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CHIVASSO. Troppi tumori, l'Asl e la Rete Oncologica commissionano uno studio

Uno studio sull’incremento delle patologie tumorali nel chivassese dal 2009 ad oggi. E’ quello cui stanno lavorando alcuni specialisti dell’Asl To 4 su richiesta del direttore generale Lorenzo Ardissone e i medici del Dipartimento della Rete Oncologica del Piemonte diretto da Oscar Bertetto. I risultati verranno portati all’assemblea dei sindaci dell’Azienda Sanitaria Locale il prossimo giugno, quando ci sarà una convocazione “ad hoc” per affrontare il tema che genera molta preoccupazione  nel chivassese.

La conferma arriva direttamente dal direttore dell’Asl To 4 Ardissone: “Ci siamo impegnati, io e il dottor Bertetto, a raccogliere  la maggior quantità possibile di dati sulle patologie tumorali del nostro territorio. Porteremo i risultati all’attenzione dei sindaci e insieme li confronteremo per cercare di capire qualcosa di più”.

Per cercare di capire, insomma, se  possa esistere un nesso tra l’incremento, da sei anni a questa parte, delle morti per tumore e i pesanti carichi ambientali cui è sottoposto il chivassese, con le sue discariche, le centrali a biomasse e idroelettriche, le cave e i depositi nucleari.

L’impegno dell’Asl e della Rete Oncologica è il risultato che hanno portato a casa gli attivisti locali del Movimento 5 Stelle, che nei mesi passati avevano richiesto alla stessa azienda sanitaria i dati relativi alle esenzioni ticket per patologie tumorali in tutte le realtà di sua pertinenza.

Il nostro giornale, che da cinque settimane almeno batte sul punto chiedendo a più riprese alla politica locale di attivarsi almeno con un’indagine epidemiologica.

Il dottor Giovanni Bo, medico chivassese in pensione, amministratore del Malpighi, che già a dicembre aveva chiesto all’amministrazione chivassese di attivarsi per un’indagine sui tumori della zona.

Ed è il risultato che portano a casa sindaci come Massimo Rozzino di Torrazza, Giovanni Ponchia di Montanaro, Roberto Buscaglia di Brandizzo, che appena hanno saputo che le patologie tumorali sono aumentate del 250 per cento a Torrazza, del 110 per cento a Brandizzo e del 105 per cento a Montanaro, hanno preso carta e penna ed hanno scritto, oltre che al direttore generale dell’Asl To 4, anche al direttore del Dipartimento della Rete Oncologica del Piemonte Bertetto e all’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta chiedendo di approfondire la questione.  “Abito in via Cavour e posso dire che in questa strada non c’è famiglia che non abbia avuto a che fare con una malattia tumorale. Nel giro di una settimana sono mancate due donne, due mie coscritte – ci spiegava Ponchia, qualche settimana fa -. Entrambe strappate via da un cancro a soli 47 anni. C’è di che far tremare i polsi. Io ho già prenotato un check up perché è impossibili stare tranquilli”. Per Ponchia non ci sarebbero dubbi: il collegamento con la discarica non si può non fare: “Perché, altrimenti, proprio qui ci sarebbe uno dei picchi di insorgenza di queste patologie? In frazione Pogliani, poi, non ne parliamo: non c’è casa che non abbia un malato di cancro”.

“Sarebbe opportuna un’indagine un po’ più approfondita – ci aveva anticipato Bertetto, in un’intervista al nostro giornale il 19 aprile scorso -. Non dobbiamo mai dimenticare che in Italia una patologia tumorale colpisce una persona ogni quattro ed è causa di morte una volta su tre. Ciò significa che, statisticamente, ogni famiglia deve fare i conti con un malato di cancro. Quello che sarebbe importante, oggi, alla luce di questi dati è capire quanto è il peso del ‘rumore di fondo’. Mi spiego meglio con degli esempi pratici.  Se uno si ammala dopo che ha lavorato in una fabbrica in cui si è sottoposti ad un rischio cancerogeno, però allo stesso tempo è un fumatore, bisogna capire se la malattia sia dovuto al fumo oppure al cancerogeno am

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