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Sul tema discarica Castello è sicuro: è chiusa
Castello, sindaco di Chivasso

CHIVASSO. Scricchiolii in maggioranza. Ecco la lettera di Liberamente

Questo il testo della lettera inviata al sindaco di Chivasso dal Gruppo consigliare LIBERAMENTE

Prima di affrontare le pesanti problematiche nate nella nostra città a seguito del più grave sconvolgimento dal dopoguerra ad oggi, crediamo sia necessario fare alcune premesse.

In primo luogo questo documento è espressione di una parte della maggioranza che non vuole porsi in una posizione di alterità ma ritiene di esserne parte integrante, condividendone i successi ma anche le evidenti lacune che hanno caratterizzato in particolar modo la gestione dell’emergenza sanitaria.

Quindi, è nostra intenzione che questo documento costituisca un’ipotesi di lavoro assolutamente interna alla maggioranza, con l’auspicio di migliorare lo stato delle cose fornendo spunti di riflessione ma anche semplici suggerimenti operativi.

Vorremmo, altresì ribadire, che la democrazia si fonda sul Noi e non sull’Io e, lungi dall’apparire buonisti, riteniamo che illudersi che il bene del singolo, anche inteso come partito o gruppo consigliare, possa prescindere da quello dell’intera maggioranza e della collettività, sia fuorviante e perdente.

Quello di cui abbiamo bisogno per ridare slancio all’impegno attivo nei confronti della nostra Città è di rimettere al suo posto primario il “Noi” e non l”Io”: diversamente si continuerà a perdere di vista quanto siamo interconnessi gli uni agli altri, ancor di più nel tempo COVID-19.

Troppi segnali ci indicano la decadenza dei rapporti interpersonali, il pressapochismo, talora il risentimento contro istituzioni pubbliche, con la nascita di politiche identitarie.

Ciò detto, riteniamo di poter affermare con molta franchezza che il nostro operato, a ciascuno di noi riferito ai propri livelli di responsabilità, sia stato in questa prima fase della pandemia sostanzialmente insufficiente in tema di valore, concretezza ed efficacia degli interventi.

Proprio per evitare affermazioni generiche, intendiamo procedere per argomenti specifici partendo da quelli strettamente legati alla cosiddetta fase 1, di cui possiamo già trattare i consuntivi, per arrivare quelli della fase 2, che di fatto devono essere sottoposti da subito ad una fase di studio e preparazione preventiva, indispensabile per garantirne il successo.

Aggiungiamo infine che per ottenere in tempi brevi buoni risultati non sempre è necessario produrre soluzioni per forza originali, ma può essere sufficiente prendere spunto, finanche copiando, chi si è dimostrato più bravo o proattivo, attivandosi concretamente nel raccogliere informazioni, scegliendo quelle che paiono essere state le iniziative migliori.

Fornitura di mascherine alla cittadinanza
Questa rappresenta una delle più dolenti note in merito alle mancanze rilevabili finora. A differenza di tutti i comuni limitrofi paragonabili al nostro, come ad esempio Settimo, Grugliasco, Collegno, Ivrea…, il comune di Chivasso non è riuscito ad organizzare alcuna distribuzione sistematica di mascherine alla popolazione. Con vistoso ritardo si è infine deciso di limitarla alle categorie a rischio e agli over 65enni, subordinandola però ad un sistema di richiesta complesso, farraginoso e a tratti oscuro, in considerazione di un prodotto del valore di 60 centesimi..

Il fatto di avere parlato fino allo sfinimento del caso delle mascherine, avendo concluso poco o nulla, non lo rende affatto un problema superato; al contrario in questa fase 2 rappresenta ancora uno dei problemi più nevralgici da risolvere.

Un’ultima annotazione di carattere operativo di portata più generale: per tutte le attività future, la città avrà bisogno di figure di supporto alla polizia municipale ed alla protezione civile, già fortemente gravate. Sarà quindi d’obbligo costruire un elenco delle associazioni di volontariato od anche dei singoli cittadini disponibili a cui fare riferimento, congiuntamente ad una rilevazione delle ore/lavoro che associazioni o singoli possono mettere a disposizione della comunità, i loro recapiti e le loro modalità di attivazione su richiesta.

