (4). A segnalarlo è l’ultimo rapporto del Centro africano per il controllo delle malattie (Acdc). Complessivamente sono 105 i casi di Covid-19 confermati, riportati in 10 paesi con una vittima: Algeria (20), Burkina Faso (2), Camerun (2), Egitto (59), Morocco (3), Nigeria (2), Senegal (4), Sud Africa (7), Togo (1) e Tunisia (5). La vittima è un turista tedesco, a bordo di una nave da crociera sul Nilo, morto in Egitto. Ma dall’inizio dell’epidemia, gli stati africani in cui sono stati rilevati casi di coronavirus, ancora in corso di indagine, sono 33. Dall’inizio dell’epidemia a gennaio, l’Acdc ha attivato il suo centro operativo di emergenza e il suo sistema di gestione degli incidenti per il Covid-19, e poi sviluppato un piano d’azione per il periodo tra il 13 febbraio e 12 marzo. I ministri della sanità dell’Unione africana si sono riuniti ad Addis Abbeba lo scorso 22 febbraio, dove hanno deciso una strategia congiunta a livello continentale e delle linee guida di valutazione, restrizioni ai movimenti e sul monitoraggio delle persone a rischio, incluse quelle rimpatriate dalla Cina. Il Cdc africano si aggiorna settimanalmente con le istituzioni sanitarie degli stati membri e ha formato dei gruppi di lavoro per le aree più urgenti, quali sorveglianza, laboratori diagnostici, prevenzione dell’infezione e controllo, trattamento clinico e comunicazione del rischio. Ha iniziato anche delle simulazioni con un gruppo di 10 stati dell’Africa occidentale, sessioni formative per medici e laboratori e si sta adoperando per procurarsi oltre 6000 test daignostici, scanner termici e dispositivi di protezione.

Napoli e Ruffino (Fi), Lavazza onora il Piemonte

“La donazione generosa della Lavazza alla Regione Piemonte e alle realtà impegnate nel contrasto al Coronavirus è la migliore testimonianza di quello spirito di solidarietà che appartiene da sempre alla società piemontese. Con i 10 milioni donati dall’impresa si darà sollievo anche alle persone anziane e a quanti vengono a trovarsi in gravi difficoltà economiche”. Così i parlamentari azzurri piemontesi Osvaldo Napoli e Daniela Ruffino. “Il Piemonte e Torino – rimarcano Napoli e Ruffino – sono la terra di San Giovanni Bosco e del Cottolengo, due istituzioni caritatevoli che hanno dato un contributo decisivo alla coesione della società piemontese. Crediamo di interpretare i sentimenti dei piemontesi esprimendo la nostra profonda gratitudine alla famiglia Lavazza, come ieri abbiamo fatto per Intesa San Paolo e per tutti coloro che si adoperano per aiutare una battaglia in difesa della salute ma anche dei valori di civiltà”.

Fiom, decine aziende metalmeccaniche ferme

Sono decine le aziende metalmeccaniche torinesi che hanno sospeso l’attività per adeguare gli uffici e le officine alle misure di prevenzione definite dal Protocollo Cgil, Cisl, Uil, Confindustria e governo di sabato scorso. Lo rende noto la Fiom che indica in 18.000 il numero di lavoratori interessati. In diversi casi le lavoratrici e i lavoratori hanno abbandonato in sciopero i luoghi di lavoro perché nessuna misura era stata assunta dall’impresa. Viceversa in molte realtà nel weekend e questa mattina sono stati raggiunti accordi sindacali che estendono lo smart working e prevedono la chiusura di attività non essenziali, l’istituzione di turni per ridurre le presenze, la sospensione della produzione per provvedere a sanificazioni e misure di prevenzione utilizzando permessi, congedi e ammortizzatori sociali.

Laforgia (Leu), requisire cliniche private

“Il governo spagnolo ha imposto alla sanità privata di mettersi al servizio della comunità, dando 48 ore per informare il governo delle loro disponibilità di materiale sanitario. Così titola El Pais. Al governo ed al Ministro della Salute suggerisco e chiedo la medesima azione: non è questo il momento dei tentennamenti, si requisiscano e si mettano a disposizione dei malati e dei cittadini tutte le strutture presenti sul territorio, senza eccezione alcuna. In momenti così drammatici il privato deve essere utilizzato al pari del pubblico.” Così il senatore di LeU e coordinatore nazionale di èViva, Francesco Laforgia.

Nuovo ospedale Piemonte pronto in pochi giorni

Sarà pronto in pochi giorni il nuovo ospedale di Verduno, nel Cuneese, di cui la Regione Piemonte ha anticipato l’apertura per farne il centro di riferimento regionale per l’emergenza coronavirus. Lo precisa l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi. “Contiamo di chiudere l’operazione nel giro di pochissimi giorni, con l’accoglienza dei primi pazienti da tutta la regione”, spiega Icardi. A coordinare le attività per l’apertura, insieme al commissario Luigi Monchiero, ci sarà per la parte sanitaria Paolo Tofanini. “Questa struttura è stata attesa per 20 anni – ricorda il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – ed è stata realizzata grazie alla grande generosità degli imprenditori e dei cittadini di Langhe e Roero che, attraverso la Fondazione nata per il nuovo ospedale, hanno investito di tasca propria milioni di euro e lavoro perché potesse essere finalmente completata. Avevamo detto che, per rispetto, lo avremmo aperto in silenzio. Mai avremmo pensato di doverlo fare con urgenza per una situazione come quella attuale”. “È una soluzione alla quale lavoro dall’inizio della crisi, sollecitando la disponibilità di tutti a collaborare – riprende l’assessore Icardi -. Si sono accelerati al massimo i tempi con la ditta appaltatrice e gli organismi collaudatori per mettere l’ospedale nelle condizioni di aprire come ‘covid hospital’ di riferimento del Piemonte. Abbiamo centinaia di posti a disposizione per trattamenti di terapia sub-intensiva e, possibilmente, intensiva. Sarà un ospedale in più, in quanto gli altri sul territorio continueranno a funzionare regolarmente”.

Piemonte, nuovo ospedale per emergenza

La Regione Piemonte apre il nuovo ospedale di Verduno (Cuneo) per farlo diventare centro di riferimento regionale per l’emergenza coronavirus. “L’apertura era in programma a fine maggio, ma ora è una necessità improrogabile”, sottolinea il governatore Alberto Cirio, che oggi nominerà Giovanni Monchiero commissario straordinario per aprire l’ospedale che il Piemonte attendeva da vent’anni. “Poter contare su una struttura sanitaria completamente nuova e di ultima generazione come questa – conclude – sarà una risorsa vitale per tutta la nostra regione”.

Ore 13

Renzi, decreto primo passo, ma serve molto altro

“Le misure che oggi il Governo approva sono un primo passo. Ma serve molto altro, a cominciare dallo sblocco dei cantieri con il Piano Shock”. Lo scrive Matteo Renzi nella E news. “Purtroppo i populisti non vanno in quarantena – scrive il leader di Italia Viva – e continuano a vari livelli a diffondere il virus della polemica. Noi dobbiamo replicare con un messaggio che sia il più chiaro e il più semplice di tutti. Vi allego dieci messaggi super rapidi”. “1. Gli italiani stanno dimostrando una forza d’animo incredibile. L’altra sera ho scritto un post che è girato molto e che trovate qui. 2. In questa fase non hanno senso le diatribe sui giornali o le divisioni fra partiti. Non faccio polemiche, non le raccolgo. 3. Gli errori commessi, a tutti i livelli, devono aiutarci a fare meglio. Per noi e per i Paesi stranieri che possono imparare da ciò che è accaduto in Italia. 4. Sostenere che il Coronavirus sia un complotto contro l’Italia è una buffonata che non fa ridere. Serve invece una risposta europea e mondiale. 5. Adesso va fermata la diffusione del contagio, per evitare il collasso delle terapie intensive. Anche aprendo strutture di emergenza (fiere, navi, hotel). 6. Altri Paesi come Corea del Sud e ora Israele stanno investendo sulla tecnologia tracciando i contagiati con i telefonini. È la strada giusta, anche per noi. 7. Abbiamo proposto Guido Bertolaso come commissario. Il Governo non lo ha voluto, la Lombardia sì. Nessuna polemica, giochiamo tutti con la stessa maglia. 8. Bisogna dare le mascherine giuste agli operatori e ai cittadini. E convertire per qualche settimana aziende della meccatronica a costruire respiratori. 9. Le misure che oggi il Governo approva sono un primo passo. Ma serve molto altro, a cominciare dallo sblocco dei cantieri con il Piano Shock. 10. Il vaccino arriverà perché la scienza vince sempre. Ma occorrono ancora settimane, forse mesi. E non si trovano più NoVax fortunatamente.” conclude Renzi.

17 nuovi decessi in Piemonte, 111 le vittime

Sale ancora il bilancio delle vittime con coronaviurs in Piemonte. Con 17 nuovi decessi nelle ultime ore, i morti dall’inizio dell’emergenza diventa 111. Lo rendo noto l’Unità di crisi della Regione Piemonte. I contagi sono invece 1.516, di cui 1.231 in ospedale. In terapia intensiva sono ricoverate 186 persone. I tamponi finora eseguiti sono 5.589, di cui 3.711 risultati negativi e 336 in fase di analisi.

Rianimatori, mascherine per un paio giorni

Iniziano a “scarseggiare le scorte di mascherine a più alta protezione, utilizzate in particolar modo nelle Terapie intensive, ed in Lombardia le scorte basteranno ancora solo per un paio di giorni”. Lo afferma il presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri (Aaroi-Emac) Alessandro Vergallo, che ha scritto una lettera al presidente della Repubblica. “Si rischia – scrive – di paralizzare o rallentare l’efficacia dell’impegno nel tentativo di salvare il maggior numero di vite umane”.

Nell’attuale emergenza, scrive Vergallo a Mattarella, “il personale sanitario sta dimostrando la propria più totale dedizione. Le scrivo in rappresentanza dei Medici Anestesisti Rianimatori e dell’Emergenza-Urgenza per chiederLe di intervenire a proposito del problema costituito dalle esigue scorte dei dispositivi di protezione individuale, soprattutto di quelli con i livelli di sicurezza più alti, adeguati alla prevenzione dei contagi nelle manovre cliniche più suscettibili di contatto diretto con il virus, quali sono quelle messe in opera sui suddetti pazienti per sostenerne la funzione respiratoria”. Tale problema, prosegue, “che sta diventando in queste ore altrettanto grave rispetto a quelli costituiti della carenza dei posti letto nelle Rianimazioni e dei pochi Anestesisti Rianimatori in grado di gestirli, rischia di paralizzare o quantomeno di rallentare, soprattutto nelle realtà regionali ad oggi maggiormente colpite dalla pandemia, l’efficacia del loro impegno nel tentativo di salvare il maggior numero possibile di vite umane”. Ed ancora: “Ogni giorno abbiamo notizia di Operatori Sanitari contagiati da SARS-CoV-2 durante l’attività lavorativa, ed ogni qualvolta tale contagio viene rilevato, viene meno, tra le fila di chi lo combatte negli Ospedali, una risorsa professionale di preziosa importanza. Nei casi in cui, peraltro, tale contagio fosse eventualmente misconosciuto, in quanto non indagato attraverso l’esecuzione degli appositi tamponi ogni qualvolta utile, si aprirebbero insidiosissime falle nel contenimento della pandemia. Non possiamo accettarlo”. Da qui un “accorato appello” a Mattarella “affinché si trovi la soluzione per renderli disponibili in tutti i Presidi Ospedalieri, anche previa una ricognizione urgente delle loro effettive giacenze ancora di scorta, suddivise per grado di protezione. È necessario tutelare il personale sanitario per garantire la salute di tutti i cittadini”.

