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Palio dei Borghi 2017

CIRIÈ. Il racconto del Palio dei Borghi 2017

(Su “La Voce di Ciriè e dintorni” in edicola da martedì 20 giugno lo speciale sul Palio dei Borghi con tutte le foto dei 6 Borghi e del Corteo Storico)

 

 

Giallo e  azzurro, fianco a fianco, come non avremmo mai potuto immaginare. Una festa a due colori, una gioia condivisa… ma un’emozione unica.

Loreto e San Martino hanno vinto il Palio dei Borghi (e anche il premio per il miglior corteo storico). Un parimerito, per la prima volta nella storia della manifestazione. Ed è certo che questa tredicesima edizione rimarrà indelebile nei ricordi dei ciriacesi, per la “doppia” vittoria e per tanto altro. Nel bene e nel male, come per i battibecchi  tra alcuni tifosi, negli ultimi minuti, che potevano sfociare in una rissa. Tant’è, è innegabile che sia stato un successone.

Il Palio comincia venerdì sera, con la novità delle “Cene in bianco e…”. Ogni Borgo si è organizzato con tavoli, sedie, cibo e bevande. Sei cene diverse in sei zone della città, un totale di circa 700 persone partecipanti. Durante la serata, su di una carrozza trainata da cavalli, la Marchesa di Savoia (Barbara Re), il capo delle guardie (Luca Borello) e il sindaco Loredana Devietti portano i loro saluti in tutti i borghi. Insieme a loro, sul suo cavallo, Giorgio Fornero, il nuovo presidente de La Spada nella Rocca, l’associazione che ha organizzato la tre giorni.

La serata di sabato si apre con il corteo storico. Centinaia di persone con addosso i costumi medievali di secoli ormai perduti. Nobili, cavalieri, preti, borgomastri, damigelle,   guardie e chi più ne ha più ne metta.

Alla fine del corteo, nel viale Martiri della Libertà e a Palazzo D’Oria, cominciano i giochi. Via alle prima fasi del tiro alla fune, che si concluderanno il giorno successivo, e via al tiro con l’arco.  Tra gli arcieri primeggia di misura San Martino, secondo posto Devesi, terzo San Sudario, poi Loreto, Rossetti e San Rocco.

Domenica è la giornata più impegnativa. La mattina le celebrazioni in Chiesa, il pomeriggio riparte il corteo storico e poi è tempo degli ultimi giochi.

La prima tenzone equestre, “la mazza nel cesto”, non ha un vincitore. Vista la parità nelle gare, i giudici decidono di dare lo stesso punteggio a tutti. La seconda tenzone, “la spada nella rocca”, vede trionfare Rossetti, davanti a Loreto. Sul gradino più basso del podio San Sudario. Quarto San Martino, quinto San Rocco, sesto Devesi.

Poi è il momento delle finali del tiro alla fune, con il grande successo dei devesini su Loreto. Al terzo posto Rossetti, al quarto San Martino, al quinto  San Rocco e ultimo San Sudario. Resta la staffetta, e la classifica è corta. Insomma, tutto si deciderà all’ultimo minuto.

La staffetta comincia e tutto fila liscio fin quanto un corridore di Rossetti, al passaggio del testimone, cade e s’infortuna, probabilmente una lussazione alla spalla. Il giudice di gara decide su due piedi di far ripartire un corridore che aveva già corso, visto che Rossetti non ha un sostituto.

Alla fine taglia il traguardo per primo proprio Rossetti. E i viola cominciano a festeggiare, sembra ormai fatta. Gli altri borghi, invece, fischiano la decisione presa dal giudice.

Un caos. E così gli organizzatori decidono di riunirsi con i responsabili dei Borghi per decidere il da farsi. Tutti, tranne ovviamente Rossetti, decidono che la vittoria non è valida perché non doveva partire lo stesso corridore ma un sostituto.

Gli organizzatori prendono ancora un po’ di tempo e poi danno il verdetto. Rossetti è squalificata dalla staffetta. Anche Devesi, visto che uno dei corridori ha confuso la linea d’arrivo e ha lasciato cadere il testimone prima.

La classifica finale è la seguente: Loreto e San Martino vincono il Palio con 24 punti, San Sudario al secondo posto con 19 punti, Devesi e Rossetti terzi con 18 punti, San Rocco quarto con 14 punti.

Partono gli sfottò verso Rossetti e qualche testa calda si scalda eccessivamente. Qualcuno lancia fumogeni, viene anche colpito l’assessore Fabrizio Fossati, ma le forze dell’ordine intervengono e la situazione si calma subito.

Una brutta macchia negli ultimi minuti che però non può e non deve intaccare il successo della manifestazione. Singoli episodi che nulla c’entrano con il calore del tifo organizzato. Quel calore che al Palio è incarnato dalle tifoserie, in primis dai giovani festaioli di Devesi, i San Peru Boys e le San Peru Girls, tra coreografie, striscioni, fumogeni, ma anche dagli altri borghi, come per i tamburini di San Rocco e i simpatici quanto irriverenti cori di Rossetti.

Fornero, però, è rammaricato.

“È stato un Palio con grandi difficoltà da mettere in piedi, viste le normative e le circolari venute fuori all’ultimo minuto – commenta a caldo -.  Abbiamo fatto salti mortali, non mi aspettavo di chiudere in modo vergognoso una manifestazione iniziata coi migliori auspici. Sembrava valesse la pena fare dei sacrifici. Abbiamo chiuso in bellezza venerdì e sabato,  oggi mi sono sentito in dovere di ringraziare tutti per la collaborazione nella migliore riuscita del Palio. Poi, per un disguido, una decisione arbitrale non piaciuta all’uno o all’altro, abbiamo rischiato la rissa. Dover fare intervenire le forze dell’ordine in una festa del genere è assurdo, non ho mai visto una cosa così. Certo, non piace perdere a nessuno, ma si tratta di un gioco. Pensavamo prevalesse la coscienza del giudice per quanto riguarda il corridore di Rossetti, la decisione era presa, invece si è deciso di far valere la rigidità del regolamento. Sono deluso e amareggiato, ho trascurato lavoro e famiglia per impegnarmi nell’organizzazione del Palio”. 

E per il futuro… “Se questo episodio pregiudicherà la 14esima edizione? Non so cosa pregiudicherà. Sicuramente c’è stato poco rispetto che me e per chi ha lavorato tanto in questi giorni, con tutte le responsabilità che ci siamo presi”.

Il bilancio del sindaco Devietti, invece, è positivo.

Questa edizione ha avuto un grande successo – dice – sia nei numeri sia nello svolgimento. Le cose sono andate bene, nonostante tutta l’organizzazione per adeguarsi alle nuove normative. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per la buona riuscita della manifestazione, dalle forze dell’ordine ai volontari dal direttivo de La Spada nella Rocca a tutte le persone che si sono impegnate negli ultimi mesi. Mi spiace per l’atleta caduto durante la staffetta, spero che stia meglio e si riprenda presto. Per quanto riguarda gli ultimi minuti, è normale che ci sia competizione e che gli animi si scaldino, l’importante è che i piccoli incidenti di percorso siano controllati. Non è successo nulla di così grave. Ogni anno qualcuno è più scontento e qualcuno più contento, ma ritengo che il risultato finale sia di 3 giorni di grande festa”. 

La festa dei Borghi vincitori è continuata durante la serata.

 

manuel.giacometto@gmail.com

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