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Contraccezione gratuita in Piemonte

illustrazione metodi contraccettivi

Le buone notizie arrivano anche d’estate: dopo l’Emilia Romagna, regione pioniera in Italia, anche il Piemonte garantirà la contraccezione gratuita

I primi giorni di luglio il consiglio regionale, su proposta di Marco Grimaldi (LeU) e sollecitazione del comitato di Torino di SeNonOraQuando?, ha approvato una delibera che garantirà accesso gratuito a sistemi contraccettivi ad alcune fasce della popolazione.

Le minorenni, le donne disoccupate e quelle non abbienti tra i 26 e i 45 anni potranno rivolgersi ai consultori piemontesi per accedere a sistemi contraccettivi come preservativi, pillole, spirali, anelli e cerotti a rilascio ormonale.

Il provvedimento punta sulla prevenzione di gravidanze indesiderate, aborti e situazioni di rischio causate da difficoltà economiche ed è parte di una delibera più ampia che garantisce la piena applicazione della legge 194 e tutela il diritto all’aborto, costantemente minacciato, anche in Piemonte. dal numero sempre maggiore di medici obiettori.

La nuova delibera garantirà un’obiezione non superiore al 50% su tutto il territorio regionale incaricando le strutture sanitarie del dovere di assicurazione del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza e la regione del monitoraggio dell’attuazione della legge 194 anche attraverso la mobilità del personale.

Non solo #194nonunpassoindietro, ma un importante passo avanti, specchio di una società civile, moderna ed evoluta, che tutela l’autodeterminazione, la libertà di scelta, la gestione consapevole e responsabile della sessualità e anche il piacere. Diritti che interessano le donne, in primis, ma anche compagni, fidanzati, mariti, coppie, famiglie. Penso che il diritto all’aborto sia un diritto di tutti e che valga la pena ricordarlo perché nessuno si senta sollevato dal dovere di difenderlo.

Il nuovo provvedimento rafforza il ruolo dei consultori nelle attività di prevenzione, che dovrebbero andare di pari passo con quelle di informazioni.

L’auspicio è che tutte le regioni italiane intraprendano la strada tracciata da Piemonte e Emilia Romagna e che la contraccezione gratuita sia solo una parte di un progetto più grande che preveda lo sviluppo e l’erogazione di programmi di educazione sessuale meno approssimativi e fuorvianti di quelli attuali, fermi su una rappresentazione peggiorativa del sesso. Servono programmi onnicomprensivi che diffondano una cultura positiva della sessualità, in grado di dialogare apertamente con futuri uomini e future donne e dotarli degli strumenti di conoscenza utili a compiere scelte consapevoli e responsabili.

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Fonte immagine: giphy

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