Pendolari Vercelli-Milano, orari ci penalizzano

Il Coordinamento Pendolari Vercelli-Milano denuncia la stessa situazione anche per i viaggiatori vercellesi diretti a Torino, per i quali Trenitalia, dopo la riorganizzazione delle tratte, ha lasciato come primo treno utile il Regionale Veloce 2006 delle 8,09. “Sono stati cancellati i RV 2004 delle 7,09 ed il RV 2002 delle 6,09 – sottolineano i portavoce – mentre i treni al di fuori della fascia pendolare sono rimasti. Partendo da Vercelli alle 8,09 è praticamente impossibile arrivare a Torino in ufficio in tempi ragionevoli. Vi chiediamo di valutare una rettifica agli orari anche per questa tratta”

Biella, parcheggi gratuiti e via rette asili

Fra i provvedimenti che il Comune di Biella sta adottando per l’emergenza coronavirus c’è l’annullamento del ticket per i parcheggi a pagamento. La sosta gratuita resterà in vigore fino al 25 marzo in tutta la città. Intanto l’amministrazione ha anche sospeso le rette per asili nido e servizio scuolabus relative al mese di marzo con un’apposita delibera, per andare incontro alle famiglie. Per sostenere le spese, comunque accertate, il Comune è pronto a stanziare una cifra complessiva di 31.194 euro, così suddivisi: 1.794 euro per il trasporto scolastico e 29.400 euro per gli asili nido. Sono 196 gli utenti a cui sarà sospesa la retta dell’asilo nido. Mentre sono 156 quelli delle scuole primarie che riceveranno una sconto sul servizio scuolabus. E’ stato infine annullato il servizio di sanificazione previsto per le vie della città in data odierna a seguito delle comunicazioni emesse dall’Arpa sull’utilizzo di sostanze inquinanti.

L’appello delle case famiglia, aiutateci

I bambini nelle case famiglia e la necessità di fornire loro un’assistenza adeguata nell’era del coronavirus: è un problema che riguarda molte realtà in Italia e tra queste le Associazioni di SOS Villaggi dei Bambini che accolgono circa 500 minorenni in tutta Italia ed impiegano 230 educatori ed operatori. Per tutti sono richieste cautele particolari e servono mezzi e risorse che consentano di portare avanti le loro attività. I Villaggi SOS si trovano a Trento, Vicenza, Saronno, Ostuni, Mantova, Roma e due Programmi SOS a Torino e in Calabria. Attorno a loro si sta stringendo un cordone di solidarietà da tutta Europa, sia con donazioni e azioni concrete (l’Iban è IT95J0306909606100000018291), sia con messaggi o semplici disegni. L’emergenza ha inevitabilmente comportato anche per SOS Villaggi dei Bambini l’adozione, da subito, di tutti i provvedimenti necessari per tutelare la salute dei piccoli, sia quella degli operatori che lavorano e vivono accanto a loro. La loro salute, spiega l’associazione, “viene costantemente monitorata, le indicazioni e le raccomandazioni fornite dalle autorità competenti sono scrupolosamente applicate”. “Con l’attenzione dovuta in modo specifico ai bambini e ai ragazzi, continuiamo a tutelare l’atmosfera familiare che circonda gli ospiti dei Villaggi e Programmi SOS. Gli educatori e gli operatori sono impegnati costantemente nel sensibilizzarli e istruirli sulle regole da mettere in pratica a tutela della salute propria e degli altri membri della comunità”. Una particolare attenzione è riservata agli aspetti psicologici dell’emergenza: “i bambini e i ragazzi sono resi consapevoli e informati nelle modalità adatte alla loro età, sempre comunque confortati e rassicurati”. In linea con i decreti ministeriali, l’attività dei volontari e tirocinanti è stata sospesa, così come le uscite dei ragazzi (salvo nei casi previsti) e le varie attività esterne; sospesi anche gli incontri con i familiari: i colloqui avvengono attraverso videochiamata. In ciascun servizio è stata svolta un’attività informativa a operatori e ragazzi sulle misure precauzionali da adottare. In tutti gli ambienti gel igienizzante e termometri. Riguardo alla sospensione delle attività scolastiche, spiegano dall’Associazione, viene garantita la frequenze delle lezioni a distanza. Insomma, un grande sforzo che richiede risorse per le ore di straordinario del personale, per l’acquisto di materiale sanitario, per i pc e i device necessari a seguire le lezioni “Per garantire tutto questo ai bambini e ragazzi che accogliamo c’è bisogno del sostegno di ognuno di voi”, è l’appello dell’Associazione.

Biella, la mummia ‘social’ educa i bambini

Il Museo del Territorio Biellese ha varato 4 iniziative social che, attraverso approfondimenti, curiosità, giochi e consigli, permetteranno di tenere viva l’attenzione sul Museo nonostante la chiusura, utilizzando l’hashtag #museichiusimuseiaperti. Tra questi un gioco dedicato ai bambini: la Mummia conservata a Biella manderà ai piccoli visitatori 5 consigli per sconfiggere il Coronavirus che dovranno essere tradotti con l’utilizzo di un alfabeto gerogliflico egizio.

200 sanzioni nel Novarese, migliaia di controlli

Sono state quasi 200 le sanzioni elevate dalle forze dell’ordine in tutta la provincia di Novara nei confronti di chi non aveva rispettato il divieto di uscire di casa senza valida motivazione. Migliaia le persone controllate (oltre 2 mila solo venerdì e sabato), centinaia gli esercizi commerciali. A fianco di polizia, carabinieri, guardia di finanza polizia provinciale e delle varie polizie municipali, da giovedì controllano il territorio anche i militari del ‘Nizza Cavalleria’ di stanza a Bellinzago: in azione una cinquantina di unità.

Alessandria; Bonino sospende l’attività

La Bonino spa (automotive, cosmetico, alimentare, assemblaggio, packaging, riempimento) ha cessato ogni attività produttiva e disposto la parziale chiusura da oggi al 20 marzo degli stabilimenti di via Moro e via Einaudi in Alessandria. Nonostante l’adozione dei provvedimenti previsti dal Decreto Ministeriale, e di tutte le precauzioni e le procedure interne previste per garantire la sicurezza dei propri dipendenti si è deciso per la chiusura “per senso civico”. Saranno comunque garantiti i servizi aziendali necessari a sostenere la ripresa delle attività a partire dal 23 marzo, oltre al mantenimento dei rapporti con il mercato. “Confidiamo che questa iniziativa contribuisca attivamente a contrastare la crescita dei casi di contagio da Coronavirus sul nostro territorio e ancor più in generale a livello nazionale – sottolinea in una nota il ceo Alessandro Bonino – augurandoci che l’emergenza rientri quanto prima, nell’interesse della salute e del benessere economico di tutti”.

Coldiretti, Prandini dona sangue e invita a farlo

Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha donato il sangue e invita gli agricoltori italiani a fare la stessa cosa, presentandosi nei laboratori trasfusionali di tutta Italia per dare il proprio contributo. E’ l’iniziativa della confederazione per fare fronte al brusco calo della raccolta sangue causato dall’emergenza Coronavirus, con oltre 1800 persone che hanno bisogno ogni giorno di trasfusioni. “Chiediamo ai nostri agricoltori un ulteriore gesto di partecipazione e solidarietà in un momento difficile per il Paese in cui il sistema sanitario è sotto stress”, spiega Prandini che ha donato il sangue nella sede nazionale della Croce Rossa dove ha incontrato il presidente Francesco Rocca. Il consiglio ai donatori che sono in buona salute e devono aver digiunato da almeno 8 ore, sottolinea la Coldiretti, è di prenotare la donazione telefonando prima al centro di riferimenti; questo per evitare affollamenti degli ambulatori dove vengono prese tutte le precauzioni per evitare contagi prima, durante e dopo la seduta trasfusionale. La donazione di sangue, ricorda la Coldiretti, è tra le situazioni di necessità previste dal DPCM dell’emergenza Coronavirus per giustificare gli spostamenti fuori casa. Per donare il sangue occorre avere fra i 18 e i 65 anni (si scende a 60 se lo si fa per la prima volta), pesare almeno 50 chili e aspettare almeno 90 giorni tra una donazione e l’altra.

Conte, se serve ci sarà nuovo intervento rilancio

“Stiamo rispondendo con un pacchetto di norme che consentiranno alla nostra economia di sostenere i costi imposti dall’emergenza. Siamo pronti, se sarà necessario, a intervenire di nuovo per il rilancio del Paese. Faremo il possibile affinché, anche nella stesura della legge di bilancio, l’Italia possa tornare a correre grazie agli investimenti, al taglio delle tasse, alla semplificazione e all’innovazione. Aiuteremo l’Italia a rialzarsi e sono convinto che ce la faremo”. Lo spiega il premier Giuseppe Conte in un’intervista al Corsera rispondendo a chi gli chiede se, dopo le emergenza, per l’Italia sarà un periodo di “lacrime e sangue”.

Salvini, insensato usare Mes per emergenza

“Apprendiamo dal Financial Times che alla riunione preparatoria dell’Eurogruppo si sarebbe considerata la possibilità di usare il Fondo salva stati (MES) per rispondere all’emergenza Coronavirus. Questa proposta è insensata. La strada corretta per rispondere all’emergenza Covid è un intervento incondizionato della Banca centrale, come annunciato dalla Bce e già praticato dalla Fed”. Cosi’ il leader della Lega, Matteo Salvini. “Le risorse del MES, oltre a essere limitate rispetto a quelle di una banca centrale, che ha capacità illimitata di emettere moneta, sono anche prestate a condizioni molto stringenti: i cosiddetti “memorandum”, che dettano ai Governi nazionali le linee di politica economica. Chiunque chieda di utilizzare il MES nei fatti propone di sottomettere il Paese alla troika approfittando dell’emergenza sanitaria. Se – conclude Salvini – essere in una Unione Economica e Monetaria ci priva della possibilità che altri paesi hanno di ricorrere in condizioni eccezionali alla propria banca centrale, diventa chiaro che l’intero progetto europeo deve essere ripensato ed è attualmente privo di senso”.

Al via assemblea Lega, su tavolo futuro Serie A

E’ in corso l’assemblea della Lega Serie A, con i rappresentanti dei venti club collegati in conference call, come ormai avviene da un paio di settimane per l’emergenza coronavirus. All’ordine del giorno c’è il bando per la vendita dei diritti tv, ma il tema rischia di passare in secondo piano rispetto alla discussione sugli effetti della pandemia sul resto del campionato, attualmente sospeso, così come gli allenamenti delle squadre. La Serie A punta a completare il campionato e per questo, così come la Figc, chiede lo spostamento dell’Europeo in programma a giugno. Il destino del torneo continentale e quello di Champions ed Europa League sarà definito domani, durante la riunione per cui la Uefa ha convocato le 55 federazioni associate, il board dell’Eca (European Club Association) e dell’European Leagues (di cui fa parte anche l’ad della Lega Serie A, Luigi De Siervo) e la Fifpro in rappresentanza dei calciatori.

