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giustino scotto d’aniello e simona bellezza dell’ufficio politiche sociali e l’assessore andrea sala

CIRIÈ. Emergenza abitativa, un lungo dibattito sul nuovo regolamento

Si è parlato di sociale, di povertà, di casa e di chi una casa non ce l’ha nel corso dell’ultima seduta della III Commissione consiliare, andata in scena martedì scorso nel salone al piano terra di Palazzo D’Oria.

Una prima discussione durata diverse ore sul “Regolamento comunale per l’assegnazione degli alloggi sociali destinati ai casi di emergenza abitativa”.

Di che si tratta? Dell’istituzione di una commissione comunale che avrà il compito di destinare il 25% degli alloggi in disponibilità ai nuclei familiari in situazioni – appunto – di emergenza abitativa.

Stiamo cercando di dotarci e di affinare gli strumenti – ha spiegato l’assessore Andrea Salache permettono di garantire in maniera equa e trasparente il diritto alla casa”. Si parla di “assegnazioni con riserva”, ovvero fuori dalla tradizionale graduatoria redatta da Atc. E si prevede l’istituzione di una commissione che dovrà valutare i requisiti dei nuclei per l’accesso alle abitazioni. Ne faranno parte 4 membri permanenti, espressi dal consiglio comunale, e l’assessore Sala, tutti con diritto di voto. Non avranno questa facoltà invece i tecnici degli uffici comunali, che avranno in questa sede più un ruolo consultivo. “La commissione – ha sottolineato Salanon avrà carattere vincolante sulle assegnazioni, pertanto la giunta comunale dovrà motivare i provvedimenti assunti in divergenza. Peraltro, l’Amministra avrà la possibilità di assegnare alloggi in deroga per 2 anni, provvisoriamente, sulla base di alcuni requisiti particolari”. Per garantire una gestione trasparente delle pratiche sarà redatta una speciale graduatoria di emergenza abitativa, aggiornata ad ogni riunione della commissione. “La casa è un diritto – ha aggiunto l’assessore – ma anche la correttezza è un dovere civico, pertanto verificheremo a fondo le dichiarazioni dei nuclei che faranno richiesta di alloggi”.

La discussione

Primo a prendere la parola il consigliere del Pd, Federico Ferrara. Il dem ha proposto una modifica della composizione della commissione, che da regolamento è formata da 3 consiglieri di maggioranza e uno della minoranza. Ferrara ha proposto di pareggiare il numero dei consiglieri, e Sala sembra aver recepito la richiesta. Tanto anche l’assessore, oltre ai 4 consiglieri, ha diritto di voto. Davide D’Agostino, centrodestra, ha espresso perplessità sul mancato diritto di voto ai responsabili dell’Ufficio Politiche Sociali e del Cis in commissione. “Ma d’altro lato prevediamo che le decisioni non siano a carattere vincolante – ha sottolineato – lasciano quindi all’Amministrazione la possibilità di superare la commissione. Mi sembra un po’ un corto circuito… Non ha più senso coinvolgere gli uffici nella commissione?”.

Giustino Scotto D’Aniello, dell’ufficio Politiche Sociali, ha sottolineato che la titolarità delle assegnazioni, secondo la legge, rimane sempre in capo all’Amministrazione. Pertanto la commissione dev’essere non vincolante.

Franco Silvestro, Movimento 5 Stelle, ha chiesto invece chiarimenti sul numero di assegnazioni di cui si dovrebbe occupare la commissione. Ogni anno vengono date in disponibilità alle famiglie 2 o 3 case. E visto che l’emergenza abitativa riguarda solo il 25% delle assegnazioni, non ce ne sarebbe insomma neanche una all’anno.

Ferrara ha poi sottoposto il problema di un regolamento ristretto alla sola Ciriè. “Non sarebbe meglio – ha chiesto – pensare a livello di Unione dei Comuni?”.

Sarebbe bello – ha esclamato Simona Bellezza, dell’Ufficio Politiche Sociali -. Ma non s’ha da fare”.

Non tutti i comuni hanno case popolari – ha spiegato Scotto D’Aniello -. Solo Ciriè, Caselle, Nole e Borgaro ne sono provvisti. Poi ci sono piccole unità sparse negli altri comuni. Inoltre l’ambito dell’Unione dei Comuni non coincide con l’ambito dell’Atc. Potrebbe essere interessante, invece, il discorso di una graduatoria unica per le assegnazioni ordinarie”.

“Bisogna fare sinergia con altri comuni”

“Per fortuna la nostra richiesta di modifica sulla composizione della commissione tra maggioranza e minoranza è stata recepita, se no sarebbe stata bilanciata. Siamo comunque convinti, nonostante la differenza tra territorio di competenza Atc e di competenza dell’Unione dei Comuni, che sia necessario pensare alla sinergia tra Comuni. Comunque si spera che l’obbiettivo della giunta sia quello di collaborare su questo tema e non semplicemente scaricare parte della responsabilità in merito a queste scelte alla commissione”.

Federico Ferrara

“Allora il diniego di Brizio era un atto politico”

“Dopo anni a chiedere l’introduzione di questo regolamento, fa piacere che sia arrivata un’apertura di questo tipo. È insomma emerso come il diniego della giunta Brizio fosse un atto di volontà politica. Dopodiché, è chiaro che il numero delle assegnazioni sarà basso, una goccia nel mare rispetto alla reale esigenza, ma è comunque una leve a disposizione della città. Bisogna chiarire alcuni dettagli, ma la strada è giusta. È importante però portare avanti altri interventi, non fermarsi a questo”.

Davide D’Agostino

“Risposta sbagliata ad una domanda legittima”

“Questo è un  regolamento inutile, si tratta di una risposta sbagliata ad una domanda legittima. Sarebbe necessario parlare di organizzazione interna, di maggiori risorse, di rotazione degli alloggi. Mi aspettavo questo, non l’istituzione di una commissione che prende le decisioni fino ad oggi in capo all’assessore. Insomma, un altro carrozzone. Fosse un primo passo per strutturarsi e fare qualcosa di nuovo, allora andrebbe bene, ma in programma secondo quanto detto anche da sala non c’è null’altro”.

Franco Silvestro

“D’accordo in linea teorica, eppure a Ciriè…”

“Formalmente sono d’accordo con l’istituzione della Commissione per l’Emergenza Abitativa, ritengo possa anche essere utile. Eppure nella sostanza, in questo caso, mi sembra che si tratti più che altro di scaricare le responsabilità dell’Amministrazione e dell’assessore alla commissione composta dai consiglieri. Il messaggio che è passato è questo, e non sono l’unico a pensarla così. Una nota positiva? È stata accolta la proposta di Federico Ferrara di portare a due il numero dei consiglieri di minoranza”.

Mattia Masangui

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