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CHIVASSO. Vittime di violenza in aumento anche in città

Nel 1999 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito per il 25 novembre la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Nonostante le campagne di sensibilizzazione e denuncia, e nonostante le cronache giornaliere di episodi drammatici, ancora oggi il fenomeno della violenza sulle donne è in crescita preoccupante. Giorno dopo giorno, in Italia, molte donne continuano ad essere vittime di abusi, violenze domestiche, stalking, maltrattamenti fisici e psicologici, fino ad arrivare ad episodi di femminicidio. Può una società, che tanto ama dirsi civile, tollerare che l’essere donna possa implicare maggior pericolosità?

E Chivasso purtroppo non è diversa dalla realtà del paese, e i dati che ci restituisce il Centro Antiviolenza, inaugurato a Chivasso nel 2013, registrano un fenomeno in costante crescita. Una cinquantina di casi nel 2015 contro oltre un centinaio nei primi 10 mesi del 2018, la gran maggioranza dei quali riguardanti donne italiane provenienti dal nostro territorio: queste donne non sono altre che le nostre madri, le nostre sorelle, le nostre vicine di casa!

E’ proprio partendo da questi dati che noi donne, e consigliere comunali, abbiamo sentito l’urgenza di promuovere un’iniziativa che desse voce a chi non ne ha, e che aiutasse ad alzare l’attenzione dei chivassesi su una ferita che dobbiamo impegnarci a sanare, non limitandoci ad un appuntamento nella giornata del 25 novembre, ma allestendo un evento espositivo di più lunga durata per dire “Basta InDifferenza” – spiegano le donne del Consiglio comunale di Chivasso -.

E per un fenomeno tanto pesante abbiamo pensato ad una forma di comunicazione molto leggera ed immediata: nasce così l’idea di un’istallazione in cui i capolavori universali dell’arte come la Gioconda di Leonardo da Vinci, la Venere del Botticelli o ancora la Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer ci appaiono sfregiati dai segni della violenza. Volti familiari violati. Altri pannelli allestiti ci riportano i dati del centro antiviolenza di Chivasso, i segnali di attenzione che devono farci dubitare di essere in presenza di una violenza e quattro storie per farci riflettere: quella di Nadia Murad, premio Nobel per la pace 2018 e vittima di violenza da parte dell’ISIS, quella di Anna e Seline due donne passate proprio dal centro di Chivasso e quella di Mariuccia (Maria Torasso) uccisa a Chivasso nel 1936 a soli 32 anni.”

La mostra, allestita in piazza della Repubblica sabato 24 novembre, rimarrà presso la biblioteca MoviMente fino al prossimo 8 marzo. Gli altri appuntamenti in calendario, tutti alle ore 21.00, saranno: il 30 novembre presso la biblioteca MoviMente con una selezione di letture tratte da “Donne” di Eduardo Galeano; il 1° dicembre presso il teatrino civico con il concerto “la libertà del jazz contro la violenza sulle donne” – il suono della musica e la forza evocativa delle parole a cura di Blu Room e Officina Culturale; il 7 dicembre sempre al teatrino civico lo spettacolo “il cammino della colpa” dialoghi fra accusa e difesa in processi sulla violenza contro le donne a cura di Ivan Perna.

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