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Un momento della consulta ambientale

CHIVASSO. Wastend: Ciuffreda e Corcione contestati

Alla fine il pubblico non ce l’ha più fatta e ha contestato Ciuffreda e Corcione mentre pronunciavano gli interventi conclusivi: urla e interruzioni dalla sala, dove sedevano soprattutto abitanti della frazione Pogliani. E’ stato il momento che ha rivelato la distanza, la frattura, l’incomunicabilità fra i due mondi presenti in sala consiliare giovedì sera al nuovo incontro sul progetto Wastend. Da un lato il sindaco e il vicesindaco che da due ore andavano avanti a scambiarsi complimenti con i rappresentanti di SMC / Waste Italia: tutti felici e compiaciuti di portare a Chivasso un impianto di trattamento dei rifiuti che “non esiste ancora in nessuna parte del mondo”. Dall’altro un gruppo di cittadini della frazione Pogliani che dal sindaco ha atteso tutta la serata, pazientemente e invano, una parola contro quel milione di metri cubi in più di rifiuti che è la vera fregatura del progetto Wastend. Da un lato tutto lo schieramento pro Wastend seduto in alto sui banchi del consiglio comunale, ai posti di comando, sui troni dei nuovi padroni di Chivasso: la giunta (di fatto) monocolore PD e la società SMC, un pezzo della grande holding dei rifiuti Waste/Kinexia/Sostenya di Pietro Colucci. Dall’altro, in basso, sulle seggiole di plastica, i sudditi, cioè le persone che vivono da decenni a fianco della discarica e che comprensibilmente sperano solo che chiuda per sempre. Da un lato il plotone di dirigenti e ingegneri della SMC, grosso modo una decina, che la potente società è in grado di pagare perché da Milano vengano a Chivasso e spendano una serata ad avvolgere in una nuvola di belle parole la realtà di un ennesimo ampliamento della discarica. Dall’altro i poglianesi, che possono solo contare sulla dedizione e sullo spirito di sacrificio degli Zandarin e dei Frigato dell’associazione Terrasana, che al massimo possono sacrificare le ore libere a cavarsi gli occhi sui complicati documenti della discarica, e chiedere aiuto a consulenti esterni, come Cavallari, Drogo, Campaner, che però sono volontari anche loro e non potranno esserci sempre. Da un lato il sindaco e il vicesindaco che invitano i cittadini a nominare loro “consulenti”, e propongono “tavoli” di confronto uno dopo l’altro, un tavolo giuridico, un tavolo ambientale, ecc. ecc., senza volere capire o ammettere che nel caso specifico la moltiplicazione delle sedi di discussione favorisce i potenti: il Comune e soprattutto SMC hanno le risorse per pagare tutti i consulenti che vogliono, e mandarli a tutti i tavoli dell’universo, mentre i poglianesi no. Dall’altro i volontari dell’associazione Terrasana, che inevitabilmente non potranno reggere il ritmo del fitto calendario proposto da sindaco e vicesindaco. A cominciare dal tavolo tecnico del 17 aprile e dalla nuova riunione di consulta giovedì 8 maggio Da un lato i potenti, dall’altro gli indifesi. Che si beccheranno senza misericordia i nuovi rifiuti. E il danno è accompagnato dalla beffa. O meglio dai nobili discorsi che indubbiamente saranno pronunciati giovedì sera in sala consiliare, dove L’ANPI di Vinicio Milani organizza un dibattito su “L’etica dell’impresa e la tutela dell’ambiente. Artt. 9, 41 e 43 della Costituzione”. Relatori: Luca Mercalli, climatologo, e Ugo Mattei, professore dell’Università di Torino. Interverranno il sindaco Libero Ciuffreda e il presidente di Legambiente Massimiliano Tantillo. Prepariamoci. Le previsioni del tempo, le nostre, non quelle di Mercalli, indicano alluvione. Di retorica. Di trombonate. Di prediche. Che non serviranno a toglierci nemmeno un metro cubo di rifiuti.

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Blogger: Emiliano Rozzino

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