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Coprifuoco!

Coprifuoco!
Il termine coprifuoco ha origine nell’antica usanza per cui, ad una determinata ora della sera, per prevenire gli incendi, bisognava coprire il fuoco con le ceneri per spegnerlo, così come era richiesto lo spegnimento di lumi e lanterne nelle ore notturne. La pratica era adottata nel Medioevo per ridurre i rischi di incendi accidentali che, durante la notte, avevano maggiore probabilità di propagarsi. L’usanza del coprifuoco è nata in Francia nel XIII secolo. Era una misura adottata per prevenire gli incendi, soffocando il fuoco sotto la cenere o coprendolo con una lastra di ghisa. Si viveva, all’epoca, in case altamente infiammabili, di legno soprattutto. Il rintocco di una campana segnalava, in città e nei villaggi, che era l’ora di spegnere le fiamme, per prevenire incendi che avevano causato tragedie e devastazioni enormi. Il couvre-feu era quindi una misura molto diversa da come intesa attualmente, ma l’idea che consiste nel prendere una misura liberticida per prevenire il diffondersi di una situazione pericolosa, incendio, virus, violenza, è rimasta. Fu il duca di Normandia Guglielmo il Conquistatore a evolvere il termine. Dopo la sua incoronazione a re d’Inghilterra nel 1066 istituì il coprifuoco per sedare qualsiasi ribellione dei Sassoni appena sottomessi. L’espressione inglese cur-few, viene infatti anch’essa dal francese. Guglielmo il Conquistatore non poteva certo permettere ai suoi nuovi sudditi sassoni di organizzare raduni e cospirazioni contro il suo potere nel cuore della notte. Così il coprifuoco imposto dall’autorità regia scoccava tutte le sere alle 08:00 ed era finalizzato a tenere le persone lontane dalle strade e, di conseguenza, impedirne i raduni. Il coprifuoco “guglielmino” restò in uso fino al 1103, quando il Re Enrico I (ca. 1068-1135 d.C.), abolì finalmente la curfew law. Era il coronamento della sua politica di integrazione tra sassoni e normanni, culminata con l’emanazione dello “Statuto delle libertà” nell’anno 1100. La Francia ha intrattenuto un legame piuttosto stretto con questa misura, e non solo in termini etimologici. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne imposto sia dagli occupanti tedeschi per impedire le azioni della Resistenza che dalla popolazione in “difesa passiva”, per proteggere i civili dai bombardamenti alleati. Quello più severo venne imposto nel febbraio 1942: obbligo di restare in casa dalle 20:00 alle 6:00. Il coprifuoco venne instaurato anche in Algeria dal 3 aprile 1955, durante la guerra, a causa degli attentati del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN). L’ordinanza venne adotta anche a Parigi, nell’ottobre 1961, ma solo nei confronti dei “francesi musulmani d’Algeria”, sospettati di essere dei combattenti indipendentisti. Decine di migliaia di algerini manifestarono pacificamente contro la misura il 17 ottobre. La protesta venne repressa con la violenza: più di un centinaio di algerini vennero uccisi e alcuni corpi furono ritrovati nella Senna. Nel 2005 il coprifuoco interessò 25 departmants di Parigi: lo stato di urgenza era stato proclamato dopo l’esplosione delle proteste nelle banlieues per la morte di Zyed Benna e Bouna Traoré, 17 e 15 anni. I due furono fulminati da un trasformatore all’interno di una cabina elettrica. Secondo ricostruzioni giornalistiche erano inseguiti dalla polizia. L’orario andava dalle 22:00 alle 5:00. Dopo gli attentati islamisti di Parigi e Saint-Denis, nel 2015, il Presidente François Hollande proclamò lo stato di emergenza su tutto il territorio francese, con la possibilità per i prefetti di instaurare il coprifuoco. L’ultima volta che la misura è stata disposta in Italia era il luglio 1943. Il ministro Badoglio succeduto a Mussolini ha indetto per l’Italia lo stato d’assedio con la legge del coprifuoco. In tutte le città viene creato il Commissariato Militare, scrivevano i giornali. La Seconda Guerra Mondiale era ancora in corso. Il fascismo era caduto: il Gran Consiglio Nazionale del Fascismo aveva votato la decadenza del duce e dittatore Benito Mussolini. Dalle 20:00 alle 6:00 si doveva restare chiusi in casa. Le norme cambiarono più volte fino al 1944. L’8 settembre 1943 l’Italia firmò l’armistizio con gli Alleati. Una sorta di lockdown, non ufficialmente dichiarato, fu causato nel 1973 a causa della crisi energetica del 1973, quando i Paesi Arabi aumentarono drasticamente il prezzo del petrolio. L’Italia era nel pieno degli Anni di Piombo. La crisi impose quindi di risparmiare e il governo varò un programma definito “austerity”. Venne anticipata la chiusura di cinema e ristoranti e ridotta l’illuminazione notturna. Oggi con l’espressione coprifuoco o coprifòco si intende il divieto straordinario di uscire durante le ore serali e notturne imposto dall’autorità per motivi di ordine pubblico, in situazioni di emergenza. Nel gergo giovanile il coprifuoco è quello imposto dai genitori/tutori per indicare l’orario di rientro a casa.
Favria, 24.11.2020 Giorgio Cortese

Nella vita il coraggio è resistenza alla paura e dominio della paura, ma non assenza di paura.

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