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L'assessore Claudio Castello

CHIVASSO. Rischio alluvione, Castello assicura: “Sto studiando”

Siamo stati ricevuti dall’assessore Claudio Castello per parlare delle nuove mappe regionali del rischio alluvione. La Regione le ha mandate in consultazione ai Comuni e attende le loro osservazioni entro il 15 luglio. Le mappe sono state elaborate in ottemperanza alla direttiva europea 2007/60 CE, accolta nella normativa nazionale con il Dlgs 49/2010. Al termine della fase di consultazione saranno approvate dalla giunta o dal consiglio regionale, e i Comuni dovranno adeguarvi i piani regolatori. Dopo l’alluvione del 1994 la Regione emanò la circolare “7Lap” e l’AIPO predispose i PAI (Piani per l’assetto idrogeologico). I Comuni dovettero recepirli nei loro Piani regolatori. Ora dovranno recepire anche questa nuova normativa dettata dall’Unione europea. L’assessore assicura che il Comune ce la farà agevolmente a inviare alla Regione le proprie osservazioni entro la metà del mese. Già all’inizio di questa settimana i tecnici comunali incontreranno quelli regionali. A giudizio di Castello, ad un primo sguardo le mappe appaiono da perfezionare. Quella che riguarda Chivasso classifica a rischio zero il centro città, che pure fu pesantemente colpito dall’alluvione del 1994. Mentre giudica tuttora pericolose delle porzioni di territorio che i tecnici ritengono di avere messo in sicurezza con le opere realizzate in questi venti anni, come gli scolmatori e gli argini di Chivasso Ovest. Per stabilire i livelli di rischio delle singole aree dei territori comunali le mappe combinano due criteri, gli “scenari di rischio” e gli “scenari di alluvione”. Come era prevedibile, nelle mappe appare particolarmente esposta Chivasso Ovest, tra l’Orco e il Po, attraversata dai corsi d’acqua minori che scendono da Montanaro, come la roggia San Marco. Consideriamo una parte di questo territorio di cui molto si è parlato in questi anni, la zona del Parco Mauriziano: quanto agli scenari di rischio è classificata a rischio moderato, ma l’area confinante a Nord, al di là della ferrovia Torino-Milano, è a rischio elevato. Circa gli scenari di alluvione, è posta al livello più basso di frequenza, cioè rara (che non vuol dire zero), ma quella confinante è al livello più alto, cioè frequente. Le mappe tengono conto anche della densità abitativa dei singoli luoghi. Maggiore è la densità di una zona a rischio, maggiore potrebbe essere il numero di persone e beni colpiti da un’eventuale alluvione. E’ un’indicazione utile ai fini dell’annunciata revisione del piano regolatore chivassese: è ragionevole pensare che in questi luoghi l’edificazione dovrebbe venire limitata o fermata. Sulle mappe leggiamo: “Informazione e consultazione al pubblico”. Al pubblico, non solo ai Comuni. Nulla vieta che cittadini, comitati, associazioni mandino alla Regione le proprie osservazioni. Anzi, proprio i Comuni dovrebbero coinvolgere e “consultare” i loro amministrati. I tecnici comunali conoscono bene il loro territorio: ma tanti cittadini conoscono altrettanto bene le condizioni del posto e del quartiere in cui vivono. Soprattutto se sono andati sott’acqua nel 1994 e nel 2000. Infine, una domanda all’assessore Castello: e il ponte sull’Orco della ferrovia Torino-Milano?

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