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Commercio a Cuorgnè? Più ombre che luci

Qualche anno fa, nel corso di un dibattito per le elezioni amministrative, un noto imprenditore cuorgnatese, sostenne che la città era come un pullmann che gli amministratori dovevano guidare, ma solo decidendo con chiarezza quali fossero la direzione e la meta. Fuor di metafora, la città, in questi mesi, nel bel mezzo di una profonda crisi economica generale, quella sua meta e quel suo percorso li sta ancora cercando, ma almeno, rispetto a tempo addietro, mostra una certa volontà di tracciare un itinerario. Un aiuto in questo senso è arrivato da una “mappa” elaborata da Ascom Confcommercio con uno studio dedicato al commercio cuorgnatese, presentato martedì scorso nella saletta della Ex Chiesa della Trinità. Il relatore, Mario Lippi, che è referente dell’Ascom per le ricerche di mercato, condotte pure a Rivarolo e Castellamonte, ha presentato i risultati di un’accurata serie di interviste condotte fra 528 persone, di cui 434 residenti nella stessa Cuorgnè e 94 in altri Comuni del territorio, di età compresa fra 15 e 64 anni. I dati non sono certo positivi, ma rappresentano un punto di partenza per una riflessione che più volte l’Assessore alle attività produttive il Vice Sindaco Sergio Colombatto, aveva sollecitato: non è certo gratificante, comunque, leggere che i cuorgnatesi che frequentano il centro della città per fare compere sono appena il 21% e che il 63% degli intervistati, sia fra i cuorgnatesi che fra i residenti dei Comuni vicini, ritiene di non fare shopping in città perché non trova tutto ciò che serve, mentre il 53% dei consumatori locali pensa che ci sia una minore varietà nell’offerta rispetto ad altri centri, in primis rispetto a Rivarolo, e, infine, che sempre il 53% reputa le promozioni commerciali meno interessanti. La minore animazione commerciale è poi valutata come un altro fattore di debolezza dal 63% degli intervistati fra i Cuorgnatesi e dal 67% degli altri Canavesani interpellati. Anche per il mercato del giovedì non ci sono buone notizie: la varietà dell’offerta arriva al 40%, rispetto al poco lusinghiero 19% attribuito ai negozi del centro, ma la fiducia arriva soltanto al 10%. Ascom ha indicato una serie di strategie per superare la crisi e tra le altre la necessità di dare una più forte identità al commercio, aggiornando la propria formula commerciale e guardando ai comportamenti e alle preferenze del mercato. Su questi temi si sono pronunciati il capo progetto di “Spring” Mauro Goitre, che ha presentato una serie di opportunità di investimento riservate ai giovani, così come Carlo Mancuso, responsabile di Forter, l’ente di formazione di Ascom. Era presente anche la responsabile dell’Ascom di Rivarolo Luisa Battistella che ha sottolineato con forza il clima di attenzione e collaborazione delle amministrazioni locali e di quella cuorgnatese in particolare con le associazioni di categoria degli operatori commerciali. Tanta disponibilità, dunque, tanto impegno e un approccio rigoroso, dettagliato e scientifico ai problemi del commercio cittadino: è tuttavia mancata la presenza e la partecipazione dei commerciati cuorgnatesi, un fattore indispensabile, altrimenti si fanno i soliti conti senza l’oste… In effetti, si sono registrate poco più di un dozzina di presenze in sala, quasi una sorta di indifferenza nei confronti di questioni e scelte che riguardano il presente e il futuro di tante piccole imprese commerciali, spesso a conduzione familiare, di certo con qualche piccola o grande difficoltà in questa congiuntura tanto complicata. E’ vero che di questi tempi alzare la serranda di un’attività è sempre più pesante, ma se arriva qualche elemento di riflessione e qualche spunto forse bisognerebbe trovare la voglia di ascoltare e pensare: altrimenti le serate a tema, le notti bianche e tante altre pur lodevoli iniziative rischiano di non bastare e di certo non sarà sufficiente neppure il pur appassionante passaggio del Giro d’Italia che il Sindaco ha detto di aver voluto e ottenuto. Il pullmann rischia anzi di fermarsi alla prossima tappa.

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