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CIRIÈ. Un sindaco donna per Ciriè? Non è un sogno

Una donna candidata a sindaco. Un sindaco donna per Ciriè. Poteva sembrare una boutade. Una di quelle anticipazioni false come il made in Italy venduto dai cinesi al mercato di Porta Palazzo a Torino. In realtà, stando ai tam-tam, non è proprio così.

Loredana Devietti c’è e c’è di giorno in giorno sempre di più, mano a mano che il suo nome passa di bocca in bocca, da un negozio del centro all’altro, nei discorsi consumati dentro i bar.

 

Ciriacese doc, anche di nascita. Giovane (classe 1965). Simpatica. Moglie. Madre. Imprenditrice. In politica Loredana Devietti non è mai stata scalfita da un’indagine giudiziaria che sia una. Mai un altarino. Mai niente di niente. Dal 2001 al 2011 consigliere comunale. Poi capogruppo UDC in consiglio provinciale, praticamente dal 2009 e fino al giorno in cui la Provincia è spirata sotto i colpi del Decreto Delrio. Ed è qui che si è occupata a 360 gradi di Cultura, Turismo, Sport, Post-Olimpico, Eventi Straordinari, Sviluppo dei territori rurali e montani.

 

E Loredana c’è e c’è sempre stata anche nell’associazionismo e nel volontariato, tipico delle persone (e non ce ne sono tante) che amano il proprio paese, cercando di viverlo quanto è più possibile senza mai tirarsi indietro. Tra le altre cose ha contribuito a fondare la Scuola Comunale di Danza e dal 1993 è Presidente dell’Associazione “La spada nella Rocca” che organizza una delle manifestazioni più di richiamo di tutta la Provincia di Torino, il Palio dei Borghi.

Si aggiunge che dal 2002 al 2009 ho fatto parte del direttivo provinciale di Torino della Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) dove ha ricoperto la carica di tesoriere e di delegata per il progetto del Parlamento Europeo “Europa Donna”) dedicato al problema dei tumori femminili.

 

Insomma, con Loredana Devietti non ci sarebbe nulla da inventare. Ammirata nel suo partito, l’Udc di Casini, come vice segretario provinciale dal 2007 al 2012, infine valorizzata nel ruolo di commissario dal 2012 in avanti, quando ormai quel partito stava boccheggiando sotto i colpi di un renzismo imperante ovunque e anche qui da noi, si posiziona ideologicamente al centro e quando uno sta al centro non può definirsi distante dagli elettori di centrosinistra, né da quelli di centrodestra.

Un candidato a sindaco ideale anche un po’ per rompere un’amministrazione della cosa pubblica che con Brizio è stata senza soluzione di continuità per due intere legislature. Una boccata di aria nuova in una città che evidentemente, ed è sotto gli occhi di tutti, avrebbe bisogno di un cambiamento vero, non per le cose non fatte o fatte, proprio nella scelta delle cose da fare e da non fare.

La differenza potrebbe passare una donna. Perché hanno un modo diverso di guardare il mondo e fors’anche le caratteristiche giuste per cambiarlo.

 

 

 

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