Confeuro, medici e agricoltori sostengono Italia

C’è un’Italia che non si ferma in questi giorni di emergenza nazionale: al fianco dei medici ci sono anche i lavoratori del settore agricolo che continuano a lavorare per sostenere il Paese, assicurando le indispensabili forniture di beni alimentari alla popolazione. Lo dichiara il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso, nel rilevare come con questa crisi sia riemersa la centralità di due settori essenziali, troppo a lungo trascurati da politiche e decisioni miopi. Tra i risvolti positivi dell’emergenza, Tiso si augura che possa esserci anche la rivalutazione del settore primario. Misure straordinarie come l’innalzamento degli aiuti della Pac 2020 dal 50 al 70%, gli ammortizzatori sociali in deroga e i fondi ad hoc per le aziende più colpite – già sul tavolo del Governo – sono sicuramente positive. Ma nel lungo periodo ancora più importante sarà restituire all’agricoltura la centralità che le spetta nell’agenda politica nazionale ed europea. Confeuro, infine, ricorda , che sono circa 370 mila i braccianti stranieri che mancano all’appello per la produzione nei campi, quasi un terzo delle ore lavoro. Da qui l’appello di Tiso agli agricoltori “chiamati a uno sforzo straordinario per compensare questa mancanza ed evitare che la produzione marcisca in terra, mettendo a rischio le forniture ai mercati; una grande responsabilità sulle nostre spalle che ci spinge ad andare avanti nonostante i rischi per i lavoratori della filiera agroalimentare”.

Università Padova, in Veneto rallenta contagio

In Veneto le politiche sanitarie adottate per contrastare il Coronavirus avrebbero contribuito a rallentare la diffusione del contagio. L’evidenza emerge dall’Unità di Biostatistica, epidemiologia e salute pubblica dell’Università di Padova, che ha messo a confronto i dati dell’infezione con le previsioni al 3 marzo. A partire dal 2 marzo, giorno individuato come “changepoint” nell’andamento epidemico, la curva dei casi previsti è salita più di quella dei casi effettivamente riscontrati: gli ultimi dati disponibili, aggiornati al 12 marzo, hanno evidenziato 1.023 casi osservati contro 1.356 previsti, per una stima di 333 contagi evitati in dieci giorni. Il rallentamento del contagio sulle previsioni equivale a 2,4 giorni “guadagnati”, e fino al 12 marzo ha fatto registrare 15,91 casi al giorno in meno del previsto (il record risale al 6 marzo, quando la differenza tra previsioni e dati osservati era di 40 casi al giorno). Lo studio, pubblicato anche in rete per monitorare il possibile effetto delle politiche sanitarie in Veneto, riporta anche i numeri aggiornati delle persone decedute, guarite, in isolamento domiciliare, ricoverate con sintomi e in terapia intensiva a livello nazionale, regionale e provinciale.

Pd, da Lavazza bell’esempio di solidarietà

“La scelta del gruppo Lavazza di destinare importanti risorse, sotto forma di donazione, alla sanità pubblica della Regione Piemonte costituisce un esempio da sottolineare e da enfatizzare. Essa si inserisce in un panorama nel quale, di fronte alla drammatica emergenza che stiamo vivendo, sono moltissime le iniziative di solidarietà concreta e di sostegno arrivo che si stanno moltiplicando sui territori per iniziativa di fondazioni, imprese, associazioni, realtà filantropiche e semplici cittadini”. Lo dichiarano in una nota i deputati democratici Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio, e Franco Vazio, vicepresidente della commissione giustizia della Camera “Un grande sforzo di solidarietà e di comunità che vogliamo ringraziare ed apprezzare, e che va ben oltre il già significativo valore economico per descrivere quel percorso di senso civico e di responsabilità collettiva che sarà alla base della vittoria contro il Coronavirus”, concludono.

Uncem, siamo con Poste nessuna polemica

Uncem “sta con Poste italiane e con i suoi dipendenti. Sappiamo che migliaia di portalettere garantiscono i servizi mettendo a repentaglio la loro sicurezza. Quindi ci ha sorpreso non poco, negli ultimi giorni, l’attacco a Poste Italiane accusata da alcuni amministratori locali di aver chiuso a giorni alterni, o comunque temporaneamente, alcuni uffici postali sui territori”. Lo afferma il presidente nazionale dell’associazione dei comuni montani, Marco Bussone. “Le rimodulazioni ci sono state, ci sono. Ma non ne siamo affatto stupiti. – spiega Bussone – Anzi. Uncem ha confermato ieri all’ad Del Fante, alla presidente Farina, al vicedirettore Lasco la massima collaborazione anche in questa fase complessa. Uncem sta con i dipendenti che hanno chiesto e ottenuto tutele. Ridurre gli orari degli uffici va di pari passo con la necessità di ‘stare a casa’, nonché di utilizzare il meno possibile i servizi degli sportelli aperti. La pensione – aggiunge il presidente Uncem – si può ritirare nei giorni di apertura garantiti, concordati da Poste con il Governo e con i Prefetti. Tutte le altre operazioni si possono fare on line. O posticipare. Nessuna polemica dunque. ”

M5s, subito protocollo strutture psichiatriche

La capogruppo M5s in Regione Francesca Frediani, con i consiglieri Giorgio Bertola e Sean Sacco, segnala le “elevate possibilità di contagio” corse dalla strutture psichiatriche piemontesi a causa del Coronavirus, chiedendo che venga subito stilato un protocollo per affrontare la situazione. “Le strutture residenziali psichiatriche del Piemonte – affermano i pentastellati – stanno attraversando un momento di estrema difficoltà, e le possibilità di contagio sono decisamente elevate. C’è la necessità di monitorare meglio le uscite dei pazienti, e gli operatori sono spesso privi di dispositivi di protezione individuale”. “Prima che la situazione si complichi ulteriormente – aggiungono – è necessario che la Giunta regionale incontri le rappresentanze del settore per definire un protocollo finalizzato a gestire eventuali casi di pazienti positivi, e le relative strutture ospitanti. Il confronto deve servire anche per definire una modalità di supporto ai tanti pazienti che non ricevono più alcun tipo di assistenza al proprio domicilio”. “La Giunta – sostengono – ha il dovere di dare una risposta prima che si apra un ennesimo fronte in una situazione già di per sé molto grave”.

Positivo vigile di Tortona, sanificazione Comando

C’è un caso di coronavirus al comando della Polizia Municipale di Tortona. Si tratta di un agente, ricoverato all’ospedale di Novi Ligure. Altri colleghi sono stati sottoposti questa mattina al test. Nel pomeriggio inizierà invece la sanificazione dei locali di via Anselmi. Il servizio di Polizia Municipale continua, seppur in forma ridotta, grazie all’impegno degli agenti rimasti a disposizione che hanno ribadito la volontà di proseguire il loro lavoro a supporto della comunità tortonese. “Il loro lavoro – sottolinea il sindaco Federico Chiodi – è indispensabile, proprio ora, per tutta la nostra comunità. Al personale attualmente in malattia va tutta la mia solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione”.

Unaproa, sostenere l’ortofrutta in 4 mosse

Quattro mosse da mettere in campo con urgenza per sostenere le Organizzazioni dei produttori (Op) dell’ortofrutta, in prima linea nell’assicurare l’approvvigionamento alla distribuzione e a tutti i consumatori. Lo fa sapere l’Unaproa, l’Unione nazionale tra le Organizzazioni dei produttori ortofrutticoli, agrumari e di frutta in guscio, che ha scritto alla ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova, indicando una vera e propria strategia di filiera, che va dalla commercializzazione ai programmi di gestione. Prevedere interventi straordinari, come quelli adottati a livello comunitario per l’emergenza sanitaria da Escherichia Coli, per aiutare a ridurre l’impatto negativo subìto dalle esportazioni italiane e riconquistare un’immagine positiva verso mercati esteri e la relativa clientela. A fronte delle difficoltà nel reperire la manodopera nei campi, prevedere misure a sostegno del comparto almeno nelle prime fasi di messa a regime delle misure che saranno varate. Attivare tutti gli strumenti finanziari e creditizi agevolati per l’attività istituzionale e commerciale delle Op. Adottare misure più snelle per la verifica amministrativa delle rendicontazioni e dei controlli in campo dei Programmi operativi 2019. “La tempestiva adozione delle nostre proposte – fa sapere Felice Poli, legale rappresentante di Unaproa – risulterà tanto più efficace in vista dell’allargamento della crisi anche ad altri paesi dell’Unione Europea.

Pendolari Vercelli-Milano, orari ci penalizzano

Protesta il Coordinamento Pendolari Vercelli-Milano dopo la riorganizzazione dei treni sulla tratta regionale Torino-Milano, dovuto all’emergenza sanitaria in corso. Oggetto delle lamentele, la decisione di Trenitalia di mantenere come primo treno utile per Milano, da Vercelli, il Regionale Veloce 2005 delle 7,49. “In questa fase di emergenza – dicono i portavoce del Coordinamento – chi è costretto a prendere il treno lo fa quasi esclusivamente per esigenze lavorative. La scelta di Trenitalia di cancellare tutti i treni prima delle 7,49 danneggia chi deve raggiungere il posto di lavoro a un determinato orario. Ancora una volta gli unici ad essere penalizzati sono i lavoratori pendolari, dato che l’orario ufficiale sul sito Trenitalia indica come gli altri treni della giornata fuori dall’orario pendolare sono stati mantenuti”. La richiesta del Comitato all’assessore regionale Gabusi e alla direzione Trenitalia è di spostare il primo treno utile da Vercelli per Milano alle 6,29, o in alternativa alle 6,49.

Ore 12

Circolo lettori, Dizionario dei tempi incerti

Parole come contagio, assalto, limite, casa, supermercato, attesa, opportunità, code, epidemia, fermarsi, fiducia, speranza, paura, ansia, regola, distanza, allarme, misura, contatto, rischio, sicurezza, speranza, fuga, assalto, emergenza, pazienza, deserto, panico, studio, tempo. Sta per partire sui social del Circolo dei lettori il Dizionario dei tempi incerti, una collezione di parole scelte da filosofi, filologi, storici, antropologi e scrittori, tra quelle che riempiono pagine di giornali, miriadi di chat e trasmissioni televisive, bisbigliate o urlate in questi tempi incerti. La Fondazione Circolo dei lettori ne ha chiesto la definizione ai protagonisti e alle protagoniste delle rassegne autunnali, Torino Spiritualità e Festival del Classico. Tante le iniziative digitali del Circolo dei Lettori, che per le misure legate al l’emergenza Coronavirus ha chiuso le sedi di Torino e Novara: un format video in cui scrittori e scrittrici consigliano la propria lista di ‘beni primari culturali’, passatempi letterari con cruciverba e rompicapi, ‘chicche letterarie’ con libri dimenticati da riscoprire o classici che non si è avuto il tempo di leggere.

