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Palazzo D'Oria

CIRIÈ. A Palazzo D’Oria i ritratti della famiglia “D’Oria – Gontery”

Palazzo D’Oria ospiterà  dal 26 gennaio fino al 31 marzo un’esposizione temporanea dedicata ai ritratti di alcuni prestigiosi personaggi della famiglia  “D’Oria – Gontery”. Il Palazzo, oggetto dell’importante progetto di riqualificazione “Da Municipio a museo”, avviato grazie alla collaborazione di Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, è già sede di una mostra permanente, dedicata ai Marchesi della nobile famiglia ligure dei D’Oria, proprietaria dell’edificio dal 1576 sino all’inizio del 1900. L’intera collezione di dipinti, composta di 88 quadri, fu restaurata tra il 1988 e il 1995 dal Laboratorio di Restauro Rocca di Balangero. Furono scoperte scritte antiche, occultate da altre più recenti e fuorvianti, che fornirono importanti informazioni sulla reale identità dei personaggi e sui legami tra i membri delle famiglie.  Nel 2016 vide la luce l’allestimento espositivo – in mostra permanente – del primo lotto di 36 tele di personaggi della famiglia D’Oria, scelte tra le più rappresentative per la storia del marchesato e tra le più preziose per la presenza di autori di spicco. Con l’inaugurazione, prevista per il 26 gennaio alle 11, saranno esposte al pubblico nella Sala delle Armi e nella Sala degli Stucchi altre 27 tele, che permetteranno ai visitatori di estendere la conoscenza ad altri personaggi appartenenti ai due casati. In particolare, raffigurano la famiglia D’Oria 14 tele, riportate all’antico splendore grazie a un attento lavoro di restauro, tra cui spiccano due ritratti che rappresenterebbero i fratelli Carlo Francesco Artemone D’Oria e Stefano Andrea Leopoldo D’Oria, ma che presentano una singolare somiglianza con il Duca Carlo Emanuele II, lo stesso che vantava in Palazzo D’Oria un appartamento riservato. Pari visibilità, con 13 ritratti, viene offerta ai Gontery, marchesi di Cavaglià e conti di Faule, la cui quadreria, ricca di opere di ambiti e di pittori celebri quali Pompeo Batoni (1708-1787), Jacob Ferdinand Voet (1639-1689) e la Clementina (1690 – 1761), nel tempo si è congiunta con quella dei D’Oria.

A completamento della mostra, i rimanenti 25 dipinti non esposti vengono rappresentati virtualmente. Come per tutte le opere dell’esposizione permanente, attraverso il QR Code riportato in corrispondenza di ogni didascalia, si accede a una scheda di approfondimento contenente informazioni dettagliate sulle tele e sulle scoperte emerse dai restauri.

La mostra, che rimarrà aperta tutti i  sabati e le domeniche, dalle 16 alle 18, viene realizzata grazie alla collaborazione offerta dall’Associazione Ars et Labor e con gli studenti dell’Istituto Superiore Tommaso D’Oria di Ciriè, che faranno da guida ai visitatori, raccontando le opere esposte e le vicende dei personaggi ritratti.

Siamo orgogliosi di presentare questa nuova esposizione di pregevoli ritratti, che va di fatto a integrarsi con la Quadreria del Marchesi, mettendo a disposizione del pubblico diverse nuove opere di pregevole fattura – dichiara il sindaco Loredana Devietti –. La mostra, realizzata nelle sale auliche che affiancano i locali della Quadreria, utilizza gli allestimenti predisposti per la mostra “L’Artistica Amicizia”  dello scorso anno, dando seguito al progetto che ci porterà a breve a inaugurare un percorso museale articolato tra piano terreno e primo piano del Palazzo D’Oria. Con questa nuova mostra, che espone sia opere reali che opere virtuali, diamo nuova vita a questi ritratti, rendendoli protagonisti di un percorso di valorizzazione complessiva del Palazzo e delle sue bellezze artistiche. Dopo la mostra ‘L’Artistica Amicizia’, che lo scorso anno ha richiamato tante visite e tanta attenzione e non solo dal ciriacese, questa esposizione rappresenta infatti importante tassello del progetto di trasformazione globale di Palazzo D’Oria: non più solo edificio pubblico ma centro d’arte, di esposizioni, di vita culturale. Per la nostra amministrazione è un sogno che si concretizza, al quale lavoriamo con costanza sin da inizio mandato. L’obiettivo che si vuole raggiungere, passo per passo, è la completa riqualificazione e rivisitazione funzionale, per restituire a Palazzo D’Oria il suo ruolo centrale nel contesto culturale ed economico del nostro territorio, ma anche per consolidare l’orgoglio dei ciriacesi per un Palazzo che non ha eguali in questa parte di Canavese”.

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