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CIRIÈ. Simone e Antonio sognano di sposarsi

Fra un anno, forse, coroneranno quello che fino a poco tempo fa, per loro, poteva essere solo un sogno. Quello di sposarsi. Simone Giulietti e Antonio Marando sono due ragazzi gay. Sono fidanzati da quattro anni, da tre convivono a Ciriè. Non sanno ancora bene se si sposeranno a Ciriè o a San Maurizio. Ma sanno che si sposeranno. Basta e avanza questa certezza, per chi fino a pochi mesi fa non aveva neanche questo diritto. Simone ha 25 anni, è cresciuto a San Maurizio e lavora come addetto vendite in un supermercato a Mathi. Antonio ha un anno in più, lavora come barista a Torino, ma ha passato la sua vita a Susa.

 

Come e quando avete scoperto la vostra sessualità?
Simone: “Avevo vent’anni. Credo che ognuno sappia già di essere gay, ma ci vuole un attimo per accettarlo e per guardarsi intorno”.
Antonio: “Io l’ho capito a 16 anni. Quando entrano in gioco gli ormoni, capisci cosa ti attrae”.

 

Come vi siete conosciuti?
A ballare in discoteca a Torino, quattro anni fa, ad ottobre”.

 

Come hanno reagito le persone a voi vicine quando hanno scoperto il vostro essere gay?
Simone: “Io sono stato fortunato. I miei genitori hanno reagito bene. Mio padre ha preso la novità con tranquillità, per mia madre c’è voluto un pochino di più ma relativamente poco, si è messa l’anima in pace. Per mia sorella, gli amici e i colleghi di lavoro non c’è nessun problema. Non ho mai trovato una persona che non accettasse la mia sessualità”.
Antonio: “Per me, purtroppo, la situazione è opposta. Non ho più rapporti con la mia famiglia. Io sono sempre stato sincero con tutti. I colleghi di lavoro e gli amici mi hanno capito. Anche perché ho sempre lavorato in bar e ristoranti frequentati da attori e calciatori, mondi in qui l’omosessualità non è un tabù”.

 

E la società di Ciriè e dintorni come l’ha presa?
Non sbandieriamo il nostro essere gay, sappiamo che non è semplice per molte persone capirci. Non andiamo in strada mano per mano, non ci baciamo per strada. Molti non sanno neanche che siamo gay. Ovvio che se ci chiedono qualcosa in merito lo diciamo tranquillamente. Io (Simone ndr) sono animatore in oratorio a San Maurizio, ho parlato con il parroco e mi ha detto che la cosa importante è la fede. Ci sono stati dei problemi di genitori che si sono lamentati, ma il parroco ha sempre zittito le voci ed è finita lì.
Noi (dice Antonio ndr) andiamo da una parrucchiera nostra amica a San Maurizio, tutti conoscono Simone e riconoscono me, e non hanno nessun tipo di problema.
Poi dobbiamo dire che sui gruppi Facebook di cui facciamo parte nessuno ci ha detto nulla di male, anzi molti hanno detto che dovremmo sposarci”.

 

Avete mai subito casi di discriminazione?
No, mai”.

 

Cosa vorreste dire alla gente di Ciriè e dintorni?
Vogliamo far capire che siamo persone normali, viviamo come vivono tutti gli altri, non c’è nessuna differenza. Capiamo e sappiamo che è giusto che la chiesa non consenta il matrimonio, perché il fine del matrimonio è la procreazione, ma siamo contenti che adesso ci si possa sposare con il rito civile, non capivamo il motivo per cui non si potesse.
È importante far capire che siamo persone normali alle famiglie che possono non accettare l’omosessualità del proprio figlio, o ai ragazzi che non si dichiarano apertamente verso i propri genitori per paura”.

 

Il sindaco di Favria ha detto che non sposerà le coppie gay. Cosa pensate di questa faccenda?
“Pensiamo che ci sia tanta ignoranza dietro questa posizione. Ignoranza e paura di essere giudicati deboli. Il pensiero potrebbe essere: “Chissa cosa pensano i cittadini se approvo una cosa del genere””.

 

Volete sposarvi?
“Sì, l’idea c’è. Stiamo chiedendo informazioni. Non sappiamo ancora se ci sposeremo a Ciriè o a San Maurizio. Sarebbe il primo matrimonio gay sia in un Comune che nell’altro”.

 

Qual è il vostro sogno?
“Stiamo insieme da quattro anni, abbiamo problemi e soddisfazioni come tutti. Un traguardo come il matrimonio, che due anni fa poteva essere il nostro sogno, ora è fattibile. Siamo contenti, siamo delle persone fortunate”.

manuel.giacometto@gmail.com

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