Opere Malosti in podcast per abbonati Tpe

Con i teatri chiusi per il Coronavirus, il Tpe offre ai suoi abbonati in podcast tre adattamenti radiofonici realizzati dal direttore Valter Malosti per Rai Radio3. Sono ‘Le amare lacrime di Petra von Kant’ di di Rainer Werner Fassbinder, La governante di Vitaliano Brancati, e ‘Madama Butterfly’ di David Henry Hwang. Potranno essere ascoltati ogni martedì per tre settimane, il 17, 24, e 31 marzo, ai link che saranno indicati dal Teatro via mail e Whatsapp. Malosti li ha realizzati e diretti rispettivamente nel 2005, 2006 e 2008, con la cura della produzione di Laura Palmieri e interpreti del calibro di Laura Marinoni, Giuliana Lojodice, Pino Caruso, Ennio Fantastichini, Mauro Avogadro, Eva Robin’s, Giovanni Moretti, Cecilia Dazzi, Michele Di Mauro, Ninni Bruschetta, Vincenzo Pirrotta, Irene Ivaldi.

Sindaco ‘Domo’, frontalieri rischiano la salute

”Non c’è bisogno di essere un medico per capire che il diverso approccio alle misure precauzionali che vediamo ancora ad oggi tra Italia e Svizzera è elemento di rischio per la salute dei nostri frontalieri, delle loro famiglie e anche dell’intera nostra comunità”. E’ la preoccupazione espressa dal sindaco di Domodossola (VCO), Lucio Pizzi che, come prima cittadino di una città di confine, interviene dopo le preoccupazioni di molti frontalieri che lavorano in Svizzera. ”Mi immedesimo nelle loro preoccupazioni – afferma Pizzi – sono esposti al rischio di un continuo via vai e di ripetuti contatti in un momento in cui non ci sentiamo dire altro che di restare a casa e di mantenere le distanze interpersonali. Non è possibile accettare che ci siano dei lavoratori quasi costretti a scegliere tra il mantenimento dell’impiego e la tutela della salute. Mi unisco all’accorato appello del presidente della Provincia del Vco per chiedere ai parlamentari del nostro territorio e al governatore della Regione Piemonte affinché si riesca a trovare subito una soluzione sicura e dignitosa anche per i nostri frontalieri”.

‘Sono malato e vengo da Lodi’, arrestato

Un uomo di 30 anni è stato arrestato dai carabinieri per resistenza a pubblico ufficiale, per essersi rifiutato di mostrare i documenti e aver finto la tosse affermando “ho il Coronavirus e sono di Lodi”, durante un controllo ieri a Cuvio (Varese). L’uomo, operaio di nazionalità rumena e residente nel lodigiano, è stato fermato domenica pomeriggio mentre era in auto con la moglie in un parcheggio, davanti alla caserma dei carabinieri. Quando i militari hanno chiesto alla coppia i documenti il 30enne si è rifiutato, presumibilmente ubriaco, dicendo di dover far rientro a Lodi per andare a trovare un parente malato e di essere a sua volta positivo al virus.

Pd, da Lavazza bell’esempio di solidarietà

“La scelta del gruppo Lavazza di destinare importanti risorse sotto forma di donazione alla sanità pubblica della Regione Piemonte costituisce un esempio da sottolineare”. Lo affermano i deputati Dem Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio, e Franco Vazio, vicepresidente della Commissione giustizia della Camera. “Tale scelta si inserisce in un panorama nel quale, di fronte alla drammatica emergenza che stiamo vivendo – rimarcano gli esponenti del Pd – moltissime iniziative di solidarietà e di sostegno si stanno moltiplicando sui territori per iniziativa di fondazioni, imprese, associazioni, realtà filantropiche e cittadini. Un grande sforzo di solidarietà e di comunità che vogliamo ringraziare, e che va ben oltre il già significativo valore economico, dimostrando quel senso civico e di responsabilità collettiva che sarà alla base della vittoria contro il Coronavirus”.

Gelmini, no polemiche ma governo faccia presto

“A mezzogiorno di lunedì 16 marzo, dopo numerosi rinvii del Consiglio dei Ministri, il decreto economico per l’emergenza coronavirus, ancora non c’è. E già di per sé questo dice molto: da inizio febbraio abbiamo chiesto al Governo di pensare alle conseguenze sistemiche della crisi e, nel giorno delle scadenze fiscali – al momento rinviate a mezzo comunicato stampa – ancora non si hanno certezze”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Non vogliamo fare polemica, attenderemo il testo definitivo: nelle bozze che circolano ci sono misure corrette e molte omissioni. Allo stato lo stanziamento per gli autonomi è decisamente insufficiente, così come manca quel riconoscimento al personale medico e paramedico che Forza Italia ha chiesto a gran voce. Per le locazioni commerciali la misura è completamente sbagliata e inutile, mentre si è agito con eccessiva timidezza sul fronte del rinvio delle scadenze fiscali. Tuttavia ora è necessario fare presto: il Paese attende risposte. Per fare bene ci batteremo costruttivamente in Parlamento”.

Da Osservatorio malattie rare 25 esperti online

L’Osservatorio Malattie Rare (Omar) mette a disposizione online il supporto di 25 esperti per rispondere alle domande sul nuovo coronavirus. Il servizio è sia per chi ha una malattia rara che per chi non ne è affetto. Tra gli specialisti che risponderanno ai quesiti virologi, epidemiologi, immunologi, igienisti ed esperti di medicina preventiva, pediatri, metabolisti, epatologi, neurologi, nefrologi e pneumologi, ma anche esperti di diritto – come quelli dello ‘sportello legale’ di OMaR, che hanno tutti dato gratuitamente la loro disponibilità a svolgere il servizio. Dai professori Roberto Burioni e Pier Luigi Lopalco, passando per clinici che si occupano di malattie rare, come il professor Dario Cocito, il dottor Alessio Gerussi, e i professori Pietro Invernizzi e Maurizio Scarpa. Per poter usufruire del servizio, in modo completamente gratuito, è sufficiente recarsi allapagina de “L’esperto risponde” dedicata al tema “Malattie rare e Coronavirus”, seguire le istruzioni riportate e inviare il proprio quesito compilando l’apposita scheda. La risposta, poi, sarà pubblicata direttamente online, nella stessa pagina. “Per permettere ai clinici di evadere tutte le risposte – evidenzia il direttore di Omar, Ilaria Ciancaleoni Bartoli – ci appelliamo al buon senso di tutti: meglio leggere prima le risposte già date, per verificare se si possa così avere già una soluzione al proprio quesito, e cercare di fare domande brevi e chiare”.

Iv, nel dl servono più tutele ad autonomi

Italia viva chiede “più tutele per gli autonomi, liberi professionisti, ditte individuali, coloro che tradizionalmente sono più sprovvisti di tutele. Le partite Iva non sono lavoratori di serie B”. Lo dichiarano fonti di Italia viva, spiegando che la richiesta di rafforzare le tutele per gli autonomi nel decreto con le misure sul Coronavirus è stata ribadita prima del Consiglio dei ministri.

Ciechi e ipovedenti, 2 mln a rischio isolamento

Oltre 360mila mila ciechi assoluti e oltre un milione e mezzo di ipovedenti e pluridisabili, insieme alle famiglie, rischiano l’isolamento a causa della mancanza di volontari e altre figure di supporto fondamentali, per l’emergenza legata al nuovo coronavirus. A lanciare l’allarme è l’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici). “Si tratta di persone – scrive in una nota l’Uici – in grande difficoltà perché la disabilità non consente loro di rispettare sempre la distanza di sicurezza dagli altri e perché costrette a un autoconfinamento a casa, prive di assistenza di volontari a supporto”. “Come se non bastasse – si legge ancora – in molti casi, sono impossibilitate a svolgere lavoro da casa e lamentano problematiche di mobilità per recarsi sul posto di lavoro, sia per la notevole carenza di accompagnatori, sia perché a quest’ultimi, quando ci sono, viene spesso negato l’ingresso nei luoghi da raggiungere insieme alla persona accompagnata”. “E’indispensabile – evidenzia l’Uici – che venga garantita l’assistenza domiciliare per sopperire alle necessità di spesa, farmaci, cure o accompagnamento al lavoro (dove non c’è possibilità di lavorare da casa). Le misure in parte previste nel Decreto-legge 14/2020 debbono essere rafforzate e rese obbligatorie, stabilendo il dovere, e non la facoltà per gli enti locali di fornire assistenza e supporto alle persone in condizione di disabilità”. “Le emergenze sanitarie richiedono misure drastiche – evidenzia il presidente Uici Mario Barbuto – ma sentiamo il dovere di porre in evidenza le criticità e metterci a disposizione delle Istituzioni per individuare insieme soluzioni”. Secondo Uici “sarebbe decisivo istituire un’unità di coordinamento permanente, d’intesa con le associazioni, deputata alla gestione quotidiana e identificazione dei bisogni delle persone con disabilità. Altrettanto fondamentale lo stanziamento di risorse dedicate sia per le associazioni sia per voucher erogati dallo Stato dei quali fruire per il necessario supporto dei volontari che oggi mancano”.

Lega, impegno aziende fa riscoprire orgoglio

Nell’emergenza causata dal Coronarivus, “l’impegno delle aziende piemontesi fa riscoprire l’orgoglio italiano”. Lo affermano i senatori della Lega eletti in Piemonte Giorgio Maria Bergesio, Marzia Casolati, Roberta Ferrero, Enrico Montani e Cesare Pianasso. “Mancano – rimarcano gli esponenti leghisti – i dispositivi di protezione, e mentre aspettiamo che il Governo ne fornisca a tutti coloro che rischiano la vita e le mascherine acquistate dall’Italia vengono bloccate alle frontiere da altri Paesi, ci sono aziende familiari italiane che si rimboccano le maniche al servizio del Paese. Come il gruppo Miroglio, che per supplire a questa emergenza ha riconvertito l’azienda alla produzione di mascherine. Un ringraziamento anche a Lavazza, che ha donato 10 milioni a progetti di sostegno a sanità, scuola e fasce deboli della Regione Piemonte”. “Sono segnali concreti – aggiungo – che ci fanno riscoprire l’orgoglio di essere piemontesi e italiani. Per non vanificare questi sforzi, invitiamo i piemontesi a restare a casa, l’unica soluzione possibile per contenere il contagio”.

Casale, lumini e drappi bianchi per S.Giuseppe

Casale Monferrato adegua una delle feste più sentite in città, San Giuseppe, ai tempi del Coronavirus. Giovedì 19 marzo, dalle 21, il vescovo Gianni Sacchi invita alla preghiera con la recita del Rosario. “E’ un momento difficile per tutti e abbiamo bisogno di sentirci uniti tra noi e confortati dalla presenza materna di Maria con il suo sposo San Giuseppe”. Oltre al suono delle campane di tutte le chiese, viene fatta richiesta a famiglie e parroci di esporre alle finestre lumini e drappi bianchi in segno di festa e partecipazione. Lo stesso monsignor Sacchi reciterà la preghiera mariana in Cattedrale, davanti alla statua della Madonna dell’Abbandono (diffusa in diretta su Telemorano Po). “Il Signore ascolti la nostra preghiera e infonda in tutti noi luce, forza e coraggio per superare le grandi difficoltà e sofferenze che stiamo attraversando”.

Il 30% dei decessi è avvenuto in Italia

Tre decessi su 10 con diagnosi di Covid-19 sono avvenuti in Italia: le 1.809 persone decedute nel nostro paese rappresentano infatti il 29,5% delle oltre 6.100 segnalate a livello mondiale. E’ quanto si apprende nell’aggiornamento “Coronavirus: quello che c’è da sapere”, pubblicato dall’Istituto Spallanzani il 15 marzo, e basato su dati dello European Centre for Disease Prevention and Control e della Protezione Civile. Siamo secondi solo alla Cina, con il 52,3% dei decessi (percentuale in diminuzione), ovvero 3.203. Dopo di noi l’Iran (10% di decessi) e la Spagna (2,2%).

