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CIRIÈ. Il consigliere più giovane di Ciriè ha soli 23 anni

Gabriele Reggiani, 23 anni, è il consigliere più giovane del parlamentino della città dei D’Oria.

È entrato nel consiglio comunale di Ciriè grazie alle surroghe avvenute dopo la scelta della squadra di assessori da parte del sindaco Loredana Devietti.

Reggiani studia Diritto per le Imprese e le Istituzioni presso l’Università di Torino.

Da circa un anno è borsista nell’ambito di un progetto di accompagnamento di studenti disabili. Collabora con un giornale locale ed è attivo in diverse associazioni del territorio, sia nell’ambito cattolico che in quello laico, come la Caritas Giovanile, il Coro degli Angeli, Telefono Azzurro Onlus e l’associazione antimafia Libera.

Gabriele, ti aspettavi di riuscire ad entrare nel consiglio comunale?

No, inizialmente no. Ho intrapreso questa avventura con uno spirito non basato sul pensare alla poltrona del consiglio, per questo non me l’aspettavo.

Come ti sei mosso in campagna elettorale per arrivare a questo risultato?

Mi sono mosso innanzitutto grazie alla passione che mi ha trasmesso fin dalla fine di aprile Loredana, poi grazie alla determinazione dei compagni della lista. È stato bello parlare coi ciriacesi nelle varie occasioni di incontro e nei banchetti. Devo ringraziare per questo risultato i miei familiari, gli amici di famiglia e alcuni coetanei perché anche grazie a loro ho raggiunto questa splendida metà.

Ti sei chiesto perché Loredana Devietti ha vinto?

Certo che me lo sono chiesto. Penso che abbia vinto – e lo scarto di voti al ballottaggio lo conferma – perché i ciriacesi hanno voluto il cambiamento. Ciriè è una città che vuole cambiare ma con una persona fidata e conosciuta come Loredana, una persona nota nel panorama ciriacese. I cittadini sentono il bisogno di rivedere di nuovo una città bella, organizzata, pulita, a portata di tutti. Ciriè, nel corso del tempo, ha perso queste caratteristiche.

Cosa ti aspetti da questa esperienza?

Mi aspetto che sia un’esperienza formativa, è questo il primo aggettivo che mi viene in mente. Sono giovane, inesperto, ma posso dare il mio contributo in alcuni settori, in base alle mie competenze e alle mie conoscenze. Mi aspetto un’avventura allo stesso tempo divertente: manterrò i rapporti con la lista e avrò occasione di vedere da vicino il funzionamento della macchina amministrativa. Questo mi farà capire come funziona il mio Comune e come è organizzato. È qualcosa che mi motiva ad andare avanti per capire come, quando e dove vengono prese le decisioni che poi coinvolgono i cittadini.

Quanto sono importanti i giovani per la politica?

I giovani hanno un ruolo secondo me importante. Vedo che alle ultime elezioni la partecipazione giovanile è aumentata, vista la maggior presenza tra i candidati e in consiglio. Io ringrazio Loredana perché ha saputo dare fiducia e invogliare giovani come me, darci le giuste motivazioni. I giovani sono importanti, spesso ci si dimentica che un ricambio in politica ci deve essere. Iniziare a guidare i giovani che in questa esperienza mettono buona volontà è qualcosa che prima o poi bisogna fare. Loredana su questo ha puntato molto, speriamo possano vedersi realmente i risultati.

E per la politica ciriacese?

Anche per la politica a Ciriè vale lo stesso discorso, anche se la lente di ingrandimento si restringe. I giovani sono importanti per lo stesso motivo, per il ricambio generazionale. È giusto che i giovani vengano instradati e guidati per conoscere la macchina amministrativa. Sono contento che questo sia un anno dove c’è così tanta gente giovane in consiglio, è un buon segnale.

Qual è il tuo obiettivo per questi 5 anni?

Il mio obiettivo, in primis, è di riuscire ad imparare, mettendoci la buona volontà. Sono consapevole che la mia prima sfida è quella di comprendere, perché la macchina amministrativa è un sistema complesso, ci vuole tenacia e costanza per imparare. Vorrei, nel mio piccolo, sostenere l’associazionismo, sia laico che religioso, creare maggiore collaborazione nell’ambito dei vari enti e istituti che collaborano con il Comune con fini come l’occupazione, la tutela abitativa, la tutela del sociale, settori che sento a me vicini per la mia esperienza. Poi, se Dio vorrà, cercherò di mettere in pratica sempre di più le tecniche e gli insegnamenti che riceverò pian piano.

Ti aspetti la delega alle Politiche Giovanili o alle Associazioni come consigliere delegato?

Allo stato attuale sinceramente non lo so. Siamo ancora in una fase di grande euforia e di grande senso di responsabilità, dovuto al primo consiglio comunale e all’avvio di questa avventura. Sono ancora talmente sorpreso, felice e soddisfatto, ma so che questo è solo l’inizio. Passo dopo passo cercherò di aumentare le mie conoscenze, nell’ottica di fare il meglio per i cittadini. Se mi saranno date deleghe non lo so, ma so che ogni ragionamento Loredana lo fa a tempo debito e a ragion veduta. Sono sicuro che punterà sulla persona più competente e coerente. Fino ad oggi il nostro gruppo ha collaborato sempre unito e mai riflettendo sulle poltrone.

Personalmente ti piacerebbe ricevere deleghe?

Da una parte mi piacerebbe, dall’altra so che il ricevere deleghe implica una grande responsabilità. Sono d’accordo nel pensare che ci sono persone più capaci e competenti di me, magari collaborerò con loro e fornirò le mie idee.

È l’inizio di un lungo percorso o sarà un’avventura di 5 anni?

Bella domanda. Fino ad ora è stata tutta grande sorpresa, vedrò nel corso del tempo come si evolverà il mio futuro, anche a livello scolastico e lavorativo. Se la motivazione resta questa, ci sono possibilità che la storia prosegua. Altrimenti sarà stata una bellissima parentesi, per me indimenticabile.

Qual è il tuo sogno?

Di sogni ne ho tanti. In questo momento il principale è quello di rivedere la città al centro delle attenzioni e al centro dell’area del Basso Canavese e della Valli di Lanzo, così come la geografia impone. Farò di tutto alla città dei D’Oria vengano restituite la centralità e l’importanza che meritano.

Non hai un sogno più personale?

Quello di terminare gli studi qui in Italia. Devo dire che siamo a buon punto. Penso però che oggi un’esperienza all’estero possa arricchire il proprio curriculum. Mi piacerebbe intraprendere una professione di tipo multidisciplinare nell’ambito giuridico o comunque nell’ambito della comunicazione. Non ho un sogno nel cassetto riguardo ad una professione, voglio andare avanti e vedere quello che mi offre il mondo.

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