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COMO. Una medicina per il turismo italiano… (Meno tasse)

Esiste una medicina per il turismo italiano, malandato a causa della recessione economica, fiaccato da troppe tasse e burocrazia, taglieggiato dall’abusivismo e dalla mancanza di regole uguali per tutti (anche nel mercato on line). La ricetta arriva dagli albergatori italiani riuniti in assemblea a Como: grandi eventi come Expo, Giubileo e Capitali della Cultura ma anche piccoli eventi, come mostre d’arte e grandi appuntamenti culturali, fanno da volano per lo sviluppo del territorio ma possono anche spingere il Pil. E soprattutto è urgente una politica turistica ad hoc, che “dal ’45 ad oggi il nostro Paese non ha mai visto né realizzata né perlomeno seriamente impostata”.
“Il grande evento è importante per lo sviluppo dell’immagine del Paese e delle infrastrutture che si creano, il piccolo per la ricchezza immediata che crea sul territorio” dice il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, nel suo intervento in cui fa il punto anche sul forte calo delle presenze registrato in questa primavera negli alberghi italiani (-1,5%) e sul crollo degli occupati nel turismo (-4,1% di dipendenti nel 2013 e prosegue il trend negativo). Bocca ha poi contestato l’introduzione dell’imposta di soggiorno e dato i numeri di quello che definisce il peso insostenibile della tassazione sugli immobili: “Nel 2014 gli alberghi italiani hanno pagato 893 milioni di euro solo di Imu e Tasi, equivalenti a una media di 26.487 euro per albergo e 817 euro per camera”. A parlare del primo dei due mega eventi che potrebbero essere decisivi per un ulteriore sviluppo del turismo italiano c’è Piero Galli, direttore gestione divisione evento Expo Milano 2015: “L’Esposizione ha trasformato la città già in questi primissimi giorni. E lo abbiamo visto dai milanesi che si sono riversati nelle strade per pulire le scritte ingiuriose”. Per il Giubileo c’è monsignor Liberio Andreatta, amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi: “Roma è pronta ma bisogna combattere, e lo faremo insieme, l’abusivismo e l’illegalità e bisogna lavorare per il decoro e la sicurezza”.
All’assemblea di Federalberghi ci sono anche il commissario straordinario dell’Enit, Cristiano Radaelli, e il direttore generale, Andrea Babbi. E non si può evitare di parlare dell’Agenzia Nazionale del Turismo, sulla cui sorte il Governo sta ragionando da vario tempo. “Il nuovo statuto dell’Enit – denuncia Bocca – sarebbe stato bocciato dalla Corte dei Conti.
Ciò significa che ci attenderanno ulteriori mesi di stallo, proprio nel momento in cui maggiormente necessaria sarebbe stata un’efficace azione promozionale. Noi siamo i primi a sostenere la necessità di un ente di promozione forte e indipendente. Ma, a fronte di certi segnali, non possiamo non considerare seriamente l’opzione che ne propone un più stretto collegamento con Ice”. Da Babbi arriva l’appello a far presto: “Io mi auguro che si ponga fine a questa lunga agonia dell’Enit e che finisca questo nostro commissariamento che, non ve lo nascondo, a volte è anche molto sconfortante. Sempre nella ricerca nel bene del nostro Paese e del nostro turismo”.

Federalberghi, crescono le incognite in vista dell’estate

 

A fronte di un +0,8% di presenze da gennaio ad aprile negli alberghi italiani, preoccupa fortemente gli albergatori italiani anche in vista dell’estate il calo dell’1,5% registrato nei mesi primaverili. Nel dettaglio il decremento di marzo/aprile è stato pari ad un -3,4% per gli italiani e a un +0,4% per gli stranieri. Ecco nel dettaglio l’andamento del quadrimestre secondo i dati forniti da Federalberghi a Como.
GENNAIO +0,7% di presenze (+2,4% italiani e -1,8% stranieri) -4,4% lavoratori occupati (3,4% indeterminato e -5,8% determinato)

