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CHIVASSO. Stiamo ripartendo. Ma con responsabilità

Con la riapertura di negozi, bar, ristoranti, palestre e con la libera circolazione all’interno della Regione, anche il Piemonte si sta rimettendo in moto, alla ricerca di una nuova normalità dopo i momenti bui degli scorsi mesi.
Abbiamo tutti voglia di tornare a riprendere in mano le nostre vite, a riacquisire le nostre libertà, a tornare alle nostre abitudini lavorative e di svago. Sono tutte necessità sacrosante, ma dobbiamo fare bene attenzione a non dimenticarci mai, in ogni occasione di socialità di una cosa ben precisa: non siamo ancora fuori pericolo! Il virus continua ad essere in mezzo a noi, in forte calo ma comunque presente. A Chivasso ci sono 71 casi positivi (contro i 130 di una decina di giorni fa, in una città di 27000 abitanti è un dato” buono”, ma che indica appunto che è ancora presente anche qui. Abbiamo fatto tutti grandi sacrifici durante il lock-down, il periodo di chiusura totale, quando la “sirena” dell’allarme suonava forte, privandoci delle nostre libertà per combattere questo nemico invisibile, cosa che ci ha portato ai risultati attuali. 
Ora dobbiamo avere tutti l’intelligenza personale di non vanificare questi sforzi, per non rischiare di vanificare tutto il grande lavoro fatto e ripiombare indietro, cosa che avrebbe conseguenze devastanti sotto tutti gli aspetti. I media nazionali hanno riportato situazioni definite di “follia collettiva”, A Padova come a Napoli, con migliaia di persone riversate nelle strade lo scorso weekend, ammassate senza nessun dispositivo di sicurezza, cose che hanno indotto (giustamente) i sindaci ad emettere nuove ordinanze restrittive, riservandosi di dare ulteriori “giri di vite” se ciò non fosse sufficiente.
A Chivasso, fortunatamente, non abbiamo assistito a tutto ciò: sicuramente le persone che hanno approfittato del bel tempo per fare passeggiate sono state moltissime, ma non si può parlare di “assembramenti” come quelli visti in alcune città italiane, e va detto che, seppure non sia obbligatorio negli ambienti all’aperto, la grande maggioranza delle persone indossa comunque la mascherina.
Sono giunte invece segnalazioni di situazioni non consone in alcuni parchi, ma auspichiamo tutti che anche queste rientrino a breve nei canoni previsti.
La responsabilità che sapremo applicare nelle prossime settimane ci permetterà di tornare, in modo direttamente proporzionale, ad una vita il più normale possibile, dipende da noi!

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Blogger: Matteo Doria

Matteo Doria
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