Banca Sella, piattaforma kit per vendere online

Per dare modo ai piccoli negozi, chiusi per l’emergenza coronavirus, di continuare a svolgere l’attività e sperimentare le potenzialità dell’e-commerce, Banca Sella lancia una campagna a supporto di famiglie e imprese che in questi giorni stanno affrontando la crisi dovuta alla chiusura di tutte le attività commerciali. L’istituto promuove l’idea della startup biellese Vidra, nata nel centro d’innovazione Sellalab, che ha attivato una piattaforma dedicata all’e-commerce che integra in un unico “kit” uno strumento per la creazione di un sito internet, la vendita e la spedizione dei prodotti e che quindi può essere facilmente e rapidamente adottato anche da quei negozi di qualsiasi genere che fino ad ora non avevano mai pensato di svolgere la propria attività sul web.

Fim Torino, da Fca risposta a richieste lavoratori

“La decisione di Fca di sospendere temporaneamente l’attività produttiva negli stabilimenti del polo produttivo, è una prima risposta alle istanze di sicurezza poste dal sindacato unitamente ai lavoratori”. Lo afferma Davide Provenzano, segretario generale Fim Cisl Torino e Canave. “In questi giorni molte aziende nel nostro territorio hanno deciso di chiudere per adeguarsi al protocollo firmato da Cgil, Cisl e Uil e il Governo. Non ci sono precedenti simili nella storia recente, le aziende devono avere la piena consapevolezza che la salvaguardia della salute dei propri dipendenti è la vera forza da tutelare per ripartire non appena questa grave pandemia sarà finita”.

Polo del ‘900, online storici e scrittori

Il Polo del ‘900 di Torino e i 22 enti partner da domani lanciano un programma di appuntamenti online per rispondere alla chiusura dei luoghi di cultura. Sono stati coinvolti lo storico Giovanni De Luna che parlerà della voglia di vivere dei torinesi attraverso la storia della seconda guerra mondiale e lo scrittore Carlo Greppi, partendo dal suo libro La storia sei tu, ma anche insegnanti che attraverso il sito internet potranno chiedere agli archivisti e studiosi del Polo approfondimenti e lezioni a sostegno della didattica online. Per Alessandro Bollo, direttore del Polo, “potenziare questi nuovi approcci rappresenta un’opportunità per il mondo della cultura di cui si potrà beneficiare anche in futuro”.

Sindacati, rischi per lavoratori farmaceutico

Con il decreto “Cura Italia”, nei contenuti così come diffusi sotto forma di bozze, si mette a rischio la sicurezza dei lavoratori del settore farmaceutico. La denuncia arriva dai sindacati di categoria, Filctem Cgil (Federazione italiana dei lavoratori della chimica, tessili, dell’energia e delle manifatture), Femca Cisl (Federazione Energia, Moda, Chimica e Affini), Uiltec Uil (Unione italiana lavoratori del tessile, energia e chimica). “Anche per i lavoratori del settore farmaceutico, dei dispositivi medici, della ricerca e della filiera integrata dei subfornitori- scrivono in una nota i sindacati- devono valere le misure previste dal protocollosicurezza. L’articolo 14 della bozza di decreto “Cura Italia” impedisce ai lavoratori di questo settore la possibilità di essere in quarantena qualora venissero a contatto con un soggetto positivo, anche un familiare. Di fatto, la loro assenza al lavoro verrebbe giustificata esclusivamente se si ammalano loro stessi”. “Sarebbero gli unici in Italia – proseguono i tre segretari generali dei sindacati, Marco Falcinelli, Nora Garofalo, Paolo Pirani-nessuno è sottoposto a tali restrizioni nemmeno il personale medico e dell’ordine pubblico, è inaccettabile. Una lesione del loro diritto individuale alla salute, ma anche di quel diritto collettivo che è stato al centro di tutti i provvedimenti finora intrapresi dal Governo”. “Una norma così congegnata – e’ la conclusione – avrebbe l’effetto di favorire il contagio all’interno delle aziende”.

Cdm non ancora iniziato, ultime limature dl

Non è ancora iniziato il Consiglio dei ministri sul decreto “cura Italia” previsto questa mattina alle 10. Alcuni ministri, dal titolare del Sud Peppe Provenzano al ministro per gli Affari Ue Enzo Amendola, sono già arrivati a Palazzo Chigi e il governo in queste ultimissime ore sta limando il testo del decreto definitivo tenendo conto – come è stato fatto già nel corso della giornata di ieri – di tutte le proposte arrivate non solo dai vari dicasteri ma anche dalle opposizioni. Il Consiglio dei ministri, in ogni caso, non vedrà tutti i ministri fisicamente presenti attorno al tavolo di Palazzo Chigi: per ragioni di sicurezza qualcuno di loro si collegherà in videoconferenza con la riunione.

Sindacato, oltre 2mila sanitari contagiati

Superata la quota di 2mila operatori sanitari, tra medici e infermieri, contagiati dal nuovo coronavirus. Lo afferma all’ANSA Carlo Palermo, segretario nazionale del maggiore dei sindacati dei medici ospedalieri, l’Anaao-Assomed. La stima, precisa, “si riferisce complessivamente a medici ospedalieri, medici di famiglia, infermieri e operatori sanitari”. E’ “un numero spaventoso e tale situazione mette purtroppo in ulteriore difficoltà le strutture sanitarie”.

Ore 11

Sindaci Vco a Conte, tutelare salute frontalieri

Anche i sindaci del Verbano Cusio Ossola, dopo l’appello del presidente della Provincia, scrivono al premier Giuseppe Conte per la situazione dei frontalieri che lavorano in Svizzera. ”Tantissimi frontalieri ci stanno contattando preoccupati per la loro salute alla luce delle misure attuate dal Canton Ticino – scrivono i sindaci -, in special modo per quelle non prese”. Chiedono che le autorità italiane e svizzere decidano azioni coordinate per fronteggiare l’emergenza e tutelare la salute dei frontalieri e delle loro famiglie. Troppo diversi i provvedimenti attuati per il contenimento del Covid19 da parte delle autorità elvetiche. ”I datori di lavoro ticinesi – dicono – hanno imposto ai frontalieri di trasferirsi al di là del Confine. Abbiano notizie di stanze d’albergo dove far dormire colleghi tra di loro, nonché di dormitori improvvisati sul posto di lavoro, non curandosi quindi della regola che faticosamente in Italia stiamo facendo rispettare di non promiscuità nei rapporti sociali al di fuori dei propri familiari. Molti valichi doganali minori inoltre sono chiusi da giorni con il risultato di creare code lunghe chilometri nei valichi principali, per noi a Cannobio, costringendo i nostri cittadini ad affrontare ore fermi in automobile alla frontiera, con il pretesto di eseguire maggiori controlli di sicurezza. Le forze di polizia svizzera non eseguono alcun controllo sanitario, bensì chiedono semplicemente i documenti senza l’utilizzo di mascherine o di altri dispositivi di protezione individuale. Qualsiasi sforzo compiuto dai nostri Comuni e dai nostri concittadini – concludono – rischia di essere inutile se queste migliaia di frontalieri del VCO non verranno tutelati nei loro diritti dallo Stato Italiano e dalla Confederazione Elvetica”.

Con contenimento in Cina export casi -70%

Le misure di contenimento messe in atto in Cina a Gennaio (con restrizioni sui voli internazionali e chiusura completa di Wuhan e altre zone della provincia di Hubei) hanno ridotto di oltre il 70% i casi di COVID-19 esportati (779 casi in più sarebbero stati esportati, altrimenti, entro la metà di febbraio). Inoltre hanno ridotto il tasso giornaliero di esportazione del coronavirus di oltre l’80% durante le prime 3 settimane e mezzo di contenimento. Ma hanno potuto solo ritardare la diffusione del COVID-19. È quanto emerso da uno studio sull’impatto delle misure di contenimento del Covid-19 in Cina, pubblicato sulla rivista Pnas. Il lavoro è stato condotto da Alison Galvani, della Yale School of Public Health a New Haven. Cionondimeno si stima che quasi due casi esportati su tre fossero pre-sintomatici al momento del loro arrivo al paese di destinazione, e ciò ha limitato notevolmente l’efficacia delle misure di screening messe in atto negli aeroporti. Secondo gli autori, dunque, le misure di contenimento in sé hanno solo contribuito a ritardare la diffusione del COVID-19, mentre per contenere l’espandersi dell’epidemia sarebbero state più efficaci altre misure come la tracciatura rapida dei contatti, l’auto-isolamento da parte dei viaggiatori e il riferire su base volontaria di essere stati potenzialmente esposti al virus.

Confagri, spesa come dicembre per corsa scorte

L’effetto scorte alimentari degli italiani registrate a febbraio e marzo porteranno gli indici degli acquisti ad avere un’impennata simile a quella di dicembre; e questo vale per la grande distribuzione come anche per i negozi di piccole superfici. A crescere sono anche le vendite tramite commercio elettronico se confrontati con i primi due mesi del 2019, ma che non raggiungeranno quelle di dicembre. Lo rende noto l’Ufficio studi di Confagricoltura, stilando il primo rapporto sulle nuove abitudini di spesa degli italiani a causa dell’emergenza coronavirus. Scorte, precisa, che saranno consumate nei prossimi mesi, portando gli indici degli acquisti a diminuire tendenzialmente nei mesi di aprile e maggio 2020, rispetto agli stessi mesi del 2019. Secondo l’Ufficio studi, sulla base di dati Nielsen, i prodotti più richiesti sono quelli a lunga scadenza facilmente conservabili, come riso (+33%), pasta (25%), scatolame (+29%), derivati del pomodoro (+22%), sughi e salse (+19%). Le industrie conserviere hanno dovuto modificare il proprio programma di consegne della merce, aumentando del 30% le vendite a febbraio e del 100% nel mese di marzo. Gli agricoltori, fa sapere Confagricoltura, stanno lavorando e continueranno a farlo per produrre e fornire con regolarità prodotti freschi e materie prime indispensabili per l’industria agroalimentare. “Siamo orgogliosi di questo ruolo”, afferma il presidente dell’organizzazione agricola, Massimiliano Giansanti, evidenziando, come primo elemento di cambiamento, la chiusura degli esercizi di ristorazione a fronte di un aumento di provviste per far fronte alla quarantena imposta dal governo.

Api, un sito per aiutare le imprese sulle norme

Api Torino apre un sito internet interamente dedicato alle informazioni e alle misure necessarie per affrontare l’emergenza Covid-19. Il sito – www.supportoemergenzepmi.org – è aperto a tutte le imprese e a tutti i cittadini che necessitano di notizie chiare e affidabili sulla situazione. “Fin dai primi momenti dell’emergenza – dice Corrado Alberto, presidente dell’associazione delle pmi – abbiamo organizzato un tavolo di crisi dedicato alle imprese e abbiamo iniziato a inviare ai nostri associati tutte le informazioni necessarie. Adesso con un sito dedicato vogliamo incrementare la nostra azione di aiuto e supporto alle aziende”. Nel sito confluiscono tutte le informazioni prodotte da Api per spiegare i provvedimenti emanati dal Governo suddivise per argomento (prevenzione e sicurezza, lavoro, credito, fisco, formazione), sono contenuti i numeri di emergenza, i link ai siti istituzionali oltre che tutti i documenti ufficiali. Siamo convinti che il Paese supererà questo momento, ma dobbiamo lavorare tutti insieme per fare in modo che l’emergenza venga affrontata correttamente e che l’economia e la produzione possano presto riprendere a pieno ritmo. Da parte nostra, oltre a dare un supporto immediato alle pmi, abbiamo scelto di mettere a disposizione di tutta la comunità economica la nostra esperienza e le nostre capacità”.