Comunicazione istituzionale e ruolo della struttura
Alla luce di quanto evidenziato al punto precedente riteniamo che il Sindaco, avrebbe dovuto e dovrebbe ancora oggi concentrare la propria attenzione sulla cura verso una comunicazione tempestiva e trasparente verso la cittadinanza. Una comunicazione che fino ad ora si è dimostrata invece lacunosa e frammentaria, intervallata da lunghi ed inspiegabili silenzi, talvolta foriera di informazioni fuorvianti. L’altro aspetto che noi riteniamo essenziale dell’azione del primo cittadino dovrebbe essere quello di una ferrea regia dell’operato della giunta, di un’analisi attiva di quanto si propone all’interno delle commissioni e soprattutto di un’azione di sprone, senza timore di assumere talvolta anche toni aspri nei confronti della macchina comunale. Per quest’ultimo punto è necessario fare una considerazione: se in singoli servizi ed individualità essa si è rilevata di buon profilo, su un piano più globale ciò non è avvenuto, dando l’impressione di risultare incapace di comprendere quanto la drammaticità e l’eccezionalità della situazione, necessiti di risposte altrettanto eccezionali, che travalichino le prassi consolidate che ora possono risultare finanche di intralcio. Infine si vuole suggerire al sindaco ed alla giunta di alimentare un costante flusso di informazioni e comunicazione (anche semplicemente per via telefonica) nei confronti di sindaci e giunte di comuni di analoghe dimensioni a noi vicini, privilegiando – ovviamente – quelli di affine orientamento politico, proprio per favorire quella pratica di confronto alla quale prima si faceva riferimento.

La stessa comunicazione dei dati epidemiologici è stata gravata da lacune e ritardi. Si è detto che ciò sia dovuto alla scarsa precisione della comunicazione da parte dell’ASL 04, eppure sappiamo che, pur in forma approssimativa, essi invece sono stati trasmessi alle rispettive cittadinanze da parti di molti Sindaci di comuni limitrofi con rassicurante regolarità.

Distribuzione saturimetri ai medici di base
Constatiamo con piacere che un centinaio di essi sono stati distribuiti ai medici di base. Ci sia permessa una indicazione ultra-pratica e ultra-operativa per la loro gestione: abbiamo assistito ad una ridda di numeri a questo proposito, prima ottanta, poi un’anteprima di cinque, poi un ordine di duecento di essi…. Tale confusione di numeri, non sfuggita tra l’altro alla cittadinanza e nelle varie pagine social sulla città, fa pensare che nella gestione e assegnazione dei saturimetri non siano stati utilizzati neanche i più semplici strumenti di rendicontazione di uso comune e quotidiano in ogni attività.

Non pretendiamo di essere esaustivi o di voler fare i professori, siamo però convinti che anche semplici prassi operative consolidate possano consentire una migliore programmazione delle prossime fasi e una proficua gestione degli incontri di maggioranza, verso un monitoraggio più concreto dell’azione amministrativa accogliendo eventuali validi suggerimenti basati su numeri e fatti concreti.

Distribuzione di buoni spesa per famiglie in difficoltà
Anche in questo caso riteniamo che l’attività dell‘Amministrazione, della quale facciamo parte, sia stata di scarsa incisività. Il fatto che in prima battuta sia stata distribuita una frazione molto limitata della somma stanziata ci fa sollevare fortissimi dubbi che si sia stati in grado di intercettare tutti i cittadini oggi in difficoltà economica. Ed è solare come tutto ciò sia in marcata controtendenza con la maggioranza dei comuni della zona che, oltre ad avere impiegato l’intera somma consegnando casa per casa gli aiuti alimentari, talvolta hanno addirittura dedicato risorse proprie per incrementare lo stanziamento. A questo proposito vale più di mille parole la lettura dell’intervista rilasciata alla Stampa dal Sindaco di Settimo Torinese Elena Piastra il 6/5/2020. Inoltre rimangono

alcune perplessità in riferimento alla scelta di effettuare una seconda distribuzione ai medesimi soggetti in quanto forse una migliore pubblicizzazione dell’iniziativa anche attraverso l’utilizzo delle bacheche comunali (che, dispiace rilevarlo, sono state abbandonate da inizio marzo, malgrado alcune nostre ripetute segnalazioni) avrebbe permesso di raggiungere una platea maggiore di cittadini.

Anche in questo caso comunque si rende indispensabile condividere una ricognizione qualitativa e quantitativa sulle somme erogate che, pur salvaguardo il necessario diritto alla privacy, ci permetta di capire modi ed efficacia dell’intervento.

Presidio ospedalierio di Chivasso
Sebbene le norme emanate dal governo per il contrasto all’epidemia abbiano attribuito poteri di emergenza ai vertici dell’ASL, non dobbiamo dimenticare che il Sindaco rimane la maggiore autorità sanitaria cittadina. In queste settimane, con scelta assai discutibile ed in palese indifferenza nei confronti dell’Amministrazione, l’ospedale è stato trasformato di fatto in ospedale COVID, con la conseguente chiusura di molti reparti.

