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Dorina Cena seduta nel dehor del bar sotto casa

CHIVASSO. Una mostra per i suoi 90 anni…

Le basta vedere un bambino camminare per strada od un bacio sulla guancia per farle spuntare un sorrisone enorme.

Non ci posso fare nulla, quando vedo i bambini non riesco a non essere felice. Sono la cosa più bella del mondo…”. Chi non le hai mai sentito pronunciare queste parole, lì, nel dehor del bar sotto casa, proprio di fronte all’asp di via Po?

E’ Dorina Cena, ma tutti la conoscono come la signora Scapecchi, in ricordo del marito, storico commerciante chivassese. Lo scorso 26 aprile ha compiuto 90 anni, ma li festeggerà il prossimo fine settimana, con una mostra che l’associazione lucana ha organizzato in suo onore nei locali dell’ex biblioteca.

La mia pittura compie 90 anni – ci scherza sù Dorina, riprendendo il titolo della sua collettiva -. Io mi sento giovanissima”. E tutto si può dire tranne che non abbia uno spirito giovane. Anche se, di cose, nella sua vita, ne ha viste tante. “Sono una piemontese doc – racconta -, mia mamma viveva ai Torassi, mentre mio padre era di Montalenghe. Sono nata e cresciuta a Chivasso, ho lavorato per tutta la qui, vivo tutt’ora qui. Però ho sposato un toscano. Almeno ho avuto l’opportunità di visitare la Toscana, patria dell’arte”.

Dorina Cena faceva la pittrice per hobby, ma nella vita cuciva.

Ero maestra di taglio e cucito e ho aperto una scuola in via Teodoro II in cui insegnavo la tecnica del taglio alle giovani sarte”. A lei, si deve infatti, la creazione del modello ancora in uso oggi per il taglio della stoffa. “Quando ero piccola, andavo a cucire da una sarta – ricorda -, ma aveva un metodo molto complicato. Io mi sono messa a studiare e ho brevettato una tecnica che semplice di molto il lavoro”.

La pittura è la sua più grande passione. E, diciamolo, le riesce anche piuttosto bene. “Da bambina, a scuola, mi rimproveravano perché quando disegnavo dicevano che tracopiavo…”. Per anni, ha dipinto con i pittori di Via Platis, facendo anche mostre a Torio e Cuorgnè. “Ho posato il pennello qualche anno fa – continua la sua storia -. Ho dipinto centinaia di quadri che ho regalato a tante persone. Dipingevo con i colori ad olio”. Manco a dirlo, ha iniziato con la cosa che le piaceva di più. “I miei soggetti preferiti erano i bambini, poi sono passata alla natura, ai paesaggi”. I luoghi da cui trova ispirazione, la Valchiusella. “Da sempre trascorro le mie vacanze a Inverso, in montagna”. E lì, la natura le ha regalato esperienza spettacolari. “Non riesco a spiegare l’emozione che si prova nel vedere la luna sorgere dai monti o la transumanza degli animali. Credo che siano i miei ricordi più belli”, dice sognante. La cosa che adora di Chivasso è invece il Duomo. “E’ un monumento straordinario, che mescola insieme arte gotica e romanica”.

I ricordi, però, non sono tutti belli. “Ho visto la guerra a Chivasso. Mi ricordo i bombardamenti e la sirena che suonava. Ci avvisava che era ora di scappare e noi ci andavamo a nascondere sotto il Po”.

Oggi, Dorina conduce una vita tranquilla. La colazione al bar con le amiche, il pranzo e la cena con il suo unico figlio Giorgio, la lettura di un buon libro prima di andare a dormire. “Sto leggendo un libro di Mario Soldati adesso”.

Poi, venerdì prossimo ci sarà l’inaugurazione di una mostra con i suoi quadri. “Hanno fatto tutto loro, io non volevo...”.

Per chi volesse partecipare, l’inaugurazione si terrà alle 17. La collettiva sarà aperta fino al 14 ottobre, dal lunedì al venerdì’ dalle 16 alle 19 ed il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

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