Cgil Vercelli Valsesia, è bollettino di guerra

“La scelta di dedicare al Ss. Pietro e Paolo di Borgosesia dei posto letto per affrontare la pandemia covid-19 è improvvisata: manifestiamo una certa preoccupazione dovuta a un sistema di areazione interna non appropriato e per l’assenza di una vera rianimazione”. La denuncia arriva dalla Cgil Vercelli Valsesia a proposito della scelta dell’Asl di adibire alcune postazioni del presidio valsesiano per la cura dei pazienti affetti da coronavirus. Dalla sigla sindacale, inoltre, avvertono che ci sono state fin da subito grida d’allarme: “Dalla carenza delle mascherine – dicono – ai turni di lavoro massacranti. Unico risultato, solo grandi e inutili annunci a tutti i livelli. E’ vero, l’emergenza è mondiale, ma sono troppe le mancanze di chi doveva e deve fare a livello nazionale, regionale, locale. I disposItivi di protezione dovevano essere già presenti anzitempo. L’atteggiamento minimalista assunto da più parti ha reso la situazione ulteriormente grave”. Dalla Cgil concludono: “Chiediamo a tutta la comunità vercellese che ci aiuti nel sostenere le nostre battaglie, non solo contro il virus, ma per lavorare in sicurezza, per il bene dei pazienti, degli operatori sanitari e dell’intera comunità”.

Ronzulli (Fi), bene sforzi per curare Rebecca

“Ieri ho sentito i ministri Di Maio e Speranza per sollecitare una rapida soluzione all’assurda situazione di Rebecca, la quattordicenne residente in provincia di Torino che necessita di cure urgenti a Friburgo”. Così, in una nota, la presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Licia Ronzulli. “Dopo una prima fase di incertezza nei giorni scorsi – aggiunge -, dovuta alle limitazioni imposte dall’emergenza Coronavirus, sono stati attivati i canali diplomatici e la mamma della piccola già questa mattina è stata contattata dal Consolato italiano a Friburgo che a sua volta sentirà l’ospedale tedesco per concordare tempi e modalità delle cure per Rebecca. Continuerò a monitorare la situazione e a tenermi in contatto sia con la madre della ragazza che con il governo per assicurarmi che gli sforzi italiani per garantire queste cure in Germania vadano a buon fine. Esigenze come quelle di Rebecca non possono conoscere colore politico o frontiere geografiche, neanche in questa fase emergenziale e sono fiduciosa che, grazie al contributo di tutti quanti si sono dati da fare, presto la giovane sarà a Friburgo per le terapie di cui necessita. Avremmo scritto – conclude Ronzulli – una bella pagina in questa fase di crisi che spaventa il mondo intero”.

Medici Anaao, esposto per carenza protezioni

Il maggiore sindacato dei medici ospedalieri, l’Anaao-Assomed, ha presentato in Piemonte un esposto alla magistratura e alla Direzione provinciale del lavoro in merito alla “perdurante mancanza di Dispositivi di protezione individuale Dpi per il personale medico-sanitario”. Lo afferma all’ANSA il segretario nazionale del sindacato, Carlo Palermo. La “carenza di Dpi – sottolinea – continua a riscontrarsi in varie realtà sul territorio ed è inaccettabile. E’ una questione di rilievo penale”.

Cairo, più forti se ci adatteremo velocemente

Urbano Cairo, presidente del Torino calcio e di Rcs, prende in prestito una frase di Gandhi per guardare al futuro e lancia un messaggio di speranza sul proprio profilo Instagram. “La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia”, scrive sui social. “E di pioggia ne scenderà tanta… Ma se sapremo adattarci velocemente a questa nuova situazione ne usciremo molto più forti”, aggiunge Cairo.

Politecnico Torino, 24.000 a lezione online

Più di 24.000 studenti collegati, anche da Paesi lontani come Colombia e Brasile nonostante il fuso orario, 700 docenti, fino a 110 corsi disponibili in contemporanea anche con oltre 300 studenti connessi per classe, laboratori informatici virtuali. “Il Politecnico di Torino è un ateneo digitale, tra i più avanzati al mondo nell’erogazione di contenuti didattici online, al pari di università come Harvard e Mit che stanno sperimentando in questo periodo attività simili alle nostre”, sottolinea il rettore Guido Saracco. “L’emergenza ci ha costretti ha mettere in piedi – spiega Saracco – un servizio estremamente complesso in pochi giorni, grazie a un lavoro incredibile dei nostri tecnici, all’adesione di tutto il corpo docente e alla pazienza degli studenti che possono interagire in chat in diretta con i docenti. Stiamo facendo esami e sedute di laurea concordando la massima flessibilità. Cerchiamo di virtualizzate tutto grazie a un software open source che abbiamo adattato alle nostre esigenze”. Il Politecnico si sta attrezzando anche per i test d’ingresso (uno era previsto domani) per il prossimo anno accademico: “in questo caso ci sono più difficoltà perché bisogna essere sicuri che non si bari. Ci sono società che ci stanno offrendo prodotti con telecamere che riprendono tutta la stanza, ma vedremo. E’ meno urgente”, dice Saracco che annuncia il rinvio a maggio della rata in scadenza a fine mese. “E’ un passo avanti epocale sulla digitalizzazione della didattica, ci troveremo tra le mani al termine di questa emergenza uno strumento unico”.

Reale Group, 5 milioni per emergenza

Reale Group stanzia 5 milioni di euro per contribuire alle necessità delle strutture sanitarie italiane con diversi interventi mirati, in funzione delle necessità che stanno emergendo giorno per giorno. La priorità del Gruppo – spiega una nota – è la massima tutela delle persone e infatti, ad oggi, il 95% dei suoi dipendenti è in smart working, a difesa della salute di tutti e per consentire la normale continuità dell’attività aziendale. Anche la rete di agenzie sul territorio è pienamente operativa, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza a garanzia dei propri clienti, agenti e collaboratori. “Reale Group si complimenta con tutti coloro, istituzioni, aziende, persone fisiche, famose e non – commenta Luca Filippone, direttore generale di Reale Mutua, capogruppo di Reale Group – che stanno facendo sistema contribuendo con gesti concreti ad alleviare le gravi difficoltà del momento. Anche noi, dipendenti, agenti, società tutte di Reale Group, facciamo la nostra parte e mettiamo a disposizione 5 milioni di euro per sostenere l’encomiabile lavoro di tutto il personale sanitario coinvolto. Siamo convinti che l’Italia, unendo le sue forze, vincerà questa battaglia grazie all’impegno collettivo, ciascuno secondo le proprie possibilità: la solidarietà, infatti, è la medicina vincente.”

Mezzi Coldiretti in aiuto per bonifica strade

Anche a Torino gli agricoltori della Coldiretti hanno contribuito agli interventi di sanificazione di strade e piazze distribuendo acqua disinfettante con l’utilizzo di irroratori, nebulizzatori e atomizzatori. Le aziende dell’organizzazione agricola in Piemonte hanno aderito all’appello lanciato a tutti gli associati dal presidente nazionale Coldiretti Ettore Prandini. L’iniziativa è stata concordata -spiega la Coldiretti – con la Protezione Civile e resa immediatamente operativa già in Piemonte e in Veneto. I trattori posso operare nelle città e nei Paesi riuscendo a raggiungere anche le aree più interne e difficili dove i mezzi industriali sono in difficoltà per le ridotte dimensioni delle carreggiate e per le pendenze dei tracciati stradali”.

Trattori mobilitati per sanificare le strade

I trattori degli agricoltori della Coldiretti sono mobilitati in tutta Italia per sanificare strade e piazze con la distribuzione di acqua disinfettante, grazie all’uso di irroratori, nebulizzatori e atomizzatori. Lo rende noto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini che, per combattere l’emergenza sanitaria del coronavirus, ha lanciato un appello a tutti gli associati a rendersi disponibili alle autorità locali per contribuire alla più ampia opera di bonifica mai realizzata prima. Un’iniziativa concordata con la Protezione Civile e resa immediatamente operativa già in Piemonte e in Veneto dopo l’accordo con il governatore Luca Zaia. I trattori possono operare nelle città e nei Paesi riuscendo a raggiungere, sottolinea la Coldiretti, anche le aree più interne e difficili dove i mezzi industriali sono in difficoltà per le ridotte dimensioni delle carreggiate e per le pendenze dei tracciati stradali. Si tratta di una mobilitazione che rafforza l’impegno degli agricoltori e contoterzisti in questo difficile momento di emergenza, dove 750 mila aziende agricole sono impegnate al lavoro per garantire continuità delle forniture alimentari alla popolazione nonostante le evidenti difficoltà.

Medici Simeu a Conte, misure per Pronto soccorso

“Dispiace constare che le misure previste dal decreto in discussione non prevedano alcun intervento a sostegno dei Pronto soccorso e della Medicina d’emergenza-urgenza”. Lo afferma il presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Salvatore Manca, in una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Salute. “I professionisti dell’emergenza-urgenza sono in prima linea in tutti i Pronto Soccorso d’Italia – scrive Manca – e mai come in questo momento rappresentano un esempio di lavoro multidisciplinare, in stretta collaborazione con tutti gli specialisti che accorrono in aiuto e sostegno ai malati, tutti insieme a combattere la battaglia contro questo nemico tanto silenzioso quanto veloce. Dispiace constare che le misure previste dal decreto in discussione non prevedano nessun intervento a sostegno dei Pronto soccorso e della Medicina d’emergenza-urgenza. Il nostro impegno non verrà mai meno. Ma ci serve il vostro aiuto”. Infatti, afferma, “servono dotazioni organiche e strutturali, aumento dei posti nella specializzazione di Medicina d’Emergenza-Urgenza, organizzazione delle OBI e terapie sub-intensive di Medicina d’Urgenza. Siamo – conclude – al vostro fianco tutti i giorni tutto il giorno. Aiutateci ad aiutarvi”.

Ore 10

Ravetti (Pd) , Cirio ascolti le nostre proposte

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Domenico Ravetti, chiede al governatore Alberto Cirio di rivedere il Bilancio della Regione alla luce dell’emergenza Coronavirus. “Il gruppo – spiega Ravetti – ha trasmesso al presidente Cirio e all’assessore al Bilancio Tronzano un documento con le nostre richieste sui documenti di Bilancio che discuteremo il 24 marzo. Ma la predisposizione dei documenti è avvenuta prima dell’emergenza del Covid-19 per cui riteniamo che il gli stanziamenti debbano essere rivisti. Occorrono misure urgenti, non è sufficiente inserire a bilancio 1 milione di euro per l’emergenza e rinviare al Piano competitività i successivi interventi. Il Piano non consentirà azioni immediate e finanziamenti tempestivi, se ne sono accorti anche i parlamentari di Forza Italia”.