Il primo cittadino deve farsi capofila del territorio, nel caso combattendo strenuamente con a fianco a sé l’intera maggioranza, per fare in modo che l’ospedale torni presidio operativo per il territorio, rendendolo riutilizzabile dai pazienti cittadini affetti da altre patologie. Allo stesso tempo dovremo agire affinché l’ASL sia in grado di garantire la tutela dei lavoratori all’interno della struttura, composti in gran parte da chivassesi e riducendo quindi le occasioni di contagio nei confronti dei loro familiari e del resto della cittadinanza.

Interventi a favore del commercio cittadino
Come lista LiberaMente riteniamo che sia improcrastinabile un insieme di interventi per i quali intendiamo subito fare un primo elenco non certo esaustivo che, invece, dovrà essere implementato (in termini costruttivi e di dettaglio e non solo con enunciati) dai contributi di tutti i membri della maggioranza e soprattutto attingendo a quell’attività di confronto con le altre realtà a noi vicine di cui abbiamo scritto in precedenza.

 Azzeramento delle tariffe TARI per i mesi di chiusura delle attività commerciali e riduzione del 50% per le attività che nel medesimo periodo sono rimaste aperte.

 Fornire a tutte le attività un numero adeguato di voucher “lo shopping non paga la sosta” per fidelizzare la clientela e fornire un incentivo concreto.

 Possibilità di ampliare l’occupazione del suolo pubblico da parte di bar e ristoranti in modo di trasferire l’attività di somministrazione all’esterno permettendo la maggiore sicurezza.

Tutto ciò deve essere fatto senza aggravi di costi e con alleggerimento della burocrazia.

 La consegna a domicilio dei prodotti alle famiglie si è rivelato di capitale importanza in questo periodo di emergenza. Vale la pena incentivare l’esperienza attraverso la costruzione di un sistema di supporto centralizzato al delivery.

Attività in vista della riapertura delle scuole.
Rimanere in attesa delle disposizioni del MIUR sarebbe un atto miope dalle conseguenze drammatiche al momento della riapertura delle scuole. Con ogni probabilità tali direttive si limiteranno a definire standard generali di sicurezza in termini di distanze da applicare, di metrature, di criteri di sicurezza improntati ad un livello minimo su base nazionale ecc… e in definitiva sarà compito delle autorità comunali e scolastiche darne una declinazione operativa. Insomma, per fare elenco concreto e non esaustivo, bisognerà attivarsi fin da ora per vedere, prendendo ad esempio le scuole elementari di via Marconi per verificare:

 quante aule siano disponibili ed eventualmente valutare altri spazi all’interno dell’edificio,

 supponendo la necessità di una distanza di due metri da un banco all’altro, quanti alunni saranno in grado di accogliere ogni classe,

 la presenza di banchi per uno o due allievi, perché in quest’ultimo caso sarà difficile che essi siano a norma e bisognerà provvedere alla loro sostituzione,

 la dotazione degli opportuni supporti elettronici per la comunicazione a distanza o anche solamente di un’impiantistica elettrica/di cablaggio idonea a sostenere l’aggravio di consumi,

 la dotazione all’interno di tutte le aule di LIM e di videocamere adatte a riprendere eventuali lezioni a distanza,

 gestione degli spazi comuni come servizi igienici, cortili, palestra e refettorio,

 gestione trasporti scolari/alunni ai sensi delle nuove disposizioni normative

 numerose altre cose che necessiteranno una nostra preventiva valutazione e censimento che renderanno opportuno prendere contatto con presidi, direttori didattici ed insegnanti.

Ipotesi di programmazione in tema di eventi estivi
Nel caso di una possibile prima programmazione di eventi culturali per l’estate, suggeriamo l’utilizzo del cortile interno del municipio: uno spazio già pensato ed attrezzato per accogliere eventi con una predisposizione per posizionare un palco e dove inoltre vi è la possibilità di predisporre tutti i dovuti controlli agli accessi. Operativamente si tratterà quindi di valutare un numero adeguato di sedie fisse a debita distanza escludendo, ovviamente, la possibilità del parcheggio delle autovetture di servizio e non. Tutto questo potrebbe fornire gli adeguati strumenti di sicurezza per permettere la programmazione di eventi culturali e di intrattenimento per l’estate, con in aggiunta un notevole abbattimento dei costi.

********************

In conclusione questo documento non ha la pretesa di essere esaustivo, infatti pensiamo che altre necessità si andranno ad aggiungere a quelle fin qui evidenziate.

Quello che la lista LiberaMente chiede non è altro che è un energico cambio di passo delle modalità e del metodo con cui la crisi sanitaria e socio-economica è stata e sarà gestita nel prossimo futuro.

LiberaMente

Qui la lettera

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