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CHIVASSO. Polli morti e amianto sul tetto, l’assessore Corcione dov’era?

Che fatica per ottenere normalissime informazioni! Dal Comune e dall’ASL. Ci abbiamo messo un mese. Eppure non si tratta di un affare di Stato. Parliamo di un allevamento di polli dove l’ASL ha effettuato un controllo. 

Come sempre, gli addetti stampa di Comune ed ASL sono stati gentili e disponibili. Ma ci hanno fatto sudare le informazioni. Non certo per causa loro. 

Come finalmente ci scrive ASL, nella primavera del 2015 in seguito “ad una segnalazione è stato effettuato un sopralluogo da parte dei Servizi ASL competenti presso l’allevamento di via Neirole a Chivasso”. Prosegue la lettera: “In quel periodo si era verificato un guasto accidentale all’impianto elettrico, che provvedeva alla ventilazione dei locali, causando come conseguenza la morte di numerosi polli”. Ma niente cadaveri di animali abbandonati: “I polli morti, comunque, erano stati correttamente conservati in celle frigorifere (presenti in tutti gli allevamenti in quanto previste da programmi di biosicurezza) prima dello smaltimento”. Gli animali, morti per il caldo erano sani, precisa ASL: “Non sono state riscontrate anomalie riguardanti gli animali”. L’azienda sanitaria si è dunque limitata ad impartire “prescrizioni per evitare il ripetersi del guasto”. Chiamare l’elettricista? 

Però noi avremmo voluto da ASL il verbale, la descrizione di quel che i medici e veterinari hanno trovato, il documento con i provvedimenti. Non un comunicato un tantino generico.

ASL conclude informandoci che “nel mese di novembre 2015, il proprietario dell’allevamento ha cessato, in modo autonomo, l’attività”. Gli autori del sopralluogo però avevano anche dato un’occhiata alle coperture: “Per i tetti in cemento amianto è stata effettuata segnalazione agli enti competenti (Comune e Arpa). E qui veniamo alle nostre peregrinazioni via mail in Comune. Nell’albo pretorio abbiamo trovato spesso ordinanze del Comune che imponevano la rimozione e lo smaltimento di coperture composte di materiale contenente amianto. Come le determinazioni riguardanti i capannoni del PiChi e l’allevamento di polli di via Cene a Boschetto. Sono atti pubblicati sul sito del Comune con tanto di nome del proprietario. Nel caso di via Neirole il Comune si è mosso con maggior riguardo. Niente ordinanze e determine all’albo pretorio. Dagli uffici comunali abbiamo ricevuto con un po’ di fatica solo una lettera indirizzata agli interessati con la quale il Comune approva il crono programma dello smaltimento delle coperture. Con i nomi dei proprietari cancellati. La lettera è del 6 settembre 2016: l’ufficio ambiente ci ha messo più di un anno… L’assessore all’ambiente Massimo Corcione dov’era? A studiare da sindaco? 

Non si scherza con l’amianto. Non dovrebbe scherzare nemmeno l’ufficio ambiente. Invece il Comune non ha messo fretta alla proprietà. I capannoni sono tre. Il Comune ha concesso al proprietario di bonificare il primo entro la fine del 2017, il secondo entro il 2018, il terzo entro il 2019. Tempi lunghi: ASL e ARPA sono d’accordo?

Ma di chi sono i capannoni? Prima di farci avere il cronoprogramma l’ingegner Lisa ha provveduto a cancellare i nomi dal documento. Ne ha dimenticato uno nell’ultima pagina: Ezio Veggia, proprietario degli immobili. E anche conduttore dell’allevamento dal 2005 al 2015. Un grande allevatore di Cocconato. Grande e potente. Eletto due anni fa vicepresidente di Confagricoltura:  “astigiano, già vicepresidente, imprenditore cerealicolo-zootecnico, fortemente impegnato nel settore delle energie rinnovabili”. Un imprenditore dal volto “green”: nel 2011 partecipa per il Consorzio Italiano Biogas al convegno su “sostenibilità ed efficienza dell’energia da biomasse in Piemonte”. Convegno organizzato dalla Fondazione per l’Ambiente Teobaldo Fenoglio. 

I polli morti non giovano alla sua immagine verde, né alla sua carica di dirigente di categoria. Pochi mesi dopo il sopralluogo dell’ASL vende l’azienda, ma si tiene i capannoni. Dovrebbe dunque toccare a lui la spesa della rimozione delle coperture. Con calma: il Comune di Chivasso non gli mette fretta. Dov’è l’assessore all’ambiente Massimo Corcione? 

Il sopralluogo di ASL dell’anno scorso è stato effettuato dopo una segnalazione. Chi ha segnalato e che cosa? Nel Chivassese ci sono molti allevamento avicoli, e chi abita vicino si lamenta del cattivo odore e protesta presso le autorità. Potrebbe essere accaduta la stessa cosa in via Neirole. Forse anche nei pressi di via Neirole qualcuno soffriva per la puzza Ma i polli sono morti di caldo stipati in capannoni dai quali non potevano scappare. Quei polli hanno sofferto molto più degli umani. Sarebbe facile risolvere entrambi i problemi: smettere di mangiare carne. Niente puzza, vantaggi per la salute, niente sofferenze per gli animali. Via Neirole si trova vicino al Po. Terra buona da coltivare, non da destinare a capannoni coperti di amianto. 

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