“Con alcuni emendamenti – spiega – chiediamo che i 15 milioni attualmente destinati in parte all’esenzione del bollo per la sostituzione delle auto più vetuste e in parte all’esenzione dall’Irap per le imprese che assumono vada interamente all’Irap, destinandola a micro e piccole imprese di tutti i settori senza il vincolo delle nuove assunzioni. Chiediamo poi 15 milioni per il turismo e il ripristino dei 5 milioni sugli extra-Lea tolti dall’assistenza domiciliare”. “Siamo anche disponibili a sostenere misure per le famiglie – aggiunge – e chiediamo che la Giunta si concentri sulla liquidità delle imprese che hanno dovuto chiudere improvvisamente, alle quali sarà importante offrire la moratoria dei mutui, ma anche la possibilità di accedere a idonei strumenti bancari. In questo senso andrebbe orientato il fondo di garanzia regionale, ripristinando inoltre quello sulla cultura. Si dovrebbero poi anticipare il più possibile i pagamenti del 2019 su tutte le misure”. “Vogliamo fare la nostra parte per il bene del Piemonte – rimarca – eabbiamo fornito il nostro contributo. Ora tocca alla Giunta di centrodestra e alla maggioranza fare uno sforzo e approvare un bilancio condiviso. E’ importante lavorare insieme per uscire da questa situazione nel modo migliore. Se non dovesse avvenire, il 24 marzo il Piemonte avrà il suo Bilancio ma un minuto dopo l’opposizione riprenderà con forza la battaglia politica sui temi che abbiamo indicato”.

Montaruli, numero ‘1500’ inaccessibile a sordi

“Solo grazie all’impegno di quattro regioni – Piemonte, Abruzzo, Toscana e Campania – i sordi possono contattare i numeri preposti per l’emergenza coronavirus. Nel resto d’Italia sono rimasti abbandonati a loro stessi”. A sollevare il caso è la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli, che prosegue: “L’unità di crisi attivi un servizio nazionale che sia da ponte tra loro e il numero 1500 in Italia. Non possiamo permettere che all’isolamento fisico si aggiunga quello comunicativo che e’ molto più rischioso. Sono molto preoccupata perché mi sembra che, nonostante i numerosi appelli, Conte non abbia capito che pure i sordi stanno rispettando le diverse direttive di contenimento solo grazie alla loro intraprendenza. Non possono beneficiare del 1500 e non gli viene garantito l’interprete in corsia o in rianimazione. Una grave violazione di diritti e una messa a rischio della salute inaccettabile”.

Provincia Vco, nell’emergenza diamo il meglio

”Di fronte alle emergenze il nostro territorio ha sempre saputo dare il meglio di sé. So bene come questa emergenza possa trovare soluzione grazie al corpo medico e infermieristico al quale va tutta la nostra riconoscenza per l’impegno che sta dedicando oltre ogni sforzo e ogni limite”. E’ l’appello del presidente della provincia, Arturo Licio, ai residenti del Verbano Cusio Ossola. Licio Invita in questo momento a fare ”volontariato e sostenere con azioni quotidiane l’economia del territorio. Dedichiamoci ad approfondire la conoscenza dei prodotti agroalimentari della nostra Provincia: anche dalle nostre azioni possono dipendere la difesa e il rilancio dell’economia locale che in tutti i settori si trova ad affrontare un periodo difficile. Iniziamo a preferire i prodotti italiani ed ancor più quelli locali. Raccogliamo la sfida per essere pronti ad affrontare lo sforzo della ripresa appena se ne creerà l’opportunità”. ”Superato questo momento – conclude – si devono poter aprire tutte le prospettive al rilancio di tutte le potenzialità turistiche ed economiche del Verbano Cusio Ossola che dovranno essere pronte a ripartire”.

Asti pensa anche a stranieri, video multilingue

Un video per sensibilizzare i quasi 10mila cittadini stranieri, provenienti da 103 nazionalità diverse, residenti ad Asti. Lo hanno creato e diffuso su Youtube l’assessorato ai Servizi sociali del Comune di Asti insieme all’Ufficio per la Pastorale dei Migranti della Diocesi. “Con questo messaggio – spiega l’assessore alle Politiche sociali del Comune, Mariangela Cotto – vogliamo arrivare a tutti e raccomandare vivamente di stare a casa. Insieme ce la possiamo fare e ce la faremo”. L’appello a restare a casa “come forma di rispetto verso la propria e altrui salute” è espresso, oltre che in italiano, in francese, spagnolo, arabo, idioma mandingo, albanese, rumeno, inglese e portoghese, “lingue delle nazionalità più rappresentate nella nostra città” aggiunge Cotto. “E’ dunque fondamentale – aggiunge Paolo Maccario dell’Ufficio Migranti – trasmettere un messaggio il più chiaro possibile, anche dal punto di vista linguistico, affinché i comportamenti di tutti, nessuno escluso, si uniformino alle indicazioni date dai medici e dalle autorità. Uniti, ce la faremo!”.

Anche Borgo San Dalmazzo chiude il cimitero e parco

Gian Paolo Beretta, sindaco di Borgo San Dalmazzo, circa 12 mila abitanti a pochi chilometri da Cuneo, per l’emergenza coronavirus ha disposto questa mattina la chiusura al pubblico del cimitero urbano e dell’area ricreativa di via Tesoriere. Il sindaco ricorda anche “di evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita, salvo quelli motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza”.

Uilm Torino, positiva chiusura fabbriche Fca

“È positivo che Fca abbia deciso di chiudere gli stabilimenti in via cautelativa per applicare il Protocollo siglato con il Governo”. Lo afferma Luigi Paone, segretario generale della Uilm Torino. “Sarà nostro compito vigilare con la massima attenzione affinché siano rispettate tutte le misure previste dal Protocollo in nelle realtà aziendali di Fca che invece rimarranno attive. La salute dei lavoratori viene prima di qualunque ragionamento sulla produzione”, aggiunge Paone.

Non ferma nascite, +25% all’ospedale di Mondovì

Una nota positiva al tempo di Coronavirus arriva dall’Ospedale Regina Montis Regalis di Mondovi, nel Cuneese, dove a metà marzo si registrano già 125 nati, il 25% in più rispetto al numero registrato nello stesso periodo del 2019. Lo rende noto un comunicato dell’Asl Cn 1. Si tratta di una nota positiva in un periodo difficile, caratterizzato dall’emergenza Covid-19. Spiega il direttore facente funzione dell’Ostetricia e Ginecologia Alice Peroglio Carus: “I medici, le ostetriche e le OSS del reparto,pur molto attenti alle disposizioni di sicurezza dettate dalla Direzione Sanitaria, cercano in ogni modo di mettere a proprio agio le partorienti e le puerpere con l’obiettivo di non permettere che l’ansia e la preoccupazione legati all’emergenza corona-virus compromettano un momento tanto bello e importante”. “Anche per il percorso nascita si seguono le indicazioni regionali in base alle quali sia l’attività consultoriale sia le indagini ecografiche e gli esami legati alla diagnosi prenatale sono eseguiti utilizzando tutte le precauzioni previste”, aggiungono il responsabile del Consultorio Gianfranco Cilia e la responsabile della diagnosi prenatale Rosalba Giachello.

Re David, accolte da Fca richieste lavoratori

“Fca ha accolto la proposta della Fiom insieme alle altre organizzazioni sindacali, sulla base delle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori,”. Lo affermano Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom e responsabile automotive, che valutano “positivamente la decisione di Fca di aver tenuto un confronto costante con le organizzazioni sindacali” e chiedono che “continui anche nelle prossime ore e nei prossimi giorni, affinché anche negli stabilimenti a oggi non interessati dalla chiusura siano realizzate tutte le misure necessarie, con riduzione dei volumi e fermate produttive, oltre alle sanificazioni, il metro di distanza e le misure di protezione individuale”. La Fiom ritiene “necessario, anche in osservanza del Protocollo, realizzare delle intese stabilimento per stabilimento per l’utilizzo della cassa integrazione speciale”. La Fiom considera “la decisione di Fca di fermare temporaneamente gli stabilimenti necessaria a permettere la ripartenza una volta che sarà cessata l’emergenza Coronavirus con l’obiettivo di salvaguardare il lavoro e il salario delle lavoratrici e dei lavoratori” e chiede che “anche nelle aziende dell’indotto e della componentistica si raggiungano rapidamente intese utili a tutelare le lavoratrici e i lavoratori attraverso le misure previste dal Protocollo, fino alle fermate, da concordare con accordi di cassa integrazione”.

Centro studi, governo escluda colpa medica

Escludere la responsabilità di medici e infermieri “per la durata dell’emergenza e in relazione al percorso terapeutico dei malati Covid- 19 in caso di colpa non grave del sanitario che cagioni lesioni o morte del paziente”. E’ la proposta, lanciata questa mattina, dal Centro Studi Borgogna, un’associazione di avvocati ed esperti di diritto che opera a Milano come laboratorio giuridico. “Il governo adotti con decreto legge una clausola di copertura generale, in deroga alla Legge Gelli (che disciplina la responsabilità medica, ndr)”. Nella lettera, firmata dal presidente dell’associazione, l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, si legge: “Come Centro Studi Borgogna riteniamo che questa grave emergenza sanitaria vada affrontata con grande senso di responsabilità da parte di tutti – in primis, delle istituzioni (…) che il rapporto tra cittadini e personale Sanitario (tutto, nessuno escluso) debba essere caratterizzato da un’alleanza terapeutica e sociale dove i medici e gli operatori sanitari tutti, veri e propri eroi civili, siano messi nelle migliori condizioni per poter svolgere la propria missione”. E infine: “Sotto questo profilo, la nostra associazione propone a gran voce un immediato e deciso intervento del governo che, nei termini normativi di cui sopra, può essere agevolmente e tempestivamente emanato e appare altresì in linea con gli enormi sacrifici che gli operatori sanitari stanno compiendo in prima persona, anche – come detto – a rischio della propria incolumità fisica, al servizio del Paese”.

Eemergenza Piemonte, Lavazza dona 10 milioni

Il Gruppo Lavazza interviene a supporto dell’emergenza sanitaria che ha colpito il Paese, stanziando dieci milioni di euro a progetti di sostegno a sanità, scuola e fasce deboli della Regione Piemonte. Un “segnale positivo e di impegno concreto – spiega l’azienda – nella convinzione che con il contributo congiunto e immediato di tutti si possa uscire dall’emergenza e consentire all’Italia di ripartire”. Di questi dieci milioni, sei saranno destinati alla raccolta fondi #IOCISONO Regione Piemonte-Sostegno emergenza Coronavirus, per l’acquisto di quanto necessario a sostenere le strutture sanitarie e il personale in prima linea ad affrontare questa situazione. Altri 3 milioni di euro verranno devoluti alla Fondazione La Stampa-Specchio dei tempi, scesa subito in campo per dotare gli ospedali di nuove apparecchiature e di materiale sanitario per le terapie intensive e i pronto soccorso, nonché di un’avanzatissima apparecchiatura in grado di velocizzare i test per l’ospedale Amedeo di Savoia di Torino, per fornire kit igienizzanti gratuiti alle scuole torinesi che ne fanno richiesta e per portare agli anziani in difficoltà fisiche ed economiche generi di prima necessità. Un milione di euro verrà infine destinato a favore di una pluralità di enti e associazioni attive sul territorio piemontese, a sostegno delle fasce più deboli e disagiate della popolazione.

