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Marco Marocco

CHIVASSO. Vietate i botti a Capodanno. Lo chiede il Movimento 5 Stelle

Cresce l’allarme per le sofferenze che i botti di Capodanno infliggono agli animali. Sia domestici sia selvatici. Prendiamo a caso due appelli tra i tanti che circolano in rete. La “Lega nazionale per la difesa del cane” rammenta che “cani, gatti e piccoli animali domestici si spaventano quasi a morte per i botti della notte di San Silvestro; ciò è dovuto in particolare alla loro soglia uditiva infinitamente più sviluppata e sensibile di quella umana”. In un comunicato diffuso a Torino le tre associazioni LAC, Pro Natura e WWF stimano che ogni anno in Italia 5000 almeno animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono “animali selvatici, soprattutto uccelli… che spaventati perdono il senso dell’orientamento ed effettuano una fuga istintiva rischiando di colpire mortalmente un ostacolo a causa della scarsa visibilità”. Altri, abbandonato il loro dormitorio invernale, vagano “anche per chilometri, e non trovando altro rifugio muoiono per il freddo a causa dell’improvviso dispendio energetico a cui sono costretti in una stagione caratterizzata dalla scarsità di cibo che ne riduce l’autonomia”. Ecco perché in questi giorni associazioni e cittadini chiedono ai Comuni di mettere un freno o di vietare del tutto il lancio di petardi, fuochi e materiali esplodenti in genere. A Chivasso il consigliere Marco Marocco del Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione per sollecitare il Comune ad assumere provvedimenti, cominciando con un’ordinanza contro i botti. In fondo non si tratta che di far rispettare il Regolamento di polizia urbana del Comune che, pur essendo ancora quello del 1934, proibisce il lancio di “materie esplodenti anche se innocue” nelle vie e nelle piazze. Il consigliere sollecita inoltre l’amministrazione ad aggiornare il regolamento: come ha fatto il Comune di Torino, che vi ha introdotto un articolo che vieta di far esplodere petardi e botti “all’interno di asili, scuole, ospedali, case di cura, comunità varie, uffici pubblici ricoveri di animali (canile, gattile, etc.), nonché entro un raggio di 200 metri da tali strutture…e in tutte le vie, piazze ed aree pubbliche, ove transitano o siano presenti delle persone”. Infine Marocco chiede l’adozione di un “Regolamento a tutela e benessere degli animali”. Quello del Comune di Torino vieta su tutto il territorio comunale il lancio dei botti: “L’attivazione di petardi, botti, fuochi d’artificio e simili può configurarsi come maltrattamento e comportamento lesivo nei confronti degli animali….e comporta quindi responsabilità dei trasgressori”.

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