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Paolo Miletto di Cigliano

CIGLIANO. Covid, parla un circense: “Sono disperato, aiutatemi!”

CIGLIANO. Covid, parla un circense: “Sono disperato, aiutatemi!”. Di Paolo Miletto avevamo già parlato nei mesi scorsi quando, a causa delle prime restrizioni dovute all’emergenza Coronavirus, lui e la sua famiglia, tutti circensi, si erano ritrovati di fatto senza un lavoro e con le attrezzature da pagare. Da allora le condizioni lavorative di Miletto non sono migliorate, tanto da spingere il 48enne di Cigliano a scrivere direttamente al ministro dei Beni Culturali dello Spettacolo dal Vivo, Dario Franceschini.

Mi chiamo Paolo Miletto e chiedo scusa dello sfogo, ma vorrei che provaste a entrare nelle problematiche delle famiglie e immaginare quale situazione personale io stia vivendo”.

Inizia così, la lettera che il ciglianese ha indirizzato al ministro nei giorni scorsi.

La famiglia di Miletto è composta da sei persone: lui, la moglie e quattro figli.

“Appartengo alla categoria dello spettacolo viaggiante da sempre. La mia famiglia vive in questo mondo da oltre 100 anni. Sono semplicemente un piccolo esercente e ho due tipi di licenze: una di teatro viaggiante con esibizione di arte varia e l’altra da circo, con due codici identificativi”.

La sua prima licenza comunale, rilasciata dal comune di Venaria, risale al 1995.

Le scrivo perché stiamo vivendo una situazione lavorativa ed economica drammatica – incalza Miletto -. In data 23 febbraio di quest’anno, causa Covid il mio settore si è dovuto fermare senza poter avere nessun tipo di entrata. Ringraziando Dio ho potuto sfamare i miei figli e tirare avanti con i buoni pasto avuti dal mio comune di residenza. In data 7 luglio il nuovo DPCM ha dato il via libera agli spettacoli, ma con la facoltà di far decidere ai comuni se rilasciare le autorizzazioni per svolgere gli spettacoli. Tra tante avversità si è cercato di campare sino a settembre. Ma visto che gli spettacoli si svolgevano all’aperto i costi sono stai ingenti, tra la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, costo delle marche da bollo, SIAE, dichiarazioni di corretto montaggio e adeguamento per la sicurezza anti Covid. Il maltempo poi ha fatto il resto e il risultato per questa stagione estiva è stato catastrofico”.

Non mi sono dato per vinto – prosegue nel suo racconto -, in attesa della riapertura dei teatri ad ottobre. Invece ho trovato teatri più cari e con meno posti, sempre a causa del Covid. E intanto i media in televisione già annunciavano un lockdown a breve: gente che non esce più e ha paura del divertimento perché spaventati. Nel frattempo le spese di pubblicità, ENEL e SIAE restano, rendendo insostenibile il nostro mestiere che nel tempo si è fatto sempre più difficile, a causa anche delle nuove tecnologie. Ma nonostante ciò abbiamo continuato a credere nello spettacolo dal vivo, che è l’unica nostra vocazione”.

Desidero raccontarle la mia situazione perché sono disperato – continua Miletto -! Nell’agosto 2019 ho acquistato un tendone nuovo a debito (70.000 euro) e ho puntato a fare la piazza di Natale a Vercelli. Tolte le spese, non è andata bene. Ma con la SIAE di questa piazza sono riuscito a ottenere dal Ministero dei Beni Culturali l’assegnazione dell’extrafus, un contributo di 10.000 euro. Per un po’ ci ho creduto ma poi, avendo problemi con il DURC per l’INPS non in regola, non ho potuto percepire questi soldi e, mi hanno detto, anche perché ho percepito il reddito di cittadinanza di 485 euro. Non ho quindi ricevuto nulla e abbiamo dovuto vivere in 6 persone senza lavorare. Vi sembra giusto? Sapete cosa vuol dire mantenere una famiglia con scuola, affitto, utenze, rate, assicurazione e deperimento del materiale, quando quei soldi bastano a malapena per mangiare? Secondo me non ve ne rendete conto. Onorevole Franceschini, quale aiuto ci avete dato? Avete aiutato solo i benestanti! Lei crede che non mi sarei messo in regola con l’INPS se avessi potuto? Prima di pagare i debiti è morale dar da mangiare ai propri figli per tenere unita la famiglia e lottare per sani principi… e lo facciamo da 25 anni! Non so se questo è essere un bravo imprenditore, ma certamente onesto e anche molto sfortunato. L’unica ricchezza sono mia moglie e miei figli. A volte mi consolo pensando a chi sta peggio di me. In fondo dicono che basta la salute… anche se sono diabetico da 6 anni. Mi domando incessantemente perché il Governo, visto l’evento eccezionale che ha colpito anche tutta la nostra categoria non abbia dato un contributo a fondo perduto per aiutare gli imprenditori nella mia situazione o, al limite, pagato l’INPS con quei soldi promessi. Almeno mi sarei tolto un debito e forse sarebbe risultato meno difficile ripartire. Se mai ripartiremo”.

“Sono in preda a un esaurimento nervoso che sta compromettendo i rapporti famigliari e non lo vorrei – conclude -. Ma sono disperato! Sono arrivato a 50 anni senza riuscire a concludere nulla di positivo. Non riesco nemmeno a sperare in un futuro accettabile, e per cercare un po’ di pace non mi resta che il suicidio, a cui continuo a pensare. Vi prego con tutto il cuore, aiutatemi. Sbloccate quei soldi o almeno dateci un contributo a fondo perduto che ci permetta di vivere e di pagare dei debiti senza mettere di mezzo INPS o altro”.

Per la famiglia di Paolo Miletto il circo rappresenta l’unica fonte di reddito.

Chiunque volesse contribuire con una donazione o altre iniziative, può contattare direttamente Paolo Miletto al 338 23 40 259.

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