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CHIVASSO. Tessere finite, Pd nel caos

corcione massimo
corcione massimo

E meno male che loro erano quelli puri, senza macchia, rispettosi della forma oltrechè della sostanza, amanti del confronto, con una  dignità da difendere e un’etica sopra ogni ragionevole dubbio. E bla, e bla, e bla…

Udite, udite. Al primo dei quattro banchetti organizzato dal Pd per fare nuovi tesserati in vista del Congresso in programma per sabato 21 ottobre è scoppiato il caos.

Le 46 tessere inviate da Torino, infatti, sono finite, come per magia (ma c’era il barbatrucco) in poco più di un’ora. Il bello è che adesso non è previsto che se ne stampino altre. Chi ha dato ha dato, chi ha avuto  ha avuto e chi si è tesserato si è tesserato. Stop al televoto!

“Si sapeva” hanno più o meno sussurrato tra le file delle truppe cammellate organizzate, furbescamente, dai “Corcioniani”, laddove per “corcioniani” s’intendono i “fans” del candidato alla carica di segretario cittadino Massimo Corcione.

“Non si sapeva. Non è giusto! Vogliamo altre tessere…” s’indispettiscono tutti gli altri, a partire dall’assessore regionale Gianna Pentenero, passando dal presidente del consiglio Gianni Pipino e giù, giù, giù fino a Pasquale Centin che alla segreteria volevano e voglion veder seduto Pasquale Potenza.

“Ho fatto di tutto perchè non finisse così … – alza gli occhi al cielo il commissario Antonello Ghisaura  Una conflittualità esasperata genera ulteriore conflittualità. Il partito è da ricostruire. Si riparte dalle macerie e non invidio, per niente, il futuro segretario…”.

Il dibattito – non è uno scherzo –  si concentra, invece, tutto sulle regole. Ed è vero che esiste, proprio per evitare gli assalti alla diligenza, un’indicazione romana del 15% per i nuovi tesserati ma, stando agli uni, si dovrebbe chiudere un occhio, o anche due, se se ne dovessero presentare al banchetto di più. Stando agli altri, invece, in questa occasione, neanche a farlo apposta, o proprio per farlo apposta, a Chivasso sarebbe già stata data una deroga (chissà chi l’ha chiesta?): 46 nuove tessere a fronte di 106 vecchi iscritti, quasi il 50%. “Il 15 per cento non avrebbe influito sul risultato. Il 45 per cento sì. – dà i numeri l’assessore Pasquale Centin, che peraltro aveva promesso al sindaco di non occuparsi del congresso – Abbiamo assistito ad una vera e propria rissa al botteghino. Un uso ardito di norme regolamentari. E’ giusto che vinca chi deve vincere purchè non ci sia alcun alone sulle dinamiche. Se rimanesse tutto così si darebbe la stura ad un processo di reciproca delegittimazione. Aggiungo poi che il circolo non è solo di Chivasso ma territoriale, questo significa che a Lauriano o Verolengo non si potranno fare nuovi tesserati…”. Peraltro tra gli esclusi, tra quelli che avrebbero voluto riprendere la tessera dopo anni e anni di letargo, ci sono nomi altisonanti, come Gianluigi Scala e Mario Fatibene. Si sono presentati al banchetto trulli trulli ma niente da fare: tutto sold-out e moduli finiti.

“Alt! – mette le mani avanti Antonello GhisauraChi si è tesserato ha fatto la fila con in mano la carta d’identità e 15 euro. Nessuno mi ha detto che avrei dovuto fare loro l’esame del sangue. Il laccio emostatico e la siringa non era in dotazione...”

Della questione, manco a dirlo, è subito stato investito il segretario provinciale Fabrizio Morri.

“E che cosa ci posso fare io, se  qualcuno è stato più bravo … – scuote la testa – Il numero di tessere per i nuovi iscritti lo ha stabilito Roma. Io non faccio lo stampatore. Il 15 per cento è indicato in una circolare e non mi si può venire oggi a dire che non si sapeva. Abbiamo addirittura chiesto una deroga considerando che si partiva da una base di 106 iscritti. E’ evidente che ci sarebbe stata la ressa. Detto questo se si andasse oltre ad una certa cifra il tesseramento sarebbe quanto meno sospetto e il circolo verrebbe messo sotto osservazione o commissariato. Penso alle polemiche che ci sono state in anni anche recenti…”.

Mancava la battuta ed è arrivata pure quella.

“E’ caduto anche il Sacro romano impero  d’occidente  ci dice – non si capisce perchè non dovrebbe cadere una semplice segreteria cittadina…”.

Che è un po’ come dare il “benvenuto” ai barbari, ma tant’è!

E non è ancora finita qui. Tra sabato e domenica, infatti, pare se ne sia addirittura parlato in qualche salotto romano, non direttamente con Renzi (cosa gliene può importare a lui di Chivasso) e neppure con Elena Boschi, impegnata com’è, in Canada a promuovere l’Italia.

“Molti assessori han già deciso che usciranno dal partito” avrebbe urlato Gianna Pentenero al telefono, vai a sapere con chi.

Insomma, i ricorsi sono davvero dietro l’angolo e all’orizzonte non si prevede nulla, ma davvero nulla di buono…

Ieri sera quello che oramai sembra essere diventato un “fascicolo Chivasso” era all’ordine del giorno del “Commissione provinciale”. E per il momento non ci sono altre novità

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