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L'assessore Claudio Castello

CHIVASSO. Scolmatore della roggia Campagna: serve davvero?

Quindici giorni fa abbiamo sollevato la questione dello futuro scolmatore della roggia Campagna. Abbiamo sottolineato i costi della progettazione, che sono a carico del Comune. Ora vogliamo porre all’amministrazione e all’assessore ai lavori pubblici Claudio Castello un’altra domanda: lo scolmatore serve davvero? E’ giusto spendere sei milioni di euro per costruirlo? Breve riassunto dell’articolo di due settimane fa: la progettazione fu affidata allo studio Hydrodata e per pagare la parcella il Comune ha già impegnato 400.000 euro. Il progetto è stato bocciato dalla Regione, e deve venire rifatto. Il Comune intende riassegnare il lavoro al medesimo studio. Quanto ci costerà ancora? Ma veniamo al punto: lo scolmatore è necessario? Teniamo conto che non sono spiccioli: il costo previsto nel Piano comunale triennale dei lavori pubblici è di sei milioni di euro. Erogati dalla Regione, dallo Stato, dalla società dell’Alta velocità Torino-Milano, e solo per una piccola parte dal Comune. Ma sono sempre soldi pubblici. Alla domanda se serve o non serve potremo rispondere meglio quando avremo letto gli elaborati chiesti al Comune. Per il momento facciamo qualche considerazione da profani, disponibili a correggerci se l’assessore vorrà risponderci. Lo scolmatore dovrebbe partire all’incirca dalla porzione di territorio fra l’Alta Velocità e la Chind e dirigersi verso Est per proteggere le frazioni Borghetto e Betlemme. Ma, considerando un’area vasta, quella fra l’Orco e la Dora, e comprendente Montanaro e Chivasso, vi troviamo già tre canali che raccolgono le acque in eccesso e le scaricano in parte nei due torrenti e nel Po. Non sono sufficienti? Il primo è la Gronda Ovest. Parte appunto dalla Chind e porta le acque della roggia Campagna, e quelle piovane che cadono nell’area industriale, verso l’Orco: non lo raggiunge ma confluisce nella roggia San Marco. Siccome questa roggia minaccia, in caso di piena, l’abitato di Chivasso, sono state costruite ben tre opere per liberarla dall’acqua di troppo: lo scolmatore di Pratoregio, quello del rio Nuovo Orchetto che passa a fianco della Rivoira, e la ricalibratura del rio lungo via Settimo. Se funziona, tutto questo sistema di opere di messa in sicurezza dovrebbe già bastare a proteggere Chivasso dalle eventuali piene della roggia Campagna. Se non funziona, e si rende necessaria la costruzione di un nuovo scolmatore, ce lo dicano. Forse nel percorso della roggia Campagna un punto critico c’è, e si trova a fianco del primo parcheggio della Chind. Qui la roggia, che arriva da Nord, fa una curva stretta verso Est, verso Borghetto: l’acqua in curva potrebbe esondare. Ma probabilmente basterebbe sistemare quel piccolo tratto e collegarlo alla Gronda Ovest che si trova a pochi metri di distanza. Magari dando anche un’occhiata a un fosso che parte della roggia, proprio a fianco del parcheggio, e scende verso Sud in direzione del Baraggino. Anche questo fosso può raccogliere parte dell’acqua della roggia Campagna e impedirle di straripare. Ma il fosso è intasato da terra e vegetazione. In passato scorreva in superficie, mentre ora si infila sotto l’area Chind: non sappiamo se è libero o se è parzialmente otturato. Il secondo dei canali che provvedono a liberare l’”area vasta” dall’acqua di piena è lo scolmatore di Montanaro: Chivasso contribuisce con 500.000 euro, proprio perché serve a proteggere anche la nostra città. Il terzo è un lungo tratto di canale appartenente al Consorzio di Caluso. Lo si trova all’altezza della seconda curva a gomito sulla strada per Tonengo di Mazzé. E’ recente, è largo, ha una notevole portata, e finisce nella Dora. Tutto questo non basta? Volevamo chiederlo all’assessore Castello. Ci ha concesso un colloquio. Ma ne sappiamo quanto prima, perché l’assessore ci ha promesso che organizzerà una conferenza stampa nella quale i tecnici del Comune e di Hydrodata spiegheranno le ragioni dell’opera e le sua caratteristiche. Quando?

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