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Barengo Domenico
Barengo Domenico

CHIVASSO. Troppi silenzi sulla cava di Boschetto

Buio fitto sulla cava di Boschetto a Chivasso. Sono passati tre mesi da quando il consigliere Domenico Barengo, presidente della Commissione ambiente del Consiglio comunale, annunciava in un’intervista a questo giornale che la società Allara sarebbe subentrata alla Sici-Betonrossi nell’attività di escavazione per altri 10 anni. E che la società avrebbe finalmente realizzato il laghetto per la pesca sportiva promesso alla associazione Libertas Boschettese vent’anni fa. Barengo informava che nel mese precedente, in settembre, si era svolta una conferenza dei servizi nella quale erano state accolte le proposte della società Allara. Trascorsi oltre tre mesi, ci aspetteremmo di trovare sul sito del Comune il verbale della conferenza, l’autorizzazione a proseguire per 10 anni l’attività estrattiva, e la convenzione fra il Comune, la ditta e la Libertas Boschettese. Ma nell’apposita sezione del sito informatico del Comune, quella dedicata a “cave e attività estrattive”, non troviamo nulla di tutto ciò. I casi sono due: o il procedimento è andato avanti e questi documenti esistono, ma non sono ancora stati pubblicati nel sito. Oppure per qualche ragione la pratica si è inceppata o ritarda, e allora Barengo dovrebbe spiegare perché. Nell’attesa, ricordiamo che Barengo è anche referente della Libertas Boschettese, l’associazione beneficiaria del promesso laghetto per la pesca. Che probabilmente è favorevole alla proroga dell’autorizzazione nella speranza che la nuova ditta realizzi finalmente il laghetto. Barengo occupa così due cariche che in questa circostanza possono entrare in conflitto: come presidente della Commissione ambiente, Barengo deve tutelare l’ambiente e la salute di tutti i chivassesi, come referente della Libertas patrocina la propria associazione. La Sici-Betonrossi si era impegnata a realizzare il laghetto entro il dicembre 2011. Se non avesse rispettato l’impegno, il Comune avrebbe potuto revocarle l’autorizzazione. L’impegno non venne mantenuto, e le associazioni ambientaliste chiesero al Comune di revocare l’autorizzazione e incassare le fideiussioni depositate dall’azienda. Il Comune non lo fece. Nelle Consulta ambientale dello scorso novembre il vicesindaco Massimo Corcione ha ribadito la tesi sostenuta anche da Barengo: se lo avesse fatto, il Comune avrebbe perso la causa con l’azienda. E’ seguito il solito botta e risposta. Gli ambientalisti: chi lo dice che il Comune avrebbe perso? Corcione: lo dice un avvocato. Gli ambientalisti: facci leggere il parere dell’avvocato. Corcione: non esiste parere scritto perché l’avvocato ce lo ha fornito a voce, gratuitamente. Risultato: non sappiamo nemmeno se questo parere esiste. Una cava può sembrare innocua, ma non è così. A Boschetto si scaverà fino a 12 metri e mezzo sotto il livello medio della falda, come ha riconosciuto Barengo nell’intervista di ottobre. Sul fondo delle cave si depositano sostanze che possono filtrare nel sottosuolo e inquinarlo: come i veleni presenti nell’aria e portati a terra dalla pioggia, come gli antiparassitari e i concimi chimici usati nei terreni agricoli vicini. Citiamo da un testo universitario di idrogeologia ambientale: “Le escavazioni, specialmente quelle poste in zone di pianura, sono approfondite spesso al di sotto della superficie piezometrica dell’acquifero soggiacente, che rimane privo delle difese naturali costituite dal suolo e dall’insaturo. In queste situazioni, la cava diviene un viacolo e un ricettacolo d’inquinamento, in particolare quando raccoglie le acque reflue degli impianti di lavaggio e di pretrattamento del materiale e quelle di dilavamento delle zone agricole circostanti”.

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Un commento

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    Usai Antonio già Assessore ULS

    A suo tempo Sindaco Livio Riva Cambrino seguito da Bruno Ardito, ed io Assessore della ULS con responsabilità delegate per l’ Igiene Pubblica, Veterinaria e Assetto del Territorio. La Cava fu pagata credo 100 milioni di lire ma non ricordo con esattezza, La commissione esecutrice era presieduta da Saverio Trono, il quale nello Statuto impose la proibizione categorica di conferimento a comuni estranei alla ULS e questi dovevano comunque riconoscere una Tassa di conferimento al Comune di Chivasso proibendo conferimento di cose diverse dai RSU. Presiedeva l’Assemblea ULS il Geom. Bonesso Sindaco di Crescentino. Approvazione unanime, ora, sento cose stranissime sulla discarica mah,,,,,,,,,,.. ma quello Statuto dov’è? Ma qualcuno lo ha letto? ahahahah……., le responsabilità di quanto stà succedendo non sono certo di dell’attuale Vicesindaco Corcione, lui applica quanto altri esaminano in particolare i pareri artistici di funzionari in anticamera del vostro Sindaco non mio di certo ed io e molti siamo ben pentiti dell’aiuto prestato richiesto da Partito per la sua elezione. non immaginando in costui tanta incapacità amministrativa ed organizzativa della cosa pubblica. Non credo succederà più, ma per le responsabilta’ che ebbi allora travisate ed applicate non so da chi ed in modo inaudito me ne scuso pubblicamente con i chivassesi.

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