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alvaro morata
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COPPA ITALIA. Orgoglio Milan, ma Morata fa vincere Juve

La Juve non perde l’abitudine a vincere. Ma il decimo titolo in un quinquennio arriva al termine di una partita che forse stavolta i campioni d’Italia non meritavano di vincere. La Coppa Italia, per la cronaca l’11/a della storia bianconera, finisce per il secondo anno di fila a Torino (1-0 al termine dei supplementari), dopo una battaglia di 120′ contro un Milan, finalmente generoso, caparbio, a cui manca però un po’ di qualità. Il bis scudetto-Coppa per due anni di fila, impresa finora inedita in Italia, è l’ennesimo record che la squadra di Allegri inanella nel giro di 12 mesi. Per il terzo anno di fila invece non vedrà l’Europa il Milan, la cui sconfitta fa felice il Sassuolo, che entra di diritto in Europa League.
A suggellare il trionfo bianconero è Alvaro Morata, forse all’ultima apparizione in bianconero, che entra al 5′ del secondo tempo supplementare, al posto di Hernanes, e dopo nemmeno 2′ fa felici gli oltre 25 mila tifosi in curva Nord, in un Olimpico finalmente ‘stracolmo’ come ai vecchi tempi. Onore però a Brocchi e ai rossoneri che dopo la debacle di una settimana fa hanno tenuto testa (e sicuramente giocato meglio) ai bianconeri: il 4-3-3 atipico (che mistifica un più accorto e pragmatico 3-5-2) e l’addio al trequartista hanno pagato in termini di gioco, meno per quanto riguarda la concretezza sotto porta. Anche se per la verità, in una delle più brutte finali di coppa degli ultimi anni (al cospetto del capo dello Stato Mattarella e dei presidenti dei due club, Agnelli e Berlusconi), la cronaca racconta assai poco, con Donnarumma e Neto praticamente inoperosi e le due difese attentissime a non lasciare spazi. Il ct Conte in tribuna potrà però consolarsi per le buone prove di De Sciglio (soprattutto), Montolivo e Bonaventura.
La Juve non era la stessa del campionato (basti pensare ai 34 punti di distacco tra le due squadre) ma è anche vero che difficilmente si può fare a meno di Khedira, Marchisio, Bonucci tutti insieme. Allegri sceglie a sorpresa Lemina a fianco di Hernanes e Pogba, confermando Neto portiere di coppa
Sulla carta non c’è partita ma mai come stavolta il pronostico della vigilia e del campionato viene smentito sul campo. Il pendolarismo tattico e i piedi sopraffini di Dybala danno più certezze alla manovra bianconera, ma il Milan è bravo a interdire, mostrando di saper stare in campo con personalità.
Il fraseggio corto dei rossoneri già al 12′ potrebbe portare buoni frutti, Bonaventura avrebbe la palla giusta su cross di Calabria ma la sua deviazione finisce al lato di poco. Ancora Jack al 24′ per poco non sorprende Neto con un tiro dal limite che il n.1 brasiliano blocca in due tempi sulla riga. Per tutto il primo tempo il gioco e la supremazia territoriale sembrano dar ragione a Brocchi che sfrutta molto le fasce con De Sciglio e Calabria pronti a crossare per l’azzurro e il giapponese, mentre Bacca sembra sperduto senza un partner. Paradossalmente il brio rossonero, che sposta in avanti il baricentro del gioco, favorisce le ripartenze dei campioni d’Italia, maestri in questo, che al 32′ arrivano per la prima volta pericolosamente davanti a Donnarumma. La più ghiotta delle palle gol capita però sui piedi poco nobili di Poli dopo un errore in disimpegno di Evra, ma l’assist di Honda è vanificato malamente.
Nella ripresa il canovaccio non cambia e il Milan con un pericolosissimo contropiede per poco non brinda ma Kucka, con i rossoneri in superiorità numerica, sbaglia la misura del passaggio per Poli. Il campanello d’allarme invita Allegri a mettere forze fresche, cambiando gli esterni (Alex Sandro per Evra, Cuadrado per Lichtsteiner) allo scopo di tenere più accorti i rossoneri. Ma la partita a scacchi Brocchi-Allegri sposta solo i pedoni senza cambiare il corso del match, così il tecnico rossonero prova anche a vincere inserendo il redivivo Niang (assente da fine febbraio). Una mossa che almeno accende la partita e così succede così di più nell’overtime che in tutti i primi 90′. Le squadre si allungano per cercare il colpo del ko: prima Donnarumma (103′) vola per bloccare un tiraccio di Pogba, poi Bacca (104′) tenta una rovesciata super. La mossa giusta però arriva al al 103′ quando Allegri manda in campo Morata: nemmeno 120 secondi e sul cross di Cuadrado il n.9 infila Donnarumma in giravolta. Stavolta il gol dello spagnolo è pesante come una pietra e spegne un Milan a cui stasera è mancata un po’ di qualità là davanti (l’ultimo sussulto lo regala al 121′ Josè Mauri che sfiora il palo). Ha vinto sul piano del gioco ma a calcio vince chi segna e nessuno sa farlo nei momenti clou come i bianconeri.

