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CHIVASSO. I tigli dell’ospedale han le ore contate

Giovedì comincerà l’abbattimento dei 17 tigli che si trovano in corso Galileo Ferraris davanti all’ospedale. Ieri nell’albo pretorio del Comune  è stata pubblicata l’ordinanza che dispone nei giorni 16  e 17 novembre la modifica della viabilità in corso Galileo Ferraris per consentire alla ditta Agriscavi, affidataria dei lavori, di eseguire l’”intervento di rimozione delle piante e contestuale riqualificazione del tratto in discorso”.

Sono 18 o 19 secondo il progetto del Comune, 17 secondo la società Maves, che ha commissionato la relazione fitostatica allo Studio Anthemis di Leini.

Qualcuno ha contato male gli alberi. Ma questa è solo una delle curiosità dello strambo procedimento.

Punto primo. Il 3 agosto lo studio Anthemis deposita in Comune una relazione fitostatica commissionata dalla società Maves, la quale, in associazione con Geoverde System, in maggio ha riottenuto la gestione del verde urbano fino al 2020. La relazione giudica 8 tigli irreparabilmente malati, pericolosi, e da abbattere. Ma l’area tecnica del Comune non interviene subito per evitare qualche incidente. Si tiene nel cassetto la relazione e comincia a elaborare un grosso progetto di “riqualificazione” dell’area, costo 55.000 euro. Il progetto viene approvato dalla giunta comunale il 12 ottobre e pubblicato nell’albo pretorio qualche giorno dopo. Così solo a fine ottobre i tanti frequentatori dell’ospedale scoprono che avrebbero rischiato – lo dice il Comune – per quasi tre mesi di prendersi un ramo in testa.

Punto secondo. Comunque a Palazzo Santa Chiara in agosto e settembre hanno lavorato sodo e dato alla luce il progettone di riqualificazione dell’area. Che prevede la soppressione di tutti i tigli, e non solo degli otto incurabili. E già questo è strano. Al loro posto saranno piantate nove parrotie. Inoltre il progetto contempla il rifacimento della pavimentazione in asfalto e una nuova illuminazione a led. Il comunicato dell’amministrazione annuncia pure una “pavimentazione in porfido per i pedoni”. Totale 55.000 euro. Un intervento inaspettato, assente nel programma del sindaco, mai apparso nel programma triennale delle opere pubbliche. Un progetto che ha tutta l’aria dell’occasione (la relazione fitostatica) colta al volo per spendere un bel po’ di soldi pubblici come se il Comune ne avesse tanti. Un intervento celebrato enfaticamente dal comunicato dell’amministrazione: avremo “un viale nobile… all’altezza di trasformarsi nel biglietto da visita della città per coloro che arrivano da est e per chi si dirigerà verso l’ingresso nobile dell’Ospedale Civico”. Addirittura! E un arco di trionfo no?

Punto terzo. In Comune  hanno lavorato sodo ma forse troppo in fretta. Nel computo metrico del progetto, cioè nel documento che elenca e descrive dettagliatamente i singoli lavori e ne indica il costo, mancano l’illuminazione a led e la pavimentazione in porfido. Dunque i 55.000 non basteranno? Infatti non bastano: qualche giorno fa, un tantino in ritardo, compare nell’albo pretorio una determina datata 11 ottobre che assegna a Enel Sole la fornitura e posa di 6 lampade a led e relativi pali di 4 metri. Costo 9.300 euro. Siamo arrivati a 64.300 euro. E manca ancora il porfido, se non sbagliamo.

Punto quarto. Almeno in questo caso sappiamo chi eseguirà il lavoro. Invece non sappiamo ancora se e a chi sia stato assegnato l’appalto da 55.000 euro. L’assegnazione dovrebbe già essere avvenuta: altrimenti non sarebbe possibile abbattere i tigli già giovedì. Nel sito del Comune non c’è traccia della gara. Che forse non c’è stata. Su 55.000 euro di spesa i lavori veri e propri ammontano a 39.300 euro. Sotto la soglia dei 40.000. Quindi un appalto che si può affidare in modo diretto, senza gara?

Punto quinto. Più o meno una volta l’anno il Comune partorisce un abbattimento di alberi “malati”, e talvolta la relativa riqualificazione dell’area, in una qualche zona della città: via Italia, il Parco Mauriziano, la piazza di Castelrosso, il viale all’inizio del canale Cavour, il tratto di via Po lungo l’ex Consorzio agrario, e ora corso Galileo Ferraris. Niente pianificazione: niente censimento di tutti gli alberi bisognosi di cure, niente programmazione degli interventi. Censendo e pianificando si risparmierebbe e si eviterebbero i dispendiosi colpi di genio tipo “viale nobile di ingresso in città per chi arriva dal lontano Oriente”. Chissà, forse a qualcuno conviene lavorare a spezzatino.

Punto sesto. Negli anni a venire però non mancheranno gli interventi straordinari sul verde pubblico. Nel programma triennale delle opere pubbliche 2018-2020, appena approvato dalla giunta comunale, e già scomparso dal sito del Comune, spuntano ben 390.000 euro di “manutenzione straordinaria verde e alberate”. Vi viene in mente qualcosa? Tipo una motosega?

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