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Tubi teleriscaldamento

CHIVASSO. Teleriscaldamento… quale futuro?

Ne abbiamo già scritto quindici giorni fa: il 12 aprile il Tribunale di Ivrea ha dichiarato il fallimento di Global Costruzioni srl, che possiede il 91,54% di EnerchivassoSpA, la società che realizza in projectfinancing il teleriscaldamento di Chivasso. Inoltre il 15 aprile è scaduto il contratto con il quale Global Costruzioni aveva affittato per 18 mesi il ramo d’azienda teleriscaldamento (non solo quello di Settimo ma anche quello di Chivasso) a Riesco srl, società veicolo di Elaris Holding srl di Milano.

Con il medesimo contratto Global aveva ceduto in usufrutto a Riesco/Elaris per lo stesso periodo le proprie partecipate, fra le quali Enerchivasso. Chi farà funzionare il teleriscaldamento chivassese a ottobre, quando comincerà la stagione fredda? Da una ventina di giorni stiamo tentando di saperlo dall’assessore ai lavori pubblici Claudio Castello. Non risponde al telefono. Abbiamo chiesto in Comune di fissarci un appuntamento. Sarà il 16 maggio: speriamo che l’assessore non rinvii il colloquio.  Nel frattempo abbiamo contattato la società Elaris, controllante di Riesco. Abbiamo parlato con Paolo Perino, che con Antonio Stillitano è comproprietario di Elaris. Riferiamo in sintesi le sue parole.  Il commissario nominato dal Tribunale metterà all’asta i beni di Global, quindi anche quel 91,54% di Enerchivasso che Global possiede. Riesco dopo tutti gli sforzi per avviare il servizio oggi è pronta a comprare Enerchivasso e quindi a subentrarle nella conduzione del teleriscaldamento chivassese. Riesco sta formulando una proposta di acquisto presso il Tribunale. Per il momento – ci dice Perino – sembra essere l’unica proposta sul tavolo. Ma Riesco è disposta a comprare a condizione che il Comune di Chivasso “venga loro incontro”  prolungando la convenzione che lega il Comune a Enerchivasso ed ha presentato una relazione dettagliata a sostegno della propria richiesta. In conformità a quella convenzione, stipulata nel 2007, Enerchivasso realizza a proprie spese la rete del teleriscaldamento e tutti gli impianti necessari, e in cambio gestirà la rete per trent’anni incassando dagli utenti le bollette. A fine concessione la rete diventerà di proprietà del Comune di Chivasso che la condurrà come meglio crede.

Perché Riesco/Elaris vuole un allungamento della convenzione?   Perché i trent’anni iniziali di gestione e relativo introito delle bollette oggi non basterebbero più a coprire ammortamenti e costi che la società dovrà sostenere: primo perché sono trascorsi 9 anni inutilmente e secondo perché non c’è più il cascame termico di Edipower. Inoltre gli investimenti da effettuare sono aumentati rispetto al 2005, quando il Comune firmò la convenzione con Edipower, ora Gencogas di A2A, proprietaria della centrale termoelettrica lungo il canale Cavour. Con quell’accordo Edipower si impegnava a vendere al Comune e al gestore del futuro teleriscaldamento il cascame termico per il calore da immettere nelle tubature. Allora il gestore avrebbe speso 26 euro al megawattora. Oggi ne spenderebbe ben 48 aggiungendo ulteriori investimenti non previsti nella precedente soluzione. La ragione dell’aumento è questa: allora la centrale Edipower faceva parte delle otto “centrali primarie” che dovevano rimanere sempre in funzione per garantire il fabbisogno di energia elettrica al paese. Avrebbe quindi potuto erogare il cascame termico usato come calore al teleriscaldamento per tutto l’anno (tranne brevi periodo di fermo, ad esempio quelli della manutenzione, durante i quali avrebbe sopperito la centrale di back up inaugurata nell’ottobre scorso, costruita e condotta a spese dal gestore del teleriscaldamento). Oggi la centrale Edipower non fa più parte delle otto centrali primarie. Svolge soltanto il ruolo di centrale di riserva e non è obbligata a restare in funzione tutto l’anno. Perciò non può garantire al teleriscaldamento l’erogazione del cascame termico per tutta la stagione fredda. Il conduttore del teleriscaldamento deve provvedere da sé e garantirsi una fonte di calore alternativa, sicura, permanente e competitiva. In parole povere deve implementare una nuova “centrale” per la produzione del calore con l’ausilio di sistemi altamente efficienti. Spendendo altri soldi. La società Riesco/Elaris è disponibile a farlo: è pronta a investire altri 5 milioni di euro. Ma in questo modo, e fatti i conti, a Riesco produrre un megawattora verrebbe a costare 48 euro di solo vettore energetico, a cui vanno aggiunti ammortamenti e costi operativi. E poiché siamo imprenditori – aggiunge Perino – dobbiamo anche salvaguardare la sopravvivenza dell’azienda e del personale che ci lavora. Ecco perché Riesco chiede al Comune di prolungare la durata della convenzione, cioè di aumentare il numero degli anni durante i quali incassando le bollette la società recupererebbe l’investimento, come da proposta presentata. E il Comune cosa risponde? Per ora nulla. Perino lamenta la mancanza di risposte urgenti dell’amministrazione comunale in un momento delicatissimo dove si può decidere il futuro del teleriscaldamento di Chivasso.

L’assessore Castello non ha risposte. Gli argomenti in questione sono conosciuti da tutti, dal sindaco Ciuffreda, da Castello e dall’architetto Bosio, e sono anche stati abbondantemente spiegati e discussi, ma la soluzione è ancora in sospeso. Conclude il dirigente di Riesco: “Nonostante i nostri sforzi, se si continua con questo ritmo anche Enerchivasso seguirà il destino della mamma Global”.

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