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CHIVASSO. Una vigilessa alla Gatto Silvestro, il Comandante ci scrive

Egregio direttore, le scrivo la presente lettera in quanto un cittadino mi ha segnalato il suo articolo del 17 maggio u.s. intitolato “A Chivasso una vigilessa alla Gatto Silvestro“.

Premetto che non sono solito replicare alle notizie che compaiono sui vari quotidiani, riguardanti l’attività degli appartenenti al Comando di Polizia Locale che presiedo, poiché ritengo che il diritto di cronaca, quale elemento imprescindibile della nostra società, configuri una forma di rappresentazione dei fatti dalla quale trarre, comunque, interessanti spunti di riflessione.

Ciò premesso e pur intuendo la necessità di caricaturizzare i fatti affinché un articolo divenga quanto più ammiccante possibile, almeno nei confronti di un certo target di lettori, ritengo opportuno evidenziarle che l’operatore di Polizia Locale in questione nel sottoporla ad un controllo non ha fatto altro che svolgere la propria mansione; attività, questa, che fin dall’inizio di questa epidemia ogni giorno si aggiunge al servizio ordinario e viene puntualmente eseguita da tutti gli operatori di Polizia (indipendentemente dal Corpo di appartenenza) nei confronti di tanti altri cittadini.

La finalità, quanto mai più stringente nel periodo da Lei segnalato, è lapalissiana e super partes ovvero la tutela della salute collettiva.

Con rammarico, quindi, quantomeno in ragione del contesto temporale a cui si riferisce l’articolo, ritengo sommessamente di non poter condividere il “taglio” della sua pubblicazione, dalla quale emerge, in maniera piuttosto esplicita, il tentativo di porre un accento sarcastico su di una categoria che in questo difficile periodo, al pari di tante altre, ha svolto con diligenza e consapevolezza la propria attività lavorativa, esponendosi quotidianamente al rischio di contagio.

Ho ritenuto, pertanto, doveroso evidenziarle questa mia considerazione per il rispetto che nutro nei confronti di quei lavoratori… e ribadisco di tutte le categorie, che per dovere d’ufficio hanno dovuto confrontarsi personalmente con questa epidemia ed a volte no ce l’hanno fatta.

In questa lettera aperte lascio a lei la facoltà, se ritiene di pubblicarla. Cordialmente

Il Comandante della Polizia locale di Chivasso
Dott. Marco Del Pero

Per intanto intendiamoci: l’articolo in questione non voleva essere un attacco al corpo dei vigili urbani e se qualcuno lo avesse inteso così me ne dolgo. L’attacco era proprio diretto a quella vigilessa, partita dal principio (sbagliato!!!) che per il solo fatto che uno stesse correndo, stava infrangendo la legge e tutte le prescrizioni. Peraltro parliamo di una delle poche che non mi conosce. Avesse saputo chi sono, avrebbe realizzato che abito a meno di 50 metri dal luogo in cui mi ha bloccato correndomi dietro, urlando, sbraitando e utilizzando toni da santa inquisizione o da sturmtruppen. Ma tutto questo non c’entra. Il problema, se mi si consente, è di forma e pure di sostanza. Partiamo dalla sostanza. In un’opera di prevenzione al contagio le forze dell’ordine bene avrebbero fatto a concentrarsi non tanto sui passeggiatori o camminanatori o corridori solitari ma sui raggruppamenti di persone che pure c’erano sparpagliati qua e là, a volte incontrollati e, per le più svariate motivazioni, non sempre conformi a quanto prescrivevano i vari DPCM.

La seconda sulla “forma”. Non vivendo a China Town non si inveisce sui cittadini, dando spettacolo in pubblico (altro che caricatura).

Non pretendo le scuse ufficiali di chi, tornata al Comando (tra lo stupore dei colleghi), si è pure messa a controllare i metri con il righello, ma ci terrei ad aggiungere che anche la categoria a cui appartengo, insieme a quella delle Forze dell’Ordine, dei farmacisti e degli edicolanti ha dato il suo modesto contributo, non per dovere d’ufficio ma per amore della professione, con ciò esponendoci proprio come voi, tutti i giorni, al rischio di contagio… E ho lasciato volutamente fuori tutti gli operatori sanitari che dentro al rischio di contagio ci si sono proprio immersi….

Liborio La Mattina
Direttore responsabile LA VOCE

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