Redazione

di: Redazione

Home / Torino e Provincia / Ciriè / CIRIACESE. Profughi, l’accoglienza cresce…

CIRIACESE. Profughi, l’accoglienza cresce…

profughi
profughi

Fino a 50 profughi in seconda accoglienza, nell’ambito del progetto Sprar, e fino a 500 in prima accoglienza, nell’ambito dei Centri di accoglienza straordinaria.

Sono i numeri che potrebbero interessare il territorio ciriacese nei prossimi mesi. Nei giorni scorsi il consorzio intercomunale dei servizi socio assistenziali ha illustrato, in commissione consiliare, i progetti per il futuro, insieme alle cooperative che attualmente si occupano dell’assistenza dei profughi, cioè Dalla Stessa Parte di Ciriè e Stranaidea di Torino.

L’obiettivo – spiega il portavoce delle cooperative, Gian Luca Brunaè di ampliare l’accoglienza, visti i buoni risultati ottenuti finora”. Il Cis proporrà ai comuni del territorio di incrementare gli ospiti dello sprar da 30 (tra Ciriè e Lanzo) a 50, e di occuparsi dell’accoglienza straordinaria dei Cas. Attualmente nel ciriacese i profughi nei Cas sono già 300, ma le quote decise dalla prefettura, dati alla mano, parlano di almeno 200 persone in più da accogliere. Basta fare due conti: i comuni fino a 5mila abitanti possono ospitare 20 migranti, tra i 5 e i 10mila si parla invece di 30 persone, mentre se il Comune supera i 10mila abitanti l’accoglienza arriva a 50 persone. “Per il nostro territorio – rimarca Brunala prima accoglienza dovrebbe riguardare 504 persone”. 

Il tema è di strettissima attualità – sottolinea – in questi giorni è stato aperto un nuovo bando legato allo Sprar, cercheremo di muoverci per evitare che l’accoglienza cali dall’alto, come abbiamo già fatto un anno fa. Secondo il Cis è necessario ragionare in una logica di progressivo ampliamento, evitando l’immobilismo”.

Insomma, da un lato aumentare i numeri di prima e seconda accoglienza, dall’altro centralizzare il tutto. E perché? “Il Cis selezionerebbe personalmente gli attuatori dei progetti, per la comunità questo è garanzia di efficacia e adeguatezza, ci sarebbe un maggior controllo vista la prossimità – conclude Bruna -. Ci sono diverse cooperative sul territorio che lavorano bene, si spera di poter continuare a farlo”. 

E intanto dai sindaci sembra ci sia un’apertura verso il Cis. Sarebbe strano il contrario, visto che hanno solo da guadagnarci. La motivazione è presto detta: un conto è organizzare direttamente l’accoglienza, altro conto subire quasi passivamente le imposizioni della prefettura…

Commenti

Leggi anche

consigliocomunale

SAN SEBASTIANO. Approvata la destinazione commerciale della Cadauta

Temi caldi al consiglio comunale di San Sebastiano di sabato scorso. Il sindaco Bava ha …

carabinieri

LEINÌ. Voleva denunciarlo, aggredisce moglie davanti a caserma Cc

Ha aggredito la moglie davanti alla caserma dei carabinieri, dove la donna era andato a …