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CHIVASSO. Wastend: le voci della protesta

Cittadini, sindaci, consiglieri comunali provenienti dai paesi intorno a Chivasso.
Torrazza, Verolengo, Rondissone, Brandizzo, San Sebastiano, Cavagnolo, Montanaro…
Sabato pomeriggio, ad urlare il loro “no” al progetto Wastend, al fianco dei chivassesi, c’erano anche loro.
Camminando insieme per le vie della città, abbiamo posto ad alcuni l’unica semplice domanda che in quel momento si poteva porre: perché stai manifestando?
Tra chi era in gruppo, chi con i figli al seguito, chi con gli amici e chi da solo, ecco cosa ci hanno risposto.
Barbara Squillace, di Rondissone: “Sono qui in veste di cittadina per dire no all’ampliamento di una discarica che porterà altre centinaia di metri cubi di rifiuti sul nostro territorio, che è già fin troppo martoriato. Ma sono anche qui perché sono un’infermeria ed il nostro codice, tra le altre cose, dice che abbiamo il dovere di tutelare la salute dei nostri cittadini”.
Giuseppe Deluca, consigliere di opposizione di Brandizzo, dichiara: “Come l’anno scorso sono qui per rappresentare i cittadini brandizzesi dato che è una tematica di particolare interesse anche per il nostro paese. L’unica cosa che mi rammarica constatare è che il mio gruppo consiliare sia l’unico tra quelli di Brandizzo ad essere presente al corteo”.
Ritengo che la manifestazione oggi sia davvero importante per i cittadini – sostiene Roberto Cottitto, brandizzese -. Da quello che so io, l’ampliamento non prevede la selezione dei rifiuti quindi vedo in tutto questo un potenziale pericolo di inquinamento, un modo che i privati hanno trovato per guadagnare e per non dare niente ai cittadini. Qui devono capire che il rifiuto è una risorsa da valorizzare e che nuovi modelli di riciclo esistono”.
Annamaria Memmo, assessore all’Ambiente di Torrazza: “Il nostro territorio è fin troppo martoriato dalle discariche e dai rifiuti quindi credo che, in occasioni come questa, sia importante esserci ed essere solidali. Sono qui perché non potevo mancare”.
Rosanna Marconi, montanarese: “Partecipo al corteo perché ritengo che la discarica debba morire e non essere ampliata e, inoltre, credo che non sia giusto fare soldi sulla pelle dei cittadini”.
Cristian Corrado, consigliere di minoranza di Gassino: “Sono qui per mio figlio, perché voglio che in futuro possa fare qualcosa di meglio di quello che abbiamo fatto noi. Non voglio che cresca e dica sì ad ogni cosa. Oggi siamo qui per far capire che il rifiuto è una risorsa da sfruttare”.
Andrea Capello, consigliere di opposizione di San Sebastiano: “Sto manifestando perché condivido i motivi della protesta sia dal punto di vista etico sia da quello ambientale…”.
Sono sceso in piazza perché credo fortemente nell’ecologia e nel benessere dei cittadini – commenta il consigliere di minoranza di Montanaro, Piersilvano Ferro -. Voglio che questa vicenda venga risolta una volta per tutte per consegnare ai giovani un mondo senza rifiuti e senza veleni”.
Giovanni Ponchia, sindaco di Montanaro, è uno dei leader della protesta: “Sono qui insieme alla mia amministrazione per tenere alta l’attenzione su questo problema. I montanaresi sono quelli che più verranno danneggiati dall’ampliamento e noi siamo qui per manifestare il nostro dissenso”.
Siamo giovani ma siamo comunque qui perché è arrivata l’ora di dire basta a tutta questa montagna di rifiuti”, dicono Franco Fiato e Raffaele Quitadamo, di Chivasso.
Non posso stare a guardare – è il commento di Marco Marocco, consigliere M5S di Chivasso, unico rappresentante dell’opposizione presente alla manifestazione, e rappresentante della Città Metropolitana -. Tutto il nostro territorio è inquinato: abbiamo una centrale ad olio che brucia grassi animali, i carichi dell’Edipower, il deposito della Esso e pure l’amianto. Abbiamo cava Borra, la discarica di Torrazza ed il deposito nucleare di Saluggia. Tutto questo è demenziale ma l’unica cosa che noi minoranze possiamo fare è unirci ai cittadini nella lotta”.
Adriano Ruzzante, del Comitato di Difesa Ambientale di Montanaro: “Questo territorio è vessato da almeno 30 anni. Noi come comitato non crediamo che Wastend sia un progetto ‘a zero rifiuti’ come dicono perché è un sistema che produrrà materiali che andranno a finire nell’inceneritore. Noi crediamo nel trattamento a freddo dei rifiuti, nel recupero senza combustione. Di danni negli anni ne abbiamo già avuti e non ne vogliamo degli altri”.
Tra i partecipanti alla manifestazione anche Giorgio Bertola, capogruppo Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale: “Sono qui perché questo progetto va contro gli interessi del territorio e dei suoi abitanti. Proprio qualche giorno fa in Regione sono state fatte delle proposte per il trattamento dei rifiuti. Nessuna contemplava l’utilizzo delle discariche…”.

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