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Chivasso
La Bela Tolera Veronica Castenetto e l'Abbà Emanuel Bava

CHIVASSO. La promessa dell’Abbà: “Porterò un sorriso alla gente!”

Domenica prossima, 8 febbraio, l’edizione 2015 del Carnevale di Chivasso entrerà finalmente nel vivo. Dal balcone di Palazzo Santa Chiara, il 62esimo Abbà Emanuel Bava, dopo aver ricevuto le chiavi della città dal sindaco Libero Ciuffreda, leggerà il proprio proclama e, così, festa sarà.

Emanuel Bava di San Sebastiano Po a 34 anni è uno dei più giovani Abbà della storia del Carnevale di Chivasso. Figlio primogenito di papà Beppe, storico sindaco del paese collinare ed ex assessore a Chivasso, e di mamma Piera, Emanuel non ha bisogno di presentazioni.

Nella città dei nocciolini è infatti conosciutissimo per il suo impegno politico (tre mandati in Consiglio comunale, prima con Matola, poi con De Mori e oggi con Ciuffreda, con la casacca del Pdl e poi con quella di Forza Italia, ndr) e per la sua professione (è direttore commerciale del giornale settimanale “La Nuova Periferia”, ndr). La sua scelta porta avanti una tradizione del Magnifico Coro di Abbà espressione del centrodestra cittadino. L’altro giorno è venuto a trovarci in redazione per una chiacchierata a 360 gradi su questa nuova avventura.

Allora Emanuel, come t’è venuto in mente di fare l’Abbà?

“Semplicemente perché me l’ha chiesto Davide Chiolerio (presidente dell’Agricola, ndr). Mi sono preso qualche giorno per pensarci e poi gli ho risposto: ‘sì, Davide, ci sto!’”.

Tu non ci avevi mai pensato prima?

“Ad essere sinceri, già sette, otto anni fa ci andai molto vicino… alla fine però non potei accettare ma solo perché avevo appena iniziato a lavorare e pensai che non sarebbe stato il momento giusto. Oggi, invece, credo che sia arrivato quel momento… Certo, il tempo che si ha a disposizione è quel che è, ma penso che valga la pena ritagliarsi qualche spazio importante per vivere un’esperienza che mi auguro sia indimenticabile”.

Dicono che tu sia perfetto per fare l’Abbà del Carnevale di Chivasso…

“Forse perché sorrido sempre?! (sorride). Credo che il saper interagire con le persone, il saper stare in mezzo alla gente, l’essere sempre positivo ed entusiasta siano indubbiamente requisiti indispensabili per vestire questi panni”.

A casa che ti hanno detto mamma e papà quando l’hanno saputo?

“L’hanno presa molto bene: i miei genitori sono rimasti molto contenti e mi hanno subito sostenuto in questa scelta. Mi hanno detto di vivere quest’avventura nel migliore dei modi possibili”.

E i tuoi colleghi consiglieri comunali? Chi è stato il primo a chiamarti?

“Gianfranco Scoppettone. Siamo molto amici. Adriano Pasteris, il mio capogruppo, a cui sono molto legato, mi ha invece mandato un messaggio su whatsapp”.

Che ti ha scritto? Ce lo leggi?

“Certo. Ce l’ho ancora qui. Mi ha scritto: ‘Ehi Abbà, sono proprio contento!’, aggiungendoci due faccine sorridenti”.

E il sindaco non ti ha detto nulla?

“Il giorno della presentazione, il 6 gennaio, in Comune mi ha stretto la mano, mi ha fatto i complimenti e mi ha detto che era molto contento che l’Abbà lo facessi io. Mi ha fatto piacere”.

Piera (Savio, direttore de La Nuova Periferia, ndr) cosa ti ha detto?

“E’ stata una delle prime persone a saperlo da me. Era felicissima, mi è sembrata molto contenta ed emozionata per me”.

Ora che stai per entrare appieno nella parte, un’idea più o meno te la sarai fatta: che cosa significa fare l’Abbà?

“Per me significa vivere un’esperienza unica e straordinaria che mi rimarrà per sempre nel cuore. Significa regalare un sorriso a tutti, un momento di gioia e di speranza anche in un momento difficile come questo. Anche e soprattutto a coloro che ne hanno più bisogno, per esempio gli anziani, le persone malate, i bambini. Non dimentichiamoci che nel programma del Carnevale ci sono anche le visite alle case di riposo, agli istituti di cura, alle scuole… Inoltre, l’Abbà è una figura che appartiene alla storia e alle tradizioni della città. E’ un onore indossare questi panni”.

In che cosa vorresti metterci del tuo?

“Mi piacerebbe dare un’impronta di allegria, di spensieratezza, di entusiasmo, di grande coinvolgimento: ho aderito ad un progetto, rispondendo sì a Chiolerio, che è quello di aprire il più possibile la festa alla gente. Mi auguro che sia un’occasione unica di gioia per tutti, una grande festa per la città e per tutto il territorio”.

Se pensi ad un Abbà del passato, chi ti viene in mente?

“Onestamente, ce ne sono tantissimi. Cito quelli a cui mi sento più legato, ma per un rapporto di amicizia sincero che prescinde dal Carnevale: Adriano Pasteris e Gianfranco Scoppettone”.

Come ti trovi con la Bela Tolera Veronica Castenetto?

“Benissimo. E’ una bella persona, molto giovane e timida. Una ragazza splendida”.

Oggi l’Abbà, domani il sindaco di Chivasso?

“Te lo dico sinceramente: ho accettato di fare l’Abbà senza pensare alla politica. Voglio vivermi questa esperienza divertendomi, senza pensare al domani”.

Ma nel domani di Emanuel Bava, cosa c’è?

“Sicuramente al primo posto la famiglia. Oggi sono single, ma vorrei mettere le basi per un rapporto duraturo. E realizzare qualcosa di importante a livello personale”.

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