FEBBRAIO +7,0% di presenze (+3,8% italiani e +11,2% stranieri) -1,5% di lavoratori occupati (-2,0% indeterminato e -0,7% determinato)

MARZO -0,9% di presenze (-4,5% italiani e +3,3% stranieri) -1,2% lavoratori occupati (-1,8% indeterminato e -0,4% determinato)

APRILE -2,1% di presenze (-2,4% italiani e -1,7% stranieri) -2,3% di lavoratori occupati (-1,4% indeterminato e -3,3% determinato)

TOTALE +0,8% di presenze (-0,4% italiani e +2,2% stranieri) -2,4% di lavoratori occupati (-2,2% indeterminato e -2,7% determinato)

SUB-TOTALE

MARZO/APRILE -1,5% di presenze (-3,4% italiani e +0,4% stranieri) -1,8% di lavoratori occupati (-1,6% indeterminato e -2,0% determinato)

 

 

Quanto vale un evento

 

 

Dal Giubileo all’Expo, dalle Olimpiadi alle Capitali della Cultura. Passando le grandi esposizioni d’arte, come ad esempio la mostra incentrata sulla Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer a Bologna, e i grandi appuntamenti culturali. Che gli eventi siano grandi, medi o piccoli, trasformano la morfologia economica, infrastrutturale, mediatica e sociale di un territorio e il turismo ne beneficia con ricadute positive molto più ampie. E a dare alcune cifre precise c’è uno studio di Ciset/Ca’ Foscari Venezia presentato dal direttore Mara Manente all’assemblea di Federalberghi.
Esiste un effetto moltiplicatore che porta a raccogliere per ogni euro investito per ristrutturazioni e costruzione di nuove opere circa 1,4 euro di risorse nel sistema economico, per un vantaggio del 40%, in grado di contribuire alla crescita del Pil nazionale. Da non trascurare anche i “piccoli eventi”, il cui effetto derivante dalla spesa dei visitatori è addirittura maggiore e rimane più ancorato al territorio con una contabilizzazione immediata.
I GRANDI EVENTI – Nel caso del Giubileo del 2000 1,6 miliardi di finanziamenti a Roma per manutenzioni, restauri e ristrutturazioni hanno attivato circa altri 640 milioni, il contributo al Pil nazionale è stato di circa 1 punto percentuale. Per Genova 2004 capitale della cultura il 75% dei circa 265 milioni investiti è stato destinato a interventi strutturali, attivando circa altri 80 milioni. A Torino 2006 il 65% dei 3,3 miliardi investiti è stato destinato a interventi strutturali, attivando altri 960 milioni. Il contributo medio è stato di circa 1 punto percentuale al Pil italiano del 2006 e di 3 punti percentuali al Pil regionale tra il 2005 ed il 2009.
LE MOSTRE EVENTO – Dal caso de “La Celeste Galleria” a Mantova nel 2002 e “La ragazza con l’orecchino di perla” a Bologna nel 2014 si ricavano due dati molto concreti, che somigliano a una costante: i visitatori, a fronte di ogni euro investito, ne hanno spesi dai 14 ai 16. Il valore aggiunto, sempre a fronte di ogni euro investito, è andato dai 5 ai 6 euro a visitatore. E se l’alloggio è risultato la voce maggiore, sono risultati anche molto interessanti i dati sulla ristorazione e fra i prodotti enogastronomici e dell’artigianato locale.
RICADUTE PER IL TURISMO E AZIONI POST EVENTO – Per quanto riguarda il flusso turistico si rileva un aumento di arrivi e presenze con un trend superiore a quello tendenziale. Dopo il calo fisiologico dell’anno post evento, negli anni successivi c’è una crescita più vivace rispetto al periodo antecedente. Nel periodo post evento importante è seguire la gestione delle infrastrutture in modo da evitare quelle ‘cattedrali nel deserto’, quali la realizzazione di nuove strutture ricettive, in cui spesso si trasformano i contenitori realizzati per l’occasione.

 

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