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i tigli di corso galileo ferraris sono già stati al centro di una manifestazione di protesta che ha permesso di bloccare il cantiere, lo scorso mese di novembre.

CHIVASSO. Ma quanto ci costa tagliare i tigli?

Quanto ci verrà a costare il taglio dei tigli di Corso Galileo Ferraris, o meglio la “riqualificazione dell’area d’ingresso dell’ospedale”?  Costerà 55.000 euro soltanto, oppure bisogna aggiungere 9.300 euro per l’illuminazione a led, e magari ancora l’integrazione di 3.588 euro della più recente determina? Che pare non sarà l’ultima… Il procedimento ormai si compone di una delibera di giunta col progetto, di tre determine del dirigente e di due ordinanze. E non è finita, perché manca ancora la decisione del Comune: abbattere o non abbattere i tigli? Confermare il costoso progettone che ormai supera i 60.000 euro, oppure risparmiare adottando quello proposto dagli ambientalisti?

Proviamo a ripercorrere il tortuoso percorso amministrativo del “taglio i tigli oppure no”, oppure “sì”, oppure “aspettiamo sperando che non nevichi”.

Il 12 ottobre una delibera di giunta approva il progetto di “riqualificazione dell’area ingresso ospedale” che trasformerà il primo tratto di corso Galileo Ferraris nel “viale nobile” e nella porta d’Oriente della città, che al confronto la splendente Costantinopoli era un mucchio di catapecchie. Costo 55.000 euro.

La relazione tecnica del progetto elenca i quattro interventi che compongono il progetto: “1. Abbattimento alberate; 2. Rifacimento pavimentazione in asfalto 3. Nuova piantumazione 4. Installazione di Illuminazione pubblica lungo il percorso pedonale, con camminamento pedonale protetto con idonea transennatura sul lato nord del lotto”. Tutto poi affidato in novembre alla ditta AGRISCAVI. Costo totale 55.000 euro. Solo che nel “Computo metrico estimativo”, data 10 ottobre, il quarto intervento, l’illuminazione non compare. Una dimenticanza? In ogni caso ci siamo chiesti: il Comune dovrà spendere a parte altri soldi per l’illuminazione? oppure ritirerà la delibera sbagliata?

La risposta arriva qualche giorno dopo, quando nell’albo pretorio compare una determina del dirigente dei “lavori pubblici e manutenzione” che affida l’installazione dell’illuminazione a Enel Sole per 9.300 euro. Attenzione alle date: benché pubblicata dopo la delibera di giunta, la determina è del giorno prima, l’11 ottobre. Per la  verità non sappiamo se fa parte del progetto, che del resto non era ancora stato approvato dalla giunta. La determina però ha come oggetto la “riqualificazione dell’impianto d’illuminazione pubblica nell’area ingresso dell’ospedale civico di Chivasso”. Ragionevole pensare che si tratti proprio dell’illuminazione che è stata dimenticata nel computo metrico del progetto. Ma attenzione alle date: la determina è dell’11 ottobre. Il computo metrico è del giorno prima, del 10 ottobre. Perciò l’ufficio tecnico era  consapevole di avere dimenticato l’illuminazione, e ha provveduto rapidamente a rimediare con la determina del giorno 11 ottobre. Ma il 12 ottobre sindaco e giunta sapevano tutto questo?

Ma non è ancora finita qui. Qualche giorno fa l’albo pretorio pubblica una nuova determina del dirigente lavori pubblici, la n. 765 del 14 novembre 2017, che ha per oggetto: “Integrazione di spesa relativa alla riqualificazione degli impianti d’illuminazione pubblica nell’area di ingresso dell’ospedale civico e in via Rigazzi angolo via dei Polacchi”. L’integrazione  è di 3.588 euro. E’ un documento di non  facile lettura. ENEL SOLE aveva presentato un nuovo preventivo: davanti all’ospedale installerà l’illuminazione ma non farà i plinti di fondazione e i pozzetti di ispezione. Li farà “la ditta aggiudicataria delle opere edili con propria e successiva determina”. Perciò aspettiamoci una nuova determina che potrebbe introdurre una nuova “integrazione di spesa”… Di quale cifra? Quanto costerà alla fine la “porta d’Oriente”? Speriamo che l’amministrazione si decida a spiegarlo ai cittadini, con un apprezzabile gesto di trasparenza, mediante una conferenza stampa, un comunicato, un intervento in consiglio. Qualsiasi cosa, purché chiariscano: non ci si capisce più nulla.

Speriamo almeno che il risultato sia pari all’impegno: “ Giungemmo a una città [Costantinopoli nel X secolo] di bellezza inenarrabile. Le mura erano costruite di dodici filari e ciascuno era di una diversa pietra preziosa; le porte erano d’oro e d’argento. Entro le mura trovammo dorato il terreno, dorate le case, dorate le ville. La città era piena d’una luce ignota e d’un soave profumo…”.

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Blogger: Piero Meaglia

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