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CHIVASSO. Il segretario del Pd non si riesce proprio a fare…

Nulla di nuovo sotto il sole del Pd.

E il sospetto è che, di questo passo, chi “avrebbe” perso voglia portare la sezione chivassese del Partito Democratico verso il commissariamento.

Piuttosto che vederla nelle mani di chi “avrebbe” vinto.

C’eravamo lasciati una settimana fa con l’aut aut dell’ultimo commissario, Antonello Ghisaura. “Per il bene del partito, si deve arrivare ad una definizione rapida. Non si può andare oltre a questa settimana”, aveva incalzato Ghisaura.

Bene. Di giorni, da allora, ne sono passati quasi dieci e i “summit” telefonici tra Massimo Corcione e Pasquale Potenza hanno partorito l’ennesima fumata nera.

Il segretario, di questo passo, non è destinato a farsi. Nè ora, nè probabilmente mai.

Dopo aver vinto le elezioni per due soli voti, non sufficienti però per ottenere la maggioranza nel direttivo del circolo (20 consiglieri a 20, ndr), Massimo Corcione è alle prese con le rivendicazioni della segreteria di Potenza. Ogni tentativo di intesa per ora è fallito e tutte le carte giocate sul tavolo sono per ora saltate per aria. A cominciare dall’ipotesi di affidare la vice segreteria a Potenza: respinta dal candidato “penteneriano”. Come l’ipotesi “staffetta”: due anni di “segreteria Corcione” e due anni di “segreteria Potenza”. Rifiutata dal “renziano” ex vice sindaco.

Fino all’offerta di riconoscere, agli sconfitti, oltre all’incarico di vice segretario, anche la tesoreria. Due di picche incassato ancora una volta da Corcione. L’ultima proposta, messa sul piatto da Corcione l’altra settimana, per Potenza & company, era la presidenza dell’assemblea dei tesserati. Oltre alla disponibilità, data dall’ex vice sindaco di Chivasso,  dopo due anni, a rimettere la valutazione del proprio operato all’assemblea degli iscritti che si esprimerà attraverso il voto.

Rien à faire. Niente da fare.

Potenza ha detto no anche a questo. Si va verso la conta, all’interno del direttivo allargato ai sindaci e ai capigruppo del Pd. Una soluzione, l’ultima, prima dell’eventuale e sempre più probabile commissariamento.  Se ci dovremo contare ci conteremo – taglia corto Corcionema in questo modo si sancisce la sconfitta del voto degli iscritti del 20 ottobre scorso. Così si lascia intendere alla nostra base che ci sono persone, sindaci e capigruppo, che valgono più di altri e possono votare due volte”.

Come dire, un Pd di serie A e un Pd di serie B.

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