Home / Torino e Provincia / Chivasso / CHIVASSO. Sfogo delle dipendenti di Euroristorazione: “Lasciate senza un centesimo”

CHIVASSO. Sfogo delle dipendenti di Euroristorazione: “Lasciate senza un centesimo”

Come faccio a vivere senza percepire nemmeno un euro per sei mesi?”.  Il coronavirus continua a mietere vittime. Meno nei reparti di rianimazione negli ospedali o nelle case di riposo, ma sempre di più tra i lavoratori che stanno fuori, che non hanno contratto il virus ma che devono gioco-forza sottostare agli effetti della pandemia. Monica Sarro è una mamma, operaia, di Chivasso. Ha due figli, è separata e dal marito non percepisce gli alimenti. Ha un contratto di lavoro per quattro ore al giorno con la ditta Euroristorazione, che ha vinto l’appalto delle mense scolastiche a Chivasso e in tanti altri comuni del Canavese. 
Da marzo, però, è a casa. Lei come gli altri settanta colleghi chivassesi. “La mia azienda ci ha messo in cassa integrazione a zero ore e non ha voluto anticiparci la cassa – racconta questa mamma chivassese che, presa dalla rabbia e dalla disperazione, ha già scritto a Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi, Augusta Montaruli e tanti altri per chiedere aiuto -.  Dall’Inps non è ancora arrivato un centesimo. Inoltre, da giugno fino ad ottobre noi lavoratori della mensa scolastica siamo ‘sospesi’: l’attività è ferma, non veniamo licenziati perché manteniamo il posto fino alla ripresa delle scuole, ma non percepiamo un euro dagli ammortizzatori sociali. Il che vuol dire che quest’anno, se andrà bene, da marzo ad ottobre porterò a casa qualche centinaio di euro e stop. Come faccio a mantenere me ed i miei due figli? Chi ci aiuta? Se non veniamo sostenute, come possiamo sperare di andare avanti?”. Alla voce di questa addetta alla mensa scolastica s’aggiunge quella di Francesco Sciarra del sindacato Uiltucs.  “Euroristorazione così come altre realtà del settore – spiega – ha aperto la cassa Fis, il Fondo di Integrazione Salariale, ma ha deciso di non anticipare gli importi agli operatori, derogando all’Inps il pagamento degli stipendi. Oggi avrebbero dovuto percepire le competenze di aprile e invece aspettano ancora quelle di marzo. C’è poi un altro aspetto da considerare: i lavoratori del settore delle mense scolastiche hanno un contratto part-time verticale ciclico, che li impegna nel periodo scolastico mentre durante il periodo estivo sono a casa. Per molti di loro il 10 giugno finisce l’attività lavorativa e, fino a novembre, non tornano a rivedere uno stipendio vero. Che per la maggior parte di loro è di 600 euro mensili. Non hanno la possibilità di accedere alla Naspi perché il contratto è sospeso e così sono costretti ad arrangiarsi”. “Purtroppo – conclude Sciarra in questa emergenza da coronavirus Euroristorazione avrebbe potuto dimostrare una maggiore responsabilità sociale nei confronti dei suoi dipendenti. Che senso ha proporre di anticipare i ratei di 13esima e 14esima, come ha fatto, piuttosto che anticipare la cassaintegrazione?”.

Commenti

Blogger: Redazione

Redazione

Leggi anche

Asl To 4: Ardissone presenta la dimissioni a Icardi

CHIVASSO. Asl To 4: Ardissone presenta le dimissioni all’assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi. …

RONDISSONE. Carla Valle va in pensione dopo 43 anni in Comune

Per lei nessuno è mai stato “soltanto un numero”. Dopo oltre quarant’anni di servizio (43 …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *