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CHIVASSO. I soldi delle bollette per la fondazione Veronesi

Continua la fantastica storia del teleriscaldamento. L’ultima novità è la comparsa dei manifesti con i quali Enerchivasso e Riesco annunciano una raccolta di fondi a beneficio della Fondazione Umberto Veronesi: “La tua bolletta non cambia, la cura oncologica migliora”. Quale bolletta? L’erogazione del calore nelle abitazioni non è ancora cominciata. I fondi come li raccoglieranno? La spiegazione è oscura: “La cura oncologica migliora, la tua bolletta NON CAMBIA”. Allora i soldi chi li mette? “I centesimi della tua bolletta verranno devoluti al progetto senza costi aggiuntivi, quindi potrai fare la differenza anche tu”. Chiediamo lumi all’assessore ai Lavori Pubblici Claudio Castello

I fondi da girare alla Fondazione Veronesi chi li raccoglie? Ovviamente Riesco attraverso le bollette, se abbiamo capito bene. Ma cos’è Riesco? Ci risiamo: continuiamo a non sapere di chi è il teleriscaldamento di Chivasso. Lo chiediamo da mesi all’assessore. La storia inizia nel 2007, quando il Comune firma il contratto con Enerchivasso, società di Settimo Torinese, che faceva capo all’Azienda Servizi Municipali allora interamente del Comune di Settimo. Ora ASM è in liquidazione e Enerchivasso è diventata per metà privata. O meglio, è diventata semiprivata la capogruppo Global Costruzioni. Che sta cercando di evitare il fallimento e ha presentato una proposta di concordato al Tribunale di Ivrea. Nel frattempo, nel 2015, Enerchivasso ha ceduto in affitto il teleriscaldamento chivassese, oltre a quello di Settimo, alla società Riesco fino ad aprile 2017. Poi se tutto va bene Riesco comprerà la rete. Riesco è della società Elaris Holding, via Sassoferrato, Milano. A sua volta Elaris appartiene per il 55% a Elettra 2 srl, per il 21% a Tesan e per un altro 21% a Diem srl. A loro volta Elettra, Tesan e Diem sono di… Lasciamo i puntini perché al fine di non svuotare la carta di credito abbiano smesso di scaricare visure dal sito della Camera di Commercio. Confidiamo che l’assessore Castello ci risparmi la spesa. 

Tra parentesi, il comunicato con il quale il 21 ottobre l’amministrazione ha celebrato la fine dei lavori di costruzione della centrale di riserva è sbagliato. Vi si legge che Enerchivasso è “subentrata alle ditte precedenti”. Non è vero. Enerchivasso non è subentrata a nessuno: è la società che ha firmato il primo contratto e che ha cominciato per prima i lavori. Sono Riesco e Elaris che sono subentrate a Enerchivasso. Probabilmente persino in Comune cominciano ad andare in confusione. 

Ma la domanda più importante è ancora un’altra. Enerchivasso/Riesco realizza il teleriscaldamento in project financing: la società si fa carico di tutte le spese di costruzione, e le recupererà,  aggiungendovi il profitto, gestendo per trent’anni la rete e intascando il ricavato delle bollette. Ora, la spesa di costruzione prevista è di 24 milioni di euro. Tanti. Per il momento oltre agli edifici pubblici si sono allacciati solo cinque condomini. Pochissimi. Poche bollette. Poche entrate. Tutto il resto, tutto quanto occorre a Enerchivasso/Riesco per rientrare almeno della spesa dei  24 milioni, chi lo pagherà? La proprietà degli edifici pubblici? Se così fosse il Comune pagherebbe della bollette salatissime. Il Comune, cioè noi. Oppure il Comune accetterà di prolungare l’affidamento oltre i trent’anni. Caro Castello, come stanno le cose?

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