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Ambientalisti sotto Palazzo Santa Chiara

CHIVASSO. Sit-in ambientalista: meno auto e cemento in città!

Sabato scorso gli ambientalisti di Chivasso e di altri Comuni hanno protocollato all’URP del Comune le firme che hanno raccolto per la salvezza del Parco Mauriziano. Firme raccolte sotto un appello rivolto al sindaco Claudio Castello. C’erano Legambiente, Terrasana, Pro Natura, MAC (Movimento Ambientalista Chivassese), In Bici a Chivasso.
Lo stesso giorno Legambiente ha diffuso un comunicato nel quale ricorda che “il più importante polmone verde della nostra città è messo a repentaglio da un progetto edificatorio ‘estremamente impattante in una zona che presenta oggettivi e concreti rischi idrogeologici’, come scritto nella sentenza del TAR”.
Sono dieci anni che gli ambientalisti si battono per il Parco e contro il progetto edilizio che dovrebbe sorgere ai confini del Parco: il cosiddetto Piano Particolareggiato Edilizio del 2009, che nell’ampio terreno a Sud-Ovest del Parco prevede la costruzione di 200 appartamenti per 500 abitanti in palazzi di sei piani, una palestra privata, e una strada di collegamento tra la statale per Torino e il cavalcaferrovia sulla strada per Montanaro.
Con la realizzazione di questi palazzi “il Parco Mauriziano verrebbe ridotto a un semplice parco condominiale”, senza contare il danno arrecato all’ambiente dall’ulteriore “consumo di suolo” e dalla perdita di terreni ancora verdi. Aggiungiamo che la nuova strada, permettendo agli automobilisti di “saltare” il semaforo di Stradale Torino all’intersezione con via Foglizzo, diventerebbe una viabilità di grande traffico, e non solo una stradina al servizio dei nuovi palazzi.
Nell’aprile 2009 il consiglio comunale adottò il progetto edilizio senza accorgersi che mancava la relazione geologica. Sì, proprio così: l’area è nella parte di Chivasso vicina all’Orco ed è percorsa da tante rogge e fu alluvionata nel 1994. Le falde sono ad appena un metro / un metro mezzo sotto il piano campagna, con possibilità dell’acqua di risalire fino al piano campagna stesso in caso di piogge intense. Ma il Comune non si accorse che mancava la relazione idrogeologica…
Legambiente presentò ricorso al TAR contro il Comune: purtroppo i giudici amministrativi non ritennero il vizio di forma così grave da annullare il progetto. L’associazione ambientalista non si dette per vinta e fece ricorso al TAR anche contro la Regione, che nel 2011 aveva approvato definitivamente la variante urbanistica collegata al progetto. Questa volta la tenacia dell’associazione viene premiata: il Tribunale amministrativo accoglie il ricorso sottolineando che il progetto interessa una zona a forte rischio geologico e alluvionale. E condanna il Comune, la Regione e il privato a pagare le spese processuali.
Il Comune e la Regione, però, prosegue Legambiente, impugnano la sentenza presso il Consiglio di Stato “e ne chiedono la cancellazione, facendo un grosso favore alla Vale Immobiliare, che vede così conferire nuova legittimità al suo progetto”. Perché anche il Comune, e non solo la Regione e la proprietà, ha fatto ricorso al Consiglio di Stato? Se lo chiede Gianni Ronchetti di Legambiente: “Il TAR questa volta non aveva bocciato il progetto approvato dal Comune sotto il profilo dell’iter amministrativo: aveva richiamato l’attenzione sulle condizioni idrogeologiche dell’area”.
Contro questo ennesimo attacco al Parco le associazioni chivassesi “si sono nuovamente mobilitate per informare i cittadini di ciò che stava avvenendo e per continuare la battaglia in difesa del Parco Mauriziano e delle aree verdi della nostra città”.
Il comunicato si conclude allargando lo sguardo a tutta la città: chiediamo “inoltre all’Amministrazione un ripensamento complessivo dello sviluppo della città e del suo territorio, per fare di Chivasso una città a misura d’uomo, liberando le piazze dalle auto, realizzando più aree pedonali e piste ciclabili e predisponendo un efficiente trasporto pubblico urbano e di collegamento con i centri vicini e con la città di Torino”.
E vogliono che i cittadini siano veramente fatti partecipare alla formazione delle decisioni: “quando sarà discusso il nuovo Piano Regolatore, l’Amministrazione segua un iter trasparente, coinvolgendo i cittadini e tutti i loro rappresentanti per elaborare insieme una strategia di sviluppo urbano e territoriale basato anzitutto sul risparmio del suolo e sul benessere dei cittadini”.

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