Fiom Torino, necessaria sospensione attività

“Dopo le tensioni che ci sono state in questi giorni negli stabilimenti Fca, gli scioperi, i casi conclamati di dipendenti positivi al virus e l’appello dei lavoratori sull’opportunità di sospendere le produzioni, la decisione di fermare gli stabilimenti di assemblaggio è arrivata. Pensiamo che questa decisione dovesse essere presa già la scorsa settimana come da noi caldeggiato, anche perché un rallentamento delle vendite auto sarà inevitabile”. Così Edi Lazzi,segretario generale della Fiom Cgil di Torino e Ugo Bolognesi, responsabile di Mirafiori per la Fiom Cgil commentano l’annuncio della sospensione dell’attività produttiva nelle fabbriche Fca. “Adesso bisognerà prendere in considerazione – aggiungono – il fermo anche degli altri stabilimenti e settori di Fca e di quelli che per la filiera automotive lavorano. La sospensione delle produzioni deve servire per prendere tutti gli accorgimenti necessari per la messa in sicurezza degli stabilimenti metalmeccanici, ma anche per evitare che il virus continui la sua diffusione a causa degli assembramenti nei mezzi pubblici per recarsi al lavoro e nei luoghi di lavoro stessi. La salute delle lavoratrici e dei lavoratori deve avere la precedenza su qualsiasi altra cosa”.

Sindacati, smart working anche per i presidi

“Alla luce del numero rilevante dei contagi e dell’invito a limitare ogni spostamento delle persone, riteniamo che i dirigenti scolastici debbano, senza alcun indugio, assicurare lo svolgimento in via ordinaria in forma agile delle prestazioni lavorative del personale dipendente, come previsto nei DPCM emanati dal Governo, limitando la presenza dei lavoratori esclusivamente ai casi in cui la presenza fisica sia indispensabile, come nel caso delle attività connesse alle attività zootecniche nelle aziende agrarie o delle istituzioni educative”. Lo affermano i maggiori sindacati della scuola, Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals in una nota unitaria. I sindacati biasimano quanto avvenuto nelle Marche il 4 marzo, “con l’esposizione al contagio dei partecipanti all’incontro formativo in presenza per i dirigenti scolastici neoassunti, voluto dall’Ufficio scolastico regionale nonostante le proteste delle organizzazioni sindacali”. “Per quanto riguarda il personale che non può, per le caratteristiche della professione, accedere allo smart working, ci aspettiamo dal decreto-legge, del quale si attende l’emanazione, indicazioni risolutive e rispettose delle previsioni contrattuali, già del resto presenti nella nota 323/2020 del Ministero dell’Istruzione”, scrivono i sindacati della scuola. “Anche per i dirigenti scolastici lo smart working costituisce la modalità ordinaria della prestazione lavorativa. A nostro parere, nel quadro delle disposizioni attualmente vigenti, i dirigenti dovranno assicurare la presenza nell’edificio scolastico solo quando ciò risulti del tutto inderogabile, come nel caso di attività improcrastinabili per le quali la presenza fisica del personale sia stata ritenuta indispensabile. Tutte le restanti attività di coordinamento e di gestione potranno essere svolte da remoto”.

“L’utenza – spiegano Francesco Sinopoli della Flc Cgil, Maddalena Gissi della Cisl Scuola, Pino Turi Uil, Elvira Serafini dello Snals Scuola e Rino Di Meglio della Gilda – potrà comunque rivolgersi all’istituzione scolastica tramite contatti telefonici ed indirizzi e-mail pubblicati sul sito dell’istituzione scolastica. Ridurre gli spostamenti delle persone è, al momento, l’unico modo di contrastare la diffusione del contagio. La scuola pubblica continuerà a garantire lo svolgimento della sua funzione costituzionale. Tutto il personale scolastico, dai dirigenti scolastici, ai docenti, al personale ATA, continuerà ad assicurare alle studentesse e agli studenti l’esercizio del diritto allo studio”. Infine per i sindacalisti è “ineludibile un confronto preliminare con la Ministra dell’istruzione per verificare l’impatto sulla scuola delle misure contenute nel decreto legge in corso di emanazione, anche al fine di rilevare eventuali necessità di integrazione in sede di conversione”.

Ore 9

Airaudo, la scelta di Fca giusta e responsabile

“La sospensione dell’attività produttiva fino al 27 marzo negli stabilimenti Fca mi sembra una scelta giusta e responsabile, a tutela della salute dei lavoratori e delle loro famiglie. I lavoratori hanno gli stessi diritti degli altri cittadini”. Lo afferma Giorgio Airaudo della Fiom Piemonte. “E’ utile che si formino subito i comitati territoriali previsti dal protocollo azienda, sindacati e governo in tutte le imprese dove non c’è la presenza sindacale. Spero che altri grandi gruppi seguano l’esempio di Fca. Tutto ciò che non è indispensabile a sostenere la collettività deve essere fermato”, aggiunge Airaudo.

Positivi in Marche a quota 1.244

Il Gores della Regione Marche ha comunicato i risultati degli esami di laboratorio conclusi nella notte. Salgono a 1.244 i positivi (120 in più di ieri), su un totale di 3.194 testati.

Magistrati sorveglianza, misure celeri carceri

Adottare “misure serie e celeri di prevenzione e di contenimento della diffusione virale” nelle carceri “nella consapevolezza della maggiore velocità del contagio negli universi concentrazionari, della mancanza strutturale degli spazi necessari all’isolamento sanitario e alla cura ospedaliera delle persone contagiate e dei rischi di rebound del contagio penitenziario sull’intero sistema nazionale e sulla salute collettiva dei cittadini”. Lo chiede il Conams, coordinamento nazionale magistrati di sorveglianza.

Il documento del Conams arriva dopo i gravi disordini dei giorni scorsi, in varie carceri italiane. “Nella prospettiva – di esclusiva competenza delle autorità politiche – di un piano ragionato, ordinato e non indiscriminato di scarcerazioni che almeno riporti il sistema penitenziario entro la sua capacità regolamentare, con strumenti ordinari e straordinari sia nel campo delle misure cautelari sia in quello delle misure alternative alla detenzione”, il coordinamento avverte “la stringente necessità di urgentissime provvidenze di eccezionale sostegno ai settori giurisdizionali che sovraintendono a tali misure”. Con “destinazione mirata di personale magistratuale e amministrativo, di tecnologie telematiche e informatiche che consentano la gestione, anche da remoto, dei relativi procedimenti e con potenziamento delle equipe di osservazione e trattamento, degli uffici di esecuzione penale esterna e degli Uffici dedicati delle Forze dell’Ordine chiamati all’espletamento istruttorio, in modo snello ed efficace, delle verifiche e delle indagini necessarie ai fini delle decisioni ponderate e rapide nell’interesse individuale e collettivo di tutela della salute pubblica e della sicurezza nazionale”. La magistratura di sorveglianza associata si dice infine “disponibile ad ogni interlocuzione istituzionale, anche immediata, utile ai fini del miglior contrasto delle emergenze sanitarie e penitenziarie in drammatica evoluzione, nelle sedi appropriate in cui riversare il proprio contributo di scienza ed esperienza”.

Spallanzani ringrazia per fornitura Remdesivir

L’Istituto Spallanzani ringrazia l’azienda farmaceutica Gilead per “aver fornito costantemente e tempestivamente il farmaco Remdesivir per trattare i pazienti affetti da Covid-19” e ringrazia l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) “per avere inserito l’istituto tra i centri prioritari per la conduzione degli studi randomizzati, che l’Aifa gestisce in collaborazione con Gilead”. Lo ha detto all’ANSA il direttore scientifico dell’Istituto, Giuseppe Ippolito, a proposito della sperimentazione del farmaco antivirale. Messo a punto per contrastare la febbre emorragica Ebola, il farmaco, utilizzato per uso compassionevole, è al momento “tra le poche opzioni terapeutiche che rientrano nell’elenco dei farmaci indicati come prioritari dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per il loro potenziale”. Si tratta, ha concluso Ippolito, “di una piccola molecola dalla grande efficacia”.

Un positivo, chiude il Tribunale di Verbania

Dopo lo stop alle udienze di una settimana fa, ora il Tribunale di Verbania è stato totalmente chiuso per quattro giorni. La disposizione è stata presa dopo il contagio di un dipendente. In questi giorni sarà eseguita la sanificazione di tutti i locali del tribunale. Le attività riprenderanno il 20 marzo.

Ore 8

Bloccati Canarie stanno tornando su bus Ceccardi

Gli italiani rimasti bloccati in Spagna dopo lo stop ai voli decretato dal governo iberico per contenere la diffusione del coronavirus stanno rientrando in Italia con il pullman noleggiato dall’europarlamentare leghista Susanna Ceccardi, partito in nottata da Barcellona e ora già in Francia. A bordo, insieme con l’eurodeputata, ci sono 46 turisti, il senatore del Carroccio Gian Marco Centinaio, e l’assessore leghista del Comune di Pisa, Gianna Gambaccini, in qualità di medico. E’ stata lei a visitare ciascun passeggero (c’è anche un disabile) prima di farlo salire a bordo del pullman. Il gruppo di turisti è atterrato a Barcellona intorno alla mezzanotte con un volo interno da Fuerteventura e l’arrivo del pullman in Italia a Pisa è atteso nel pomeriggio. Dalla città toscana i turisti potranno raggiungere le loro città di provenienza (Massa, Fucecchio, Firenze, Livorno, Torino e alcuni residenti in Campania). “A ciascuno di loro – spiega Gambaccini – ho fatto l’anamnesi e chiesto di eventuali sintomi sospetti. A tutti ho misurato febbre, frequenza cardiaca e ossigeno nel sangue con il pulsiossimetro. A tutti abbiamo dato una mascherina e assegnato un posto fisso nel bus”. Sulla sua pagina Facebook esulta invece Ceccardi per il buon esito della missione: “Si torna a casa. E’ stato un viaggio estenuante: 16 ore di pullman all’andata e sempre al telefono, abbiamo dormito pochissimo, abbiamo letto tanti complimenti da chi pensa sia giusto aiutare dei connazionali in difficoltà e tante offese da chi pensa che siamo stati a fare una gita di piacere ed evidentemente non sa di cosa parla”. L’iniziativa, della quale Ceccardi assicura di avere preventivamente informato l’unità di crisi del ministero degli Esteri e il ministero dell’Interno, aveva infatti suscitato polemiche politiche e per questo Ceccardi dice che “ci sarà il tempo di rispondere a tutte le offese gratuite, alle falsità, alle inefficienze: ma ora finalmente dormo qualche ora e penso alla mia famiglia a cui non ho smesso di pensare per un secondo, si torna a casa, perché sarà dura stare chiusi in casa per giorni e giorni, ma vi assicuro che starne lontani è anche peggio”.

Fca chiude per 2 settimane le fabbriche in Europa

Fca e Maserati sospenderanno temporaneamente la produzione nella maggior parte dei loro stabilimenti produttivi in Europa fino al 27 marzo. La decisione rientra tra le misure in risposta all’emergenza Coronavirus. Chiuderanno in Italia Melfi, Pomigliano, Cassino, le carrozzerie di Mirafiori, Grugliasco e Modena; all’estero le fabbriche di Kragujevac in Serbia e Yychy in Polonia.

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