 

Morata “sognato finale così” Dybala “ora Europei

 

Se sarà addio, non poteva essere più dolce. Alvaro Morata regala alla Juventus l’11/a Coppa Italia della sua storia permettendo alla squadra di Allegri di superare il Milan in una finale equilibrata fino all’ultimo. L’attaccante spagnolo, che il Real Madrid vuole riportare in maglia ‘merengue’, decide l’appuntamento dell’Olimpico nel secondo tempo supplementare segnando il gol vittoria al primo pallone toccato in campo.
“Ieri l’avevo sognato. I miei amici mi avevano chiesto se avrei giocato dall’inizio e avevo detto loro di no. Allora mi avevano detto ‘entrerai e farai gol’. Se tutte le finali fossero così sarebbe bellissimo” confessa il centravanti, senza però rivelare nulla sul suo futuro: “Il prossimo anno ancora a Torino? Non ci penso, anche perché questa non è l’ultima partita stagionale per me, ora devo fare un bel campionato europeo”.
Insomma, meglio godersi il successo che porta la sua firma.
“Sono molto contento per questa partita: un campionato e una coppa in più per il museo della Juve” aggiunge Morata, dedicando la serata magica ai suoi cari: “Qui in tribuna c’erano mio padre e miei amici, mamma è a casa, e penso anche alla mia fidanzata che da quando sto con lei sono un altro anche in campo”.
Ovviamente soddisfatto anche Massimiliano Allegri, che si congratula con la sua squadra: “Ai ragazzi non resta che fare i complimenti per questo terzo trofeo della stagione. Vincere stasera non è stato semplice perché abbiamo trovato un bel Milan. Le finali però sono così, devi essere bravo e un pizzico fortunato”. Il riferimento è alla scelta vincente di inserire Morata, decisivo dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo: “Dovevo decidere se portare la gara ai rigori o se spaccare la partita e ho deciso di spaccarla, sono stato fortunato… Morata qui anche in futuro? Parlare di mercato ora non serve a niente, godiamoci questa festa straordinaria”. Per poi ripartire con nuovi obiettivi: “La Juventus ha una tradizione, lotta sempre per vincere. Questa è stata una grande annata, e il prossimo anno c’è da prendere il 6/o scudetto e fare una grande Champions League”. L’Europa d’altronde è il vero traguardo che adesso tutti vogliono tagliare a Vinovo. “Andiamo in vacanza tranquilli, ma studiamo un’esultanza nuova per il prossimo anno.
L’obiettivo numero uno è la Champions” annunciano in coro Pogba e Dybala.

 

Amarezza Brocchi, fa male perdere così

 

In casa rossonera c’è aria di amarezza per una gara tenuta fino alla fine e persa solo ai supplementari. Non la immaginava così nemmeno Cristian Brocchi: “Fa male perdere così vista la prestazione che ha fatto il Milan”, sibila a fine match il tecnico rossonero. “Abbiamo giocato una buona partita – ha aggiunto – purtroppo ci è mancato il gol e la Juve ci hanno punito con quella occasione di Morata.
Il Milan penso abbia giocato meglio, non penso di dire un’eresia. Sono comunque felice perché stasera ho visto qualcosa di mio in questa squadra, i ragazzi hanno fatto quello che chiedevo io”.
La cosa importante, per l’allenatore rossonero è che “ho visto un atteggiamento positivo, personalità forte e voglia di vincere. Certo, sono anche deluso per il risultato finale. Siamo stati puniti da un episodio, ma purtroppo questo è il calcio”.
Dopo la premiazione, il presidente Berlusconi si è attardato a lungo negli spogliatoi anche se Brocchi precisa: “In cuor mio è normale che abbia la voglia di restare, ma non ho avuto modo ancora di parlare col presidente. Non penso possa essere scontento della prestazione, sarà deluso per la sconfitta come lo siamo tutti. Gli striscioni con le scritte “indegni” e “vergogna”? I tifosi del Milan hanno voglia di vincere. Stasera però la squadra ha messo in campo tanto e non me la sento di colpevolizzare nessuno”, ha concluso Brocchi.
Mastica amaro anche il capitano, Riccardo Montolivo: “Abbiamo fatto la partita che dovevamo fare. C’è tantissimo rammarico, perché forse ai punti meritavamo di più noi. Quello che ci è mancato è stato il gol. Dopo una gara così aumenta anche il rammarico per questa stagione, ma ci sarà tempo per fare i conti alla fine”. Uscito al 109′ per un infortunio al polpaccio, per il capitano rossonero cresce anche l’ansia per la convocazione azzurra verso gli Europei: “Mi fa male il polpaccio – conclude – ora vedremo i controlli, non so cosa dire. La squadra ha dato tutto quello che aveva”.

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