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CHIVASSO. Un libro dedicato a Paolo Rava

Chivasso
Giuseppe Busso

Le diciotto circa di un mercoledì sera di marzo, il 24, del  1982, una giornata primaverile, come tante altre. Telefona Nicola Conconi : “Paolo è morto poco fa, vieni subito all’Ospedale”. Come, “è morto Paolo”? Siamo stati insieme poche ore fa, scherzava, mi ha dettato una interpellanza che voleva presentare in Consiglio Comunale per puntualizzare alcune accuse che la minoranza aveva fatto sui giornali, non è possibile […]”.

Inizia così la prefazione con cui Giuseppe Busso introduce il suo libro “Paolo Rava – Socialista, Imprenditore, Collezionista (1933-1982) – Memoria a trentacinque anni dalla morte”, che verrà presentato sabato 22 aprile, dalle ore 10, nella sala del Consiglio comunale.

Busso è stato segretario della Sezione di Chivasso del Partito Socialista negli anni ’70,  per molti anni presidente del Distretto Scolastico di Chivasso, Fondatore e Presidente dell’Università della Terza Età, curatore di testi di storia locale ed in particolare di quello sui 70 anni della Liberazione della città e quello sulla figura ed opera di Eugenio Clara nel centenario dell’Opera Pia.

Busso è stato uno dei grandi amici dell’ex sindaco Paolo Rava, cui questa città ha già dedicato uno dei suoi due campi da calcio.

Sono una persona fermamente convinta che l’unico modo  per trasmettere la memoria sia farlo con i libri e con i monumenti. A Chivasso abbiamo già un campo sportivo dedicato a Paolo, mancava il libro...”, sorride Busso.

Paolo Rava è stato uno dei migliori, se non il migliore politico che questa città abbia mai avuto. Socialista di sinistra della corrente lombardiana del partito, è stato imprenditore (titolare con il fratello della Industria Nastri Maniffatturiera Etichette Tessuti e Stampati di Volpiano) e assieme sindaco e assessore di Chivasso nel ‘60 e nel ‘70. Quindi assessore provinciale alla cultura dal 1980 al 1982. Grande appassionato di fumetti, giornalini, riviste, tanto da riempire la sua casa di Chivasso e quella di Piverone.

Paolo era persona che viveva la politica di corsa e con grande disincanto – ricorda Busso -. Era uno cui non piacevano i vincoli di corrente. Mi sono chiesto spesso come sarebbe stata Chivasso e il suo partito se fosse vissuto ancora. A trentacinque anni di distanza lo ricordiamo con questo libro composto con la consultazione sistematica degli atti del Consiglio Comunale di Chivasso e del Consiglio Provinciale di Torino,  e dai ricordi di quanti l’hanno conosciuto, con tutte le imprecisioni e le approssimazioni e gli scherzi che lo strumento della memoria comporta. Questo ricordo viene espresso nella speranza che non si perda la memoria di un uomo che fu padre, politico socialista, imprenditore e collezionista e che non riuscì mai  a stare dentro, ma sempre sopra le righe”.

Un rammarico – conclude l’autore -: che alcuni fra i testimoni intervistati, prima fra tutti la moglie Margherita, non abbiano potuto vedere la pubblicazione nel suo assetto definitivo. Ne aveva però letto ed approvato le bozze”.

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