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CIRIÈ. Rödja racconta la sua vita a ritmo di musica

Tre squilli e prende la chiamata. In sottofondo, tanto bassa da non disturbare nemmeno un’intervista, c’è della musica. Cristiano Ruggero in arte Rödja, 30 anni, non smette un secondo di dedicarsi alla sua passione. Una persona che si dà da fare, si direbbe. Ed è proprio così. “Quando vedo un buco, ci entro dentro” scherzava Totò ma mica tanto e non scherza neanche Rödja quando trova uno spazio da riempire con la sua musica, le sue passioni, la sua energia, il suo ritmo.

Ruggero vive a Ciriè da 8 anni, prima stava a Caselle. Lavora nell’azienda a conduzione familiare di abbigliamento donna, occupandosi dell’assistenza clienti e della vendita diretta dal cliente. Ma è la musica che scandisce i tempi della sua vita. L’obiettivo ultimo, il sogno dei sogni. Un impegno quotidiano che pian piano comincia a dare i primi frutti, dopo tanto sudore e dopo tanta fatica.

Pochi giorni fa Rödja ha lanciato il suo ultimo progetto, “Angry Liön”, nato dallo stretto rapporto con il Reload Music Festival, noto festival italiano di Electronic Dance Music (Edm). L’etichetta è la Reload Music, in collaborazione con Sony. “Il mio genere è il dub-reggae, ho rafforzato le basi electro e il progetto è piaciuto – racconta -. Abbiamo in programma altre undici uscite oltre la prima dell’8 gennaio. Saranno pubblicate ogni secondo lunedì del mese su Youtube, Spotify e tutte le altre piattaforme online”.

La prima traccia, “Angry Liön #00”, prodotta da NeroArgento e JVLY, ha raggiunto le 10mila visualizzazioni sul “tubo” in appena 4 giorni.  Ogni traccia avrà produttori diversi.

I brani – sottolinea Rödja non superano i 2 minuti e 30, per trasmettere la massima energia nel minor tempo possibile”.

Rödja, come descriveresti “Angry Liön #00”? 

È una traccia energica, accattivante, incalzante. Le strofe rispecchiano molto la mia personalità. Ho scelto di utilizzare geometrie hip hop per differenziarmi dall’altro mio progetto, il disco che ho già chiuso.

Com’è nata la tua passione per la musica?

È nata all’eta di 15 anni, quando  ho cominciato a frequentare le prime discoteche e i primi club. Mi appassionava molto la musica dance. Ma comunque già da piccolo cantavo qualsiasi cosa…

Quali sono stati i tuoi primi passi nel mondo della musica?

Quando è arrivata la voglia di trasmettere sensazioni alle persone, ho preso il microfono in mano e ho cominciato a fare il vocalist e l’M.C, ad intrattenere la folla. Da lì in poi c’è stato un evolversi. Ho iniziato a mettere dischi, insieme ad altre persone ho dato vita al party di musica techno Calima nelle Valli di Lanzo. Nel mentre, ormai 5 anni fa, ho cominciato a studiare canto, cosa che faccio tuttora. È una passione che non smetterà mai, perché voglio continuare ad arrichire il mio background sempre. È fondamentale avere le giuste competenze tecniche per dare vita al prodotto finale migliore possibile, cioè nel mio caso arrivare al singolo individuo in maniera emozionale. Questa è un po’ la mia filosofia…  

Com’è nato Rodja?

“Arrivavo da un progetto di musica electro che si chiamava Zaon. Un paio di anni fa è andato scemando e ho deciso di ripartire da zero, di crearmi un personaggio nuovo. Ho cominciato a lavorare con NeroArgento, che ha creduto in me, nel mio personaggio, è mi ha aiutato a reinventarmi a livello musicale. Di qui è nato in un anno il disco di 10 tracce. Rödja e la sua musica nascono un po’ così, dal bisogno di una facciata nuova…

Quali sono gli artisti da cui trai maggiormente ispirazione?

Sicuramente chi mi ha tramesso di più a livello musicale è Dub FX. Ma trovo ispirazione anche da artisti raggae come Damian Marley. Per quanto riguarda la scena italiana, invece, ascolto il rapper Salmo. Ma badate bene, io non sono un rapper, sono un cantante. Se utilizzo le geometrie hip hop lo faccio perché sono in grado, ma non faccio rap, non manco di rispetto a chi lo fa da sempre. 

Hai altri hobby oltre la musica?

La musica! (ride ndr). Tutti i soldi che guadagno li investo nella musica, domani voglio riuscire a vivere di questo, voglio poter mangiare grazie alle mie canzoni. Più che un sogno si tratta di una guerra continua, che combatto ogni giorno. Se non smetti mai di combattere, sono convinto che prima o poi i risultati arrivano. Basta guardare la traccia pubblicata pochi giorni fa, ha avuto un feedback ottimo finora. Insomma, siamo partiti a bomba!

Come ti vedi fra vent’anni?

Per uno che vive giorno per giorno è difficile immaginarsi fra così tanto tempo. Spero di poter avere una famiglia e dei figli. Spero di poter spaccare sui palchi, di aver costruito qualcosa a livello musicale e di continuare a farlo, di avere la stessa verve che ho oggi. 

Cosa offrono il ciriacese e le Valli di Lanzo ai giovani artisti come te? 

Nulla, bisogna scriverlo a caratteri cubitali! Anche il Taurus di Ciriè è chiuso da mesi, io in primis sto lottando per riaprirlo, ma non si fa nulla. Bisogna ripartire da zero, e le persone disposte a farlo ci sarebbero. 

Quale sarà il tuo prossimo passo?

Sicuramente cercherò di piazzare al meglio il disco con qualche etichetta indipendente. Dopodiché studierò la strategia giusta per spingerlo al massimo, per far conoscere la mia musica e la mia energia!

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Blogger: Manuel Giacometto

Manuel Giacometto
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